Hillary up and down
"Thank you New Hampshire, for welcoming me into your homes and hearts.
And when you vote, I hope you'll ask one question: Who is ready to be
president on day one?
Grazie, New Hampshire, per avermi accolto nelle vostre case e nei vostri cuori. E quando voterete, mi auguro vi porriate un unica domanda: Chi può mai essere pronto per la presidenza in un solo giorno?
Questo l'inizio dell'appello di Hillary Rodham in Clinton, alla vigilia del voto che l'ha premiata, sia pure di strettissima misura, rispetto al suo rivale Obama. Rivendicando la sua maggiore esperienza politica rispetto al suo giovane rivale. Questa è la grande autout in mano alla battagliera senatrice ma anche la sua più grande debolezza.
Infatti, vista in positivo, si può parlare di esperienza contro inesperienza, ma di contro anche come il solito l'establishment contro la grande novità, rappresentata da Barak Obama.
Andando sul sito della Clinton, una prima osservazione salta agli occhi. Quando ha iniziato la sua campagna presidenziale, un paio di anni fà, con orgoglio sul sito c'era scritto dappertutto chiaramente HILLARY RODHAM e non CLINTON. Sembrava una forma di orgoglio nei confronti del marito, quasi una forma di rivincita. Ebbene oggi, forse consigliata da esperti in comunicazioni, è tornata ad essere, a tutti gli effetti Hillary Clinton! Del resto conta, con l'effetto "Clinton" di fare il pieno di voti tra i ancora numerosi sostenitori del marito.
Altra piccola osservazione sui media dopo le prime due tornate elettorali. Ridicoli, semplicemente ridicoli. Il peso di questi primi scontri elettorali è minimo, trattasi di due piccoli staterelli abbastanza ininfluenti nel contesto generale, ebbene, la stampa, con grande fanfara, prima ha decretato la disfatta della Hillary e poi ne ha decretato la rinascita, imprevista secondo la stampa. In relatà nelle prime due tornate chi è andato meglio è sicuramente Obama, che ha sparigliato le carte andando a vincere il primo round e perdendo di pochissimo il secondo, in due stati dell'america bianca e di provincia, che non avrebbe dovuto affatto portargli un buon risultato. Per Hillary la strada è ancora in salita, nonostante questa piccola battaglia vinta.
Curiosità:
Tra le personalità che hanno supportato anche finanziariamente la campagna di Barak Obama ci sono, tra gli altri, gli attori Paul Newman, Morgan Freeman, Jennifer Anniston, e, tra le grandi aziende, Sony Pictures, Google, Citigroup, Goldman Sachs, Lehman Brothers.
Pe Hillary invece figurano invece: Danny De Vito, Tom Hanks, Hugh Hefner e, tra le aziende o gruppi finanziari: Morgan Stanley, Credit Suisse, Kirkland & Ellis, e molte altre.
Gli altri candidati hanno raccolto tutti insieme appena la metà di quello che hanno raccolto insieme Obama ed Hillary Clinton. Il che la dice lunga sul fatto che il match è un match a due già in partenza.
Francamente lo scontro tra i repubblicani è molto meno interessante, anche perchè francamente tra i candidati repubblicani tra predicatori battisti e mormoni, i candidati più accreditati sembrano John Mc Cain, militare, repubblicano con connotati sociali molto forti, in disaccordo con Bush sulla politica estera, e un Rudolph Giuliani che per il momento gioca a nascondino con i suoi rivali, noto per la sua rigorosa politica di ordine pubblico ma anche per una mentalità molto aperta nel campo delle libertà civili.
Vedremo come andrà avanti questa campagna delle presidenziali USA...











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