Scrittori preferiti

S'i fosse foco....

Foco
S'i' fosse foco, arderei' il mondo;
                    s'i' fosse vento, lo tempestarei;
       s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
             s'i' fosse Dio, mandere il en profondo;
                    s'i' fosse papa, serei allor giocondo,
                            ché tutti ' cristiani embrigarei;
       s'i' fosse 'mperator, sa' che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.
S'i' fosse morte, andarei da mio padre;
         s'i' fosse vita, fuggirei da lui:
          similemente faria da mi' madre.
  S'i' fosse Cecco com'i' sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
    le vecchie e laide lasserei altrui.

Cecco Angiolieri, XIII Secolo

L'elezzione der presidente!!

Somaro

Questa non è di Giacometto, è del grande Trilussa:

L'elezzione der Presidente
Trilussa
Un giorno tutti quanti l’animali
sottomessi ar lavoro
decisero d’elegge un Presidente
che je guardasse l’interessi loro.
C’era la Società de li Majali,
la Società der Toro,
er Circolo der Basto e de la Soma,
la Lega indipendente
fra li Somari residenti a Roma;
e poi la Fratellanza
de li Gatti soriani, de li Cani,
de li Cavalli senza vetturini,
la Lega fra le Vacche, Bovi e affini…
Tutti pijorno parte all’adunanza.
Un Somarello, che pe’ l’ambizzione
de fasse elegge s’era messo addosso
la pelle d’un leone,
disse: - Bestie elettore, io so’ commosso:
la civirtà, la libbertà, er progresso…
ecco er vero programma che ciò io,
ch’è l’istesso der popolo! Per cui
voterete compatti er nome mio. -
Defatti venne eletto proprio lui.
Er Somaro, contento, fece un rajo,
e allora solo er popolo bestione
s’accorse de lo sbajo
d’avé pijato un ciuccio p’un leone!
- Miffarolo! - Imbrojone! - Buvattaro!
- Ho pijato possesso:
- disse allora er Somaro - e nu’ la pianto
nemmanco se morite d’accidente.

Peggio pe’ voi che me ciavete messo!
Silenzio! e rispettate er Presidente!


MEDITATE GENTE, MEDITATE...

Truffa una cassiera cassiera tedesca con banconota da 1000 euro e prende anche il resto!

1000euro

Ebbene sì, una truffatrice tedesca ha realizzato il sogno di tanti: fare acquisti con una banconota inesistente, ovvero quella da 1000 euro!!

Questa  la notizia fresca fresca da ansa.it:

                                                                                                                                                                                                                 
 2008-01-07 11:53
GERMANIA, BEFFA CASSIERA CON BANCONOTA DA 1000 EURO E RINGRAZIA
E' riuscita a 'piazzare' una banconota da mille euro acquistando in un negozio nel Sud della Germania profumi e bagnoschiuma per circa 200 euro, ha intascato il resto ed è anche tornata nel negozio per ringraziare l'ingenua cassiera. Quest'ultima, ha raccontato la polizia tedesca, naturalmente non si è accorta di niente: né che le banconote da mille euro non esistono, né che su quel particolare biglietto c'erano in bella mostra immagini di donne nude.
Nella profumeria di Waiblingen, un piccolo centro del Baden-Wuerttemberg, una regione nel Sud della Germania, l'abile truffatrice ha chiesto consigli alla cassiera sui migliori prodotti di cosmetica e, con la massima naturalezza, ha pagato con la sua maxi-banconota.

Probabilmente, la donna aveva già la battuta pronta se la cassiera si fosse accorta della truffa, ma alla vista degli 800 euro di resto non ha battuto ciglio, ha messo il denaro nella borsetta insieme al regolare scontrino ed è uscita indisturbata. Qualche minuto dopo, con la sua solita freddezza, la truffatrice è tornata nella profumeria ed ha lasciato una scatola di cioccolatini per la cassiera, dicendo che voleva ringraziarla per i suoi buoni consigli.


Uhmmm, dove ho messo il monopoli??!
!

Premio a "Parentesi di Luna" !!

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Al libro "Parentesi di luna" di Monica Cardarelli, edito da L'Autore Libri Firenze, è stato assegnato il:

PRIMO PREMIO Sezione Narrativa Edita del Premio Letterario "Il Delfino" 2007.

