Scritto il 12/10/2011 alle 20:39 nella Rifiuti, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile, Società e costume, sostenibilità | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
Tag Technorati: compost, compostaggio, compostiera, compostiera domestica
Ormai con i dati di affluenza del 15% dei comuni e gli exit pool il dato è chiarissimo: I QUATTRO REFERENDUM HANNO VINTO!!
Un risultato STORICO, direi pari a quello del 1974 sul DIVORZIO, che rappresentò la pietra miliare del referendum in Italia. Allora votò ll '87,70% dei votanti, ma era un'altra epoca,ancora non si usava l'arma del "tutti al mare" per contrastare i quesiti referendari.
Adesso invece, nonostante la contrarietà di PDL e Lega, la tiepidezza di parte della sinistra, e le posizioni in ordine sparso degli altri partiti, la GENTE ha deciso di votare CHIARAMENTE SI' contro il NUCLEARE, contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO, e contro la PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
CHI HA PERSO:
--> I partiti, tutti, perchè o sono stati contrari o hanmno appoggiato in modo tiepido e referendum. Su alcuni quesiti, come l'acqua, molti onorevoli del PD erano favorevolii alla privatizzazione. Lo stesso pd con l'IDV erano stati protagonisti di un clamoroso voto pro-nucleare nel parlamento europeo poco più di un anno e mezzo fa. (!).
--> L'informazione dei media, scandalosa al 95%. E non solo Minzolini & soci, ma quasi tutti in RAI, compreso Santoro, autore di una puntata sul nucleare ad Annozero semplicemente VERGOGNOSA. E vogliamo parlare di Forbice, in radio su Zapping, ed i suoi prezzolati commentatori, veri pennivendoli di regime sempre pronti a lanciare peana verso il nucleare e l'acqua pubblica. Per il resto, non avendo la tv non posso esprimermi, fatto salvo Annozero visto con internet. Tra i giornali il Corrierone si è distinto con articolisti scandalosamente anti-referendum, con ragionamenti molto "fantasiosi", tra tutti ricordo un editoriale di Bechis veramente al limite del delirio.
Ricordo un articolo, sul Sole 24 ore, pro-privatizzazione acqua di Franco De Benedetti, ex parlamentare PD e PDS, anclhe questo grande esempio di disinformazione. (la tesi era: visto che le amministrazioni locali sono incompetenti meglio lasciare l'acqua ad i privati) Come se i politici, lui ed i suoi sodali, vivessero su Marte e non fossero LORO la causa del malgoverno. No secondo De Bendetti, come secondo Bechis, la colpa è dei referendum, non della insipienza e della corruttela dei politici che non sanno governare e che arrivano persino ad ignorare i risultati dei quesiti referendari.
--> Gli "astenzionisti", finalemnte battuti e costretti a bere i'amaro fiele di una probabile vittoria plebiscitaria dei SI', alla faccia loro!
Per concludere, invito tutti coloro che hanno votato i si' a mantere nei prossimi mesi alta l'attenzione affinchè non si verifichino i soliti "giochi delle tre carte" di cui i politici sono grandi maestri, che ribaltino ancora una volta i chiari risultati referendali.
Ultima cosa, la riforma dell'ISTITUTO REFERENDALE. Occorre ABOLIRE IL QUORUM, come accade in Svizzera ed in tutti i paesi dove esiste una democrazia DIRETTA, magari aumentando un poco il numero di firme necessarie. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla costruzione di una maggiore democrazia in Italia!!
Per informazione sulla "democrazia diretta" cercate su internet, ci sono blog e siti ( www.democraziadiretta.net / www.retedeicittadini.it )
BUON FESTEGGIAMENTO A TUTTI GLI AMICI DEL SI'!!!
Scritto il 06/13/2011 alle 16:02 nella Popoli e politiche, Questo povero ambiente!, referendum, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile, Società e costume, sostenibilità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: acqua pubblica, democrazia diretta, legittimo impedimento, nucleare, quorum, referendum, vittoria
Ormai con i dati di affluenza del 15% dei comuni e gli exit pool il dato è chiarissimo: I QUATTRO REFERENDUM HANNO VINTO!!
Un risultato STORICO, direi pari a quello del 1974 sul DIVORZIO, che rappresentò la pietra miliare del referendum in Italia. Allora votò ll '87,70% dei votanti, ma era un'altra epoca,ancora non si usava l'arma del "tutti al mare" per contrastare i quesiti referendari.
Adesso invece, nonostante la contrarietà di PDL e Lega, la tiepidezza di parte della sinistra, e le posizioni in ordine sparso degli altri partiti, la GENTE ha deciso di votare CHIARAMENTE SI' contro il NUCLEARE, contro il LEGITTIMO IMPEDIMENTO, e contro la PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA.
CHI HA PERSO:
--> I partiti, tutti, perchè o sono stati contrari o hanmno appoggiato in modo tiepido e referendum. Su alcuni quesiti, come l'acqua, molti onorevoli del PD erano favorevolii alla privatizzazione. Lo stesso pd con l'IDV erano stati protagonisti di un clamoroso voto pro-nucleare nel parlamento europeo poco più di un anno e mezzo fa. (!).
--> L'informazione dei media, scandalosa al 890%. E non solo Minzolini & soci, ma quasi tutti in RAI, compreso Santoro, autore di una puntata sul nucleare ad Annozero semplicemente VERGOGNOSA. E vogliamo parlare di Forbice, in radio su Zapping, ed i suoi prezzolati commentatori, veri pennivendoli di regime sempre pronti a lanciare peana verso il nucleare e l'acqua pubblica. Per il resto, non avendo la tv non posso esprimermi, fatto salvo Annozero visto con internet. Tra i giornali il Corrierone si è distinto con articolisti scandalosamente anti-referendum, con ragionamenti molto "fantasiosi", tra tutti ricordo un editoriale di Bechis veramente al limite del delirio.
Ricordo un articolo, sul Sole 24 ore, pro-privatizzazione acqua di Franco De Benedetti, ex parlamentare PD e PDS, anclhe questo grande esempio di disinformazione. (la tesi era: visto che le amministrazioni locali sono incompetenti meglio lasciare l'acqua ad i privati) Come se i politici, lui ed i suoi sodali, vivessero su Marte e non fossero LORO la causa del malgoverno. No secondo De Bendetti, come secondo Bechis, la colpa è dei referendum, non della insipienza e della corruttela dei politici che non sanno governare e che arrivano persino ad ignorare i risultati dei quesiti referendari.
