Il prossimo film di Tim Burton uscira' nel 2010 ma già se ne parla moltissimo, e non potrebbe essere altrimenti, l'idea di vedere Johnny Depp nei panni ldel CAPPELLAIO MATTO è veramente succulenta. Sembra che Burton si sia ispirato non solo alla più celebre delle novelle di Lewis Carrol, ma anche alle altre, cominciando da "Attraverso lo Specchio".
Alice è un racconto straordinario, in bilico tra l'umorismo, la fantasia, la capacità di nascondere doppi sensi nel linguaggio, ed esprime la capacità fanciullesca di scoprire il mondo e di sapere meravigliarsi.
Questa dovrebbe essere la capricciosissima e crudelissima "Regina Rossa", quella per la quale le teste volavano via che era una meraviglia, con grave dispiacere del suo consorte.
nota: per un curioso refuso avevo scritto Alice in Neverland invece che Alice in Wonderland. Forse perchè il Paese delle Meraviglie equivale all'Isola che non c'è?
O forse perchè Johnny Depp era già stato protagonista di "Finding Neverland" un curioso e bellissimo film con Kate Wislet?
Boh, chissà! Me ne sono accorto a distanza di tempo solo per un commento che mi è arrivato
L’opera si svolge in un possibile futuro dove, in una
terra devastata, gli esseri umani superstiti cercano in un modo o in un altro
di sopravvivere.
E’
territorio senza storia e senza ricordi in cui tutto è andato perduto…o quasi.
In questo mondo ” il vecchio”, uno dei pochi in grado di ricordare, diventa
merce preziosa.
Saranno
proprio i barlumi di reminiscenze che ricondurranno gli uomini sul sentiero
dalla civiltà.
Il lavoro proposto è un inno alla memoriaattraverso rievocazioni di immagini…di suoni…di
odori…di ricordi…come il ricordo della colla all’odore di mandorle che si usava
a scuola da bambini.
E’
uninvito a non smarrirci, a cercare di tenere
vivi i nostri cuori ricordandoci di non dimenticare, di mantenere la nostra
MEMORIA!
Antonella De Angelis
La prima ha avuto luogo il 26 novembre è andata benone e vi invitiamo tutti alle prossime serate. Mi raccomando prenotate...
Oggi pomeriggio sono stato al cinema. Sono uscito da una
allucinante fila al raccordo, quando piove Roma si paralizza letteralmente, e
mi sono buttato dentro un cinema, alla Warners. C’era da scegliere tra J. Bond,
una commedia musicale ed WALL-E, l’ultima produzione della Walt Disney , o
meglio della Pixar. Ho scelto il cartone animato, è da tempo oramai che nel
cinema americano la qualità media dei cartoons è nettamente più elevata di
quella del cinema con gli attori in carne ed ossa. E non mi sono pentito della
scelta.
Wall-E in alcuni momenti è estremamente poetico, la forza
del film esula dal piano strettamente tecnico, anche se ormai gran parte delle
scene non sembrano neanche di un cartone animato, tanto è il realismo dell’animazione.
L’inizio è un capolavoro. Un paesaggio desolante di una civiltà abbandonata
dove si muove e vive un robottino, Wall-E addetto alla compattazione di balle
di immondizia, con l’amico scarafaggetto che lo segue nei suoi movimenti.
Decine di minuti senza neanche una parola, un caso raro nei lungometraggi dei
cartoons dove i personaggi spesso brillano per verbosità, spesso ridondante.
Wall-E
raccoglie oggetti del passato dai rifiuti, conserva una montagna di paccoglia
di oggetti che però creano dei ricordi e della curiosità. Persino un pezzo di
una commedia musicale degli anni 60 che Wall-E riguarda ogni volta con passione
nostalgia, non sapendo neanche il perché. Il gusto del sapore del ricordo del passato che contagia anche un robot!
Quindi l’incontro con una robottina scesa da un’astronave,
Eve da cui si dipana una storia d’amore
assolutamente anticonvenzionale ed uno stralcio di fantascienza in versione
cartoon assai godibile. Splendida la scena di “danza amorosa” fuori dalla nave
spaziale dove Wall-E si muove con l’ausilio di un estintore e si rincorre con
Eve.
