Popoli e politiche

Dimissioni di Simone Luerti, presidente dell' A.N.M.

Le dimissioni di Simone Luerti a presidente dell' Associazione Nazionale Magistrati avviene significativamente dopo  un'articolo de "L'Espresso" che parla di un suo incontro con Antonio Saladino, indagato nell'inchiesta "Why Not", quella scippata a De Magistris, incontro  avvenuto in presenza di Mastella  il 25 ottobre del 2006.

Ricordiamo molto brevemente che nell'inchiesta "Why Not" erano stati coinvolti anche, a vario titolo, Clemente Mastella e Romano Prodi. L'inchiesta è stata tolta al Luigi De Magistris dal CSM qualche mese fà.

Tutto  i conti cominciano a tornare, anche l'equivoco atteggiamento  tenuto dalla  A.N.M. sul caso De Magistris.

Ecco un articolo pubblicato nel blog
http://toghe.blogspot.com/

in tempi non sospetti (2 ottobre 2007)
 
Leggetelo bene e capirete moolte cose...

Ringrazio ancora il sito toghe.blogspot.com per il suo  straordinario impegno nel campo della lotta al malaffare e per la legalità.

http://toghe.blogspot.com/2007/10/luigi-de-magistris-e-la-magistratura.html

martedì 2 ottobre 2007

Luigi De Magistris e "la Magistratura"

Versione stampabile


di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)



Cosa fa la magistratura associata con i magistrati integerrimi e coraggiosi quando questi vengono assassinati si sa benissimo: si appropria dei loro meriti, dando luogo all’abuso per il quale quando qualcuno si permette di chiedere conto “alla Magistratura” di qualcosa di cui debba vergognarsi, essa invoca la memoria dei suoi martiri, dicendo che “la Magistratura ha pagato a caro prezzo il suo eroismo”.

Ma non è la verità, perché non è “la Magistratura” ad avere pagato con il sangue il suo eroismo; a farlo sono stati alcuni singoli magistrati, che prima di essere assassinati erano stati clamorosamente e rumorosamente isolati dai loro colleghi: per tutti, basti citare qui le vicende del Procuratore di Palermo Gaetano Costa, lasciato solo a firmare dei fermi particolarmente “impegnativi”, e del Consigliere Istruttore Rocco Chinnici, che lasciò un diario con le prove del suo isolamento da parte dei vertici degli uffici giudiziari di Palermo, diari che vennero “archiviati” dal C.S.M. con motivazioni davvero inadeguate. Ma certo è significativa anche la storia del Sostituto Procuratore della Repubblica Giangiacomo Ciaccio Montalto: all’indomani del suo assassinio un collega del suo stesso ufficio è stato arrestato perché accusato di essere legato al clan mafioso che aveva fatto l’omicidio e a casa gli sono stati trovati un’arma con la matricola abrasa e un mucchio di soldi incartati in un giornale. E il Procuratore Capo, vi chiederete? Promosso Presidente di Sezione in Cassazione!

Dunque, si sa benissimo cosa fa “la Magistratura” – “associata” e no – con i magistrati integerrimi DOPO che sono morti.

Non sempre si riflette su cosa aveva fatto prima dell’omicidio e su cosa fa quando l’omicidio non accade.

La tragica vicenda di Luigi De Magistris è un occasione per riflettere su questo.

Quando i magistrati “non omologati” sono ancora vivi e in servizio, “la Magistratura” fa con loro invariabilmente tre cose, in successione:

1. li isola;

2. gli rende impossibile il lavoro, con una serie di attività che sembrano ispirate da un “vediamo se sei davvero così bravo come tutti dicono”;

3. appena i “cattivi”, verificato che i “buoni” sono isolati e in difficoltà, li attaccano, li abbandona al loro destino, attendendo con grande senso di opportunità la fine di tutto.

E l’intero copione si è compiuto, ad oggi, con Luigi De Magistris.

Sia chiaro, se qualcuno a questo punto della discussione si stesse chiedendo “Ma che ne sai tu di De Magistris? Sei proprio sicuro che non abbia fatto degli errori? Che non abbia anche lui dei torti?”, sappia che già queste domande sono figlie di un pregiudizio inaccettabile.

Non conosco Luigi De Magistris così bene da potere escludere con certezza che non abbia sbagliato qualcosa. Ma i fatti – tutti – oggettivi bastano e avanzano per dire che Luigi è uno che si sta impegnando nella direzione in cui dovrebbe andare ogni magistrato: fare il proprio dovere anche quando è difficile e anche quando va contro gli interessi dei più forti e dei prepotenti.