Il Premio Letterario è organizzato dalla Pro Loco del Litorale Pisano. La cerimonia di premiazione ha avuto luogo sabato 22 settembre 2007 alle ore 17,00 nella splendida cornice di Villa Bondi a Marina di Pisa, alla presenza delle autorità cittadine, degli organizzatori del premio e dei membri della giuria.

La premiazione è stata intervallata da intermezzi musicali di brani classici.

Che dire, siamo contenti di aver portato fortuna al libro e alla sua autrice, chi lo sà, il prossimo obbiettivo è lo "Strega" o il "Campiello"?

In attesa di altre belle notizie da Monica Cardarelli la salutiamo

l'italia è una repubblica fondata sulla mafia...

Beha Ieri ho incontrato Giacometto che mi festeggia: "Ah Ingegnè, ci aveva raggione, lo sà, er libbro der signor Olivero me ha pijiato proprio" "Allora c'avevo raggione io che è tutto un piaijanculo 'sta politica italiana..."

Eh si. Ho prestato a Giacometto l'ultimo libro di Oliviero Beha, dal titolo: " Come resistere  nella palude di ITALIOPOLI" o solamente: "ITALIOPOLI".

Beha è uno dei pochi giornalisti che, pur tenendo la schiena dritta, riesce ancora a lavorare ed anzi a sfornare libri interessanti. Come ho iniziato a leggerlo ho pensato: "ma questo è quello che dico io da anni".  Sì, ha messo nero su bianco la situazione Italiana. Italia paese mafioso ma non solo e non tanto perchè paese di Provenzano o Riina ma perchè patria di ben più pericolosi personaggi: I maggiori  personaggi politici e dell'economia come dello sport e dell'informazione, come dello spettacolo, sono infatti legati a filo doppio dallo stesso esercizio "mafioso" del potere.

Pensavo di essere un pazzo a pensare certe cose. Invece ho delle conferme piuttosto autorevoli. Che vengono da questo ficcante pamphlet che spara su tutti senza pietà, senza guardare destre o sinistre di sorta, in quanto il potere accomuna tutti senza distinzione di bandiere.

L'italia esce fuori come un' ORRENDA PALUDE nella quale nuota non soltanto il Caimano ma anche quelli che fanno finta di dargli addosso  ma che sono ormai diventati anche loro degli ottimi animali di palude e riescono ad "inguattarsi" e a voltolarsi nel fango senza molta fatica.

Ce n'è per tutti, ma proprio per tutti. Non si salva quasi nessuno in questa italietta dove i cittadini faticano sempre di più ad arrivare alla fine del mese e non contano più nulla, neanche quando votano sono più tanto liberi. ( a proposito, andate a firmare i referendum, vi prego..).

la MAFIA è la resistenza cronica ai cambiamenti, se si cambia qualcosa è solo perchè gattopardianamente "Tutto si cambia perchè nulla si cambi".

Questa Italia da Basso Impero è quella di calciopoli, quella dell'indulto, è quella saccheggiata dai politici e dagli amici dei politici, che si vedono regalati aziende exmunicipalizzate o ex statali privatizzate e dopodichè  "private" o per meglio dire "spolpate" dei loro patrimoni (l'iter di Telecom è sintomatico ma non è l'unico). Ed in questa corsa a "mangiarsi e spolparsi l'italia"  se per i berluscones è un fatto di dna per gli altri è un fatto comunque "naturale. Il come ha gestito in passato le aziende parastatali Prodi è alquanto sintomatico...

Ed il potere economico-mediatico di Maurizio Costanzo?

E le braghe calate del 99,9% dei giornalisti, tutti presi dal diffondere le veline del potere?

In questo non conta destra, sinistra, centro. Di fronte ad un piatto di pastasciutta, si fà per dire, come ci insegna il buon Trilussa, la politica trova sempre un accordo..

E poi ci sono altre piccole e grandi denunce.

Un bravo! quindi ad Oliviero Beha

ecco alcuni suoi link:

http://www.olivierobeha.it/

http://www.behablog.it/

http://www.italiopoli.it/

Intervista a Monica Cardarelli (II parte)

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10) Perché ha tanta importanza il “sorriso” ed il “sorridere” ?

Ti sei mai guardato allo specchio con attenzione? Hai notato come i lineamenti del volto, gli occhi, i muscoli del viso, tutto cambia se sorridi o se non sorridi?

Con il sorriso ti apri al mondo, gli occhi cambiano espressione, o meglio acquistano un'espressione, sorridono anch'essi.