--> Gli "astenzionisti", finalemnte battuti e costretti a bere i'amaro fiele di una probabile vittoria plebiscitaria dei SI', alla faccia loro!
Per concludere, invito tutti coloro che hanno votato i si' a mantere nei prossimi mesi alta l'attenzione affinchè non si verifichino i soliti "giochi delle tre carte" di cui i politici sono grandi maestri, che ribaltino ancora una volta i chiari risultati referendali.
Ultima cosa, la riforma dell'ISTITUTO REFERENDALE. Occorre ABOLIRE IL QUORUM, come accade in Svizzera ed in tutti i paesi dove esiste una democrazia DIRETTA, magari aumentando un poco il numero di firme necessarie. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare alla costruzione di una maggiore democrazia in Italia!!
Per informazione sulla "democrazia diretta" cercate su internet, ci sono blog e siti ( www.democraziadiretta.net / www.retedeicittadini.it )
BUON FESTEGGIAMENTO A TUTTI GLI AMICI DEL SI'!!!
Scritto il 06/13/2011 alle 15:59 nella Popoli e politiche, Questo povero ambiente!, referendum, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile, Società e costume, sostenibilità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: acqua pubblica, democrazia diretta, legittimo impedimento, nucleare, quorum, referendum, vittoria
Era da diversi mesi che mi dicevo: ora la faccio, ora la faccio, ebbene finalemente ecco qui, l'ho fatta!!
Cosa? La compostiera, questo magico strumento che permette di trasformare nel tempo i residui "umidi" vegetali in compost, ottimo per concimare il terreno del giardino. Nella compostiera ci si può buttare i residui del caffè, i resti vegetali dei un pasto, escluso solo pezzi di carne che potrebbero creare cattivi odori, le foglie ed i rami dei cespugli che si sono tagliati nella potatura primaverile, le bucce di frutta, i cocci delle noci, ecc ecc..
Da un punto estetico la mia compostiera non è un granchè. ma questo dipende dalle mie scarse capacita in bricolage domestico.
Ma andiamo con ordine:
ecco da dove sono partito:
- rete verde (altezza di 1 metro x una lunghezza di 150 cm.
- telo oscurante (altezza 1 metro x circa 160 cm di lunghezza)
- tre sottovasi, due per fare la base ed uno per fare il coperchio. Ho usato un sottovaso per la bse di sotto, uno più piccolo per creare il "pavimento" della compostiera, uno più grande ancora da usare come coperchio.
- due "set" di fascette" per collegare i vari elementi, un tipo più corto ed uno più lungo. In realtà poteva bastare solo quello lungo, tanto la parte in più si taglia.
- un poco di argilla espansa da sistemare sul fondo della compostiera, per drenare meglio eventuali liquidi.
- un trapano con punta per forare i sottovasi che fungono da base e per mettere le fascette di collegamento del coperchio.
PRIMA FASE: foratura sottovasi e preparazione fascette di base.
Quindi si prepara la rete che servirà da contenitore esterno e che sorreggerà il telo oscurante:
Questa rete deve essere giuntata in modo da formare un cilindro.
All'inizio la cosa è più complicata del previsto ma poi basta farci la mano
a questo punto si passa al telo oscurante da fissare internamente alla rete, a mo' di rivestimento interno.
e si mette il sottovaso bucato più piccolo che blocca, ad incastro, il telo oscurante in basso e fa da fondo.
a me non è avanzato abbastanza telo da poter fare un bordo superiore, sarebbe stato esteticamente più gradevole, ma telo e rete avevano la stessa altezza.
ed ecco la argilla da mettere sopra il fondo, per drenare meglio:
A questo punto basta mettere un coperchio, unito al cilindro tramite due fascette, dopo aver fatto due forellini al sottovaso che useremo per coperchio:
il risultato non è un opera d'arte da esporre al Macro ma comunque è un contenitore sufficientemente robusto ed economico che permette di compostare residui vegetali consentendo loro la necessaria aereazione in modo da evitare la putrefazione ed il cattivo odore o la formazione di animali o insetti.
In questo modo tra qualche mese avrò il primo compost da utilizzare in giardino, intanto ci butto dentro, rami e foglie tagliate ed ogni residuo vegetale.
Vedremo presto se funziona bene o no...
Scritto il 04/05/2011 alle 21:32 nella economia domestica eco-sostenibile, Questo povero ambiente!, Rifiuti, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile, sostenibilità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Mentre la crisi in giappone della centrale Fukushima ha raggiunto livelli molto vicini a quelli di Chernobyl, occorre ripensare completamente alla scelta nucleare fatta dal governo italiano.
I giapponesi pagano la loro fame di energia, hanno elettrificato e robottizzato ogni cosa, persino i cessi funzionano con l'energia elettrica. Alla luce di quanto accaduto, c'è un forte ripensamento in atto
E' proprio il sistema di sviluppo della "crescita" ad essere messo in discussione, prima ancora dell'utilizzo dell'energia nucleare.
La teoria dello "sviluppo economico infinito" è ormai messa a dura prova dagli eventi dell'ultimo mese.
Non è pensabile creare un modello di sviluppo che assorba sempre più energia, senza pensare al fortissimo impatto ambientale che questo provoca.
Si discetta dell'energia nucleare come unico mezzo di produzione di energia pulita ed economica.
La realtà è ben diversa. Che sia pulita, è un falso storico accertato.
Le centrali nucleari sono dei veri e propri bunker in cemento armato, migliaia, milioni di metri cubi di cemento armato che non sono mai sufficienti a portare a zero i rischi di incidenti gravi.
Tra l'altro nei vari paesi del mondo dove si utilizzano le centrali nucleari ci si chiede, che fare?
La risposta non è facile.
Quasi nessuno ha voglia di costruire centrali nuove, la costruzione delle centrali simili a quelle che dovrebbero essere costruite in italia, da Areva, sono ferme per provblemi legati alla sicurezza.
In Finlandia il contenzioso tra Stato e Areva è ormai aperto. E parliamo di centrali di "ultima generazione" quelle che per i nuclearisti, dovrebbero essere il top della sicurezza...
Figuriamoci..
Gli stati che hanno decine di centrali nucleari di vecchia o media generazione si interrogano, che fare?
"Rottamare" i vecchi impianti o manutenzionarli accuratamente?