Se avesse fatto degli errori o avesse dei torti (a me non ne risultano, ma ipotizziamo la cosa per fare contenti coloro che riescono a dubitare della colpevolezza dei corrotti anche dopo la sentenza definitiva di condanna in Cassazione e sospettano la disonestà degli inquirenti dei corrotti anche senza neppure uno straccio di indizio), che sia punito per questi: a questo serve la Sezione Disciplinare del C.S.M..

Ma nell’attesa che si scoprano questi del tutto ipotetici torti ed errori, invece di fare di tutto per fermare quelli come Luigi, aiutateli ad andare avanti, caso mai meglio ancora di come saprebbero fare loro, caso mai ponendo rimedio ai loro eventuali errori. Non usando questi fantomatici errori come espediente per “sterilizzare” il loro lavoro.

Insomma, uno si aspetterebbe legittimamente che chi ipotizzasse che Luigi abbia fatto degli errori si adoperasse contemporaneamente per porvi rimedio, mandando a sostegno di Luigi un sacco di altra gente che prosegua il suo lavoro più e meglio di lui. Invece … non arriva nessuno e … cerchiamo di cacciare via Luigi.

Fa davvero molta impressione leggere il comunicato – che pubblicheremo a parte – della Sezione di Catanzaro dell’Associazione Nazionale Magistrati che, in tutta una vicenda vergognosa e tragica, che coinvolge pesantemente la magistratura calabrese (sulla quale magistratura si è già pubblicata qui l’analisi di Emilio Sirianni in La Calabria senza giustizia - Le colpe dei giudici e del loro autogoverno), trova da dire solo che ha sbagliato Luigi De Magistris a rilasciare alcune interviste. E basta!!??

Tornando, dunque, al copione solito.

Luigi è isolato nel suo ufficio.

Se non fosse isolato, oggi il problema non sarebbe chiamato “Il caso De Magistris”, ma, chessò, “Il caso del pool anticrimine di Catanzaro”.

Se non fosse isolato, oggi non si troverebbe il Capo dell’ufficio contro, ma accanto.

Se non fosse isolato, oggi non avrebbe bisogno che la gente scenda in piazza per difenderlo, perché in piazza ci sarebbero già tutti i suoi colleghi e l’associazione di cui fa parte e alla quale versa il contributo mensile di iscrizione (l’A.N.M.).

Se non fosse isolato, l’A.N.M. di Catanzaro avrebbe scritto un documento in suo favore e non contro di lui.

Salto il punto 2, perché sulle assurde e impensabili difficoltà di lavoro di Luigi testimonia ogni pagina della storia in questione: intercettato, inquisito disciplinarmente, minacciato, ecc. ecc..

E vengo al punto 3. Accanto a Luigi De Magistris ci sono in questo momento decine di migliaia di cittadini, associazioni antimafia, gruppi di impegno civile, e altro ancora. Le iniziative in difesa del suo lavoro si moltiplicano ogni giorno.

Tutti costoro si stanno spendendo senza risparmio e senza distinguo. Come si dice in questi casi, “senza se e senza ma”. Anche molti di loro, come me, non conoscono Luigi così intimamente da potere escludere categoricamente che non ci sia stato nella sua attività alcun errore. Ma anche loro non cercano alibi per non dare solidarietà a chi ne ha bisogno e se la merita e, diversamente da tanti colleghi di Luigi e da alcuni dirigenti della “Magistratura Associata”, non hanno motivi di imbarazzo nello stare dalla parte di Luigi né legami di sorta (correntizi o no) con i magistrati che non vogliono che Luigi resti al suo posto, ritenendosi lesi dalle sue condotte professionali.

La domanda che si impone è, dunque: ma mentre accade tutto questo, mentre in ogni angolo del Paese qualcuno si lancia con generosità nelle più diverse iniziative a difesa di Luigi e del suo lavoro, o meglio ancora a difesa della possibilità stessa che un lavoro come quello possa essere fatto, dov’è e a che si dedica l’Associazione Nazionale Magistrati?

Dov’è “la Magistratura” (associata e non)?

Perché accanto a Luigi ci sono solo singoli magistrati che manifestano solidarietà a titolo personale, guardati con supponenza e fastidio dai capicorrente?

E se non interviene in casi come questi, l’Associazione Nazionale Magistrati a cosa esattamente serve?

