Le studentesse della scuola avevano vinto da poco il concorso "La legalità nel quotidiano" con uno spot intitolato: guarda la legalità negli occhi.
Alle 7 e 45 di questa mattina, 19 maggio 2012, è esplosa una bomba collocata in un cassonetto della differenziata all’esterno dell’Istituto Professionale di Brindisi Intitolato a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, che si trova a pochi passi dal tribunale.
Sette ragazzi risultano feriti, di cui uno gravemente, una ragazza è morta. Questo è il bilancio dell’attentato. Un attentato chiaramente volto ad uccidere ed a mandare un segnale preciso.
I perché ipotizzabili sono tanti e tutti fondati.
1) Intanto la data è evocatrice.:
il 18 maggio 1939 è la data di mascita di Giovanni Falcone che morì con la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta il 23 maggio del 1992.
La “Carovana Antimafia” promossa da Arci. Libera ed i sindacati proprio in questi giorni passava per la zona di Brindisi. Oggi era prevista, proprio in questi minuti (ore 10,10) presso il bene confiscato di via Leonardo Leo a Tuturano, a due passi da Brindisi, una conferenza stampa con il sindaco del Comune di Brindisi ed altri amministratori locali e sindacalisti.
2) Mafia e potere politico sono oggi, come ieri, strettamente legati. Molto spesso, ed fu così amche nel caso degli omicidi di Falcone e Borsellino, la mafia agisce come la “mano armata” dei poteri forti. Ed allora ecco che per terrorizzare l’opinione pubblica, cosa di meglio che un attentato mafioso in Puglia come contraltare meridionale delle azioni criminose delle brigate rosse al nord. Non è strano che contemporaneamente al crollo verticale dei partiti e del sistema politico-economico italiano, tornino alla ribalta le vecchie “paure”? Mafia e Terrorismo uniti nello “stabilizzare” l’Italia in maniera da giustificare l’esistenza magari di un “governo forte”, dotato di “poteri eccezionali”. Una musica già ascoltata altre volte… Le bombe oltre purtroppo ad uccidere persone innocenti sono bombe “mediatiche” utilizzate con degli scopi ben precisi.
Meditate, italiani, meditate…
PS 1: non è passato molto tempo e già le vittime sono diventate due. Questa bomba grida vendetta!
PS 2: Le notizie si susseguono, per fortuna, se così possiamo dire, la vittima è una sola, l'altra ragazza è gravissima e speriamo ce la faccia! un forte abbraccio a tutte le ragazze colpite ed ai loro familiari!
Che tristezza, si ricordava ieri Paolo Borsellino, oggi è la volta di Carlo Giuliani.
Passano gli anni e l’italia non è cambiata affatto. Le cariche dei lacrimogeni contro i no-tav e gli intrecci affaristico-politici di Milanese e Papa e dei loro mentori politici, intrecci che arrivano a toccare ancora le più alte personalità di governo, ci mostrano il delirio di un paese ormai non più alla frutta, e neanche al dolce, siamo al caffè, quello forse non quello alla stricnina di Pisciotta, comunque sempre un caffè amarissimo.
L’Italia è preda di politici senza il minimo ritegno, una classe politica imbelle tenuta sotto scacco dagli Scilipoti di turno, di pseudo imprenditori che distruggono quel che resta del territorio, di demagoghi che sfruttano l’incazzatura della gente per i loro sporchi fini. L’ultimo fatto eclatante, il presunto ex precario della camera che sputtanerebbe la casta. Ha detto cose ampiamente conosciute, i presunti “segreti della casta”, i “segreti di pulcinella”, si è trincerato dietro l’anonimato, non ha avuto il coraggio di mostrarsi pubblicamente, ciononostante su facebook ha trovato migliaia di “adepti”, prontissimi a cliccare un “mi piace” quando si parla di essere contro la casta ma che rimangono col culetto ben piantato sulla poltrona quando occorrerebbe partecipare per rendere migliore la politica e la vita delle nostre città. Se non si partecipa alla democrazia non si può pretendere di avere democrazia.
E invece si preferisce questo stile plateale che non porta a nulla, basti pensare alle email che girano sui compensi dei parlamentari. Tutti a mandare queste email e poi al momento di votare, ecco le stesse persone pronte a votare la casta come si nulla fosse. Ci una strana forma di doppia personalità attanaglia il popolo italiano.
Se invece cerchi di portare avanti una politica diversa non ti si fila nessuno, se parli di democrazia diretta e di partecipazione ti prendono per matto e poi tutti invece dietro al demagogo di turno. Questa è l’Italia, my friend, e questi sono gli italiani.
Quelli che applaudono ieiri il venditore di pentole e poi lo fischiano il giorno dopo per passare ad acclamare venditore di tappeti, pronti a farsi prende per il sedere da chi riesce a mostrarsi mediaticamente migliore.
Scusate, oggi sono di cattivo umore e vedo tutto nero. O vedo semplicemente quello che accade? Datemi una risposta, please!
Quest'anno non voglio scrivere parole "inutili" ed anche un po' retoriche, su Paolo Borsellino, la vita e quello che ha rappresentato per la lotta contro la mafia ed il malaffare.
Voglio solo dire che occorre stare vicini ai giudici, agli investigatori, ai politici, agli imprenditori ed ai semplici cittadini, che non si piegano al ricatto mafioso. E' il miglior modo, l'unico, per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta, come anche Giovanni Falcone, Francesca Morvillo ed i loro "angeli custodi".
Ricordare tutto questo magari con anche un'agenda rossa, simbolo di uno stato, il nostro, troppo spesso colluso con la mafia ai suoi più alti livelli.
Rita Borsellino, sorella di Paolo, ha ricordato pochi giorni fa, che ”Qualche giorno prima che lo ammazzassero, Paolo ci disse: ‘Quando mi uccideranno ricordatevi che non sarà stata solo la mafia”’
E’ da un paio di giorni che vorrei scrivere qualcosa sulle ultime manifestazioni NO-TAV in Val di Susa ma faccio grandissima fatica.
Perché avrei una montagna di cose da dire, di impressioni, di emozioni, di ragionamenti e tutto questo mi sovrasta. Mi piacerebbe parlarne in termini più neutri possibili, ma è dura.
E’ dura dopo avera ascoltato la diretta audio della manifestazione, è dura dopo aver visto i filmati e le foto che mostrano la polizia che spara ad alzo zero i lacrimogeni, è dura dopo aver visto l’intervista ad un ragazzo malmenato dalla polizia, è dura dopo aver ascoltato testimonianze di gente che stava lì.
Uno scenario che parla di una polizia in assetto da guerra che carica persone colpevoli solo di stare dove non dovrebbero stare, di opporsi ad una discutibile scelta, quella di sventrare una intera vallata per creare una nuova linea ferroviaria di cui nessuno sentiva la necessità.
1) Perché già la linea esiste ed è in continua fase di ampliamento e rinnovamento.
2) Perché il traffico ferroviario in galleria tra italia/francia/svizzera/austria è in diminuzione
3) Perché anche il traffico merci su gomma tra Francia ed Italia è diminuito anziché aumentare. Tra il 2000 ed il 2500, il traffico di camion, attraverso i tre passaggi Frejus, Bianco e Ventimiglia, è passato dalle 2.440.317 unità del 2000 alle 2.527.613 del 2003 a 2.598. 198 del 2004 per poi calare a 2.504.493 del 2005.