Perchè uno dei più grossi problemi legati alla tecnologia nucleare è quello della dismissione degli impianti. Non sono bazzecole. Dismettere un impianto costa un sacco di soldi ed è un'impresa rischiosa.
Un impianto dismesso richiede le stesse accortezze o quasi di un impianto in funzione senza di contro fornire alcuna energia. Si tende quindi ad aumentare la vita utile degli impianti, è quello che accade in Russia, è quello che aveva scelto la Germania. Nella Germania non si punta più al nucleare, e la scelta di allungare la vita a quelle esistenti è legato alla strategia di spostare nel tempo il momento di passare dal nucleare e fonti fossili alle rinnovabili. Questo passaggio può avvenire solo con gradualità ed è per questo che, piuttosto che partire con la costruzione di nuove centrali, si preferirebbe allungare la vita di quelle esistenti, che già ci sono e che comunque andranno prima o poi dismesse, con grandi costi.
Tutto questi implica una revisione del modello di sviluppo "energivoro" di molte grandi nazioni europee e non solo. Nel campo dell'industria pesante, da quello metalmeccanico al petrolchimico, ai cementifici, la produzione è legata ad un grosso consumo di energia. Occorre cambiare modello di sviluppo passando a produzioni industriali più "dolci" a più basso impatto energetico.
La crisi del settore metallurgico dà una mano in tal senso, le più grandi acciaierie sono migrate in cina o in india ed in Italia rimangono ormai grandi cattegrali nel deserto quali la vecchia italsider, da dismettere al più presto anche per motivazioni ambientali (i veleni di Taranto ...)
In tal senso è interessante e condivisibile L'appello del Kyoto Club: Invece dei l Nucleare"
Anche questo post sulla industria "Pensante" invece che l'industria "pesante"
Suggerisco anche questo articolo: Energia e miti economici
DA Leonardo: Rischio fusione a Kukushima
Scritto il 04/01/2011 alle 15:53 nella Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: centrali nucleari, nonuke, nuclear plants, nucleare, nuke, referendum
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Scritto il 03/16/2011 alle 18:38 nella Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile, sostenibilità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Scritto il 03/15/2011 alle 11:02 nella Natura, Popoli e politiche, Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Vi rigiro questa analisi molto acuta di Michelangiolo Bolognini:
La ristrutturazione degli incentivi energetici, appena varata, ma che è
anche in divenire (i futuri decreti attuativi governativi saranno una trentina) si preannuncia essere assai peggiore di quella prospettata anche dai più critici: gli incentivi saranno fissi, fuori mercato, potranno riguardare anche vecchi impianti da ristrutturare, riduce drasticamente i surplus specifici al solare fotovoltaico.
Questo disastro politico (e culturale) non è solo dell'ambientalismo egemone ecocapitalistico, ma ha riflessi su tutte le persone che saranno danneggiate, da questa politica, nella loro salute.
E' bene comunque tener presente che la normativa italiana si muove all'interno della disastrosa ( in termini sanitari) e fuorviante (in termini politico-culturali) strategia europea del 20-20-20, acriticamente sposata come toccasana da tanti ingenui e conformisti, ma che si declina concretamente con le centrali nucleari e gli inceneritori scandinavi e tedeschi, gli stessi tedeschi che si avvelenano di diossina, da sempre ignorata a favore della profittevole CO2, volano della bolla speculativa della green.economy.
Una deriva dell’ambientalismo egemone europeo che favorisce la mercificazione, oltre che della terra e dell'acqua, anche dell'aria, in ossequio alle idee vincenti del grande e poco conosciuto, per questi aspetti, Milton Friedman. Un Europa tecnocratica ed a stretto controllo finanziario.E' la dimostrazione che non dare le giusta priorità alle nocività ed alla resistenza biopolitica rappresenta un fallimento politico ed un disastro culturale.
Onestà intellettuale e volontà di sopravvivenza imporrebbero scelte drastiche: come quella di cessare immediatamente fuorvianti campagne di cittadini, degenerati a semplici consumatori (come quella legale sui CIP6 che ha disperso inutilmente forze che potevano essere meglio indirizzate) e pensare fin da subito a fare altro, ad esempio concreti baicottaggi politici alle banche del cancro, quelle che finanziano gli impianti nocivi, ad esempio Intesa-San Paolo per quanto attiene l’inceneritore di Acerra; sono azioni certo meno facili dei ricorsi legali all'Enel da effettuare mediante pagamento di onorario ad avvocati professionisti, ma in prospettiva enormemente più efficaci...
Inviterei davvero finalmente il prendere in considerazione questo cambio di rotta...
salute
michelangiolo bolognini
Scritto il 03/09/2011 alle 09:26 nella Povera Italia!!!, Povera sanità!, Questo povero ambiente!, Rifiuti, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile, sostenibilità | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: ecoincentivi, inceneritori, incentivi, nucleare
Da anni mi pongo una serie di domande sul "Bio", senza avere mai aver avuto una risposta valida.Ma oggi leggo questo bellissimo post dell'amico Maurizio Di Gregorio nel suo sito www.fiorigialli.it, post che copio integralmente qui sotto (scusandomi con Maurizio per il "plagio" ma riconosco di averlo solo copiato), in modo da dare a tutti l'opportunità di poterlo leggerlo e gustarlo come ho fatto io. Buona lettura a tutti!.
Maurizio Di Gregorio
Il Bio, (l’alimentazione, l’agricoltura e la cultura del biologico), compie in Italia 35 anni, l’età di un giovane adulto.
Se ne parla spesso come di un mercato che è poi il punto di incontro dei suoi tre componenti. La diffusione di un'agricoltura e di una alimentazione naturali, sane equilibrate e nonviolente sono il bel risultato ottenuto grazie al lavoro, all’impegno, alla visione e al sogno di tanti uomini e donne che sono stati in questi anni i pionieri fondatori e costruttori del biologico.
Come ciò è stato possibile in una nazione che ha espresso il più piccolo movimento ecologista, è una curiosità speciale. Qui vogliamo trattare del bio oltre il mercato, cioè del bio come pratica di vita, cultura vissuta, intenzione originaria ed anima che si realizza. A 35 anni bisognerebbe occuparsene.