Molte le scene in cui ci sono delle citazioni per cinefili (da
2001 odissea nello spazio ad ET).
Partendo da una società morta, sommersa dai rifiuti, si arriva ad una corrosiva la satira di una
fantascientifica società ”perfetta” del
futuro, con uomini e donne ciccioni in quanto ridotti sopra delle
poltrone-automobili senza fare nulla per tutto il giorno, in una società di
tipo “Orwelliano” fintamente ideale.
Il punto più debole del film forse è la scontata “happy end”
finale, da cui è difficile allontanarsi per qualsiasi prodotto del cinema Hollywoodiano.
Splendida la colonna sonora, con belle musiche originali di Peter Gabriel.
Un film che probabilmente appassionerà i grandi ancor più
dei piccoli, anche se quest’ultimi ridono a crepapelle della imbranataggine del
protagonista e della sua capacità di mettersi nei guai.
A mio avviso il fim merita un bel 7 per l’originale
sceneggiatura, per il garbo e la poesia con la quale si dipana la storia, che
regala anche dei momenti di vera commozione. I protagonisti meritano un oscar,
il che è tutto dire, visto che non sono certo attori in carne d’ossa, anzi uno
è un robottino a forma di scatola con pinze al posto delle dita, due telecamere
per occhi, mentre Eve è semplicemente una specie di uovo-robot. Ebbene è fantastica
la capacitò di renderli così comunicativi.
(dal diario semiserio di un giovane ultracinquantenne)
Torno da un elettrocardiogramma sotto sforzo. Una cosa impegnativa. Ieri sera mi sono rasato la zona del petto ( un'ora di lavorio con rasoio, schiuma da barba, alla fine avevo il petto tutto rosso, con qualche taglio pure). Penso che ho fatto la stessa fatica che avrebbe fatto un Lucio Dalla ( ed è tutto dire...) Che buffo avere il petto rasato e la pancia pelosa, come un'orso... Stamane, a digiuno, a parte un thè zuccherato come unica colazione, sono andato a farmi questo esame. Prima un'ora per farmi timbrare l'impegnativa e per il ticket (alla fine ho perso la fila perchè mi hanno chiamato da sopra), quindi è iniziata la prova. A torso nudo, con tutta una serie di elettrodi appiccicati qua e là sul petto e sulla schiena, mi hanno fatto pedalare sempre più forte, sempre più forte... Una dottoressa mi prendeva la pressione ogni due minuti, invece un'altro medico controllava il macchinario che ogni tanto sputava un diagramma. Intanto la difficoltà della pedalata aumentava. Io dovevo mantenere la stessa pedalata anche se la "strada" cominciava ad essere moolto in salita. Il tutto è durato una quindicina di minuti, suppongo, mi ero tolto l'orologio e non avevo riferimenti. Insomma è stata una bella faticata, con annessa sana sudata, sotto il controllo medico. Il risultato è stato che sono sano come un pesce sano (risulta che ci siano anche pesci al mercurio non molto sani). Meno male! Il mio cuore fisicamente è sano, almeno sembra proprio così. Invece per quanto riguarda il cuore "metaforico", beh, visto che la "pompa" funziona, credo che anche quello si debba rimettere in moto. Già credo che lo abbia fatto la settimana scorsa, anche se io non gli ho dato retta ed ho fatto finta di nulla. Per paura? Per stupidità? per tutt'e due i motivi suppongo... Ma adesso non vorrei svelare al mondo i cavolicchi miei, anche se credo che parlando di cose di cuore il mio blog avrebbe mooolto più "audience", almeno tra le rappresentanti del gentil sesso. Infatti i blog che parlano di teneri sentimenti sono molto apprezzati da fanciulle e donne in genere. I maschietti invece preferiscono discettare di sport, macchine ed altre pinzillacchere. Mah.
Ah, con la scusa della faticata, dato il digiuno, appena finita la prova mi sono "sparato" un cornettone alla crema niente male. Ho eliminato da tempo i cornetti dalla mia dieta, ma avevo la scusa buona per fare un'eccezione...
Qualche giorno di relax in quel di Panarea, gocce di tranquillità in un mare stupendo.