E se non ritiene che una “crisi” come quella di Catanzaro – Ministro della Giustizia che chiede il trasferimento di un magistrato valoroso; folle di gente in piazza in difesa del magistrato; magistrato che indaga e persegue i suoi superiori; ecc. – meriti la sua attenzione operosa e il suo intervento, che scala di valori ha l’A.N.M. e di cosa vuole occuparsi nella vita?

Ma vi immaginate la crisi di qualche anno fa dei lavoratori della Fiat a Termini Imerese e la CGIL, la CISL e la UIL che “non prendono posizione”?

Né si può ipotizzare che l’A.N.M. non sapesse e non sappia: pubblicheremo a parte nei prossimi giorni il comunicato dell’A.N.M. di Catanzaro, il verbale della Giunta Esecutiva Centrale del 4.4.2007 e alcune mail inviate più di sei mesi fa da diversi magistrati e riscontrate, purtroppo negativamente (con il silenzio o con il fastidio), da importanti componenti degli organi direttivi dell’A.N.M..

A fronte delle pressioni di tanti perché intervenisse, l’A.N.M. ha solo dichiarato di “seguire con estrema attenzione” la situazione! Proprio così: “seguire con estrema attenzione”! E basta!

I pretesti che ci vengono opposti oggi dall’A.N.M. romana sono:

1. non conosciamo i fatti;

2. non è opportuno che interferiamo con il lavoro del C.S.M..

Quanto al punto 1, va osservato che, per un verso, i fatti – ai limitati fini che qui interessano – sono ben noti urbis et orbis e, per altro verso, se non lo fossero, sarebbe preciso dovere dei vertici dell’A.N.M. informarsi tempestivamente.

Ancora una volta, ve li immaginate i segretari della CGIL o della CISL che, richiesti di prendere posizione sui fatti di Termini Imerese dicessero: “Non conosciamo i fatti”?

In un mondo normale, la G.E.C. dell’A.N.M. neppure si limiterebbe a informarsi molto bene sui fatti, addirittura “abiterebbe” da mesi a Catanzaro.

Il punto 2 è tragico.

I vertici dell’A.N.M., infatti, intervengono e interloquiscono quotidianamente e su tutto con l’attività del C.S.M..

Chiunque sia stato iscritto anche solo per una settimana nella mailing list di qualunque delle correnti dell’A.N.M. sa per scienza diretta come su tutto ciò che accade al C.S.M. i membri delle correnti si pronuncino e raccontino o promettano interventi presso i “loro” consiglieri (si parla qui, ovviamente, solo di “interventi” leciti). Ancora più radicalmente, i vertici dell’A.N.M. (che, ovviamente sono anche i vertici delle “correnti”) intervengono sull’attività del C.S.M. per il solo fatto che tutti i consiglieri togati del C.S.M. sono “in quota” a una corrente. Nei resoconti delle votazioni del C.S.M. ormai non si indicano neppure i nomi dei consiglieri: si dice “Quelli di M.I. hanno votato così, quelli di M.D. hanno votato cosà, quelli del Movimento hanno votato così cosà”. I consiglieri del C.S.M., prima di essere di sé stessi, sono della corrente a cui “appartengono” (e l’interpretazione da dare a questa forma verbale è il cuore del problema).

Dunque, i vertici dell’A.N.M. intervengo continuamente – opportune et importune – sul C.S.M.. Ma poi, un bel giorno, scoprono che “non è opportuno” intervenire, perché sarebbe (ma guarda! e solo in casi come questi!) “interferire”.

E davvero non si riesce proprio a capire perché l’intervento dell’A.N.M. nel “caso De Magistris” dovrebbe costituire una “interferenza” con il lavoro del C.S.M..

L’A.N.M. non dovrebbe pronunciarsi sulle singole questioni concrete di cui si sta occupando il C.S.M., ma sulla situazione complessiva.

Conosco Luigi De Magistris come magistrato onesto e competente.

Ma, anche ad ammettere (per assurdo e a soli fini esemplificativi) che egli avesse commesso degli errori nella conduzione di inchieste tanto scottanti, nessuno chiede al C.S.M. di non fare il proprio dovere: se Luigi avesse sbagliato a mettere troppa motivazione in un decreto di perquisizione (questa è una delle bizzarre e stupefacenti accuse che gli si muovono), il C.S.M. lo punisca, se deve. Ma frattanto l’A.N.M. prenda posizione su tutto il resto della vicenda.