Penso che il sorriso sia il dono più bello che si possa fare a se stessi e agli altri.

Negli anni ho notato come realmente un sorriso possa cambiarti la prospettiva delle cose. Un po’ come vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto. Non è una banalità. E' una grande segno di apertura e di disponibilità all'incontro, alla conoscenza che trovo fondamentale nelle relazioni umane.

E poi, nella mia vita, un sorriso mi ha unito e mi ha diviso; mi ha permesso di comunicare anche senza le parole. Un sorriso è più ricco, racchiude in sé tutte le parole del mondo!


11) La forte sensazione del “ricordo” nel libro
mi ha colpito perché mi ci sono immedesimato molto. Come vive i ricordi Monica?

Mi fa sempre molto piacere sapere che chi legge i miei libri si ritrova in quello che scrivo. Sappiate che prima di scrivere, anche io ho provato quello che descrivo.

La sensazione del ricordo è molto forte nella mia vita.

Le pagine che ho scritto sul ricordo, in particolare, le ho realmente vissute con quel pianto caloroso, quelle lacrime calde.

La mia vita è fatta di ricordi, non in senso nostalgico ma perchè realmente tutto diventa ricordo.

Perchè i ricordi sono la parte più profonda di quello che si vive. E' questo quello che resta. Forse perchè cerco, con mille sforzi, di vivere in profondità, ho tanti ricordi che mi tengo stretti, mi coccolo spesso, li rievoco.

Certo, non sono solo bei ricordi, ci sono anche ricordi che vorrei non avere, scancellare. Ma tornano anche quelli. Non sempre si riesce ad eliminarli con un colpo di spugna anche perchè, come dicevo, si sono vissuti quindi, in un modo o nell'altro, hanno lasciato un'impronta. A volte più leggera, altre volte più profonda. A volte indelebile.

Penso che quei ricordi che fanno male, che tutti abbiamo, restano.

Possiamo solo tramutarne il segno da negativo in positivo. Un po’ come i poli della calamita. Questo perchè non penso sia possibile dimenticare.

Anche questo trovo sia affascinante nei ricordi: col passare del tempo li trasformiamo o meglio, in un ricordo negativo che ci ha fatto soffrire e stare male, cerchiamo di vedere solo aspetti positivi.

Ma i ricordi più belli, sono quelli che riaffiorano all'improvviso, che vengono richiamati da qualcosa, un odore, un profumo, un colore, un sapore, qualcosa che non ti aspettavi risvegliasse quel ricordo.

Lo trovo davvero affascinante.

12) “Serenità” invece che “felicità” ?

Penso che la serenità sia uno stato d'animo, prezioso e da mantenere costante. Con tanti sforzi ma da mantenere! La felicità è un momento. Pieno, intenso, ma è un attimo. Più o meno prolungato, ma è un momento.

A proposito di ricordi e di felicità....il ricordo più bello: quando ho pianto per la felicità!

13) I sensi quanto possono interagire con i sentimenti?

Mi sfugge il senso della domanda e il nesso con "Parentesi di luna"! Ti rispondo rigirando la domanda: I sensi quanto possono non interagire con i sentimenti?

Ma non vorrei cadere nei luoghi comuni. Penso anche che dovremmo chiarirci sul significato di 'sensi' e 'sentimenti', giusto per capirsi e parlare lo stesso linguaggio.

Ora, comunque, mi fermo qui perchè non vorrei esser andata 'fuori tema'. Potrei anche dirti che i sentimenti, qualunque essi siano a cominciare dall'amore fino ad arrivare all'odio, al rancore, alla rabbia, passando per l'amicizia, i sentimenti dicevo sono espressi attraverso tutta la nostra corporeità anche se forse non ce ne rendiamo conto.

Ora mi rendo conto di esser andata 'fuori tema'......

14) Traspare dal libro una certa visione
moderatamente ottimista della vita, sia pure
nell’ottica dell’inevitabilità di certi eventi dolorosi. Sei ottimista, Monica?

In effetti era questa la visione della vita che volevo dare nel libro: pur vivendo l'inevitabilità di eventi dolorosi, i protagonisti, che ne sono tuttavia più o meno segnati, sono portatori di speranze per se stessi e per le generazioni future che, a fatica, ma riusciranno a uscire da 'incubi' che si portano dietro.