Sulle origini del biologico
Alle prese con il boom economico, l’Italia degli anni ‘60 butta il vecchio per il nuovo ma non dimentica del tutto le sue radici. Così dopo gli anni della critica, come ridiscussione dell’esistente, e della ricerca a tutto tondo di impostazioni e soluzioni diverse, dai primi anni ’70 emerge il fenomeno de “il ritorno alla terra”. Quella terra così bassa, che obbligava a un rigore e semplicità di una difficoltà estrema e che era stata disconosciuta da masse di ex contadini che dal dopoguerra avevano inurbato le città, spopolando le campagne, abbandonando le colline ed i loro paesi millenari, verso più comodi e promettenti ”fondovalle”. In pochi anni si riscoprono le osterie, l’artigianato e l’agricoltura tradizionali, la musica e le danze folk, la pace dei borghi tranquilli e dei casali abbandonati, la fascinazione sorridente della natura, il cibo genuino.
La cultura del “ritorno alla terra” è un mix che mentre li scopre, li riempie già impetuosamente con il più sfavillante grimorio di sogni del secolo: il ritorno alla natura e la semplicità volontaria, vivere del frutto del proprio lavoro e vivere insieme agli altri, trovare se stessi e la dimensione spirituale, la rivoluzione degli orizzonti esteriori ed interiori.
Tanto affascinante quanto difficile trasformare in pochi anni la cultura dello stare fuori di sé nella nuova consapevolezza di sé, nel riabitare il proprio luogo. E comunque fu la scelta più saggia poiché accompagnò al “gran rifiuto” la positività di una ricerca ed una costruzione da svolgersi sotto la benevolenza di una severa ma affettuosa madre.
E’ tutta da scrivere la storia arcana di come una varia schiera di insegnanti e studenti, artisti ed hippies, artigiani ed imprenditori, ex operai ed ex militanti reinventarono una nuova esistenza all’ombra dei boschi fitti, dei camini delle case sperdute, nei vicoli medievali, sopra e sotto il paesaggio delle colline, scoprendo e riscoprendo nelle campagne il sapore di una vita antica ed autentica.
Un'Italia della memoria e della ricerca, civettante con il Progresso o sfuggente ad esso, con i piedi ancora saldamente piantati alla Terra e la testa protesa al Cielo.
In questo insieme sfaccettato l’origine del Bio.
Per una storia non convenzionale del Bio
Quasi come carbonari, i primi appassionati pionieri del bio si incontravano scambiandosi prodotti, ricette ed erudizione: cereali integrali, zuppe contadine e buon vino, insieme a macrobiotica e teorie filosofiche. Essi facevano tesoro di ciò che poteva offrire il proprio orto personale o era reperibile per campagne, mercati e poderi. I negozi bio ancora non esistevano o si trovavano solo nelle grandi città (e non si trovava il fresco). Una cultura semplice che metteva insieme e rifletteva sui discorsi della nonna, la bevuta con il contadino ed i primi testi circolanti su una alimentazione e salute naturali.
Lontano dalle certificazioni attuali, biologico era il buon cibo: esso si distingueva intuitivamente per naturalezza, o forma compiuta, integralità, o carattere realizzato, freschezza e vitalità, la sua connessione con la vita…
Con il cibo “vero” si costruiva una relazione, cioè una alimentazione naturale, caratterizzata da completezza, leggerezza ed armonia.
Dal '70 agli ’80 si formarono due scuole di pensiero e pratica distinte: gli ortodossi e gli gnostici dell’alimentazione naturale.
I primi, inflessibili con sé e gli altri, si impegnarono a costruire i riti del giusto apporto nutrizionale e della dieta ideale (naturale, vegetariana, igienista, macrobiotica, veganiana e via dicendo) ed hanno indirizzato l’evoluzione del bio verso alcuni cibi ed idee anziché altre. Essi sono creatori di precetti ed abili a condurre aziende ed attività.
I secondi, gli gnostici, rimasero assertori dell’esperienza diretta ed immediata attraverso uno stile alimentare istintivo e sincretico, una meditazione attiva da compiersi con abbandono, trasporto e devozione. Spesso incapaci di disciplina, tuttavia essi esplorarono il gusto, scoprendo le magiche virtù delle insalate di fiori appena colti, ascoltando le canzoni delle erbe selvatiche ed i significati delle spezie. Essi sono creatori di ricette ed un loro invito a cena è una benedizione. Sono generalmente inadatti a fare affari o gestire attività, tuttavia ad essi è concesso, nei momenti difficili, custodire la visione originale.
Negli anni '80-'90 il "Ritorno alla Terra" si estese con i week-end e gli agriturismi e divenne il terreno del sogno del cittadino impazzito che iniziò ad acquistare tutto il comperabile (sconvolse il mercato delle campagne), così anche L’Alimentazione e la Salute naturali divennero obiettivo mitico di conquista per gli uomini e le donne tipo della modernità, avviliti da una vita sempre più grigia, dalle malattie incombenti, dalla morte dei loro cari.
Negli anni selvaggi del mercato bio si trova di tutto: generosità ed avidità, qualità e truffa e difficoltà di ogni tipo, come sa bene chi c’era.
Ma poiché bio è buono, e il buono vince, per gradi successivi il circuito cresce e si solidifica, se non altro perché sempre più sono coloro che si accorgono che in giro va sempre peggio.
La domanda di Bio cresce con due avvenimenti chiave: il disastro di Cernobyl, che fa apprezzare la naturalezza del cibo come un tesoro, e la Mucca Pazza, che ci spiega come ormai si tratti di salvezza personale.
Ogni volta, dopo questi, il bio cresce come un fiume in piena: si moltiplicano aziende, distributori, negozi, i consumatori diventano una folla, fioccano contributi e burocrazie.
Come la coscienza segue l’esperienza, la mappa dei negozi bio è contemporaneamente la mappa dell’inquinamento e del disagio, più questi sono maggiori, più in reazione sorgono negozi e consumatori.
La realtà problematica del Bio
Siamo giunti alla realtà attuale, i cercatori di armonie degli anni '70 hanno i capelli bianchi ed hanno cresciuto nuove generazioni per i quali il naturale è scontato come la fermata del tram. Trenta anni di stile di vita naturale hanno permesso una buona salute ed una grande qualità dell’esistenza, per alcuni hanno portato anche altri doni.
Il Bio oggi è una pratica di vita ed un mercato insieme.
I piccoli negozi degli anni '70 stanno scomparendo, al loro posto veri e propri supermarket bio ed al contempo interi reparti bio si affacciano sugli scaffali della grande distribuzione, i media se ne occupano regolarmente. La diffusione del mercato e dell’argomento non può che farci piacere poiché la maggior parte delle persone sta scoprendo la possibilità di una alimentazione e benessere naturali.