Infine, l’accusa “più grave” (non si sa se ridere o piangere) che si muove a Luigi: avere parlato troppo sui giornali.

Eh si, nel Paese in cui tutti straparlano di tutto e di tutti sui giornali, c’è scandalo perché lo ha fatto Luigi De Magistris.

Ma la questione qui è ancora più paradossale.

E’ il caso, infatti, di un magistrato che lavora in condizioni di totale isolamento e persecuzione e non solo da parte di “nemici esterni” al suo ufficio, ma anche da parte di colleghi.

Egli ha due sole alternative: oltre a lavorare in condizioni non umane tacere, oppure parlare delle condizioni in cui lavora.

Certo, se alle sue spalle (intesi come amici e non come pugnalatori) avesse il capo dell’ufficio, i colleghi e l’A.N.M., il silenzio sarebbe la cosa migliore e la più elegante.

Ma se è solo e perseguitato, “parlare” resta l’unico strumento per rendere più difficile la vittoria a chi lo vuole annientare (non a caso, solo la pubblicità su questa vicenda sta impedendo abusi peggiori in danno di Luigi).

Ho l’impressione che, se vivessero in Birmania, gli attuali soloni dell’A.N.M. troverebbero che, in effetti, non è commendevole che dei monaci si facciano fotografare per strada e finiscano (protagonisti !) sulle pagine di tutti i giornali del mondo.

Ho scritto molti mesi fa (il 6 aprile) nella mailing list di una corrente:

“Sotto il primo profilo, anche chi non avesse le esperienze di Ornella, mie e di tanti altri, non può non riconoscere, alla luce di tutti I FATTI (e tra questi fatti anche ma non solo il comunicato dell’A.N.M. di Catanzaro), che, se Luigi De Magistris fosse anche stato zitto, le cose che stanno succedendo lì sarebbero successe con ancora maggiore impunità.
In sostanza, se quelle cose sono impunite ancora oggi dopo il clamore, immaginiamo cosa sarebbe accaduto nel silenzio.
E Luigi sarebbe stato ancora più solo e ancora più esposto.
Abbiamo esperienza di magistrati che hanno agito come Luigi, ma, diversamente da lui, hanno ritenuto di stare anche zitti. Sono persone che conosciamo bene. Fra le tante, ne cito alcune: Giangiacomo Ciaccio Montalto, Rosario Livatino, Salvatore Saetta.
E' un peccato che siano morti, altrimenti ci avrebbero potuto dare la loro testimonianza.
O forse la loro morte dovrebbe essere per molti di noi quella testimonianza!
Per di più, sempre sotto lo stesso profilo, ancora i fatti evidenti dimostrano che non è che se Luigi fosse stato zitto altri avrebbero parlato, perchè la G.E.C. dell'A.N.M., a Roma, come recita il relativo verbale, prima di intrattenersi sull'urgentissima e drammatica questione "del progetto di riflessione comune con le organizzazioni dei diplomatici e dei funzionari di prefettura", aveva ritenuto provvedimento adeguato ai fatti di Catanzaro il seguirne addirittura "con estrema attenzione" (quando si dice intervenire in maniera forte, decisa, addirittura clamorosa!) le vicende, approfittandone anche per uno scaricabarile sulle colpe della legge (quella sull'ordinamento giudiziario)” (come detto, pubblicheremo nei prossimi giorni quel verbale della G.E.C.).

E, se tutto questo non basta, la Sezione di Catanzaro dell’A.N.M. non solo non è intervenuta in difesa di Luigi, ma CONTRO di lui.

L’A.N.M. “centrale” ha taciuto del tutto anche sul deplorevole comunicato della Giunta di Catanzaro e il Segretario di una corrente dell’A.N.M. ha “giustificato” quel silenzio, dicendo in sostanza che, poiché la Giunta di Catanzaro è stata eletta dai Catanzaresi, essi se ne devono piangere le conseguenze, per rispetto della democrazia !!??.

E per aggiungere riflessioni sulla incapacità dei vertici dell’A.N.M. di capire cosa gli succede intorno, uno dei componenti della Giunta Esecutiva Centrale, apprendendo della folla scesa in piazza in difesa di Luigi De Magistris ha scritto che questo dimostrerebbe che la gente ha fiducia nella giustizia!!??

