La vera forza della democrazia dovrebbe essere nell'apertura al dialogo con tutti, anche con chi si pone in posizione antagonista con le idee correnti. Non stò parlando dei terroristi naturalmente, perchè questi li possiamo identificare con precisi atti criminosi.
Mi riferivo invece alla polemica sorta per l'invito del Prof. Moffa, dell'Universita di Teramo, nel corso di un "Master" sul Medio Oriente. Il professore Moffa ha infatti invitato il Prof. Faurisson, noto avversario della teoria ufficiale sullo sterminio degli ebrei. Apriti cielo! Tutti i "benpensantisti", ipocriti, di questa italietta "pseudo-buonista", lo hanno bollato di "eresia" e "scomunicato", manco fosse la chiesa dei tempi di Galileo!
In realtà un filo neanche tanto sottile di ipocrisia collega tutto l'occidente e non permettere di discutere seriamente del tema dello sterminio degli ebrei. Personalmente penso che la persecuzione degli ebrei sia un dato di fatto incancellabile e molto ben documentato, mentre sul numero dei morti e le modalità delle morti nei campi di concentramento ci possano essere, e ci sono, delle discussioni in proposito. Tali discussioni che non cambiano certo il giudizio negativo sulla persecuzione degli ebrei in quanto tale . Le stesse leggi razziali in Italia furono un riprovevole abominio.
Però le discussioni sui campi di concentramento ma possono modificare il quadro nel quale tale persecuzioni si sono compiute. Personalemente io penso che fossero 3 milioni o trecentomila persone morte non è che cambierebbe di molto il giudizio morale sulla questione.
E quindi che anche se le camere a gas, per ipotesi, fossero state usate pochissimo o non usate affatto, il fatto che molti, (centinaia di migliaia o milioni, che cambia?) ebrei siano morti di stenti, per malattie o per maltrattamenti o viceversa gasati, nei campi, che non erano certo "campi di salute con piscina annessa" come qualche negazionista paranoico vorrebbe dire, sarebbe sufficiente per dare un forte giudizio di condanna alla persecuzione nazista.
Sarebbe bene però, di fronte a critiche "revisioninistiche" più o meno documentate della versione "ufficiale" degli alleati sui campi di concentramento (divenuti "campi di sterminio") ci fosse un altrettanto più o meno documentata risposta degli stessi storici che tanto si indignano. Invece nulla di tutto questo. Solo Indignazione e messa all'indice del reprobo Prof. Moffa, manco a dirlo tacciato di antisemita, nazista, bla bla. Il professore ha invitato al contraddittorio diversi personaggi di spicco del mondo israelitico, ebreo, o comunque gli assertori della teoria dominante dei campi di concentramento. Ebbene, sono tutti così sicuri delle loro tesi, che TUTTI hanno rifiutato il contraddittorio!
Il pane della democrazia dovrebbe essere la TRASPARENZA, nel libero scambio di idee, quando non si propugnano idee contrarie la legge. Invece in questi fatti si denota solo una voglia di insabbiare, di impedire a dei "pazzi", come vengono definiti, di porre determinate argomentazioni. MA di che cosa si ha paura? Se queste osservazioni di critica alla versione ufficiale della "Shoah" sono così pazze ed assurde perchè temerle tanto e perchè non accettare il dibattito?
Pensate forse che "demonizzare" certe idee sia la cosa migliore? A mio avviso nulla fà più male al concetto stesso di democrazia mettere la testa sotto la sabbia e non affrontare argomenti concreti ognuno con prove e testimonianze.
Lo sò, sono molto provocatorio ma non posso sentire tante ipocrisie gabellate da "presunti nobili ideali". Gli storici facciano gli storici senza preconcetti. Mettere in galera, come mi pare abbiano fatto con Irving, uno storico perchè neanche negazionista ma solo "revisionista" è una cosa profondamente ingiusta e negativa. Difendiamo la storia CON LA CONTINUA RICERCA DELLA VERITA'. Ma mi accorgo che questa è stata sempre "fantascenza". La "Verità" "VERA" non interessa a nessuno. Parlano a proposito di "scienza", di prove scientifiche, ma molto spesso questa stessa "scienza" è solo un'altra "chiesa" dove si professa una fede invece che un'altra.
Tutto questo è un grosso errore, perchè alimenta le idee che si vogliono combattere. Ci vorrebbe una maggore onestà intellettuale.
Per documentarsi sulle varie posizioni in proposito:
http://www.mastermatteimedioriente.it/
http://www.vho.org/aaargh/ital/archifauri/RF880423i.html
http://it.wikipedia.org/wiki/Robert_Faurisson
http://www.radioislam.org/islam/indexit.htm
http://www.spazioforum.net/forum/lofiversion/index.php/t34932-50.html
http://www.novecento.org/shoaframe.html
http://codoh.com/inter/inter.html
http://www.mtsu.edu/~baustin/holo.html
Riporto dal testo: "Ma i politici israeliani insistono nella politica dei muscoli nei confronti dell'Intifada. Continuano a distruggere case di palestinesi, bombardare villaggi."
Ma non lo sai che "bombardano i villaggi" per ritorsione per attentati subiti?
"Come possono mai pensare che questo sia la via migliore per la pacce nella regione?"
Te lo dico io, come. Se gli israeliani reagiscono agli attentati palestinesi ribattendo colpo su colpo e facendo piangere anche loro, può darsi che i palestinesi un giorno si stanchino di questa guerra e scelgano la pace. Se invece non reagissero e si tenessero tutti gli attentati, i palestinesi non farebbero che ringalluzzirsi pure e calcare ulteriormente la mano.
Giova ricordare che dopo che Israele ha restituito Gaza, i palestinesi si sono messi a lanciare proprio da lì i missili sulle città israeliane, ed hanno celebrato l'atto di distensione israeliano come un successo della loro strategia terroristica.
(E non vedo perchè poi gli israeliani dovrebbero stare a farsi macellare dagli uomini-bomba senza dover reagire).
E perchè metti le foto delle vittime palestinesi dei soldati israeliani e non quelle dei civili israeliani dilaniati dagli attentati? E perchè il terrorismo palestinese è "disperato", quasi a giustificarlo, quando basterebbe che la smettessero con gli attentati e la guerra per avere finalmente anche loro LA PACE?
Ecco anche quì la solita visione distorta ed il solito giudizio distorto che sfavoriscono Israele e favoriscono i palestinesi.
Vorrei ricordare che la PACE e la dottrina "due popoli, due stati" le si potrebbe realizzare subito subito, se solo i palestinesi rinunciasseo alla guerra "santa" ed al terrorismo, perchè allora terminerebbero anche le ritorsioni israeliane, ed una volta realizzata la pace terminerebbero anche le esecuzioni mirate di terroristi palestinesi.