Ma questa realtà porta una luce con molte ombre: essa è un poliedro di facce diverse che si esprime nella vita delle persone e molto nel mercato “dominante”. Vi sono problemi strutturali di crescita o anche sintomi di degenerazione?
La visione economica è cruciale: gli operatori del bio sono piccoli, medi e grandi. Solitamente i piccoli vogliono diventare medi, i medi grandi, i grandi grandissimi, secondo una scala dettata alternativamente dalle possibilità dalle necessità e dagli ego.
Osserviamo un attimo il mercato del bio nelle sue classiche identità, con un occhio critico ed un elevato grado di generalizzazione:
Gli Agricoltori sono ormai tantissimi, compreso latifondisti, banche ed opportunisti vari che hanno scovato una soluzione redditizia, finanche finanziata da contributi statali ed europei.
I Distributori continuano a determinare i prezzi di un mercato in cui i negozi si lamentano per i bassi margini, i produttori sostengono che non ce la fanno, i consumatori continuano a chiedersi perché costa così caro.
I Negozianti aprono e chiudono, chiudono spesso i piccoli ed onesti, spadroneggiano i pescicani (per natura o cultura) che non chiudono mai perché fanno pagare i propri errori e difetti agli altri.
I Venditori una volta facevano parte dell’ambiente, vi credevano, se ne intendevano; oggi c’è una invasione di rappresentanti riciclati che propongono il bio con lo stesso criterio con cui si piazzano vestiti e munizioni e non ne sanno niente.
I Consumatori, più o meno sensibili e coscienti, vanno dai benestanti bencurati che celebrano nella loro spesa il proprio successo, alle anime-vaganti-con-pochi-soldi che indugiano sugli scaffali cercando di comporre una spesa decente e non troppo costosa.
I Commessi dei negozi osservano il tutto in silenzio consapevoli che il loro stipendio di bio permette poco.
Accanto all’ampio giro di affari ed al favore che lo accompagna, vediamo poca allegria ed onestà, poca simpatia e comunicazione, poca energia e luce. Ad esse si sostituisce una cortesia affettata e gelida tipica del postmoderno che reclamizza un calore ed una qualità che non sono nel suo stile intimo o nel prodotto ma fa solo parte del budget pubblicitario.
E’ tutto bio quel che si dice? E perché ci sono così tanti enti certificatori e non due o tre? Chi controlla i controllori? Perché Roveda di Lifegate ha venduto un gioiello di azienda come Scaldasole alla Nestlè?, perché Mustiola, un ottimo distributore, è fallito? Perché la Ecor avanza come uno schiacciasassi e convince i negozi a cedergli la proprietà e si fa finanziare anche dalla Banca Etica (500.000 euro)? La deriva presa del biologico è forse il tradimento delle sue intenzioni, l'oscuramento della filosofia che ne sta alla base, la sua strumentalizzazione in marketing, in una parola la sua falsificazione?
L'anima del bio
La storia del bio è la storia di un sogno che si materializza nella pratica e divenendo una pratica incontra la realtà del mercato e i difetti degli uomini, da qui i suoi problemi ed identità: ma avendo chiare le sue identità, cioè la personalità del bio, non dobbiamo chiederci, oltre la personalità, cosa ne è della sua anima, dell’anima del biologico?
Le grandi ditte del bio appaiono sempre più come arroganti macchine da guerra, protese alla conquista di mercati, ma è solo il mercato il terreno di una sana crescita del bio o vi é qualche altro territorio che esso deve frequentare?
Mentre l’industria prepara il futuro OGM, i negozi equosolidali pongono una domanda: va bene è bio, ma è anche equosolidale?
Ponendo l’attenzione non solo sul prodotto ed al suo processo ma anche al contesto e le finalità essi si avvicinano al cuore del problema.
Detto in altro modo, il biologico è solo un mercato da cavalcare, sedurre, conquistare, possedere e saturare, o è parte di un intero, un disegno creativo di costruzione e possibilità di una vita ed una società diverse, armoniche, giuste, equilibrate, un cambiamento semplice e fondamentale della vita quotidiana, un rispetto concreto per la natura dentro e fuori di noi, una esperienza evolutiva?
E se ciò è per il bio come pratica di vita, lo è anche per il bio come mercato. La cultura del bio sta al suo mercato come l’anima sta al corpo: senza questa, cosa lo animerà?
La tendenza attuale del mercato bio è incentrata sulla crescita del mercato stesso. Ma non vi é ordine in questa intenzione, cioè è senza criteri. Senza criteri non vi è ordine, misura tra le cose, in particolare tra intenzione e realizzazione, senza ordine non si esprime alcuno stile che è l’arte di dare forma e significato alle cose ed è determinato dall’ispirazione. Senza ordine quale ispirazione? Senza ispirazione quali saranno i risultati?
La quantità cresce a scapito della qualità, la realizzazione a scapito dell’intenzione; si voleva contagiare il mercato e se ne viene contagiati. Chi vuole mangiarsi il mercato ne sarà mangiato.
Può capitare allora da una parte che un fornaio bio sia estromesso da una fiera bio perché ha assunto un dipendente e dall’altra che dietro numerose etichette bio vi siano multinazionali, banche o anche solo un bieco sfruttamento di vite e destini individuali.
Può capitare allora che alcuni amici che mangiano bio da 25 anni, evitino un ristorante bio dai prezzi esagerati e l’atmosfera invivibile a favore di una trattoria familiare dove il cibo non è bio, ma il sorriso dei gestori sì.
Sul bio si è introdotta una complessa serie di certificazioni, che da una parte introducono standard medi accettabili, dall’altra aumentano il peso burocratico sui produttori a favore infine delle realtà economiche più forti prima e poi incontrollabili.
Se siete bio, piccolo è bello? Il bio dovrebbe essere semplice, ma in che misura è facile?
Se da una parte è inevitabile che con il successo giungano arrivisti, profittatori, truffatori e burocrazie, cosa si può fare per l’altra parte, quella che ne può e deve rimanere esente?
Su un altro versante, perché nessuno persegue l’obiettivo di una trasformazione totale dell’agricoltura e dell’alimentazione in bio? Solo il bio può essere venduto, caso mai venga certificato il non bio se è poco tossico).
