A maggio 2011 ho autocostruito la prima compostiera, a distanza di circa sei mesi
è arrivato il momento di svuotarla e vedere cosa è successo del materiale messo nella compostiera in tutti questi mesi.
L'umido, residuato e scarto alimentare per lo più vegetale, si è completamente decomposto, insieme con la carta sminuzzata, mentre invece sono rimasti ancora non adeguatamente decomposti le foglie verdi e quelle secche e gli sfalci di giardino in genere. Ho scoperto infatti che per questi ultimi materiali non bastano sei mesi di compostaggio ma occorre almeno un anno, oltre una particolare cura al "mix" di materiale che viene messo (nei manuali di compostaggio trovate tutti i dati utili per non sbagliarsi). LA compostiera adoperata è risultata troppo ingombrante (altezza circa 150 cm) e difficilmente gestibile sia in fase di rimescolamento che in fase di svuotamento. meglio usare più compostiere di dimensioni più ridotte.
Comunque la compostiera, che per essere svuotata è stata completamente smontata, sarà riciclata. Con parte del materiale se ne ricostruirà un'altra di dimensioni ridotte e con la rete avanzata si costruirà uno staccio per filtrare il prossimo compost prodotto. Rimane il fatto che in sei mesi non ho gettato neanche un grammo di umido nei cassonetti, e questo è comunque un grande risultato. Il compost "a metà" così prodotto è stato comunque messo nelle aiuole e sarà coperto da terriccio normale in modo da completare il processo di decomposizione della parte verde rimasta (fogliame e rami).
Di compostiere se ne trovano in commercio di tutti i tipi, eccone alcune:
eppure, vuoi mettere l'idea di farsela da soli, personalizzata, scegliendo le dimensioni ottimali per il luogo dove verrà sistemata nonchè le caratteristiche che si vogliono. Dunque, dopo aver già sperimentato la costruzione di una compostiera domestica ,la quale tra breve "sfornerà" il primo compost "autoprodotto", eccoci con la costruzione di questo nuovo "gioiellino" della tecnica. Una compostiera con le ruote!, sì, avete capito bene, è una compostiera facilemente amovibile e spostabile, adatta per spazi piccoli.
Per prima cosa, procurarsi strumenti e materiali per realizzare il tutto:
come materiali occorrerà il cesto che fungerà da struttura portante della compostiera, la solita rete verde oscurante, che sarà un ottimo filtro per gli animali medio-grossi che volessero entrare, il carrellino a ruote, alcuni sottovasi che serviranno per creare il fondo (n. 2) e il coperchio (n. 1). Naturalmente, essendo il cesto di froma conica, le dimensioni dei sottovasi sono diverse, più piccole al fondo, più grosso il coperchio. Inoltre servono molte fascette per fissare insieme le varie parti.
Come strumenti basta un trapano per forare, come vediamo dalla foto, i fondi del contenitore, al fine di tenerlo sempre asciutto, senza che si formi il percolato. Il carrellino con le ruote verrà fissato anche questo al fondo tramite le fascette
a beh, dimenticavo tra gli strumenti anche un paio di forbici
Si comincia forando le parti che fanno da fondo, sia il cesto che il sottovaso
Quindi si posizionano le fascette necessarie per fissare il fondo, dopo aver fatto dei fori per posizionarle. Si fissa quindi, tramite fascette, primo il sottovaso e poi il carrello con ruote:
a questo punto siamo a metà dell'opera, in quanto manca ancora il secondo sottovaso, messo al contrario rispetto al primo, la rete oscurante, un po' complicata da fissare, ed il coperchio finale.
la rete oscurante, apparentemente sembra facile da fissare, in realtà è assai rognoso perchè va fissata sotto e lateralmente, lasciando meno "spifferi" possibile, meglio con sovrapposizioni.
a questo punto, fissata la rete ed il coperchio, ecco questa meraviglia tecnologica pronta per fare il suo lavoro, parcheggiata nell'apposito spazio.