L’idea che, al contrario, la gente abbia fiducia in Luigi De Magistris e NON nella “giustizia” e che manifesti contro la proposta di trasferimento di Luigi proprio perché sa che, se se ne andasse Luigi, la “giustizia” che resterebbe non sarebbe quella buona non lo ha sfiorato neppure. Glielo ha dovuto spiegare una collega, che, more solito, non ha ritenuto di degnare neppure di una risposta (i componenti della G.E.C. unitaria dell’A.N.M. non danno confidenza a chiunque).

Sembra ovvio che questa ennesima Caporetto dell’A.N.M. costituisca l’ennesima prova – dolorosa e tragica – del fatto che l’A.N.M. è ormai solo un involucro vuoto, una sovrastruttura apparente che serve ai suoi vertici per dare un titolo formale ai loro percorsi di carriera.

Ma davvero credo che questo faccia pagare a tutti noi – magistrati e cittadini – un prezzo troppo alto. La magistratura e il Paese non si possono più permettere una A.N.M. così.

LA LEGGE "ERA" UGUALE PER TUTTI

Giustiziainitalia

... ma non ne sono neanche troppo sicuro...

SENZA PAROLE

La prima commissione del CSM contro la Forleo

Sapevamo che gliel'avrebbero fatta pagare, come l'hanno fatto a De Magistris.

Nessun magistrato può cercare di fare il suo lavoro onestamente senza farsi condizionare dal potere politico. Senza "sponsor politico", non si và da nessuna parte, prima o poi un magistrato che vuole scoprire le magagne ed il malaffare che lega politica con criminalità viene colpito dal CSM, quando non gli succede di peggio...

I fatti:

La prima  commissione del CSM ha deciso, sia pur con una maggioranza minima, di chiedere il trasferimento da Milano di Clementina Forleo. Favorevoli, è bene che si sappia, i consiglieri Fabio Roia (Unicost), Letizia Vacca (Pdc) e Gianfranco Anedda (An), astenuti Livio Pipino (MD) e Livio Fresa (MpG), mentre aveva votato per l'archiviazione il presidente della commissione, Antonio Patrone. Praticamente è contato il voto determinante dei componenti "politici" che, dall'estrema sinistra all'estrema destra, si sono dimostrati coesi nel contrastare la Forleo.

Cosa si contesta a Clementina Forleo (in una estrema sintesi):

- aver creato "allarmismo all'opinione pubblica" per le sue dichiarazioni circa "presunte" pressioni ed intimidazioni nei suoi confronti da parte di organi istituzionali;

- di essere andata oltre le sue funzioni di GIP nell'inchiesta sulle scalate bancarie

La realtà è che il magistrato non aveva accettato quel clima omertoso che troppo spesso insegue i procedimenti che hanno comunque a che fare politici o pezzi grossi delle istituzioni e del potere economico. E gliela vogliono fare pagare. Importante sottolineare il voto assieme della componente del Partito dei Comunisti Italiani insieme a quello di AN, come credo fosse già capitato con De Magistris.
E ti pareva.....
Il potere politico si stringe in difesa dei colleghi della CASTA...

Il commento di Clementina Forleo è stato: "Sono stupita e mi auguro che il plenum riveda questa decisione. Qualora dovesse essere confermata dal plenum ricorrerò a tutte le sedi competenti, ma, se dovessi essere sconfitta, continuerò a fare il mio lavoro in qualunque tribunale d'Italia con dignità e a testa alta, a differenza di tanti altri."
E sì, fare il magistrato "troppo zelante" in Italia non paga, purtroppo.

Ed il nostro beneamato Presidente Della repubblica?
Si proclama come al solito "garante".

Ma garante de chè???     direbbe giacometto.........

Non certo delle persone e dei giudici onesti. Salvo prova contraria...

Volete saperne di più su Clementina Forleo, su De Magistris e su altre porcherie della (in)giustizia  e politica italiana?

andate su Uguale per tutti

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La follia nel golfo di Napoli.....Un bell'inceneritore a Procida!!!

Non ci volevo credere! Nooo, non è possibile, continuavo a ripetere, mentre Giacometto continuava a soffiarmi nell'orecchio, "Ah Ingegnè, quelli vojono rovinà puro er mare de ischia e Procida, vojono inquinà tutto er gorfo.."
Maddai, Giacomè, rispondo io, ma ti pare  che pensino a mettere  un inceneritore  al centro del golfo di Napoli, magari a Procida. Daaaai, impossibile, non ci credo...

"Ennoooò, ingegnè, se je dico questo è perchè l'hovvisto sur piccì, jeloggiurosullatombadelapoverafrancesca...."

