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alex

Non è un problema solo della società italiana. E' un problema generale delle società dell'uomo. Molto spesso la "realtà" che percepiamo non corrisponde ad una vera "realtà" ma solo ad un'immagine molto deformata che percepiamo.Per questo ho chiamato il mio blog "tra il reale e l'mmaginario" perchè spesso è più reale l'immaginario e più immaginario il reale.

E se la volpe del piccolo principe dice: "L'essenziale è invisibile agli occhi" e che "non si vede bene se non col cuore"...... c'è tutto in queste parole che non mi stancherò di ripetere....

francesc0

Viviamo in un sistema che non insegna il rispetto della vita umana. L'insegnamento è che il nemico va ucciso e non amato, passa il messaggio che il terrorista è giusto che venga eliminato, se poi ne fanno le spese inermi civili a iosa pazienza, il fine giustifica l'orrore.Questa è l'educazione che viene impartita alle nuove generazioni dai mezzi di informazione.Più facile quindi arrivare a concepire "il giusto omicidio". Credo che l'unico deterrente a tale logica aberrante stia proprio nel CAPIRE il messaggio cristiano "ama il tuo nemico" alla luce del fatto che nessuno è senza peccato, a livello individuale e collettivo, nessuno può scagliar pietra. Ed è vero che fin tanto che i rapporti umani sono considerati un negozio, dell'Altro è difficile avere una seria considerazione. Nel film con Sordi il Sistema, che non punisce l'assassino a dovere, lo vedo più come la causa della violenza che il bersaglio. Il bersaglio, a mio parere, era proprio il ragazzo, causa primaria della rovina di quella vita, fino al tragico momento, tranquilla del piccolo borghese, colpito nell'affetto più caro, col cuore distrutto, con la vita senza più senso, accecato dal saperlo impunito.

alex

Vi ringrazio dei vostri commenti e mi fà piacere condividere o dibattere queste idee. Ormai lo stillicidio quotidiano di violenze che si ascolta ad ogni telegiornale o giornale radio è inquietante. Talvolta sono inquietanti anche i commenti dei giornalisti o della gente...

Una parte dell'argomento mi richiama alla mente "Delitto e castigo" di Dostoevskij...Lo studente Raskolnikov che progetta di uccidere la vecchia usuraia. Alla fine compie il delitto, dopo che si è creata la giustificazione morale che per "per fini sociali superiori", cioè eliminare dal mondo un essere da lui ritenuto inutile e parassita della società, è lecito compiere anche odiosi delitti. MA il peso del duplice delitto (ha dovuto uccidere anche la serva della donna) diventa sempre di più un macigno sulla sua coscienza e solo l'espiazione gli ridarà la speranza e la redenzione. L'argomento mi porta alla distorta visione del "superuomo" di nicciana memoria.

E poi mi viene in mente come in un "flash" al film "Una cena quasi perfetta" nel quale una congrega di studenti idealisti uccide invitando a cena ed avvelenando uno ad uno tutti gli individui più moralmente riprovevoli ( razzisti, maschilisti, militaristi...)

Riprenderò l'argomento, tanto purtroppo non mancheranno nuove occasioni...

francesc0

Ho letto qualche tuo post, vedo che condividiamo alcune idee e anche argomenti postati, es:
http://kontrovento.blog.kataweb.it/realistiche_utopie_tra_cr/2007/01/se_il_bene_dive_1.html
ma non solo!
beh! è stato un piacere, tornerò a trovarti volentieri, ciao
francesco

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