Era da diversi mesi che mi dicevo: ora la faccio, ora la faccio, ebbene finalemente ecco qui, l'ho fatta!!
Cosa? La compostiera, questo magico strumento che permette di trasformare nel tempo i residui "umidi" vegetali in compost, ottimo per concimare il terreno del giardino. Nella compostiera ci si può buttare i residui del caffè, i resti vegetali dei un pasto, escluso solo pezzi di carne che potrebbero creare cattivi odori, le foglie ed i rami dei cespugli che si sono tagliati nella potatura primaverile, le bucce di frutta, i cocci delle noci, ecc ecc..
Da un punto estetico la mia compostiera non è un granchè. ma questo dipende dalle mie scarse capacita in bricolage domestico.
Ma andiamo con ordine:
ecco da dove sono partito:
- rete verde (altezza di 1 metro x una lunghezza di 150 cm.
- telo oscurante (altezza 1 metro x circa 160 cm di lunghezza)
- tre sottovasi, due per fare la base ed uno per fare il coperchio. Ho usato un sottovaso per la bse di sotto, uno più piccolo per creare il "pavimento" della compostiera, uno più grande ancora da usare come coperchio.
- due "set" di fascette" per collegare i vari elementi, un tipo più corto ed uno più lungo. In realtà poteva bastare solo quello lungo, tanto la parte in più si taglia.
- un poco di argilla espansa da sistemare sul fondo della compostiera, per drenare meglio eventuali liquidi.
- un trapano con punta per forare i sottovasi che fungono da base e per mettere le fascette di collegamento del coperchio.
PRIMA FASE: foratura sottovasi e preparazione fascette di base.
Quindi si prepara la rete che servirà da contenitore esterno e che sorreggerà il telo oscurante:
Questa rete deve essere giuntata in modo da formare un cilindro.
All'inizio la cosa è più complicata del previsto ma poi basta farci la mano
a questo punto si passa al telo oscurante da fissare internamente alla rete, a mo' di rivestimento interno.
e si mette il sottovaso bucato più piccolo che blocca, ad incastro, il telo oscurante in basso e fa da fondo.
a me non è avanzato abbastanza telo da poter fare un bordo superiore, sarebbe stato esteticamente più gradevole, ma telo e rete avevano la stessa altezza.
ed ecco la argilla da mettere sopra il fondo, per drenare meglio:
A questo punto basta mettere un coperchio, unito al cilindro tramite due fascette, dopo aver fatto due forellini al sottovaso che useremo per coperchio:
il risultato non è un opera d'arte da esporre al Macro ma comunque è un contenitore sufficientemente robusto ed economico che permette di compostare residui vegetali consentendo loro la necessaria aereazione in modo da evitare la putrefazione ed il cattivo odore o la formazione di animali o insetti.
In questo modo tra qualche mese avrò il primo compost da utilizzare in giardino, intanto ci butto dentro, rami e foglie tagliate ed ogni residuo vegetale.
Vi rigiro questa analisi molto acuta di Michelangiolo Bolognini:
La ristrutturazione degli incentivi energetici, appena varata, ma che è anche in divenire (i futuri decreti attuativi governativi saranno una trentina) si preannuncia essere assai peggiore di quella prospettata anche dai più critici: gli incentivi saranno fissi, fuori mercato, potranno riguardare anche vecchi impianti da ristrutturare, riduce drasticamente i surplus specifici al solare fotovoltaico.
Questo disastro politico (e culturale) non è solo dell'ambientalismo egemone ecocapitalistico, ma ha riflessi su tutte le persone che saranno danneggiate, da questa politica, nella loro salute.
E' bene comunque tener presente che la normativa italiana si muove all'interno della disastrosa ( in termini sanitari) e fuorviante (in termini politico-culturali) strategia europea del 20-20-20, acriticamente sposata come toccasana da tanti ingenui e conformisti, ma che si declina concretamente con le centrali nucleari e gli inceneritori scandinavi e tedeschi, gli stessi tedeschi che si avvelenano di diossina, da sempre ignorata a favore della profittevole CO2, volano della bolla speculativa della green.economy.