Alcuni negozi bio non tengono libri e riviste su alimentazione e salute, alcuni lo dicono apertamente: così evitiamo domande e richieste imbarazzanti, altri ancora evitano accuratamente libri di crescita spirituale perché non vogliono apparire troppo strani….
Altri ancora hanno libri, organizzano corsi ed attività, espongono annunci, sono talvolta il punto di ritrovo per un ambiente….
35 anni fa il mercato del Bio (in inglese "organic") non esisteva, oggi c’è ed è un bene, permette la diffusione del cibo e dell’agricoltura naturali, ciò è una concreta soluzione al cibo e all’agricoltura del mercato, ieri industriale, oggi e domani anche OGM, sottoposti unicamente alle leggi di tecnica e profitto.
Dovrebbe però individuare “una via naturale al mercato” evitando che la cultura economica dominante e la megalomania degli individui lo sopravanzi e lo inglobi nella sua visione.
Come nel suo atto fondativo, dovrebbe continuare a preferire la qualità al posto della quantità.
Solo se rimane fedele alle sue intenzioni originarie, la mela bio ci parlerà ancora di naturalezza, integrità e conoscenza, poiché ad esse sono collegate amore, bellezza e mistero, qualità condivisibili solo con l’anima.
Il bio e l’ecologia non sono solo un mercato e non si possono fare solo con le regole, poiché anche i fiori e le mele ci parlano di Dio.
Scritto il 02/11/2011 alle 10:01 nella economia domestica eco-sostenibile, Natura, Salute e benessere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Il Dott. Stefano Montanari e la Dottoressa Antonietta Gatti, sua moglie, conducono da anni alcune importantissime ricerche sulle nanoparticelle, quelle particelle "invisibili", che sfuggono a qualsiasi tipo di filtro o di controllo e che vengono rilasciate in gran quantità dagli inceneritori e da altri impianti industriali inquinanti e che causano tumori, malattie polmonari, malformazioni di feti, aborti ed altre gravissime patologie, definite "nanopatologie". Tutto questo è ostacolato dalla politica e dal potere economico che da quelle morti trae guadagni giganteschi (basti pensare al business degli inceneritori, chiamati in Italia con un termine ipocrita "termovalorizzatori").
Non avendo più questi studiosi, per una serie di vicissitudini che qui non vogliamo raccontare, uno strumento come il microscopio elettronico, in grado di portare avanti questi studi, alcuni volenterosi cittadini stanno portando avanti una raccolta di fondi per aiutarli. Partecipiamo tutti con un importante gesto di solidarietà, anche 10 euro a testa possono bastare, se saremo tantissimi, a raggiungere questo importante obiettivo.
Per info andate su:
Scritto il 01/31/2011 alle 14:30 nella Campagne di LIBERTA', Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile | Permalink | Commenti (1) | TrackBack (0)
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Con gli amici con cui abbiamo portato avanti il progetto "Kyoto Fisso", eccoci ancora a presentare l'evento a Roma, al Teatro Aurelio.
Kyoto Fisso: un momento di riflessione, di emozione, di divertimento
Comunicato stampa
“Il Kyoto fisso”
I cambiamenti climatici da Rio de Janeiro a Copenhagen
(con aggiornamenti sulla marea nera del Golfo del Messico)
tra scienza, arte e mistica
Un approccio all’ecologia che investe la persona nella sua totalità
di essere razionale, estetico e spirituale
Domenica 3 ottobre ore 18.00
Associazione “Il Raggio” – Teatro Aurelio – Largo san Pio V, 4
* * *
La terra per secoli ha seguito un suo andamento climatico con cambiamenti più o meno prevedibili. Negli ultimi 150 anni, però, la situazione è notevolmente cambiata e i complessi equilibri che regolano il clima sono a rischio.
L’uomo con i suoi comportamenti, spesso poco rispettosi dell’ambiente, è e sarà sempre più responsabile della trasformazione e, di conseguenza, dell’impoverimento dei Paesi del Sud del Mondo.
Cosa può fare, in concreto e subito, ciascuno di noi davanti ad un panorama del genere?
“Il Kyoto fisso” vuole essere un incontro-dibattito di esperti della scienza, dell’antropologia e della comunicazione con un pubblico interessato al rispetto del nostro pianeta e alla cooperazione con chi, a causa del clima, vive in condizioni di povertà.
L’incontro prevede anche momenti artistici di teatro che aiutano lo spettatore a sdrammatizzare, ma nello stesso tempo a prendere coscienza e a riflettere.
Scritto il 09/16/2010 alle 21:24 nella Natura, Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Scienza, energia e sviluppo sostenibile, sostenibilità, Teatro, Teatro: I prossimi spettacoli | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
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Scritto il 05/15/2010 alle 09:25 nella Povera Italia!!!, Povera sanità!, Salute e benessere, Società e costume, Solidarietà | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Eluana ci ha lasciato. La saluto con affetto ed il mio pensiero và al Papà Beppino, al suo coraggio civile, alla sua grande umanità. La dignità con cui Beppino ha affrontato questa via crucis è esemplare. Lo abbraccio con affetto. Speriamo che il governo ed il parlamento rispettino la civilissima e laica libertà di lasciare ad ognuno il diritto di morire con dignità di fronte al rischio di esagerati accanimenti terapeutici, come è accaduto con Eluana. Grazie Beppino, che hai preferito ad affrontare la tua battaglia allo scoperto senza nascondersi, affrontando mille nemici e mille contrarietà.
Scritto il 02/09/2009 alle 21:20 nella Campagne di GIUSTIZIA, Campagne di LIBERTA', Povera sanità!, Salute e benessere, Società e costume | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La deriva demagogica e fondamentalista di un governo che dovrebbe essere guidato da un "popolo della libertà" e liberali e socialisti, ahimè alla " Sacconi ", stà raggiungendo dei livelli incredibili.
Questo Sacconi, ministro da riporto, come è chiaro in un governo Berlusconiano, non sà più che pesci prendere sul caso Englaro, visto che anche la procura di Udine non può che avvallare le decisioni già prese precedentemente da più gradi di giudizio, compresa la cassazione. Ebbene, Sacconi manda addirittura ì NAS contro la clinica in cui adesso è ricoverata la povera Eluana, nel vano tentativo di fermare il corso degli eventi (che dura da più di una decina di anni senza che ai politici gliene sia mai fregato nulla, come dice giustamente papà Beppino).