Sì, sono tendenzialmente ottimista. Fiduciosa e speranzosa, direi. Non ho una visione angelicata del mondo, tutta rosa. Sto con i piedi per terra e tocco con mano, come tutti, dolore, sofferenze, tradimenti, delusioni, perdite, solitudine e altro.

Ma se non conoscessi tutto questo non potrei neppure parlarne e scrivere. E proprio perchè la vita non è una soap opera in rosa, per fortuna, ma è molto di più e decisamente più ricca e piena, più bella e sorprendente, sì sono ottimista, ho fiducia, mi guardo allo specchio e sorrido!


15) Il viaggio mi pare abbia un significato particolare per te.

Sì il viaggio per me significa cambiamento, incontro, apertura, disponibilità. Il treno poi è un mezzo di locomozione che sviluppa molto la mia creatività. Se ci pensi bene, in un treno puoi isolarti e al tempo stesso lasciarti trasportare. E tutt'intorno c'è un mondo in movimento.

Ma in uno scompartimento del treno, sei quasi 'obbligato' a stare con altre persone con cui magari condividerai poche ore però...tanto basta per....per far incontrare persone, far nascere storie, far incontrare storie che altrimenti non si sarebbero mai incrociate.

Con il viaggio lasci il luogo in cui vivi e vai in un altro luogo: abbandoni qualcosa o qualcuno e ti disponi all'apertura verso qualcosa che ancora non conosci o conosci appena. Comunque sia, il viaggio ti predispone al cambiamento.

E la capacità e la disponibilità di predisporsi al cambiamento e a mettersi in discussione, per me, è fondamentale nella vita.


16) Una domanda che ti aspettavi e non ti ho fatto. ???

Il perchè del titolo, "Parentesi di luna". Ma ti ringrazio di non avermela fatta...(sorrido mentre lo scrivo!)

17) Dove nasce la Monica scrittrice?

Dove? Davanti al computer! Hops, ho tolto tutta la poesia all'immagine che finora ho dato di me di scrittrice? Battute a parte, ho cominciato a scrivere qualche anno fa. Inizialmente...forse per caso. Sottolineo il forse perchè poi, andando avanti, mi sono resa conto di quanto invece fosse anche allora ed è oggi, una necessità estremamente piacevole per me.

E da allora...non scrivo solo davanti al computer ma anche....appena mi viene in mente un'idea, dove mi trovo, in macchina magari mi fermo e mi appunto il pensiero. Che ci vuoi fare, ognuno ha le sue stranezze!!

18) (mi è scappata un'altra domanda) ==>>> Quanto
la Monica Attrice ha aiutato la Monica Scrittrice?

Penso che il teatro e la scrittura siano due espressioni artistiche che viaggiano bene insieme (tanto per usare un termine a me caro, quello del viaggio).

Probabilmente il teatro mi aiuta a strutturare e immaginare dei personaggi, a dargli vita e a dare un ritmo al lavoro.

Poi, da qualche anno mi sto cimentando anche nella scrittura teatrale. Ho scritto un testo su Jacopone da Todi, "Tra cielo e terra" messo in scena da una compagnia di Perugia e in via di pubblicazione. Ho appena terminato di scrivere un testo teatrale su Santa Chiara che al momento è...in cerca di una compagnia che abbia voglia di lavorarci. Di tanto in tanto mi diverto a scrivere piccole scene, Atti unici per corti teatrali. Insomma, sì, in questo senso il teatro, è alla base della scrittura.



Per finire "una chicca": tuoi progetti futuri, sò
che per scaramanzia tante volte non se ne parla, ma dicci qualcosa....

Oh, io son ben contenta di parlare di quello che faccio. Da brava ottimista non sono scaramantica. Solo però....sono un po’ gelosa di quello che scrivo. Me ne rendo conto ora, non è facile per me parlare di quello che scrivo (mentre quando inizio a scrivere non mi fermo più, avrai notato!!!) e devo inizialmente vincere la prima titubanza di 'farlo leggere'.

Poi, quando ho dei riscontri da parte dei lettori...mi passa subito e, come ora nel caso di "Parentesi di luna", mi fa molto piacere farla conoscere!

Quindi, prossimi progetti, portare nelle librerie, in locali, biblioteche, ecc..."Parentesi di luna".

Poi, certo ho già iniziato a scrivere altro. Non è per scaramanzia che non ne parlo in dettaglio, ma solo perchè, non essendo finito mi pare prematuro.