Una deriva dell’ambientalismo egemone europeo che favorisce la mercificazione, oltre che della terra e dell'acqua, anche dell'aria, in ossequio alle idee vincenti del grande e poco conosciuto, per questi aspetti, Milton Friedman. Un Europa tecnocratica ed a stretto controllo finanziario.E' la dimostrazione che non dare le giusta priorità alle nocività ed alla resistenza biopolitica rappresenta un fallimento politico ed un disastro culturale.
Onestà intellettuale e volontà di sopravvivenza imporrebbero scelte drastiche: come quella di cessare immediatamente fuorvianti campagne di cittadini, degenerati a semplici consumatori (come quella legale sui CIP6 che ha disperso inutilmente forze che potevano essere meglio indirizzate) e pensare fin da subito a fare altro, ad esempio concreti baicottaggi politici alle banche del cancro, quelle che finanziano gli impianti nocivi, ad esempio Intesa-San Paolo per quanto attiene l’inceneritore di Acerra; sono azioni certo meno facili dei ricorsi legali all'Enel da effettuare mediante pagamento di onorario ad avvocati professionisti, ma in prospettiva enormemente più efficaci...
Inviterei davvero finalmente il prendere in considerazione questo cambio di rotta...
Ecco un ennesimo documento che prova la dannosità per la salute dei cittadini che vivono in aree contingue con quelle dove gli inceneritori-termovalorizzatori svolgono il loro sporco lavoro. Diossina, furani, nanoparticelle ed altre porcherie sono sversate nell'atmosfera provocando un significativo aumento di forme tumorali, di malattie respiratorie ed anche di un aumento di nascite di bambini con problemi di salute già in fase pre-nascita.
Ecco qui sotto i dati dell' articolo, che potete scaricare in allegato pdf (in versione inglese)
Per la cronaca già tempo fa' usci una simile ricerca compiuta da ricercatori medici in Francia.
Increased risk of non-Hodgkin lymphoma and serum organochlorine concentrations among neighbors of a municipal solid waste incinerator
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Jean-François Viela, , , Nathalie Floreta, Eric Deconinckb, Jean-François Focantc, Edwin De Pauwc and Jean-Yves Cahnd
a CNRS no 6249 "Chrono-Environment", Faculty of Medicine, Besançon, France
b INSERM no 645 "Host graft interaction: cellular and genetic engineering in transplantation", Department of Hematology, University Hospital, Besançon, France
c Mass Spectrometry Laboratory-CART, University of Liège, Liège, Belgium
d CNRS no 5525 "Recombinant experimental therapy team", Department of Oncology and Hematology, University Hospital, Grenoble, France
Received 21 September 2010;
accepted 18 November 2010.
Available online 16 December 2010.
Abstract
Organochlorine chemicals may contribute to an increased risk of non-Hodgkin lymphoma (NHL) within non-occupationally exposed populations. Among these chemicals, dioxins and furans were mainly released by municipal solid waste incinerators (MSWIs) until a recent past in France, a source of exposure that is of public concern. We investigated organochlorines and the risk of NHL among neighbors of a French MSWI with high levels of dioxin emissions (Besançon, France), using serum concentrations to assess exposure. The study area consisted of three electoral wards, containing or surrounding the MSWI. Pesticides, dioxins, furans, and polychlorinated biphenyls (PCBs) were measured in the serum of 34 newly diagnosed NHL cases (2003–2005) and 34 controls. Risks of NHL associated with each lipid-corrected serum concentration were estimated using exact logistic regression. The pesticides β-hexachlorocyclohexane (odds ratio [OR] = 1.05, 95% confidence interval [CI] = 1.00–1.12, per 10 ng/g lipid) and p,p' dichloro-diphenyl-trichloroethane (DDT) (OR = 1.20, 95% CI = 1.01-1.45, per 10 ng/g lipid) were associated with NHL risk. Evidence indicated an increased NHL risk associated with cumulative WHO1998-toxic equivalency factor (TEQ) concentrations (dioxins, OR = 1.12, 95% CI = 1.03–1.26; furans, OR = 1.16, 95% CI = 1.03–1.35; dioxin-like PCBs, OR = 1.04, 95% CI = 1.00–1.07; and total TEQ, OR = 1.04, 95% CI = 1.01–1.05), as well as with non dioxin-like PCBs (OR = 1.02, 95% CI = 1.01–1.05, per 10 ng/g lipid). Most congener-specific associations were statistically significant. This study provides strong and consistent support for an association between serum cumulative WHO1998-TEQ concentrations, at levels experienced by people residing in the vicinity of a polluting MSWI, and risk of NHL.