Lascia perdere i giuramenti, Giacomè, non porta bene.

E, insomma, sono dovuto andare al pc, collegarmi in rete e, ....
aveva ragione Giacometto, come al solito!!!

C'era Salvatore Lauro, ex senatore, rampollo della famosa famiglia di armatori. che proponeva  su sky-tg24 la sua idea per risolvere i problemi della monnezza napoletana: bruciare i rifiuti di napoli su un inceneritore da posizionarsi sulle isole. In particolare si pensa a Procida...

Incredibile...

A parte la solita moda di chiamare l'inceneritore "termovalorizzatore" come se usando questo termine non inquinasse lo stesso...

Per il resto, come distruggere l'unica vera ricchezza della campania: il turismo. Idea folle, ma questa folle gestione dei rifiuti in Campania (che poi è una non gestione) stà veramente facendo perdere il bene dell'intelletto a tanta gente.

Basterebbe aprire per pochi mesi una discarica, COSTRINGERE I COMUNI  ad iniziare il ciclo della differenziata porta-a-porta, che non significa mandare la monnezza a Vespa..., iniziare col compostaggio ed il trattamento del residuo "a freddo".

Si potrebbe fare tutto ciò se non ci fossero gli interessi  di  una classe politica criminale quanto è criminale la camorra...

il filmato

Le ultime notizie da Beppe Grillo....

Ecco Beppe Grillo scatenato come al solito...

Io amo la Gabanelli......

MilenagabanelliC'è una luce a RAi TRE, una luce che per fortuna brilla ancora: è quello di Milena Gabanelli e del suo gruppo di giornalisti che, raro esempio in Italia, riesce a fare ancora delle INCHIESTE GIORNALISTICHE SERIE.

L'ultima inchiesta, "I re di Roma" di Paolo Mondani, riesce ad entrare nei meandri ed intrecci che legano alcuni palazzinari romani con le giunte comunali Rutelliane e Veltroniane.
Con l'inchiesta si capisce ancora meglio come mai le giunte "inciucione" di centrosinistra abbiano preso la "sveglia" alle scorse elezioni.

Ma questa non è che l'ultima delle scioccanti inchieste che ogni settimana sconvolgono gli italiani onesti.
I quali, non solo guardano le inchieste, ma poi assistono basiti allo ancor di più scioccante silenzio assordante delle istituzioni.

Tante denunce che rimangono sospese nell'aria, nessun giudice che indaga, nessun Presidente della Repubblica che salta sù a stimolare le autorità competenti ad agire in proposito, nessun politico che si agita, niente di niente.
Lo schifo viene denunciato in un mare, un oceano, di silenzio.

Denunce di "impicci" fatti dalla "destra", dalla "sinistra", dal "centro".
Non accade nulla! Mai nulla!
Lunga vita a Milena Gabanelli e vergogna a delle istituzioni morte e sepolte nella loro squallida ignavia...

Ecco il link per vedere "Report"
report

News sulla (mala)sanità

Le notizie che sento ogni giorno mi lasciano basito e stupefatto.
Dal cardiochirurgo agli arresti domiciliari (benefattore dell'umanità, genio o ladro e porno-pedofilo? mah!)
giuro che mi mantengo molto distante da ogni possibile commento. E' l'ennesimo mostro sbattuto in prima pagina, quasi sempre poi non se ne sà più nulla, i giornali mettono la notizia in prima pagina e poi, quando il tribunale decide la colpevolezza o l'assoluzione del presunto "mostro" non ne sappiamo più nulla. Al di là del fatto personale, su cui non voglio prendere posizione, non sapendone nulla, non è difficile notare come molto spesso la classe madica tradisca il "giuramento ad ippocrate",  mettendosi a servizio o della propria "voracità economica" o a quella di altri.
Altri esempi Sirchia come Veronesi. Uno accusato anche lì di prendere mazzette (ma non se ne sà più nulla, colpevole? innocente? bah!), Il secondo che continua a sponsorizzare tutte le attività umane più diverse che sicuramente bene non fanno, come gli inceneritori.
Serviranno pure, anche se sembra che ci siano metodi più sicuri, ma dire che sono INNOCUI ALLA SALUTE mi sembra un modo criminale di prendere per il culo la gente.
Scusate la franchezza, ma quando in Italia molte migliaia di persone muoiono di cancro per inquinamento tutto ti aspetteresti meno che uno scienzato- cariatide come è ormai Veronesi ci venga a dire che gli inceneritori spandono nell'aria innocuo fumo.... capisco che anche lui deve campare, però, un minimo di decenza... suvvia....