Però, posso dirti che i personaggi e le loro storie pian piano si stanno delineando intorno ad un senso di insoddisfazione nella vita, nella quotidianità; al senso dell'amicizia e dell'amore. Il tutto sviluppato in una struttura comunque particolare e sempre in sottofondo...speranze e fiducia!

Grazie a Monica Cardarelli per essersi prestata a
questa intervista “virtuale” ma non troppo.
A presto!

Intervista a Monica Cardarelli (I parte)

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In questo post vi è la prima parte dell'intervista realizzata via Email a Monica Cardarelli, autrice di "Parentesi di luna", libro fresco di stampa:

1) Il libro che più hai amato?

Mmm...uno solo? Sì, eh. Allora....'Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto' di Paulo Coelho.


2) I cinque libri che porteresti sulla luna?

Solo cinque? Penso che la mia permanenza sulla luna, una volta arrivata lì, sai col viaggio, il fuso orario....magari mi tratterrei un bel pò e quindi...se potessi....porterei:

* Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa

* Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi

* La passeggiata di Robert Walser

* Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke

* La vita tranquilla di Marguerite Duras

...sono già 5?....in caso...aggiungerei.....

* Il cuore delle cose di Natsume Soseki

* Sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij

e...va bene mi fermo qua.


3) Il libro che ti ricorda la tua fanciullezza?

I ragazzi della Via Paal di Ferenc Molnar


4) L’autore che preferisci?

Antonio Tabucchi


5) Il libro che oggi stà sul tuo comodino?

Sul mio comodino ho: 'Pensieri, parole scritte, lunghi silenzi', il mio primo libro e 'Parentesi di luna'....ma...in genere leggo sprofondata nel divano quindi, al momento, ho sul tavolo di sala:

* Un cuore così bianco di Javier Marias

* Un'estate da sola di Elizabeth von Arnim

Sto leggendo entrambi, alternandone la lettura. Sono ambedue interessanti, avvincenti nella scrittura e così diversi fra loro.

6) In “Parentesi di luna” quanto c’è della tua ricerca delle radici?

In "Parentesi di luna" non c'è una mia ricerca delle radici ma ci sono tante sensazioni e stati d'animo vissuti in questi anni che si ritrovano nei vari personaggi, da Sofia a Sergio, indistintamente.

7) Un libro deve nutrire più la mente, l’anima o il cuore?

Un libro deve 'toccare'. Deve comunicare in un modo profondo e poiché penso che la persona sia un tutt'uno completo e armonico di mente, anima e cuore, trovo che un libro come altre espressioni artistiche, debba 'toccare' la persona nella sua completezza, a tutti i livelli, sia la mente, che l'anima e il cuore.

Poi, ciascuno di noi, a seconda del proprio essere, avrà più o meno sviluppate determinate corde quindi 'sentirà' per primo o attraverso la mente o attraverso l'anima o il cuore.

Ma un libro, secondo me, deve arrivare a tutti questi livelli.

8) E di queste tre parti, quale ti ha
stimolato di più a scrivere “Parentesi di luna

L'immagine che mi ha ispirato a scrivere "Parentesi di luna" è stata: un sorriso in un campo di grano.

L'immagine di una ragazzina che correva in mezzo ad un campo di grano, in una valle. Questo il punto di partenza che poi si è concretizzato nel personaggio e nella storia di Sofia nella sua vallata.

Sicuramente quando inizio a scrivere, ed è stato così anche per "Parentesi di luna", seguo maggiormente il cuore e l'anima.

Poi però, con la mente razionalizzo il progetto, l'idea che voglio proporre. Così infatti ho pensato la struttura che volevo dare al libro.

A quel punto però, una volta che la mente organizza ciò che viene istintivamente dal cuore e dall'anima, a quel punto lascio che sia la storia a fluire e metto un po’ da parte la mente. Mi faccio spettatore e insieme regista di quello che sto creando in modo tale da non influire troppo razionalmente sulle storie dei personaggi e sui loro sentimenti ma allo stesso tempo in modo da poter intervenire e ricondurre tutto nel progetto.

9) Mi pare che in “Parentesi di luna” ci
sia un continuo rapporto tra natura ed emozioni, come se il paesaggio naturale rispecchiasse in
qualche modo l’emozioni che si vivono in quel momento. Parlacene.