Research Highlights
► Dioxin is classified as carcinogenic to humans. ► Few studies have examined the health effects of environmental dioxin exposure. ► Municipal solid waste incinerators are a major source of dioxins and furans. ► High serum organochlorine concentrations increase risk of non-Hodgkin lymphoma.
Bassolino, Berlusconi, Bertolaso, ci hanno raccontato un sacco di balle. Ad esempio che bastava un mega-inceneritore come quello di Acerra per risolvere il problema dei rifiuti in campania.
Risultato: l'inceneritore produce tantissime sostanze tossiche che sparge nell'aria, la "monnezza" incenerita e' per la maggior parte "talquale" con dentro di tutto, compreso materiali altamente inquinanti e pericolosi. Inoltre lavora ad 1/4 della sua potenza in quanto tre delle quattro linee sono già guaste. Un vero fallimento di cui nessuno parla.
Per cui la soluzione sembra essere quella di aprire un'altra discarica, a Terzigno, la seconda nella zona, in pieno "Parco del Vesuvio". I cittadini sono inferociti anche perchè avevano acconsentito di far aprire la prima discarica, in mora di tutte le leggi ambientali, per aiutare a risolvere il problema rifiuti. Ma questa discarica era un semplice "buco nero" dove veniva buttato di tutto, senza alcun controllo o monitoraggio ambientale e sanitario.
Come si vede dal filmato la protesta è per la maggior parte assolutamente pacifica e non violenta e ciononostante le manganellate della polizia sono state tante ed assolutamente ingiustificate.
Ricordiamo che la soluzione "monnezza" c'è, e non prevede l'apertura di nuove discariche o la costruzione di inceneritori, quanto la creazione di una "filiera virtuosa" che ricicla e riutilizza i cosiddetti "rifiuti" trasformandoli in materia prima seconda per le industrie. Ricordiamo che in campania non esiste neanche un impianto di compostaggio. Siamo ancora all'anno zero del trattamento dei rifiuti. I metodi di incenerimento e di discarica sono metodi che ormai posso riguardare una società paleoindustriale non una società come la nostra ad avanzato grado di tecnologia.
Per informazioni navigate su internet e cercate: "rifiuti zero" "paul connet" "comuni virtuosi". Troverete un mare di materiale informativo in proposito.
La comunità europea ci ha già sanzionato per il non rispetto delle normative, numerose inchieste giudiziarie e processi "sulla monnezza" vedono inquisiti personaggi come Bassolino, Bertolaso e decine di altri politici ed amministratori di destra e di sinistra, uniti in questa ignobile vicenda. Nel frattempo il prefetto non ha avuto di meglio da fare che commissionare il comune di Camigliano, che aveva raggiunto il 70% di raccolta differenziata, in quanto non in linea con la politica dei regionale dei rifiuti (!!) Incredibile ma vero....
Ci avevano detto e ridetto che l’emergenza rifiuti era
finita……
Avevano mobilitato tutti i media per mostrarci come Bertolaso
e Berlusconi fossero i “salvatori della patria”
E invece… come prima più di prima….
