Teatro, quanto cose evoca il teatro... Immaginazione, emozione, rabbia, anima, desiderio, frustrazione, gioia, gioco..... Un teatro che non smuove dentro nulla non merita di esistere, non merita di essere visto.

Quando ho iniziato ad occuparmi de "La giacca", ho capito subito che era un testo carico di molti contenuti che potevano contagiare lo spettatore: il protagonista sottomesso ad una vita squallida e senza speranze di un futuro scopre man mano "la vita" , "l'amore", un'altra esistenza, sdoppiando la propria personalità... Tutti quanti noi abbiamo questo doppio aspetto: una parte insoddisfacente della nostra vita e una via che abbiamo per ritrovare noi stessi
.
La disperazione...
L'incontro con l'amore
Il ritorno in ufficio con Ettore, l'uomo-fotocopia...
Ma la vita per Valerio a casa è una continua frustrazione.... e presto arriva l'inaspettato
...
Da un racconto di P. Navarra, ridotto e adattato magnificamente da Lucia Lasciarrea, questo struggente atto unico inchioda alla sedia lo spettatore, lasciandolo tra l'ironia delle situazioni e la drammaticità dei fatti, tra la risata e la tenerezza e l'angoscia. Non si può che ringraziare tutti i partecipanti, da Daria Benedetti che è riuscita nel miracolo di farmi danzare, alla regista Silvana Rossomanno, ai compagni di avventura: l' "orribile" moglie Ludovina Cocco, la terribile "socera" Daniela Colabrese, l'imperturbabile commissario Carlo Scala, il collega d'ufficio, l'incredibile uomo-fotocopia Francesco Canto, la conturbante sposa-amante Barbara Nocco, la procace passante Irene Matticari. E non si può scordare il contributo musicale e di idee e di organizzazione e di tutto di Lucia Lasciarrea, mitica!. Grazie ancora a tutti!
Eccoci qua:
Lucia canta la storia di Valerio Piletto e Carlo è il commissario...
Valerio e la riscoperta dell'amore

Irene, la bella passante.......
La "socera"....
La moglie......
Davvero una bella famiglia....
E' stata una bella esperienza, speriamo che ne possano capitare altre altrettanto belle...
Scusatemi ma dovevo rendere partecipe il blog a questa esperienza. E' passato qualche mese ma merita di essere ancora ricordata.
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