Tutto questo a fronte di stime, create ad arte dai fautori dell’opera, che parlavano di ipotesi di aumenti del 2% annui del traffico di merci, con conseguente intasamento delle linee attuali nel giro di pochi anni.
E’ questo l’inganno. Far passare un’opera per “moderna” e “necessaria” quando invece non è né necessaria né “moderna”. Non è più “moderno” far muovere le merci in giro per il mondo, è un concetto superato. Oggi vige il criterio opposto. Quello del “KM ZERO”. Si consuma dove si produce. In questo modo si risparmiano risorse, si diminuisce l’impatto ambientale, il consumo di CO2, si ottimizzano le risorse.
Naturalmente non parlo a vanvera, basta leggersi i quaderni dell’osservatorio “Collegamento Ferroviario Torino-Lione”, nonostante ci sia, da parte dell’osservatorio, una posizione sempre più favorevole alla partenza del TAV, ciononostante alcuni dati smentiscono certi assunti.
E poi si potrebbe parlare di cosa vorrebbe dire andare a bucare una montagna ricca di uranio e di amianto (!!),
Di che cosa vuol dire intercettare con la galleria, tutti corsi d’acqua, le falde acquifere, uno sconvolgimento totale delle rete idrologica in tutta l’area.
Inoltre, si potrebbe dparlare dell'enorme costo dell'opera, solo in minima parte pagata dall'europa, e poi il rischio che di questo business se ne impadronisca la solita "cricca" di affaristi già sotto il mirino della magistratura. Insomma i motivi per almeno dubitare della validità dell'impresa ci sono tutti. Gli svantaggi sono certi mentre i vantaggi sono alquanto nebulosi.
Non essendo uno specialista in questi temi, ancorché essendo un tecnico, insomma noi ingegneri ci occupiamo un po’ di tutto, vi vorrei rimandare ad alcuni link di approfondimento:
L’Ilva di Taranto è il più grande impianto siderurgico d’Europa. Anni fa dava lavoro a 30 mila persone, ora il numero è ridotto a 15 mila. L’Ilva emette nell’aria oltre il 10% di tutto l’ossido di carbonio prodotto in Europa. Nella storia dell’Ilva si contano 180 morti sul lavoro, 8 mila invalidi e circa 20 mila morti di cancro e leucemia.
Ho appena ascoltato l’interessantissimo reportage di Maurizio Bolognetti sui veleni di Taranto.
Scopro una realtà agghiacciante, che mi viene confermata facendo una breve ricerca su internet.
Non sono un giornalista, non pretendo quindi con questo post di chiarire tutto quanto ci sia da chiarire sull’argomento, voglio solo dare alcuni elementi su cui chi fosse interessato può ulteriormente approfondire.
Intanto scopro che:
Il governo Berlusconi ha varato il 13 agosto 2010 un decereto legge col quale:
si sospende una vecchia legge, valida dal primo gennaio del 1999, che poneva il limite di un nanogrammo al metrocubo di emissioni di benzoapirene. Fino al 31 dicembre del 2012, dice il decreto legge pubblicato il 15 settembre, nelle città superiori ai 150mila abitanti invece non ci sarà più alcun limite.
Questo equivale alla Libertà assoluta di inquinare.
(ma le deregulations sui limiti ambientali riguardano sia l’aria che l’acqua, ma di questo parleremo un’altra volta)
Taranto è da decenni sotto ricatto occupazionale da parte dell’Ilva. Posti di lavoro (comunque in calo) in cambio di salute per dipendenti e per gli abitanti di Taranto, esposti a molte decine di sostanze inquinanti che si propagano nell’aria e nelle acque. Tanto è che negli ultimi anni è stata trovata la diossina in molti allevamenti di animali, nelle campagne, nella pelvere che copre insidiosamente la città, nelle acque, praticamente dappertutto. Ma poi ci sono i metalli pesanti ed altre centinaia di sostanze pericolose.
La città ha seri problemi di salute, lo dimostrano i dati epidemiologici che mostrano valori anomali soprattutto in corrispondenza delle zone industriali di Taranto e Brindisi.
Per Taranto i cittadini più a rischio sono quelli che vivono nel quartiere di “Tamburi” di Taranto e dell’adiacente comune di Statte, i più vicini al grande polo industriale.
Molto spesso negli studi epidemiologici a livello internazionale viene proprio preso in esempio il caso di taranto.
I rischi per i cittadini nell’inalare tutte le sostanze dannose provenienti dagli impianti dell’Ilva di Taranto sono mostrati molto chiaramente in questo interessante studio:
Questo invece uno studio della Prof. Gentilini, particolarmente esperta in patologie da inquinamento, che tratta l'argomento in un'ottica più generale:
Due anni fa se ne usciva con queste dichiarazioni:
(TRATTE DA ALCUNI GIORNALI)
“Le dichiarazioni fornite dal Ministro ci confermano quanto questo Governo sia inaffidabile sotto il profilo della tutela ambientale. Di conseguenza resta per noi prioritaria l’approvazione a breve di una legge regionale anti-diossine”.
29 ottobre 2008
Fonte: Gazzetta del Mezzogiorno
“Sulla questione dell’Ilva da parte del Governo, per bocca del Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, si continua a fornire alla collettività tarantina e pugliese versioni dei fatti totalmente false. Taranto e la Puglia sono stanche di queste menzogne. La realtà è ben diversa”.
Lo afferma il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola a commento della lettera al direttore pubblicata oggi sul quotidiano “La Repubblica”, firmata dal Ministro Prestigiacomo.
“Per 10 anni i governi regionali di centro-destra che ci hanno preceduto non si sono minimamente preoccupati di effettuare alcun tipo di studio e di controllo delle emissioni inquinanti nell’area industriale di Taranto, e in particolare dello stabilimento ILVA” prosegue Vendola.
Dopo di che Vendola inaugura, a Gennaio 2010, l’impianto di abbattimento fumi dell’acciaieria 2 dell’Ilva di Taranto. Con grande soddisfazione del “patron” dell’acciaieria, Riva.
Grandi fanfare ed il più grande risultato di questa inaugurazione è che l’Ilva non è più sotto il tiro dei monitoraggi ambientali, e neanche del buon Vendola, anche se, a detta di tutti gli abitanti dei dintorni, ben poco è cambiato da allora, dal punto di vista dell’inquinamento ambientale, tant’è che c’è voluto il decreto legge di cui sopra per consentire la prosecuzione delle attività per molti impianti, tra cui appunto quello di Taranto.
Forse allora non è sbagliato l’appellativo che qualcuno piuttosto “cattivello” ha dato al Governatore della Puglia: sVendola, visto che nel contempo il personaggio in questione è anche in prima linea nell’appoggiare l’utilizzo degli inceneritori nella sua Regione.
Inoltre Vendola, è bene ricordarlo, invece di puntare ad una efficiente azione di prevenzione con un serio monitoraggio ambientale, punta alla cura, tramite il San Raffaele, creando un polo ospedaliero “D’eccellenza” con finanziatori PRIVATI (Don Verzè, sì, proprio l’amico di Berlusconi!!).
Insomma in Puglia Vendola chiude alcuni ospedali pubblici e consente la creazione di un enorme business sanitario privato!
E queste operazioni riescono meglio con un "Vendola" piuttosto che con un governatore di area centro-destra, che avrebbe almeno qualcuno che si oppone. Così invece sono tutti d'accordo e una mano lava l'altra...
Ma di questo parleremo un’altra volta, altrimenti invece di un post sono costretto a scrivere un romanzo….