Questa estate il
comune Virtuoso di Camigliano, che ha quasi raggiunto il 70% di differenziata,
viene commissariato del prefetto, manco fosse in odore di camorra, in quanto
non aveva accettato le procedure sui rifiuti a livello regionale procedure che
continuano a provocare tanti danni. Il sindaco Vincenzo Cenname paga così la troppa solerzia nel fare la raccolta
differenziata, se tutti i sindaci lavorassero così bene non esisterebbe nessuna
“emergenza campania” e non ci sarebbe spazio per i business sugli inceneritori
e sulle discariche.
Mentre riprende, dopo l’estate, il processo “a porte chiuse” a Bassolino &C.
(incomprensibili “motivi di ordine pubblico” impediscono a microfoni e
telecamere di riprendere le udienze, quando persino nei processi a Pasquale
Barra, noto camorrista detto “O’ Animale”, tale divieto non era stato contemplato)
Napoli è nuovamente sommersa dai rifiuti, si registrano nuove manifestazioni e roghi a Terzigno,
le discariche sono nuovamente al punto di collasso.
Il termovalorizzatore-inceneritore di Acerra, quello che
avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi, è nato vecchio.
Secondo quanto detto da undirigente di Partenope Ambiente, che mantiene l’anonimato, due forni su
tre sono fermi in quanto “bucati”. Non erano stati previsti i “fumi acidi”
derivati dalla combustione dei rifiuti. Il che vuol dire almeno due cose:
1 -Che il termovalorizzatore-inceneritore di Acerra non è
quel gioiellino di tecnologia di cui volevano farci credere, ma un catorcione
marcato fiat (impresit)
2- Questi “fumi acidi” non previsti possono aver provocato all’ambiente
circostante ulteriori danni oltre a quelli soliti degli inceneritori.
Teniamo conto che nell’inceneritore di Acerra, soprattutto
nella fase della cosiddetta emergenza, sono arrivate tonnellate di tal-quale che
contenevano tutte le sostanze possibili e immaginabili, non escluso quelle
tossiche, senza nessuna vagliatura e controllo.
E non parliamo delle
critiche vere e proprie all’utilizzo degli inceneritori, che sono la FALSA
SOLUZIONE AL PROBLEMA RIFIUTI in quanto:
-non sono economicamente vantaggiosi rispetto al
ciclo completo del riuso-riciclo dei materiali
-lasciano una forte percentuale di polveri e
altri residui tossici da conferire comunque in discarica (intorno al 30%)
-rilasciano nell’atmosfera tutta una serie di
sostanze nocive. le più pericolose delle quali non sono monitorizzabili (le
nanopolveri). Questi rilasci aumentano sensibilmente la percentuale di tumori
negli abitanti delle zone circostanti ma anche di malattie respiratorie e
cardiovascolari. Aumentano anche i casi di malformazione dei feto nelle donne
incinte.
-gli impianti di compostaggio in campania non ci
sono, per cui i comuni che raccolgono l’umido sono costretti a spese extra per
portarlo fuori regione.
-La raccolta non funziona bene, travolta da
appalti e subappalti non sempre così trasparenti
-La differenziata non decolla. Si dà la colpa ai
cittadini, peccato che in alcuni comuni “virtuosi” si ottengano percentuali
superiori al 60%, segno che dipende moltissimo anche dagli amministratori
locali. Ma la differenziata è osteggiata dai due grandi lobby: quella delle
discariche (legali e illegali), che vede in prima fila la camorra, e quella
degli inceneritori, perché una differenziata ben funzionante toglie materiale
combustibile agli inceneritori, cioè riduce il business. Quindi, mentre in
pubblico le autorità sembrano voler incentivare la differenziata poi di fatto
la boicottano. E un fenomeno che conosciamo molto bene anche a Roma e nel Lazio,
dove RE mondezza, il buon Manlio Cerroni, proprietario di un vero e proprio
impero fondato su discariche ed inceneritori, ha tante manine politiche e
sindacali più o meno segrete che lo aiutano nel aumentare il business a scapito
della salute e dell’economia della collettività.
Ci avevano detto che l’emergenza rifiuti a Napoli era
cessata, peccato che era solo….