Intanto di cancro si continua a morire, e tanto, con buona pace di Veronesi.
Naturalmente a chi si imbatte in questo terribile nemico và tutta la nostra solidarietà. Il cancro si può vincere, ma non tanto con la chemio, che spesso peggiora solo la qualità della vita.

Si vince con l'affetto dei familiari, con una nuova consepevolezza della vita, con una voglia di vincere la malattia. Molto spesso la regressione dei tumori ha cause interne all'individuo, non è spiegabile scientificamente.
Tant'è che una terapia può dare effetti ottimi ma può non darne per nulla. Tant'è che la scienza non riesce ancora a capire i meccanismi che provocano le metastasi, tant'è che ancora la cura del cancro si fà in base a scommesse sulla vita del paziente.
L'unica arma che funziona sicuramente è la diagnosi precoce. per il resto si naviga a vista..

Ho una grande paura delle malattie, lo confesso. leggo di persone che dopo aver avuto malattie gravi hanno trovato nuovi stimoli di vita e sono "cresciuti" come persone.
Perchè finchè stiamo bene non abbiamo chiaro il valore della salute, della vita, dei beni di cui usufruiamo ogni momento.
Pensiamoci un attimo, quando diamo troppa importanza alle minuzie della vita, quando siamo insofferenti a tutto e tutti, pensiamo  a quanti doni abbiamo e quanto poco li consideriamo.

Perchè il sud è il sud.....

Bandiera

Sono stato poco tempo fà per lavoro in Calabria e sono rimasto stupito dal contrasto di una terra bellissima e ricca di bellezze naturali, di tradizioni e di cultura ed il sottosviluppo economico e civile oggi presente in quei luoghi.
E mi sono arrovellato.
Non trovo delle risposte. Non ce le danno le analisi della maggior parte degli studiosi di oggi, non si capisce perchè, se è vero che la storia dell'unità d' Italia sia andata come ci hanno insegnato, il sud, liberato dai borboni, adistanza di tanti anni,  si sia ritrovato più povero, meno sviluppato economicamente, più dipendente dal nord rispetto a quanto avveniva prima dell'unità d'Italia.

L'incontro con un amico che non vedevo da tempo, anche lui appassionatosi da parecchi anni  di questo tema mi ha messo ulteriori pulci nell'orecchio e sono andato alla ricerca, su internet, della storia del Regno delle due Sicilie, del Brigantaggio, e di quello che accadde veramente con l'unità d'Italia.


Colonizzazione piemontese del sud italia?

Il vituperato stato borbonico era più ricco, più all'avanguardia scentificamente e tecnologicamente dello stato sabaudo.
Basti pensare che la prima ferrovia italiana fu la Napoli-Portici in epoca borbonica... (e quella era l'unica notizia che a scuola non fu ci negata)

Certo è che i sabaudi presero tutti i soldi del ricco tesoro dello stato borbonico, facendoli fruttare doppiamente prestandoli successivamente agli stessi che aveva derubato, smontarono industrie intere per ricostruirle al nord. Prima di allora erano i piemontesi semmai che scendevano al sud per trovare lavoro. Dopo l'unità d'Italia tutto si ribaltò.

Il principale cantiere navale dell'epoca fu portato via e ricostruito a La Spezia, che all'epoca era poco più di un villaggio di pescatori.

Insomma, c'è molto da riflettere.

E' chiaro che l'odierna situazione delle regioni meridionali ha molteplici ragioni, però anche la storia ha inciso parecchio. Oggi in Calabria, in Campania, la vita è difficile per i giovani che vogliano creare delle proprie attività lavorative oneste ed innovative. La maggior parte continua a lasciare le sue terre, perchè di fronte al dilemma tra disoccupazione e mafia sembra non ci siano alternative.

Le alternative ci sono, ce lo mostrano ogni giorno i ragazzi antimafia di Locri, quelli di "ammazzatecitutti". Ho conosciuto in calabria giovani con tanta voglia di fare. Spero che questo in questo Stato Italiano che continua a colludere con mafia, camorra e 'ndrangheta, cambi qualcosa. Ma l'esempio di quello che è stato fatto a De Magistris ed a chi cerca di contrastare il "malaffare"non è incoraggiante...

Perchè ha perso Rutelli?