Infine, dato che le immagini parlano meglio di tante parole, ecco alcuni eloquenti filmati sulla tragica situazione di Taranto:
Bassolino, Berlusconi, Bertolaso, ci hanno raccontato un sacco di balle. Ad esempio che bastava un mega-inceneritore come quello di Acerra per risolvere il problema dei rifiuti in campania.
Risultato: l'inceneritore produce tantissime sostanze tossiche che sparge nell'aria, la "monnezza" incenerita e' per la maggior parte "talquale" con dentro di tutto, compreso materiali altamente inquinanti e pericolosi. Inoltre lavora ad 1/4 della sua potenza in quanto tre delle quattro linee sono già guaste. Un vero fallimento di cui nessuno parla.
Per cui la soluzione sembra essere quella di aprire un'altra discarica, a Terzigno, la seconda nella zona, in pieno "Parco del Vesuvio". I cittadini sono inferociti anche perchè avevano acconsentito di far aprire la prima discarica, in mora di tutte le leggi ambientali, per aiutare a risolvere il problema rifiuti. Ma questa discarica era un semplice "buco nero" dove veniva buttato di tutto, senza alcun controllo o monitoraggio ambientale e sanitario.
Come si vede dal filmato la protesta è per la maggior parte assolutamente pacifica e non violenta e ciononostante le manganellate della polizia sono state tante ed assolutamente ingiustificate.
Ricordiamo che la soluzione "monnezza" c'è, e non prevede l'apertura di nuove discariche o la costruzione di inceneritori, quanto la creazione di una "filiera virtuosa" che ricicla e riutilizza i cosiddetti "rifiuti" trasformandoli in materia prima seconda per le industrie. Ricordiamo che in campania non esiste neanche un impianto di compostaggio. Siamo ancora all'anno zero del trattamento dei rifiuti. I metodi di incenerimento e di discarica sono metodi che ormai posso riguardare una società paleoindustriale non una società come la nostra ad avanzato grado di tecnologia.
Per informazioni navigate su internet e cercate: "rifiuti zero" "paul connet" "comuni virtuosi". Troverete un mare di materiale informativo in proposito.
La comunità europea ci ha già sanzionato per il non rispetto delle normative, numerose inchieste giudiziarie e processi "sulla monnezza" vedono inquisiti personaggi come Bassolino, Bertolaso e decine di altri politici ed amministratori di destra e di sinistra, uniti in questa ignobile vicenda. Nel frattempo il prefetto non ha avuto di meglio da fare che commissionare il comune di Camigliano, che aveva raggiunto il 70% di raccolta differenziata, in quanto non in linea con la politica dei regionale dei rifiuti (!!) Incredibile ma vero....
Ci avevano detto e ridetto che l’emergenza rifiuti era
finita……
Avevano mobilitato tutti i media per mostrarci come Bertolaso
e Berlusconi fossero i “salvatori della patria”
E invece… come prima più di prima….
Questa estate il
comune Virtuoso di Camigliano, che ha quasi raggiunto il 70% di differenziata,
viene commissariato del prefetto, manco fosse in odore di camorra, in quanto
non aveva accettato le procedure sui rifiuti a livello regionale procedure che
continuano a provocare tanti danni. Il sindaco Vincenzo Cenname paga così la troppa solerzia nel fare la raccolta
differenziata, se tutti i sindaci lavorassero così bene non esisterebbe nessuna
“emergenza campania” e non ci sarebbe spazio per i business sugli inceneritori
e sulle discariche.
Mentre riprende, dopo l’estate, il processo “a porte chiuse” a Bassolino &C.
(incomprensibili “motivi di ordine pubblico” impediscono a microfoni e
telecamere di riprendere le udienze, quando persino nei processi a Pasquale
Barra, noto camorrista detto “O’ Animale”, tale divieto non era stato contemplato)
Napoli è nuovamente sommersa dai rifiuti, si registrano nuove manifestazioni e roghi a Terzigno,
le discariche sono nuovamente al punto di collasso.
Il termovalorizzatore-inceneritore di Acerra, quello che
avrebbe dovuto risolvere tutti i problemi, è nato vecchio.
Secondo quanto detto da undirigente di Partenope Ambiente, che mantiene l’anonimato, due forni su
tre sono fermi in quanto “bucati”. Non erano stati previsti i “fumi acidi”
derivati dalla combustione dei rifiuti. Il che vuol dire almeno due cose:
1 -Che il termovalorizzatore-inceneritore di Acerra non è
quel gioiellino di tecnologia di cui volevano farci credere, ma un catorcione
marcato fiat (impresit)
2- Questi “fumi acidi” non previsti possono aver provocato all’ambiente
circostante ulteriori danni oltre a quelli soliti degli inceneritori.
Teniamo conto che nell’inceneritore di Acerra, soprattutto
nella fase della cosiddetta emergenza, sono arrivate tonnellate di tal-quale che
contenevano tutte le sostanze possibili e immaginabili, non escluso quelle
tossiche, senza nessuna vagliatura e controllo.
E non parliamo delle
critiche vere e proprie all’utilizzo degli inceneritori, che sono la FALSA
SOLUZIONE AL PROBLEMA RIFIUTI in quanto:
-non sono economicamente vantaggiosi rispetto al
ciclo completo del riuso-riciclo dei materiali
-lasciano una forte percentuale di polveri e
altri residui tossici da conferire comunque in discarica (intorno al 30%)
-rilasciano nell’atmosfera tutta una serie di
sostanze nocive. le più pericolose delle quali non sono monitorizzabili (le
nanopolveri). Questi rilasci aumentano sensibilmente la percentuale di tumori
negli abitanti delle zone circostanti ma anche di malattie respiratorie e
cardiovascolari. Aumentano anche i casi di malformazione dei feto nelle donne
incinte.
-gli impianti di compostaggio in campania non ci
sono, per cui i comuni che raccolgono l’umido sono costretti a spese extra per
portarlo fuori regione.
-La raccolta non funziona bene, travolta da
appalti e subappalti non sempre così trasparenti
-La differenziata non decolla. Si dà la colpa ai
cittadini, peccato che in alcuni comuni “virtuosi” si ottengano percentuali
superiori al 60%, segno che dipende moltissimo anche dagli amministratori
locali. Ma la differenziata è osteggiata dai due grandi lobby: quella delle
discariche (legali e illegali), che vede in prima fila la camorra, e quella
degli inceneritori, perché una differenziata ben funzionante toglie materiale
combustibile agli inceneritori, cioè riduce il business. Quindi, mentre in
pubblico le autorità sembrano voler incentivare la differenziata poi di fatto
la boicottano. E un fenomeno che conosciamo molto bene anche a Roma e nel Lazio,
dove RE mondezza, il buon Manlio Cerroni, proprietario di un vero e proprio
impero fondato su discariche ed inceneritori, ha tante manine politiche e
sindacali più o meno segrete che lo aiutano nel aumentare il business a scapito
della salute e dell’economia della collettività.
Ci avevano detto che l’emergenza rifiuti a Napoli era
cessata, peccato che era solo….
UNA MONTAGNA DI BALLE……..
(consiglio a chi ancora non lo ha visto di vedere su internet il film-inchiesta “Una
montagna di balle”)
Ecco la prima parte, il resto lo trovate sempre su you tube
e ce n'era di altro da dire... avrei dovuto parlare delle responsabilità bipartisan di PD e PDL, della "terra dei fuochi" e di tante altre amenità...alla prossima...
Angelo Vassallo, è stato ucciso dalla camorra. 7 o 9 colpi
di pistola, così narra la cronaca, mentre era alla guida dell’auto. E’ rimasto immobilizzato al posto di guida,
con le mani ancora sul volante.