UNA MONTAGNA DI BALLE……..
(consiglio a chi ancora non lo ha visto di vedere su internet il film-inchiesta “Una
montagna di balle”)
Ecco la prima parte, il resto lo trovate sempre su you tube
e ce n'era di altro da dire... avrei dovuto parlare delle responsabilità bipartisan di PD e PDL, della "terra dei fuochi" e di tante altre amenità...alla prossima...
Mettete che una bella giornata di agosto si decida di imboccare via della Marcigliana dalla Salaria, con l'idea di farsi un bel giretto in moto. Via della Marcigliana evoca un parco, evoca una bellissima campagna ed un ambiente naturalistico interessante.
Nel giro di pochi metri si incontrano, dopo le prime due curve, prima alcune prostitute, e quello poco importa, almeno per quanto mi riguarda, poi una serie impressionante di mucchi e cataste di rifiuti, piazzate al lato della strada o sul fosso adiacente. Come se quella non fosse una zona dentro l'omonimo parco, ma un punto della zona più degradata del mondo.
Poi, per dare il colpo di grazia, pezzi di amianto, buttati anche questi senza ritegno in vari successivi cumuli.
In un primo tempo ho cercato di non guardare e di andare avanti, poi ha prevalso lo sdegno e l'indignazione ed ho cominciato a fare alcune foto col cellulare (quindi i primi mucchi di rifiuti ed amianto non sono stati neanche fotografati..)
Poi sono arrivato al vero ingresso del parco, certo lì la situazione è più controllata, ho preso una cartina e mi sono ripromesso di ritornare a girarmelo tutto in bici.
Rimane il fatto che sulle strade adiacenti, soprattutto su via della Marcigliana e via della Cesarina, vi siano troppi luoghi che persone di pochi scrupoli continuano ad usare come discariche abusive. Piccole ma particolarmente nocive per l'ambiente. Nella zona, tra l'altro vi è anche una scuola
, oltre che alcune ville, delle fattorie, circoli ippici, un laghetto sportivo. Una zona con degli scordi molto belli, peccato che i controlli siano così scarsi!
La notizia è di quelle che colpiscono, notizia che sarebbe inusuale in qualsiasi un paese democratico e civile, cosa che probabilmente l'Italia non è più ( o non è mai stato). E' la classica notizia dell'uomo che morde il cane... ebbene, il comune di Camigliano è stato commissariato, con una procedura iperveloce che non è stata MAI ATTUATA NEANCHE PER I COMUNI CON MAGGIORE INFILTRAZIONE MAFIOSA, in quanto il sindaco Vincenzo Cenname, per tutelare il lavoro fatto sulla gestione della raccolta dei rifiuti, a Camigliano una delle più "virtuose" d'Italia, col 65% di raccolta differenziata, si rifiutava di passare questa gestione stessa alla scalcinata provincia. La "disobbedienza civile" del comune di Camigliano è stata avallata anche dal TAR della campania, eppuro, con decreto del Presidente della Repubblica, che sottolineamolo bene, non ha avuto dubbi nel mettere la firma, il comune è stato commissariato!!
E' una situazione paradossale, in quanto uno dei comuni che meglio si è comportato nel settore della gestione dei rifiuti è stato punito nonostante appaia chiaro a tutti coloro che siano dotati di un minimo di buonsenso che semmai tale punizione doveva andare ai comuni che ancora non hanno nemmeno avviato la raccolta differenziata.
Ma una raccolta differenziata efficiente toglie business alla camorra, alle ecomafie ed ai politici corrotti, toglie tonnellate di materiale da bruciare negli inceneritori (facendo venir meno la loro stessa necessità di esistere).
Questa è la vera politica del governo sui rifiuti. Portare il sistema gestionne rifiuti al collasso per dar modo di costruire nuovi inceneritori, con buona pace della salute dei cittadini che sono costretti a respirare i fumi e le manopolveri che fuoriescono nell'ambiente.