Una gazzarra indegna di un paese civile, con Berlusconi che si riscopre ipercattolico osservante dopo essere stato un divorziato nonchè avendo la moglie in passato praticato l'aborto a fine terapeutico... Questo per dire da che pulpito si predica...
LA Chiesa ordina e lo stato italiano ubbidisce. Questa è la realtà. L'accettino i tanti "liberali" che hanno votato il PDL pensando di votare uno schieramento liberale e che si ritrovano invece l'inizio di un regime dittatoriale vero e proprio, dove le sentenze della magistratura vengono disattese e piegate alle logiche del governo. Neanche il fascismo arrivò a tanto...
In quanto al riportato ministro Sacconi, come dimenticare il suo enorme "conflitto di interessi", lui ministro del Welfare e della Salute e la moglie direttore della Federfarma. Praticamente per deliberare sui prezzi dei farmaci fanno le riunioni in famiglia. Che vergogna!
Ci sarebbe tanto altro da dire, visto il susseguirsi di dichiarazioni farneticanti e deliranti da parte del governo e di tanti politici, anche della presunta opposizione! Una voce fuori dal coro, apprezzabilissima, è quella del Presidente della Camera che, con toni lievi, dà la massima solidarietà a Beppino Englaro e dice di non avere nessuna certezza in questa vicenda. Non saprei se questa posizione è mero frutto di calcolo o sia veramente frutto di una opinione vera, comunque è una delle pochissime posizioni serie dei politici di maggioranza. A Capezzone gli deve essere invece preso un coccolone perchè non parla più. Probabilmente anche per un disinvolto come lui gli ultimi accadimenti sono troppo!
Invito tutti ad aprire gli occhi perchè le ultime vicende esprimono chiaramente la nascita di un regime autoritario in Italia che potrebbe portare ad una vera dittatura. I sintomi ci sono tutti!!
Meditate gente, meditate!!
Scritto il 02/08/2009 alle 15:31 nella Campagne di GIUSTIZIA, Campagne di LIBERTA', Povera Italia!!!, Povera sanità!, Salute e benessere, Solidarietà | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Tag Technorati: berlusconi, cassazione, eluana, englaro, fini, leggi, napolitano, procura, sacconi, udine, vergogna, welfare
Giacometto mi assale: "A ingegnè, io cioppaura. Qui nun se potemo nimmanco ammalacce che, oltre a fregacci i sordi, ce ammazzeno. Ma ha sentito cosa è successo a quella clinica de Milano? Se sapevo, ce portavo mi socera quanno ha fatto la cistifellia..."
Tra l'agitato ed il faceto, è il solito Giacometto...
Ma io mi ricordo tanti piccoli episodi riguardo i medici...
Una persona che conosco mi disse di un parente medico che, dato che doveva far recapitare urgentemente un pacchetto ad un amico cardiochilurgo, si inventò una (finta) patologia di un suo paziente, lo spedì di corsa a farsi fare una visita allo stesso cardiochilurgo, in modo da utilizzarlo come "pony express" gratuito.... anzi a pagamento, visto che il poveretto, oltre che la preoccupazione di avere dei problemi di cuore, dovette anche pagare quel consulto "inutile".....
Sì, questo forse è un caso limite, però c'è molto cinismo fra i medici.
Il problema è che, e vero, oggi viviamo un tempo di cinismo generalizzato, ma un conto è se il meccanico ti frega qualche euro per un pezzo di macchina non sostituito, un'altra cosa è operare un paziente che non ne ha necessità solo per fare "business".
A proposito voglio dedicare uno spazio periodico sulla medicina, raccontando fatterelli, storie e idee in proposito. Man mano che si cresce e si invecchia aumentano gli episodi, positivi e negativi, che riguardano, medici, ospedali, ecc..
Lo chiamerò: "Povera sanità"
Scritto il 06/11/2008 alle 10:27 nella Ma mi faccia il piacere!!!, Mi ha detto Giacometto...., Popoli e politiche, Povera Italia!!!, Salute e benessere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Contro le banalità pro-nucleare ecco un pò di documenti da leggere se ne volete sapere di più. Sono in inglese, la lingua più usata per questo argomento, ma vi prometto che a breve troverò qualcos'altro
Scarica nuclear_power_answer_climate_change.pdf (139.8K) Scarica climatenukes.pdf (49.5K) Scarica nuclear_power_answer_climate_change.pdf (139.8K) Scarica NuclearEconomicsReport.pdf (1820.5K)Scarica Nukesandterrorism.pdf (1466.7K) Scarica WindvsNuclear.pdf (225.7K)
Buona lettura!!
in francese:
Download docnukeeffetdeserre.pdf
ah, mi permetto di aggiungere 40 punti per non utilizzare il nucleare (questo documento, finalmente, è in italiano!)
Scarica lenergiaNucleareNonSalveraIlPianeta.pdf (365.2K)
questo è uno dei tanti articoli in cui le associazioni ambientaliste spiegano le loro perplessità sul nucleare
articolo su kyotoclub
Scritto il 06/06/2008 alle 20:04 nella Popoli e politiche, Povera Italia!!!, Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Sicurezza sul lavoro | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Leggo ogni giorno una quantità "industriale" di sciocchezze sul nucleare. Chernobyl è stato un segnale evidente di come possono essere pagati a caro prezzo errori umani. Ma voi vi fidate di questi politici così tanto da dargli la possibilità, con un piccolo errore, di far cancellare l'italia dalla cartina geografica?
Gli stessi politici che hanno messo nella merda, scusate l'espressione, un'intera regione?
Beati voi! Non capisco questi "nuclearisti" convinti...
Comunque, vi dò l'opportunità di informarvi un pò di più....
Questo è scritto in francese, leggete amici, leggete...
Scarica docnukeeffetdeserre.pdf (1893.1K)
Intanto Greenpeace in Francia protesta sul rischio nucleare.
Sono arrivati a scrivere sulle pareti della centrale, e se fossero stati dei terroristi?