Un agguato in stile camorra con "modalità brutte
e pesanti, un'esecuzione cattiva con troppi colpi sparati", lo ha definito
il sostituto procuratore di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. Vassallo,
dice Greco, "era una persona per bene, che metteva se stesso davanti
all'illegalità.
Il Sindaco Pescatore, come lo schiamavano tutti, non per un
suo vezzo ma perché lui pescatore lo era veramente.
Era sindaco del comune di Pollica, che comprende Acciaroli,
Pioppi al Mare ed altre quattro frazioni.
Il comune è a tutti gli effetti un comune “Virtuoso”: 70% di
raccolta dei rifiuti differenziata, tanti progetti sociali in corso, un centro
nautico per occupare ragazzi disabili, un caffè letterario, bandiera azzurra e 5 vele di
legambiente per la bellezza incontaminata del suo mare.
Ecco alcune sue parole, tratte da un’intervista:
“I cittadini hanno capito che il territorio è la nostra
prima ricchezza, e così noi abbiamo pianificato e scelto di non crescere come
abitanti. Le case consumano territorio, e questo non deve più succedere. Non
vogliamo che ci sia una politica delle seconde abitazioni. Non portano niente a
nessuno”
Certo un personaggio del genere non poteva andare a genio
agli speculatori ed agli intrallazzatori legati più o meno a doppio filo con la
camorra.
Inoltre, Vassallo era stato criticato per il caso di Franco Mastrogiovanni, morto nell’agosto
2009 a seguito di un trattamento sanitario obbligatorio che era stato firmato
dallo stesso Vassallo. Un caso che aveva fatto discutere molto.
Vassallo è stato presidente per 7 anni della comunità
montana ed è uno degli amministratori del parco del Cilento.
Pur essendo di sinistra si diceva “leghista”, in quanto credeva
molto nel federalismo. Inteso però come possibilità di autogoverno virtuoso.
Un signore colto, nonostante non avesse nessuna laurea, che
credeva nel slowfood e nella decrescita felice, in un modo veramente diverso di fare politica, era una fucina di iniziative tese a migliorare il proprio comune, un sindaco attento al suo territorio
con lo sguardo ben puntato verso il futuro, uno di quei amministratori
illuminati, che per fortuna esistono nostante le mafie, le
camorre ed uno stato che troppo spesso non aiuta, anzi, vedi il caso di Camigliano col suo commissariamento,
contrasta tutti i buoni propositi.
La notizia è di quelle che colpiscono, notizia che sarebbe inusuale in qualsiasi un paese democratico e civile, cosa che probabilmente l'Italia non è più ( o non è mai stato). E' la classica notizia dell'uomo che morde il cane... ebbene, il comune di Camigliano è stato commissariato, con una procedura iperveloce che non è stata MAI ATTUATA NEANCHE PER I COMUNI CON MAGGIORE INFILTRAZIONE MAFIOSA, in quanto il sindaco Vincenzo Cenname, per tutelare il lavoro fatto sulla gestione della raccolta dei rifiuti, a Camigliano una delle più "virtuose" d'Italia, col 65% di raccolta differenziata, si rifiutava di passare questa gestione stessa alla scalcinata provincia. La "disobbedienza civile" del comune di Camigliano è stata avallata anche dal TAR della campania, eppuro, con decreto del Presidente della Repubblica, che sottolineamolo bene, non ha avuto dubbi nel mettere la firma, il comune è stato commissariato!!
E' una situazione paradossale, in quanto uno dei comuni che meglio si è comportato nel settore della gestione dei rifiuti è stato punito nonostante appaia chiaro a tutti coloro che siano dotati di un minimo di buonsenso che semmai tale punizione doveva andare ai comuni che ancora non hanno nemmeno avviato la raccolta differenziata.
Ma una raccolta differenziata efficiente toglie business alla camorra, alle ecomafie ed ai politici corrotti, toglie tonnellate di materiale da bruciare negli inceneritori (facendo venir meno la loro stessa necessità di esistere).
Questa è la vera politica del governo sui rifiuti. Portare il sistema gestionne rifiuti al collasso per dar modo di costruire nuovi inceneritori, con buona pace della salute dei cittadini che sono costretti a respirare i fumi e le manopolveri che fuoriescono nell'ambiente.
« Chi ha paura
muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. »
(Paolo Borsellino)
Mi piace ricordare Paolo Borsellino insieme a Giovanni Falcone in un momento di allegria. Erano due persone intrise di qul senso dell'umorismo del tutto siculo che non li abbandonò mai, neanche nei momenti più difficili.
Paolo Borsellino era preoccupato della “tensione” che
annusava nell’aria gli ultimi tempi, e che proveniva da certi atteggiamenti non
chiari nei suoi confronti da parte delle
istituzioni a Roma ed a Palermo.Non era
preoccupato per la sua vita, per se stesso, ma per i suoi familiari, non voleva
lasciare sola Agnese, sua moglie e i tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta. Da
buon padre di famiglia siciliano aveva più cura della sua famiglia che di se
stesso.
Quel rito di andare a trovare la mamma in via D’Amelio, con
la scorta, era un rito a cuiper
qualsiasi cosa al mondo non avrebbe mai rinunciato. Lasciò quindi i suoi, dopo
aver pranzato assieme, e si diresse con la scorta per prendersi un caffè dalla
anziana madre, lui che, morto prematuramente il padre, aveva fatto come più
grande dei figli, da capofamiglia e aveva aiutato la madre, vedova, a portare
avanti una famiglia.
Quel primo pomeriggio, la macchina diPaolo Borsellino e della sua scorta arrivò a
via D’Amelio, e non appena passò accanto ad una vecchia 126 parcheggiata questa
esplose facendo saltare letteralmente in aria la macchina di Paolo Borsellino.
Morirono, orrendamente dilaniati, oltre il giudice, anche Emanuela Loi
Quella zona di strada, antistante la casa della madre di
Paolo Borsellino, a rigor di logica e di sicurezza, avrebbe dovuto essere
liberata da auto parcheggiate, eppure non lo fu. Uno dei tanti tasselli che
fecero subito pensare alle istituzioni come mandanti della strage, insieme alla
mafia.
A questo proposito Antonino Caponnetto disse, subito dopo
l’attentato: "Paolo aveva chiesto alla questura – già venti giorni
prima dell'attentato – di disporre la rimozione dei veicoli nella zona
antistante l'abitazione della madre. Ma la domanda era rimasta inevasa. Ancora
oggi aspetto di sapere chi fosse il funzionario responsabile della sicurezza di
Paolo, se si sia proceduto disciplinarmente nei suoi confronti e con quali
conseguenze
Erano passati solo 57 giorni dalla strage di Capaci che
aveva visto cadere Giovanni Falcone, la moglie, il giudice Francesca Morvillo e
la scorta (Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo).
Ancora avevamo negli occhi e nelle orecchie le parole disperate della vedova di
Vito Schifani, Rosaria, in chiesa durante i funerali, ed i fischi della gente
verso i politici di turno e le istituzioni presenti alla cerimonia.
Le parole di Paolo Borsellino, rilasciate a Lamberto Sposini
qualche giorno prima della strage, facevano intendere che il Giudice sapesse
benissimo queli erano i rischi della sua attività contro la mafia:
« Guardi, io ricordo ciò che mi disse Ninnì Cassarà
allorché ci stavamo recando assieme sul luogo dove era stato ucciso il dottor
Montana alla fine del luglio del 1985, credo.