La mia prima volta alle Eolie, speriamo non sia l'ultima. Poco tempo per girare, vedere, eppure abbastanza per apprezzare un mare fantastico, tanto sole e un pò di tranquillità e di relax al riparo dello stress "romano"...
Con l'occasione ho avuto modo di scattare molte foto, qualcuna la posterò qui altre nel mio blog di immagini "Il lampo"
Ho lasciato per qualche giorno internet ed i blog, arieccomi comunque...
Ah, ringrazio gli amici conosciuti & sconosciuti che mi hanno lasciato alcuni commenti nei precedenti post. Il blog è anche vostro, dei vostri commenti, le vostre ideee ed opinioni...
Vi racconterò in un prossimo post di un mio incontro in treno.......
Per ritrovare i colori della la natura non c'è voluto molto.
Uscito di casa, a sinistra, prima traversa a destra, in fondo, giro a destra e prendo una stradina. Dopo qualche centinaia di metri mi ritrovo di colpo immerso nella natura....
Nel 1996 sono andato negli USA, in particolare a S. Francisco, città che mi ha molto affascinato e nel giro in macchina tra California, Nevada ed altri stati di cui non ricordo il nome, ho anche fatto un giretto in elicottero sul Gran Canyon. Ritrovando queste foto dopo tanti anni, ve ne voglio rendere partecipi...
Prima il Gran Canyon
<-- Poi le famose strade di San Francisco
I grattacieli -->>
accidenti non trovo le foto del Golden Gate, il magico ponte dorato di San Francisco...
.... appena le trovo posto anche quelle...
intanto ecco due aspetti del famoso carcere di ALCATRAZ. Il nome dell'isola deriva dalla parola "gabbiano" in spagnolo, che a sua volta sembra di probabile origine araba. L'isola era soprannominata "The rock", in quanto costituita quasi integralmente di roccia. Il carcere ha chiuso i battenti da molti anni ma resta aperto ai turisti. In basso una cella
E questo è il recinto con il cortile per l'ora di aria
Altra bella vista su San Francisco...
Gran bella città San Francisco...
Le foto non ci danno l'idea completa
Manca la zona dei moli, piers, tra i quali i più noto è quello di
Fisherman's Wharf...
Con i leoni marini che si crogiolano sotto il sole e le bancarelle ti vendono le aragoste da mangiare passeggiando in una specie di cartoccio...
di questo fidatemi delle mie parole, in quanto non voglio inserire qui che mie foto originali.
mannaggia me ne mancano molte, devono essere ancora in qualche scatolone in cantina... o chissadove...
S'i' fosse foco, arderei' il mondo; s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei; s'i' fosse Dio, mandere il en profondo;
s'i' fosse papa, serei allor giocondo, ché tutti ' cristiani embrigarei; s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S'i' fosse morte, andarei da mio padre; s'i' fosse vita, fuggirei da lui: similemente faria da mi' madre.
S'i' fosse Cecco com'i' sono e fui, torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
Jan Vermeer, pittore olandese (1632-1675). Non posso non citarlo tra i miei pittori preferiti. I suoi dipinti sono esposti nei migliori musei del mondo, ma soprattutto la sua straordinaria capacità di trattare la luce, i colori. Tale questa capacità che sembra che i personaggi che lui dipinge quasi escano dalla tela per arrivare in modo più diretto al nostro sguardo.
La ragazza con l'orecchino di perla, è uno dei suoi più noti capolavori. In quello sguardo c'è tutto un mondo interiore, vivificato dalla luce riflessa. LA capacità di Vermeer nel trattare la luce ne avrebbe fatto oggi oltre che un grande artista anche un premio oscar per la fotografia nel cinema. Infatti la sua tecnica anticipa di molti secoli la tecnica fotografica. Genio anticipatore, quindi.
Questo è un particolare dell' "arte della pittura" Notare anche qui il sapiente uso della sorgente luminosa che inquadra il soggetto che si vuole enfatizzare, portandolo in risalto rispetto al resto.
. . . . . . . . . . .
Ma anche nei panorami la sua sapienza pittorica ha modo di sovrastarci. Queste nuvole paiono come "fotografate" mentre si muovono, il tratto pittorico riesce nell'incantesimo di restituire quello che l'occhio recepisce nella realtà della visione immediata.