Diversi i commenti e le analisi sulla sconfitta di Rutelli e del PD al comune di Roma.

Interessante quello di Barbara Palombelli nella sua rubrica su raidue "28 minuti", nel quale, discutendo con Mauro Mazza e Bianca Berlinguer, la Palombelli nelle sue domande ipotizza possibili scenari di "vendette politiche trasversali" contro Veltroni. (immaginando forse qualche "complotto" dalemiano?)
Con intelligenza non le pone come considerazioni sue ma come domande ipotetiche. Però è chiaro che appaiono come suoi dubbi di giornalista e soprattutto di moglie. Il bello è che il siparietto di Mazza e Palombelli viene ripreso da Repubblica
http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008-sette/parla-palombelli/parla-palombelli.html
depurato però dai dubbi della Palombelli. Come a dire, informazione libera se ci sei batti un colpo!!

Il commento più equilibrato l'ho sentito in una conversazione con Mario Sconcerti su Radio Radio da Giorgio Dell'Arti, il quale divide in quattro parti i motivi:
in negativo
- Rutelli percepito come "minestra riscaldata"
- I governi Veltroni a Roma e Prodi in Italia che non hanno convinto molti elettori anche di sinistra. In particola

in positivo
- Alemanno percepito come "il nuovo", anche se già ministro;
- Berlusconi, che ha dato questa volta un apporto alla campagna del sindaco di Roma.

Marco Pannella invece è sicuro che siano stati gli elettori dell'Italia dei Valori che si siano immedesimati nei discorsi sulla sicurezza di Alemanno e che abbiano dato quell'apporto necessario al candidato del Popolo delle Libertà per vincere.
Personalemente penso che ci sia un pò di tutto.

12 anni consecutivi di governo hanno sclerotizzato il sistema di potere dell'ex pci-pds che si è venuto a creare. Il quale, creando clientele, si auto-alimentava. In questo senso è un miracolo che Alemanno sia riuscito a rompere questo meccanismo. La macchina bettiniana si è arruginita. Inoltre, a detta anche di molti osservatori di sinistra, il governo Veltroni sulla città degli ultimi mesi era parso assente e svogliato. Impossibile per i romani poi non accorgersi del degrado, della sporcizia, delle strade piene di buche, insomma questa è stata la più grande propaganda anti-Rutelli.

Poi non ha giovato il fatto di ripresentare un "cavallo di ritorno" come Rutelli, percepito appunto come "minestra riscaldata", per giunta oramai considerato facente parte della "casta". Un errore per il centro-sinistra di puntare su questo candidato. E' per questo che un candidato meno conosciuto e di più basso profilo come Zingaretti è riuscito comunque a vincere in provincia. Io sono convinto che siano stati decisivi non quelli che sono andati a votare ma quelli che NON sono andati a votare. E' in quel numero che si trovano le risposte ai perchè.

Come si può notare ho tralasciato tutte le implicazioni ideologiche, perchè credo che alla fine le scelte di quel 5-10% che ha fatto la differenza non siano state prettamente scelte ideologiche ma scelte, come dire, "pragmatiche", anche se il "trasformismo" rutelliano (dai radicali ai "papisti" non ha giovato affatto)

Mi aspetto dal nuovo sindaco, a cui facciamo i migliori auguri, di lavorare svincolato dalle pressioni dei vari poteri forti che assillano Roma (dal Vaticano ai palazzinari ad altri ancora) con uno spirito di grande apertura nei confronti delle proposte che verranno anche da chi la pensa diversamente, cercando di coniugare sicurezza, pulizia ed ordine con una immutata libertà. perchè Roma deve essere sicura, pulita ma non deve diventare un "bunker" protetto dalla polizia. Apriamo i quartieri, la periferia, ad attività di ogni tipo, mettiamo lampioni e puliamo in quelle zone "storiche" dove oggi si spaccia, ,insomma, rendiamo più vivibile questa città.

Roma deve rimanere una città aperta, accogliente per tutti, italiani e stranieri, basta che non delinquano. I delinquenti, quelli sì, vanno mandati via, se senza permessi di soggiorno, o messi in galera e lasciati lì per un bel pò, se italiani recidivi.


V2-Day a Roma: Intervista a Leoluca Orlando

Questa è una breve intervista che abbiamo fatto durante al V2-Day a Leoluca Orlando. Tra gli altri onorevoli firmatari, abbiano intravisto Marco Pannella e Willer Bordon.

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