Mi disse: "Convinciamoci che siamo dei cadaveri che
camminano". »
(Paolo Borsellino, intervista a Lamberto
Sposini dell'inizio di luglio)
Fu ucciso Montana, fu ucciso Cassarà, fu ucciso Paolo
Borsellino, come era morto precedentemente Rocco Chinnici, che era stato suo
“Capo” all’ufficio Istruzioni Affari Penali di Palermo alcuni anni prima,
quando Paolo aveva mosso i suoi primi passi in magistratura.
Le polemiche degli anni precedenti lanciate da Leonardo
Sciascia, la sua “improvvida frase” sui “professionisti dell’antimafia”
lanciata nei confronti di Giovanni Falcone e del pool antimafia il 10 gennaio
1987 sul Corriere della Sera
In cui sostenevache:
"nulla vale più, in Sicilia, per far carriera nella magistratura, del
prender parte a processi di stampo mafioso", fecero da cassa di
risonanza ad una “guerra” tutta interna alla magistratura ed alla politica che
impedì a Giovanni Falcone di sostituire Caponnetto alla Procura di Palermo, dal
momento che il CSM gli preferì Antonino Meli per meri motivi anagrafici.
Ma torniamo ai giorni d’oggi. 19 Luglio 2010. Sono passati
18 anni da quel pomeriggio del luglio 1992. Ricordo lo sconcerto che ebbi
nell’udire quella notizia, il pianto che sgorgò spontaneo nell’apprendere la
morte di una persona che non conoscevo personalmente ma che rappresentava la
SPERANZA per tutti i siciliani onesti.
Oggi il fratello, Salvatore Borsellino, continua a lanciare
il suo appello disperato affinché venga fatta luce su quella strage e di tutte
le “stranezze” che sono uscite fuori nel frattempo: Le “Amnesie” di Nicola
Mancino, il caso strano della presenza dei servizi segreti nel Castello di
Utiveggio, da cui qualcuno premette il telecomando che azionò l’autobomba, e
l’agenda rossa di Paolo Borsellino scomparsa insieme alla sua borsa, altro
mistero che non è stato mai del tutto chiarito..
Ultime dichiarazioni di Salvatore Borsellino, al corteo del
movimento delle “Agende Rosse”:
"Siamo prossimi a una svolta nelle indagini sulla
strage di via D'Amelio e ora, più che mai, dobbiamo stare attenti che le porte
blindate che ancora ci separano dalla verità non ci vengano chiuse in faccia
per l'ennesima volta".
"In un momento così delicato - ha aggiunto - non c'é
solo il rischio, ma la certezza che ci siano tentativi di depistaggio, alcuni
anche istituzionali. Mi riferisco alla protezione negata al pentito Gaspare
Spatuzza, che su via D'Amelio, con le sue dichiarazioni, ha aperto scenari
inquietanti. Non a caso si e' deciso di non ammetterlo al programma di
protezione''.
"E dannosa - ha continuato - per le indagini, che
tentano di fare chiarezza sui tanti misteri legati alla morte di mio fratello,
sarebbe anche la legge sulle intercettazioni, un provvedimento iniquo da
bocciare in toto''. Borsellino ha, infine, criticato ''il silenzio di quegli
esponenti delle istituzioni che solo a 18 anni dalla strage, hanno ricordato
particolari che, se fossero stati conosciuti prima, avrebbero potuto dare un
input diverso alle inchieste''.
Le manifestazioni che ogni anno vedono la presenza a Palermo
di centinaia se non migliaia di “agende rosse” testimoniano che ancora è
fortissima la voglia di conoscere la verità.
Salvatore Borsellino:
La procura di Caltanissetta stà indagando ancora. Sembra che
i magistrati stavolta vogliano davvero scoprire la verità o parte di essa.
Speriamo bene.
Paolo Borsellino disse:
“Quando sarò morto sarà stata la mafia ad ammazzarmi, ma non
sarà stata la mafia a volere la mia morte”
Anche Gioacchino Genchi si è occupato di questi misteri
Ci vorrebbero Cento - Mille manifestazioni per l'informazione libera!!
Nessun media parla delle contestazioni al governo della regione e di quello nazionale da parte dei messinesi.... che schifo... paese di fanga....che siamo...
Giampilieri e Scaletta Zanclea, cronaca di un disastro
annunciato.
Premesso che il cambiamento climatico degl ultimi 50 anni ha
reso, nel nostro emisfero, le pioggie più rare di numero ma più forti di intensità, facendo diventare
il nostro clima meno temperato e più soggetto a periodi di siccità seguito a
periodi di piovosità eccessiva. Premesso questo e che la pioggia che ha
provocato il disastro era molto forte (200 cm in poche ore), resta il fatto di
un territorio saccheggiato e cementificato senza alcuna logica. Giampilieri Superiore è in una conca, sotto una montagna, in una posizione che coincide con l'impluvio naturale delle acque piovane di tutto il bacino circostante. Posizione a rischio che implica una sana gestione del territorio ed un attento monitoraggio di possibili situazioni a rischio (esondazioni e frane), con limitazione dell'edificazione ed un utilizzo di opere che contribuiscano alla stabilizzazione dei pendii e al defluimento delle acque. Ma per i sindaci e le autorità locali queste sono solo chiacchiere senza importanza, rappresentano l'ultimo dei loro pensieri, finchè non arriva la catastrofe.
Non occorre andare sul posto per capire. Quella che segue più sotto è
una schermata di google-map. Le case sono costruite a 30 metri dal mare. Sotto
fitte, si susseguono una accanto all’altra per chilometri. Senza lasciare spazi
liberi dove eventuali masse d’acqua possano defluire indisturbate.
I pochi, piccoli fossi, che dovrebbero permette il defluire
dell’acqua sono per lo più utilizzati come discarica abusiva per gettare vecchi
elettrodomestici, calcinacci, ecc (testimonianza di ieri mattina a radiouno da
parte di un cittadino del posto). Case costruite sul greto di torrenti,
territorio dove regna la più completa incuria.
Le stesse zone furono colpite già nel 2007 da una alluvione
che non fece vittime ma che già rappresentava un chiaro segnale (vedere foto
seguente, Giampilieri nell’alluvione del 2007, dal sito di Repubblica.it)
Dice Bertolaso “L’acqua fa il suo corso e se le case sono
costruite dove non si dovrebbe, cosa vogliamo aspettarci? Sono otto anni che
denuncio questa situazione".
Naturalmente, indignazione generale di tutti i politici, da
Lombardo, governatore di “mamma regione”, che spende e spande per i suoi
dipendenti ma non scuce un euro per i problemi importanti, a Miccichè, sottosegretario alla presidenza del
consiglio, a Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina, che lamenta mancanza di
fondi. Resterebbe da sapere chi ha autorizzato negli ultimi trent’anni la
costruzione di edifici in zone a rischio, chi non ha realizzato le opere che
dovevano essere realizzate, chi non controllato le discariche abusive, e così
via.
Ma tanto siamo in italia,
passata la festa gabbato lu santu.
Sabato ci sarà la manifestazione
per la libertà di stampa. Ed è da qualche giorno che mi interrogo se andare o
non andare alla manifestazione. Non perché l’idea di lottare per la libertà di
stampa sia sbagliata e neanche perché sia convinto che in Italia oggi la
libertà di stampa ci sia realmente. L’Italia resta uno dei paesi dove la stampa
è più corrotta, umiliata e impotente che ci sia al mondo. Secondo “Reporter sans
Frontières" l’Italia è solo al 44 esimo posto,
(*) precedentemente era al 40 esimo.