Penso che la natura, quando la si sa ascoltare e vivere, sia la culla della nostra esistenza. Un po’ come stare nella pancia della mamma, al riparo, in un luogo protetto, ovattato. La natura è il nostro mondo in cui noi quotidianamente ci svegliamo, respiriamo e ci riaddormentiamo seguendo il corso del sole.

Trovo che l'essere umano quando è in armonia con se stesso, lo è anche nella natura e con la natura perchè riesce a prendere quel ritmo del tutto naturale, come il ritmo del respiro di cui nemmeno ci rendiamo conto tanto è naturale per noi.

Il sorgere del sole e della luna, il loro modo di scandire il trascorrere del tempo; fiori che si aprono all'alba e si richiudono al tramonto; il percorso delle onde del mare o delle acque dei ruscelli...questo ritmo estremamente naturale nel quale anche l'uomo è meravigliosamente inserito ma di cui, purtroppo non sempre, ne è consapevole.

Perciò quando l'uomo è consapevole di essere parte della natura, e non 'esterno' e 'estraneo' ad essa, anche le emozioni, gli stati d'animo e le sensazioni sono strettamente armonizzate con il ritmo naturale di tutto quello che ci circonda.

Proprio quando si è armoniosamente inseriti nel mondo, nella natura, allora si percepisce ancora di più su noi stessi l'influenza sulle nostre emozioni perchè ne facciamo parte.

In "Parentesi di luna" ho voluto mettere in risalto questo stretto rapporto fra emozioni e natura così come la sensazione di benessere che provano i due protagonisti, Sergio e Sofia, ricordando quando vivevano nella vallata di montagna o nel paese di mare; Sofia si rifugiava nel bosco, correva a perdifiato nella valle, passa del tempo a guardare il lago; Sergio si rifugia costantemente nel suo angolo di mare.

Sì, il trascorrere del tempo e delle stagioni, in "Parentesi di luna" narra l’alternarsi di emozioni strettamente legate ai cambiamenti naturali.

Parentesi di luna

Img_0154 Monica Cardarelli ha presentato qualche giorno fà il suo ultimo libro "Parentesi di luna"edito da: L'Autore Libri Firenze. In attesa di poter inserire l'intervista fattale via Email intanto ecco l'incipit del libro:

<< Il sole stava ormai tramontando quando Sofia si lasciò cadere, abbandonandosi completamente nel campo dove aveva corso fino a perdere il fiato. La vallata in quel momento assumeva un colore diverso, rossastro. Il sole era più debole ma dava ancora un suo colore a tutto. Al campo, alla foresta, alle montagne circostanti, alla valle e anche al cuore e al sorriso di Sofia.

Abbandonandosi completamente lasciava nascere il sorriso sul suo volto. Un sorriso pieno, aperto, da cui traspariva tutta la gioia, la felicità che sentiva in quei momenti, quando era veramente serena nella semplicità. Quella valle era il suo mondo, la sua casa. Era là che Sofia riusciva a sorridere, a far nascere e sentire quel sorriso che adesso aveva sulle labbra, nei suoi occhi...>>

Un libro di storie fatte di silenzi, sorrisi, panorami. Il sole e la luna che accompagnano i sentimenti, gli intrecci di storie personali. Storie, amori che nascono e vivono la loro stagione prima di morire e lasciare tanti ricordi. Traspare serenità, gioia di vivere, sia pure nell'inevitabilità della scelte della vita, scelte a volte dolorose, anche se necessarie.

I "ricordi", la necessità di conservarli in fondo all'animo per poterli ritrovare nei momenti in cui un paesaggio, un refolo di vento, o una spiaggia solitaria  te li fanno riemergere. Il passato che vive nel presente senza opprimerlo ma anzi dandogli una motivazione, nobilitandolo.

Sorriso/sole/luna/occhi/luce/calore/caldo/freddo/montagna/ la materia si fonde con i sentimenti, diventandone nutrimento. Il cielo, l'azzurro, il mare, le nuvole, partecipano alla storia come coprotagonisti dell'intreccio sentimentale. Il vero protagonista del libro sono le Emozioni. Emozioni che si rispecchiano nella variabilità del paesaggio e del tempo atmosferico.

E due storie corrono parallele, scandite da caratteri tipografici diversi, in due percorsi che sono quasi speculari, una madre che stà ad un figlio  e ad un ex compagno come il padre stà alla figlia e la sua ex compagna. E i figli vanno alla ricerca delle loro radici, in un viaggio non solo metaforico ma reale. E quel sorriso tra loro è il filo che lega due mondi che forse un giorno si conosceranno meglio.