Passeggiando nei pressi di S. Maria in Trastevere, essendo arrivato presto per un'appuntamento a cena con degli amici, mi sono imbattuto in uno stranissimo locale che sembrava, ad un primo sguardo distratto, un locale in ristrutturazione.
Sono entrato dentro, curioso, come al mio solito, e mi sono sentito subito come Alice che entra nel paese delle meraviglie. Il mio sguardo, ma anche le mie emozioni, sono state accolte da un'esplosione di colori materici, espressi in varie forme e che mi hanno immediatamente emozionato. Un pugno di emozioni allo stomaco. Giuro che una cosa del genere mi è capitata solo al cospetto di grandi capolavori. Non sò se Eughen sia un vero genio dell'arte, un maestro supremo, è evidente però che riesce a saltare ogni barriera intellettualistica per arrivare al fondo emozionale. Impresa che in genere riesce solo ai grandissimi.
Pensare che pochi minuti prima ero entrato in altre presunte "gallerie d'arte" che esponevano la solita robetta sciapita, senza arte nè parte, frutto della squallida mancanza di cultura artistica che spesso attanaglia i cosiddetti "mercanti d'arte nostrani".
Invece da questo "strano" artista, Eughen, che si presenta con grande modestia e semplicità, in un buchetto che definirlo galleria è un eufemismo, con opere pittoriche e scultoree ammonticchiate senza un apparente ordine, ecco da questo piccolo grande uomo sono entrato in un mondo magico ed incredibile.
Sì, sono veramente innamorato di questa arte fuori dal tempo, che riporta il 500 ed il 600 all'impressionismo per stravolgerlo e farne un cosa completamente diversa, autentica. in un panorama di arte moderna dove l'AUTENTICITA' è un lusso superfluo, Eughen ci insegna dove può portare un percorso artistico ultratrentennale, quando l'artista si libera delle catene delle convenzioni, dei compromessi, del consumismo.
Basta, và, non sono un critico d'arte e non voglio annoiarvi oltre. Vi invito ad andarlo a trovare, a Vicolo del Bologna, 36 (Roma - zona Trastevere).
Mi dispiace non potervi mostrare qualcosa ma ero senza macchina fotografica e telefonino scarico, ho preso dei suoi depliant che però non rendono assolutamente la sua arte.
Tra Disney ed i topi c'è stato sempre un certo feeling, dal tempo della nascita di topolino, il quale però mi è sempre parso, tra tutti i personaggi disneyani, uno di quelli meno simpatici, forse perchè sembra il signor perfettini, l'americano medio con la tendenza alla perfezione un pò stucchevole. Troppo "politically correct". Molto più simpatici un Pippo con le sue stramberie o un Paperino con la sua sfigata incapacità a combinarne una giusta. Finchè arriviamo al giorno d'oggi ed ecco Remy, un simpatico topo con la passione per la cucina. E' inutile dire che ormai i cartoni animati hanno raggiunto una qualità grafica ma anche di sceneggiatura e di dialoghi al pari livello di un normale film, ma direi che gli standards della Disney sono nettamente superiori ad un normale film con attori in carne ed ossa.
Ratatouille è un grandissimo cartone animato, si intrecciano sentimenti diversi, una storia ben articolata, personaggi convincenti, ben delineati. Impossibile non stare dalla parte di Remy e del novello cuoco Linguini contro la perfidia di skinner.
insomma il film che si beve tutto d'un fiato in un paio d'ore. Le invenzioni grafiche sono straordinarie. Complimenti a chi lo ha ideato e realizzato, questo film è un candidato naturale all'oscar per i cartoons. Lo possiamo tranquillamente consigliare a tutti coloro, e non solo ai bambini, che desiderano passare due ore di puro divertimento.
L'unica Lista Civica veramente svincolata dai partiti tradizionali che si presenta alle prossime regionali 2010 nel Lazio
Corsi per lavoratori (RSPP,primo soccorso,antincendio,montaggio ponteggi,base edili e altri), Redazione del Documento di Valutazione Rischio, consulenze sulla Valutazione Rumore in cantiere ed altro
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