Nella cartina qui sotto, tratta
da Freedomhouse.org, l’Italia è segnata col colore giallo, cioè di una
categoria inferiore rispetto alla quasi totalità dei paesi occidentali e della
stessa categoria di Ucraina, Egitto, Romania, Bulgaria, Israele, Libano,
insomma paesi non propriamente noti per la libertà di stampa…
Impensabile oggi come ieri ad un
Watergate italiano. I giornalisti devono essere succubi del potere o altrimenti
subiscono mille ricatti e vengono messi in condizione di non nuocere.
Diversi anni fa, in tempi non
sospetti, una mia amica, giornalista di un’importante agenzia, mi disse chiaro
e tondo che in Italia non era possibile riuscire ad essere giornalisti
obiettivi non dico al 100% ma neanche al 50% perché il “regime” politico del
momento, destra, centro e sinistra, qualsiasi schieramento ci fosse, praticava
comunque una sorta di “controllo” di “casta” che impediva l’uscita di notizie
“scomode”, che mettesseroin una luce
diversa da quella voluta la politica e l’economia. Persino i dati statistici
dell’inflazione, quelli che periodicamente escono dall’ISTAT, che come numeri statistici
dovrebbero avere una valenza neutra, sono stati sempre “purgati”, “rivisti”,
“commentati” e narrati dalla stampa a seconda delle esigenze di chi sta al
governo ed all’opposizione, perché in Italia la politica da sempre è un gioco
delle partie quello che si chiede ai
cittadini è di credere che la farsa sia vera.
Pannella, nella sua lucida follia
politica, non sbaglia in fondo quando sostiene che il regime fascista si è
perpetuato dopo con l’antifascismo, restando sempre fondamentalmente un regime,
sia pure con l’abito democratico. Eciò
non gli ha impedito comunque di potersi creare una sua nicchia diin cui vivere e prosperare.
Perché poi a me piace vedere le
cose a 360°, e se ce n’è, ce n’è per tutti. Chi pensa che il conflitto di
interessi sia l’unica anomalia italiana, sbaglia, e sbaglia di grosso. In fin
dei conti quando la mia amica giornalista mi confessavaquesti suoi giudizi ancora Berlusconi non era
il Deus ex Machina della politica Italiana.
Noi popolo italico abbiamo una
memoria veramente corta. Adesso ci diciamo nostalgici della televisione
italiana degli albori, quella moralisteggiante e beghina dell’Italia
democristiana post bellica, che metteva i mutandoni alle Kessler, dove chi
diceva una parola fuori posto o accennava una ancorché lievissima satira a qualche personaggio della politica o
istituzionale veniva bandito dalla RAI a vita. Ad esempio Dario Fo ma l’elenco
sarebbe lunghissimo. Rimase celebrel’episodio che vide protagonisti Raimondo
Vianello e Ugo Tognazzi, che pure non facevano certo satira politica come
la si intende oggi, anzi. Bastò che facessero una sketch della sedia tolta
sotto al sedere al presidente Gronchi , scenetta che prendeva spunto da un
fatto realmente accadutoalla Scala di
Milano, che si creò una vera propria bufera ed il loro popolarissimo programma “Un
due tre”, dopo sei anni di successi, fu bruscamente cancellato dal palinsesto.
Era il 1959.
La televisione è stata sempre
terra dove il potere politico ha fatto il bello e cattivo tempo. Prima il
regime democristiano, poi DC e PSI, infine la lottizzazione col PCI.
Giornalisti edirigenti RAI
conquistavano le poltrone che contavano con l’appoggio delle segreterie
politiche. Il manuale cancelli imperava. La sinistra in cambio della
“conquista” della cittadella di raitre, dette di fatto via libera al monopolio
berlusconiano sulle tv commerciale, di cui l’ultimo capitolo è lo scandalo di
Europa 7.
Ho conosciuto negli anni un
televisione democristiana, socialista, comunista, certamente lottizzata, ma mai
libera e indipendente. Basti pensare che un signore distinto e simpatico,
giornalista come Curzi, abbia rappresentato per lungo tempo la figura di
giornalista imparziale ed equilibrato (!), pur essendo in realtà
superschieratissimo. Il colmo dei colmi. Che adesso la stessa sinistra che ha
monopolizzato l’informazione per decenni si faccia oggi promotrice di una
manifestazione sulla libertà di
informazione è il sintomo di una situazione ben strana. Ci siamoscordati il progetto di legge Levi-Prodi
detto ammazza-blog che, non a caso, è stato riproposto dall’attuale governo?
Quindi non etichettate questo
come un discorso “da destra” ma in realtà è solo frutto di considerazioni
sparse di un libero pensatore “non schierato” , abituato a non scambiare
lucciole per lanterne. Che ci sia amore per la libertà di informazione da parte
degli esponenti politici nostrani, che siano di sinistra, di centro o di
destra, mi pare una bella boutade, ed allo strapotere attuale del berlusconismo
rampante occorre sempre ricordare che fa da contraltare un altrettanto forte
disinformazione di sinistra.
Non ho parlato dei giornali, perché
in realtà i giornali rappresentano sempre un opinione e un indirizzo politico e
non sono mai stati “non allineati”. Giornali “neutrali” non li ho mai letti. Enfatizzano
sempre le certe notizie, in supporto alle proprie tendenze, facendo sparire le notizie
scomode. Attualmente un c’è un gruppo editoriale, quello di
Repubblica-Espresso, poi c’è RCS e poi c’è il gruppo Berluscni, con la presenza
anche di editori minori tipo Caltagirone
In Italia da sempre c’è una
libertà di informazione “vigilata”.
Ed allorache fare? Andare alla manifestazione, per
dare un segno di solidarietà a giornalisti comela Gabanelli che continuano a lavorare ed a fare una buona informazione
nonostante i sabotaggi che le vengono da destra e da sinistra, a secondo i temi
trattati, ricordo la puntata sui “re di roma”, non proprio benevola con
l’amministrazione capitolina di sinistra, o non andare per evitare di
mischiarsi con gente che della libertà di informazione non glie ne importa
nulla, ovvero gran parte dei politici del PD, tanto per non parlare di
schieramenti?
Mi verrebbe voglia di andarci
comunque, perché il dato di fatto di oggi è che l’informazione in italia è
seriamente malata, lo dimostra il fatto che poi alla fine anche chi dovrebbe
fare informazione libera troppo spesso indugia sui escort e veline invece che
parlare dei veri scandali italiani, come gli inceneritori che vengono decisi in
modo bipartisan da amministratori di destra e di sinistra, o il nucleare voluto
dalla destra ma non osteggiato dalla sinistra, o le liason con i poteri forti
bancari ed economici che vedono coinvolti esponenti di destra ma anche di
sinistra.
Ci vado, non ci vado…. Certo il
conflitto di interessi non è tutto però esiste, eccome! certo la libertà di
informazione è un bene prezioso….. Se pure Carlo Vulpio è stato “fatto fuori”
dal Corriere della Sera (quello che qualcuno ancora definisce il più
equilibrato giornale d’italia, !!) perché non sparlava di De Magistris….
Hanno sbagliato a spostare la
manifestazione, in segno di lutto con le vittime dell’attentato in Afganistan.
Che c’entrava? Perché una scelta così ipocrita? La manifestazione poteva essere
fatta comunque, non avrebbe offeso quelle vittime e sarebbe stato dato un
segnale più forte. Invece i dirigenti PD, noti per fare un passo avanti e due
indietro, hanno fatto come al solito….
