Diversi i commenti e le analisi sulla sconfitta di Rutelli e del PD al comune di Roma.
Interessante quello di Barbara Palombelli nella sua rubrica su raidue "28 minuti", nel quale, discutendo con Mauro Mazza e Bianca Berlinguer, la Palombelli nelle sue domande ipotizza possibili scenari di "vendette politiche trasversali" contro Veltroni. (immaginando forse qualche "complotto" dalemiano?)
Con intelligenza non le pone come considerazioni sue ma come domande ipotetiche. Però è chiaro che appaiono come suoi dubbi di giornalista e soprattutto di moglie. Il bello è che il siparietto di Mazza e Palombelli viene ripreso da Repubblica
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-sette/parla-palombelli/parla-palombelli.html
depurato però dai dubbi della Palombelli. Come a dire, informazione libera se ci sei batti un colpo!!
Il commento più equilibrato l'ho sentito in una conversazione con Mario Sconcerti su Radio Radio da Giorgio Dell'Arti, il quale divide in quattro parti i motivi:
in negativo
- Rutelli percepito come "minestra riscaldata"
- I governi Veltroni a Roma e Prodi in Italia che non hanno convinto molti elettori anche di sinistra. In particola
in positivo
- Alemanno percepito come "il nuovo", anche se già ministro;
- Berlusconi, che ha dato questa volta un apporto alla campagna del sindaco di Roma.
Marco Pannella invece è sicuro che siano stati gli elettori dell'Italia dei Valori che si siano immedesimati nei discorsi sulla sicurezza di Alemanno e che abbiano dato quell'apporto necessario al candidato del Popolo delle Libertà per vincere.
Personalemente penso che ci sia un pò di tutto.
12 anni consecutivi di governo hanno sclerotizzato il sistema di potere dell'ex pci-pds che si è venuto a creare. Il quale, creando clientele, si auto-alimentava. In questo senso è un miracolo che Alemanno sia riuscito a rompere questo meccanismo. La macchina bettiniana si è arruginita. Inoltre, a detta anche di molti osservatori di sinistra, il governo Veltroni sulla città degli ultimi mesi era parso assente e svogliato. Impossibile per i romani poi non accorgersi del degrado, della sporcizia, delle strade piene di buche, insomma questa è stata la più grande propaganda anti-Rutelli.
Poi non ha giovato il fatto di ripresentare un "cavallo di ritorno" come Rutelli, percepito appunto come "minestra riscaldata", per giunta oramai considerato facente parte della "casta". Un errore per il centro-sinistra di puntare su questo candidato. E' per questo che un candidato meno conosciuto e di più basso profilo come Zingaretti è riuscito comunque a vincere in provincia. Io sono convinto che siano stati decisivi non quelli che sono andati a votare ma quelli che NON sono andati a votare. E' in quel numero che si trovano le risposte ai perchè.
Come si può notare ho tralasciato tutte le implicazioni ideologiche, perchè credo che alla fine le scelte di quel 5-10% che ha fatto la differenza non siano state prettamente scelte ideologiche ma scelte, come dire, "pragmatiche", anche se il "trasformismo" rutelliano (dai radicali ai "papisti" non ha giovato affatto)
Mi aspetto dal nuovo sindaco, a cui facciamo i migliori auguri, di lavorare svincolato dalle pressioni dei vari poteri forti che assillano Roma (dal Vaticano ai palazzinari ad altri ancora) con uno spirito di grande apertura nei confronti delle proposte che verranno anche da chi la pensa diversamente, cercando di coniugare sicurezza, pulizia ed ordine con una immutata libertà. perchè Roma deve essere sicura, pulita ma non deve diventare un "bunker" protetto dalla polizia. Apriamo i quartieri, la periferia, ad attività di ogni tipo, mettiamo lampioni e puliamo in quelle zone "storiche" dove oggi si spaccia, ,insomma, rendiamo più vivibile questa città.
Roma deve rimanere una città aperta, accogliente per tutti, italiani e stranieri, basta che non delinquano. I delinquenti, quelli sì, vanno mandati via, se senza permessi di soggiorno, o messi in galera e lasciati lì per un bel pò, se italiani recidivi.
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