Giampilieri e Scaletta Zanclea, cronaca di un disastro
annunciato.
Premesso che il cambiamento climatico degl ultimi 50 anni ha
reso, nel nostro emisfero, le pioggie più rare di numero ma più forti di intensità, facendo diventare
il nostro clima meno temperato e più soggetto a periodi di siccità seguito a
periodi di piovosità eccessiva. Premesso questo e che la pioggia che ha
provocato il disastro era molto forte (200 cm in poche ore), resta il fatto di
un territorio saccheggiato e cementificato senza alcuna logica. Giampilieri Superiore è in una conca, sotto una montagna, in una posizione che coincide con l'impluvio naturale delle acque piovane di tutto il bacino circostante. Posizione a rischio che implica una sana gestione del territorio ed un attento monitoraggio di possibili situazioni a rischio (esondazioni e frane), con limitazione dell'edificazione ed un utilizzo di opere che contribuiscano alla stabilizzazione dei pendii e al defluimento delle acque. Ma per i sindaci e le autorità locali queste sono solo chiacchiere senza importanza, rappresentano l'ultimo dei loro pensieri, finchè non arriva la catastrofe.
Non occorre andare sul posto per capire. Quella che segue più sotto è
una schermata di google-map. Le case sono costruite a 30 metri dal mare. Sotto
fitte, si susseguono una accanto all’altra per chilometri. Senza lasciare spazi
liberi dove eventuali masse d’acqua possano defluire indisturbate.
I pochi, piccoli fossi, che dovrebbero permette il defluire
dell’acqua sono per lo più utilizzati come discarica abusiva per gettare vecchi
elettrodomestici, calcinacci, ecc (testimonianza di ieri mattina a radiouno da
parte di un cittadino del posto). Case costruite sul greto di torrenti,
territorio dove regna la più completa incuria.
Le stesse zone furono colpite già nel 2007 da una alluvione
che non fece vittime ma che già rappresentava un chiaro segnale (vedere foto
seguente, Giampilieri nell’alluvione del 2007, dal sito di Repubblica.it)
Dice Bertolaso “L’acqua fa il suo corso e se le case sono
costruite dove non si dovrebbe, cosa vogliamo aspettarci? Sono otto anni che
denuncio questa situazione".
Naturalmente, indignazione generale di tutti i politici, da
Lombardo, governatore di “mamma regione”, che spende e spande per i suoi
dipendenti ma non scuce un euro per i problemi importanti, a Miccichè, sottosegretario alla presidenza del
consiglio, a Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina, che lamenta mancanza di
fondi. Resterebbe da sapere chi ha autorizzato negli ultimi trent’anni la
costruzione di edifici in zone a rischio, chi non ha realizzato le opere che
dovevano essere realizzate, chi non controllato le discariche abusive, e così
via.
Ma tanto siamo in italia,
passata la festa gabbato lu santu.
Una storia che lascia basiti. Un numero imprecisato di navi,
da un minimo di venti a più di un centinaio, fatte inabissareintorno agli anni ottanta (ma forse anche
prima). Navi con a bordo rifiuti tossici, spesso anche rifiuti radioattivi.
Rifiuti che hanno provocato un’impennata, tra gli abitanti delle coste, di
tumori di vario tipo.
Navi sepolte in quello che una volta era il più bel mare
italiano.
Dirigenti Enea implicati. Probabili intrecci con traffico di armi e con l’assassinio
di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Ma anche con l’assassinio dell’ufficiale De Grazia,
che aveva partecipato molto attivamente alle prime inchieste. In pratica fu lui
a trovare i primi riscontri con un lavoro da certosino, incrociando dati
relativi a diverse centinaia di navi scomparse. Secondo il pentitoFonti, intervistato su Radio Anch’io stamane,
ad ucciderlo furono i servizi segreti (!)