Ci andrò, non ci andrò, amici che
dite?
P.s.:
Alcuni scritti che spiegano come
agisce la disinformazione:
E’ bello fare gli “imprenditori” “intascando
profitti” quando le cose vanno bene e ricevendo contributi ed aiuti di stato
quando le cose vanno male!
E’ quello che avviene da sempre
alla fiat. La famiglia Agnelli – Elkann per un secolo è riuscita nel capolavoro
di mandare avanti un’azienda guadagnandoci sempre, con questo sistema del “doppio
binario”, minacciando i sindacati con l’arma
del licenziamento e ricevendo, nei
momenti peggiori aiuti di stato, sotto forma di cassa integrazione e contributi
alla rottamazione-auto. Anche se spesso i momenti peggiori non sono stati
causati solo da congiunture economiche internazionali ma anche clamorosi errori
del management. Moltissimi medio-piccoli imprenditori italiani questo
trattamento di favore se lo possono anche sognare di notte, ma sempre sogno
rimarrà….
MA vediamo gli ultimi eventi. Dopo
mesi di cassa integrazione ed aiuti avuti sotto forma di rottamazione auto, la
FIAT, con i soldi che NON AVEVA (almeno in teoria) ha fatto un po’ di spesuccie
in giro per il mondo.
L’operazione GM-Chrysler è stato
il primo “colpo”, tra mille perplessità . Fortunatamente l’assalto alla OPEL tedesca è fallito, ma successivamente
lo scorso Agosto Marchionne, sotto gli auspici di Berlusconi, è andato a fare
un accordo in Cina con la Guangzou.
Mentre già a Giugno Marchionne
decretava la morte futura dello stabilimento di Termini Imprese. In Cina la
Fiat e la controllata Chrysler hanno raggiunto un accordo che consentirà di
produrre non solo Jeep ma anche altri veicoli su piattaforma “punto” e “bravo”.
LA crisi finanziaria, c’è per
tutti, ma non per la famiglia Agnelli, visto che
la holding della famiglia Agnelli,
cui fa capo la maggioranza di Fiat, la Exor sta acquistando Fideuram dalla
Intesa Sanpaolo. ( Notizia fresca-fresca di giornata).
Del resto gli ultimi “rumors”
riguardanti le denunce di Margherita Agnelli sul presunto “tesoro di famiglia”
lasciato da Gianni Agnelli fanno capire che insomma trattasi pur sempre di una
delle più ricche famiglie italiane, se non la più ricca.
E per finire ecco il nuovo piano per il rilancio della Chrisler
Una storia che lascia basiti. Un numero imprecisato di navi,
da un minimo di venti a più di un centinaio, fatte inabissareintorno agli anni ottanta (ma forse anche
prima). Navi con a bordo rifiuti tossici, spesso anche rifiuti radioattivi.
Rifiuti che hanno provocato un’impennata, tra gli abitanti delle coste, di
tumori di vario tipo.
Navi sepolte in quello che una volta era il più bel mare
italiano.
Dirigenti Enea implicati. Probabili intrecci con traffico di armi e con l’assassinio
di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Ma anche con l’assassinio dell’ufficiale De Grazia,
che aveva partecipato molto attivamente alle prime inchieste. In pratica fu lui
a trovare i primi riscontri con un lavoro da certosino, incrociando dati
relativi a diverse centinaia di navi scomparse. Secondo il pentitoFonti, intervistato su Radio Anch’io stamane,
ad ucciderlo furono i servizi segreti (!)
Una prima inchiesta fermatasi per mancanza di fondi, non
concessi dal governo, tra intimidazioni e minacce agli inquirenti, disinteresse
dello stato a far proseguire le indagini, e probabili depistaggi dei servizi
segreti, non solo italiani, che sarebbero anche autori di alcuni omicidi strettamente
legati all’inchiesta. Sembra la trama improbabile di un film alla 007, è invece
una storia vera della nostra italietta
dagli anni dal 1970 ad oggi. E man mano stanno uscendo fuori nuovi risvolti più
inquietanti.
Perché è venuta fuori? Per merito di inquirenti testardi, di
un manipolo di persone che sfidando la ‘ndrangheta vuole far venire alla luce
la verità, ed anche perché, a differenza di altri “misteri italiani”, era “fisicamente
impossibile” fare sparire del tutto quelle navi.
Una frase significativa tra due esponenti della ‘ndrangheta:
“Ma così non distruggiamo il mare dei nostri figli ?” Chiede
il primo, non convinto appieno dell’operazione criminale.
Risposta : “ Con i soldi
che avremo ce ne compreremo un altro di mare,,,” Per chi ne vuole sapere di più:
La storia della "munnezza di napoli" come non ve l'hanno mai raccontata. Una storia fatta di business deciso a tavoli sulla pelle e sulla salute dei cittadini. Una grande truffa che ha visto governi locali e nazionali di centro-destra e di centro-sinistra, uniti nella difesa degli interessi di aziende del nord e di banche. Forse non molti sapevano che la strategia che ha portato alla "emergenza campania" è stata studiata a tavolino
per far costruire sempre più inceneritori.... ma saperne di più èè bene vedersi il filmato e farsi una cultura....
Come ogni estate, comincia la via crucis degli incendi boschivi in tutta
italia, in queste ore ci sono stati incendi molto estesi in Sardegna, otto Canadair,
11 elicotteri ed un elitanker combattono ancora con roghi.Le vere cause degli
incendi:
Qui di seguito facciamo un’elencazione
di tutte le probabili cause di un incendio boschivo, partendo dalle cause
statisticamente meno probabilii a quelle più probabili.
-Cause naturali:Autocombustione,
fulmini, eruzioni, sono fenomeni così rari che percentualmente non raggiungono
neanche l’unità. Dietro gli immani roghi estivi non c’è praticamente mai un’origine
naturale.
-Cause antropiche (origine da comportamenti
umani)
oCause puramente “accidentali”. Un corto
circuito, una scintilla proveniente da un macchinario o da un surriscaldamento
di un motore. Eventi rarissimi anche questi.
oCause di comportamenti “colposi”, cioè
comportamenti che non sono volti direttamente
alla volontà di provocare l’incendio ma lo causano con gestidi disattenzione e/o incuria. Dal tipico
mozzicone di sigaretta lanciato sull’erba secca alla bruciatura incontrollata di stoppie o
residui vegetali,
oCause Dolose. In questa categoria rientrano la
quasi totalità degli incendi boschivi estivi. Tali cause di vario tipo.
§Intanto i casi nei quali gli incendi non causano
un profitto economico a chi li provoca. Dai gesti di vandalismo, di intimidazione e/o protesta violenta verso privati o verso enti
pubblicii ai i fenomeni cosiddetti di “piromania”,
che sono delle vere e proprie forme di malattie mentali. Ma anche questi Incidono
ben poco sulla totalità degli incendi boschivi.
§La causa
di gran lunga più importante che provoca gli incendi boschivi è quella per la
quale chi innesca l’incendio spera di avere un ritorno economico.
·Distruzione della massa forestale per creazione
di nuove zone di pascolo;
·Produzione di nuovi incendi per alimentare il
business che c’è intorno al loro spegnimento (posti di lavoro, premi per gli interventi
fatti, vendita di attrezzature, ecc..);
·Incendio del bosco per trasformare terreno
rurale in terreno edificabile
·Inoltre gli interessi di cui ai precedenti punti
spesso sono tutti quanti unificati da interessi di mafie locali.