Scritto il 06/06/2008 alle 19:20 nella Popoli e politiche, Povera Italia!!!, Questo povero ambiente!, Salute e benessere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Piano B, un piano di speranza
Intervista a Lester Brown
(di Anna Satolli)
Il modello economico occidentale (il cosiddetto Piano A) basato sul principio della crescita continua e sull’uso incondizionato delle risorse non potrà funzionare ancora per molto. E soprattutto non potrà funzionare per i nuovi paesi emergenti, come Cina e India. È la Terra che non riesce più a sopportarlo. Il carico esercitato da una popolazione mondiale in crescita continua e che pretende di vivere voracemente secondo il modello dell’usa e getta è ormai insostenibile. Lester Brown ha pensato a una via altra, a una nuova economia rispettosa del pianeta che punti a preservare le risorse naturali, a farne semmai un uso (e riuso) intelligente, e che rinunci ai combustibili fossili.
Questa è la proposta di Piano B 3.0 (in libreria dal 10 giugno).
n cosa consiste e perché c’è bisogno di un “Piano B”?
Quali sono i suoi obiettivi?
Lester Brown: Il Piano B è l’alternativa al Piano A, che sarebbe il modello economico occidentale basato sui combustibili fossili, centrato sull’automobile e sull’usa e getta. Il fatto è che se continuiamo a comportarci secondo questo approccio business as usual, non solo perpetuiamo la distruzione degli ecosistemi di supporto della stessa economia, ma rischiamo seriamente di fare la stessa fine delle prime civiltà (i Maya o i Sumeri, per fare un esempio): ovvero incorrere in un processo di declino e poi di estinzione totale della nostra civiltà. Il Piano B è invece l’alternativa a tutto ciò, una strategia che assume – prima di tutto – quattro obiettivi prioritari: stabilizzare il clima, stabilizzare la popolazione, estirpare la povertà e ripristinare gli ecosistemi terrestri.
Quali sono le principali criticità che la nostra civiltà si trova a dover fronteggiare?
LB: In primo piano ci sono i cambiamenti climatici, la costante e rapida crescita della popolazione, il picco nella produzione del petrolio (a cui seguirà una sua disponibilità sempre minore), l’estensione delle aree con carenza idrica, la deforestazione, l’erosione del suolo e la desertificazione. Inoltre la combinazione di tutte queste tendenze può portare a una crisi alimentare mondiale senza precedenti.
C’è bisogno di fondi per realizzare il Piano B.
Dove è possibile trovare il budget necessario?
Ci sono due sistemi per finanziare il Piano B. Da una parte occorre una ristrutturazione del sistema della tassazione, per riuscire a ridurre le emissioni di CO2 dell’80% entro il 2020 (uno degli obiettivi fondamentali del Piano): ovvero introdurre una carbon tax mondiale più elevata che va compensata con la parallela diminuzione delle imposte sul lavoro. Questo sistema non cambia l’entità complessiva della tassazione, semmai incorpora nella carbon tax i costi che derivano dai cambiamenti climatici.
La spesa necessaria a stabilizzare la popolazione, debellare la povertà e ripristinare i sistemi naturali della Terra si aggira sui 200 miliardi di dollari l’anno. Una cifra che sembra molto elevata, mentre corrisponde all’incirca a un terzo dell’attuale bilancio della difesa degli Stati Uniti (560 mld$) e a un sesto di quello mondiale (1.235 mld$). In un certo senso è questo il nuovo budget della difesa, quello che affronta le più serie minacce alla nostra sicurezza. Il suggerimento sarebbe di spostare le risorse economiche dal budget militare – fintanto che i rischi di guerra sono bassi – e di indirizzare tali fondi a risolvere le nuove minacce che mettono a repentaglio il nostro futuro.
Il Piano B è una “everyman’s strategy”.
Io, in quanto singolo individuo, cosa posso fare?
LB: Il Piano B è un chiaro impegno verso un cambiamento complessivo e strutturale, che richiede una ristrutturazione totale della economia globale, con il passaggio dalle fonti fossili alle energie rinnovabili, un sistema dei trasporti diversificato e un approccio al riuso e riciclo di tutto.
Quando le persone mi chiedono “Cosa posso fare?”, di solito si aspettano che la mia risposta sia: “Ricicla i tuoi giornali, cambia le tue lampadine con altre più efficienti ecc.”. Ma la cosa più importante che noi come individui possiamo fare è di diventare politicamente attivi, impegnarci perché agli attuali trend di distruzione ambientale e crescita demografica, che minano il nostro futuro, sia imposto uno stop. La scommessa ora è di salvare la nostra civiltà. E la posta non potrebbe essere più alta. Questo non è certo uno sport da spettatori. Se non vogliamo perdere, è indispensabile che tutti siano coinvolti in questo processo di cambiamento totale: unica chance alla salvezza dell’umanità.
Questa è l'intervista a Lester Brown fatta da Anna Satolli.
sul nuovo libro di Lester Brown, dal 10 giugno in tutte le librerie:
Scritto il 06/06/2008 alle 15:13 nella Povera Italia!!!, Questo povero ambiente!, Salute e benessere | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
Scritto il 06/05/2008 alle 15:55 nella Ma mi faccia il piacere!!!, Popoli e politiche, Povera Italia!!!, Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Sicurezza sul lavoro, Società e costume | Permalink | Commenti (3) | TrackBack (0)
Il 10 giugno esce in libreria questo interessante libro di Lester Brown sulle misure da prendere per avere una società a "sviluppo sostenibile".
La novità dell'edizione italiana è che è stata realizzata grazie al lavoro di traduzione, gratuito, di alcuni volontari "Amici di Beppe Grillo" di Roma, tra cui il sottoscritto, coordinati da Dario Tamburrano.
Il libro ci dice perchè sono inutili le megacentrali a carbone o nucleari, cosa vuol dire energia rinnovabile, dove si può risparmiare energia e come si può creare un ciclo energetico pulito e virtuoso. tutto questo non è fantascenza del prossimo millennio, ma strettissima attualità. Almeno nel resto del mondo , quello civile.
Perchè SI PUO', a differenza delle chiacchiere blaterate da alcuni politici e giornalisti finanziati da non tanto oscure lobby economiche.
Se vi interessa conoscere l'autore, il 16 giugno 2008, sarà all'Auditorium di Roma a presentare il libro. Probabile la presenza di Beppe Grillo, che ha scritto la presentazione del libro, e di noi del gruppo di traduttori "d'assalto".
Per saperne di più di Lester Brown, ecco due brevi biografie:
Scritto il 05/30/2008 alle 22:14 nella Campagne di LIBERTA', Finanza - Economia, Popoli e politiche, Questo povero ambiente!, Salute e benessere, Scrittori preferiti, Società e costume | Permalink | Commenti (2) | TrackBack (0)








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