Una prima inchiesta fermatasi per mancanza di fondi, non
concessi dal governo, tra intimidazioni e minacce agli inquirenti, disinteresse
dello stato a far proseguire le indagini, e probabili depistaggi dei servizi
segreti, non solo italiani, che sarebbero anche autori di alcuni omicidi strettamente
legati all’inchiesta. Sembra la trama improbabile di un film alla 007, è invece
una storia vera della nostra italietta
dagli anni dal 1970 ad oggi. E man mano stanno uscendo fuori nuovi risvolti più
inquietanti.
Perché è venuta fuori? Per merito di inquirenti testardi, di
un manipolo di persone che sfidando la ‘ndrangheta vuole far venire alla luce
la verità, ed anche perché, a differenza di altri “misteri italiani”, era “fisicamente
impossibile” fare sparire del tutto quelle navi.
Una frase significativa tra due esponenti della ‘ndrangheta:
“Ma così non distruggiamo il mare dei nostri figli ?” Chiede
il primo, non convinto appieno dell’operazione criminale.
Risposta : “ Con i soldi
che avremo ce ne compreremo un altro di mare,,,” Per chi ne vuole sapere di più:
Prendete un santuario di monaci buddisti in Thailandia apparentemente un normalissimo tempio come ce ne sono centinaia nel mondo....
... avvicinandosi un pò di più si nota invece qualcosa di particolare...
Sì, c'è qualcosa di particolare nel materiale costruttivo adoperato per la sua realizzazione, ma visto da lontano non si capisce bene...
Ebben, sì, lo si vede chiaramente nelle altre foto, questo santuario è stato costruito interamente con materiale di riciclo. In gran parte bottiglie, molte di quali relative a birre più o meno famose, di vari colori e formati, che ne compongono l'elemento più visibile.
Ma dato che per principio non si butta nulla, ecco che con i tappi si sono creati degli artistici mosaici.
Molto suggestivo l'utilizzo delle bottiglie sfruttando sia il colore che la forma originarii.
Queste foto hanno fatto il giro del mondo e dimostrano che riciclare si può e non solo, con un pò di fantasia si riesce a fare l'impensabile...
Uhmmm, io la birra non la bevo, chissà se collezionando vasetti di youghurt riesco a farmi una bella veranda......
eheheh scherzo, ma quale migliore sponsor per la raccolta differenziata di un monastero buddista vero, reale, che funziona e le cui strutture sono lì, monumento ai posteri dell'ottimismo di un mondo che non butti via più nulla e riutilizzi tutto quanto, nell'obiettivo, sempre più vicino, dei "RIFIUTI ZERO" di cui spesso ci ha parlato il Prof. Paul Connet??
Meditiamo e ragionaniamoci su mentre magari nel nostro comune qualcuno ci vuole convincere che la soluzione del problema dei rifiuti è quella di mettere un bel, si fà per dire, inceneritore inquinante (anche se gli cambiano nome, gassificatore, termovalorizzatore o thor rimane sempre un impianto che inquina l'aria, emette nanopolveri e causa tumore alla gente)
L'unica Lista Civica veramente svincolata dai partiti tradizionali che si presenta alle prossime regionali 2010 nel Lazio
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Ognuno è il solo responsabile di quello che scrive, civilmente e penalmente e scarica da ogni responsabilità il titolare del blog il quale comunque appena possibile eliminerà tutti i commenti giudicati contrari alle normative vigenti. Purtroppo sono stato costretto da ripetuti commenti diffamatori verso terze persone ad attivare la moderazione degli annunci. Avrei preferito non farlo, ma non posso correre il rischio di accorgermi dopo parecchio tempo di un commento a rischio diffamazione.
Per il resto si accettano di buon grado opinioni divergenti, anzi opinioni diverse aiutano a capire meglio la realtà che ci circonda. Aspettiamo quindi un vostro contributo anche critico... basta argomentare le critiche e siete ben accetti!! Non spammate prego (ovvero non speditemi una valanga di commenti uguali o quasi) altrimenti i vostri commenti saranno tolti (e non lamentatevi poi....) Bisogna sapere usufruire nella maniera giusta della libertà di espressione!!
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