Le ultime tre sono le cause preponderanti degli incendi boschivi in genere e quelli estivi in particolare, dal momento che, in
questo caso, si approfitta di un momento di maggiore temperature dell’aria
unite ad una maggiore siccità del terreno. In Sardegna in genere questa
situazione climatica, unita alla presenza di un forte vento, crea un mix
micidiale che amplifica i danni causati dagli incendi.
Gli incendi di questi ultimi
giorni in Sardegna sono certamente causati dalla mano dolosa dell’uomo, infatti
si sono trovati decine, centinaia di
inneschi in varie zone diverse. LA tecnica è sempre la stessa: partire da tanti
focolai distanti l’uno dall’altro in modo da rendere ardua l’azione immediata
delle squadre antincendio.
Per quanto riguarda “cosa fare”
per prevenire gli incendi boschivi, ecco alcune ricette dettate dal puro
buonsenso:
-riguardo al business legato al mestiere di “operatore
antincendio”, ovvero per evitare che l’incendio sia provocato proprio da una
persona addetta all’antincendio che veda a rischio il suo posto di lavoro per
mancanza di incendi. Si potrebbe “rovesciare” tutto l’approccio a questa
attività. Cioè istituire un sistema “premiale” per cui il personale addetto all’antincendio
venga utilizzato per la prevenzione (fase di controllo, di ispezione, di
manutenzione del territorio) e venga premiato con dei “bonus” in assenza di
incendi (al contrario di quanto avviene oggi). Tutto il business riguardante
gli incendi dovrebbe funzionare in questo modo, ovvero meno c’è necessità di
attrezzature, mezzi e uomini, più vengono ricompensati gli stessi.
-La fase di prevenzione va ampliata, sia per il
controllo sia per la manutenzione del territorio, cercando di sfruttare tutte
le organizzazioni, i gruppi anche di volontari, che possano operare in tale
senso.
-Effettuare l’anagrafe del catasto dei terreni in
cui siano avvenuti incendi, di tutti i
comuni, cosa che sulla carta la legge già imporrebbe. La Legge Galasso, n. 431
dell' 8 Agosto 1985, sottopone al vincolo paesaggistico i terreni boscati
percorsi dalle fiamme. Molti comuni si
sono ben guardati da portare avanti queste procedure inerenti un’anagrafe dei
terrenigià soggetti ad incendi. Questo
impedirebbe gli incendi provocati al fine di ottenere più facilmente l’edificabilità
dei terreni rurali. I comuni inadempienti dovrebbero essere COMMISSARIATI in
quanto questo è inaccettabile.
-Infine, ma ci sarebbe tantissimo da dire, non si
parla mai abbastanza di tutelare maggiormente il territorio. L’abbandono delle zone
boschive e delle campagne in genere da
parte degli abitanti delle zone rurali ha creato una carenza nel territorio dal
punto di vista idrogeologico, con l’aumentare della erosione del terreno e del
suo impoverimento.. La pulizia del sottobosco può rendere più difficile l’innesco di un incendio,
Se vedete un’incendio boschivo
telefonate subito al 1515 del Corpo Forestale dello Stato in modo che si possa
intervenire al più presto!
Bisogna stare attenti ad usare parole come "eroe" o altri roboanti modi di riferirsi alla sua Persona. Perchè Paolo Borsellino non si sentiva un eroe, avrebbe preferito essere dipinto come un uomo, un funzionario dello stato che vuole fare il suo dovere, senza cedimenti o tentennamenti, ma pieno d'umanità. Non era un Superman dello 'Stato. Tuttavia in Sicilia una figura del genere invece di essere "normalità", come sarebbe in qualsiasi altra parte del mondo, raffigurava e raffigura personaggi particolarmente dotati di caratteristiche morali fuori dal comune. Perchè in Sicilia era ed è troppo facile cedere a compromessi, ogni giorno sei messo di fronte ad una scelta del genere, e troppo difficile fare financo solo il proprio lavoro, senza guardare in faccia a nessuno. Paolo Borsellino, personaggio forse un pò scomodo un pò per tutti, non veniva da una magistratura di sinistra politicizzata, aveva militato da giovane nel Fuan, organizzazione universitaria di estrema destra, ed era cattolico. wikipedia su Paolo Borsellino
Gli ultimi giorni della sua vita Paolo Borsellino si sentiva "un morto che cammina", aveva capito che la mafia e la politica collusa con la mafia avevano decretato la condanna nei suoi confronti. L'atteggiamento di Nicola Mancino in un colloquio a Roma, in particolare, lo aveva sconcertato. E pensare che adesso Nicola Mancino è vicepresidente di quel CSM che vessa continuamente i magistrati che "non chiudono gli occhi" di fronte ai forti intrecci mafia-politica.(per esempio Luigi De Magistris)
Troppe cosa si potrebbero dire di PAolo Borsellino, vi invito a guardare su youtube alcuni filmati e testimonianze, come quella rilasciata da Antonino Caponnetto, capo di Falcon e di Borsellino nel periodo migliore del pool antimafia.
Infine, un pensiero agli agenti della scorta di Paolo Borsellino, che persero la vita con lui quel 19 luglio 1992: Emanuela Loi, Agostino CAtalano, Vincenzo Li Muli, WAlter Eddie Cosina e Claudio Traina. Antonino Vullo fu l'unico a salvarsi.
Intervista di Paolo Borsellino nel 1992 con LAmberto Sposini:
Gioacchino Genchi: un uomo coraggioso che sfida il potere in Italia. L'uomo che ha collaborato con Giovanni Falcone, con Paolo Borsellino, con Luigi De Magistris. Che oggi viene attaccato dai potenti delle istituzioni che si sono sentiti minacciati dal suo lavoro oscuro e utile per le procure di mezza Italia, come consulente. Ho avuto modo di conoscerlo casualmente circa un mesetto fà e mi ricordo una persona gioviale, in gamba, ma la cosa incredibile è che uno che ha il coraggio di dire e fare quello che fà con una semplicità, una chiarezza disarmanti. Il potere lo farebbe a pezzi, se potesse, lo stanno attaccando da tutte le parti eppure è inattaccabile, perchè è un uomo onesto che fà il suo lavoro. In un mondo di guano qual'è il mondo politico-istituzionale oggi, con intrecci politico-affaristici che se venissero integralmente alla luce salverebbero pochissime persone. Forza Gioacchino, siamo tutti con te, e siamo fieri che sei italiano e poi che sei mio concittadino di nascita. Meno male la Sicilia nion partorisce solo mostri (Riina, Provenzano Santapaola ed i loro politici di riferimento) ma anche Falcone, Borsellino, Genchi e tanti altri, oggi magari dimenticati. Ma noi siamo con te e finchè ci sarà visibilità non potranno farti nulla!!
L'unica Lista Civica veramente svincolata dai partiti tradizionali che si presenta alle prossime regionali 2010 nel Lazio
Corsi per lavoratori (RSPP,primo soccorso,antincendio,montaggio ponteggi,base edili e altri), Redazione del Documento di Valutazione Rischio, consulenze sulla Valutazione Rumore in cantiere ed altro
D.V.R. = Documento Valutazione Rischi D.V.R. : TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO DIPENDENTI DEVONO FARE UNA VALUTAZIONE DEI RISCHI NELLA LORO AZIENDA. PER INFO TEL ALLO 06 87450591
Corsi 626 Tutti i corsi fondamentali per la sicurezza aziendale
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