Ma mi fermo qui perchè i libri non vanno raccontati ma vanno letti.....

Ode alla vita (Di Pablo Neruda)

Boccionidinamismodiuncorpoumano (di Umberto Boccioni)

Ode alla vita

        Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,

ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
        Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
                chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
       piuttosto che un insieme di emozioni,
                proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
                          quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
                                                    quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
  Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
                                                     chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si per  chi n                       chi non si permette almeno una volta nella vita di   fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
         chi non legge, chi non ascolta musica,
       chi non trova grazia in se stesso.
        Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i                                      giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
                        Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
            chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
                           chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
      ricordando sempre che essere vivo
richiede uno                               sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
                                         Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Pablo Neruda

Ninnananna...

.... Ninnananna, ninnananna, ninnaue', ninnananna ninnaue' ....

Ogni tanto, ripenso a fatti, persone, situazioni e scoppio a ridere, da solo. Fossi un pò pazzo! Jelena dice che non sono pazzo, dovrei solo riposarmi, non pensare al "grande male", distrarmi. Dice che dovrei fuggire da Mosca, andare sul mar Nero, godere un clima più favorevole, ma a me piace tanto stare dentro casa a  rimuginare.

E' come un meccanismo magico che gira, gira, gira, gira...... Le idee nascono da un neurone della corteccia cerebrale, fanno un salto, rimbalzano sul cranio, frantumandosi si moltiplicano, sono tante, veloci, camminano veloci come formiche. Non si fermano di fronte a nulla. Scavalcano i baratri della mente con una tenacità impressionante.

La primavera è appena iniziata, qui l'inverno è stato molto rigido, ma a me piace la neve, il ghiaccio, il respiro che si tramuta in tanti aghi ghiacciati... Mi piace uscire sfidando la temperatura glaciale senza un berretto  caldo in testa. I capelli hanno diritto a respirare anche loro l'aria pungente.

Adesso stò meglio, l'ultima crisi mi ha quasi stroncato, ma io devo essere proprio pazzo, mi sento bene comunque, e dovunque e quantunque..

Yuri mi ha lasciato quel libro, non l'ho ancora aperto, mi incuriosisce ma non l'ho ancora aperto. Forse lo farò domani, se ci sarà un domani. C'è un domani, Jelena?

Si c'è un domani, lo dice anche la televisione ed allora deve essere vero. Quel pasticcio era molto buono, troppo forse, non vorrei aver ecceduto....

Non eccedo mai in nulla, bevo poco, mangio poco, scopo poco, faccio tutto poco, forse è che so di stare in riserva e non vorrei rimanere per strada senza benzina.

Odio dipendere dagli altri, odio la commiserazione degli altri. Mi pare sia un modo per toglierti l'ultimo barlume di individualità, per sporcare anche le poche cose autenticamente vere, che siano pure cerume di orecchie o piscialletto.

Forse aveva ragione il vecchio Al quando non si curava di nulla e beveva fino a sfondarsi il fegato. No, non aveva ragione, la disperazione non ha mai ragione, la disperaz. Che il diavolo ti pigli, Jelena, cosa fai lì davanti, a guardarmi come se vedessi un fantasma. Sono io, il tuo vecchio, ti ricordi?

Ah, sono io che non ricordo!? Può darsi, anche il meccanismo del ricordo è un ben strano meccanismo. Con me certe volte si inceppa. O perchè funziona troppo bene, e mi ricordo tutto quello che ho fatto nel 1961, si tutto tutto, o si inceppa perchè mi cala davanti agli occhi una nebbiolina grigia grigia e non riconosco più nessuno.

Chi sono? Cosa sono? Chi diavolo sono , Jelenaaaa, porca miseria, dimmi qualcosa!! Sono pazzo, Je? sono pazzo, sì, forse lo sono, forse lo siamo tutt' e due, anche te che stai qui a guardarmi. Ma che guardi, Je, guardi il riflesso di come eri bella ieri ed oggi non lo sei più?

Sei un cesso, Je, anch'io son diventato un cesso, lo so, si lo so benissimo.

Ma che importa. Siamo dei cessi, magari non felici, ma vivi.

Cantami quella ninnananna Je, ti prego, cantamela, non l'ho più sentita da così tanti anni.......

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