Le studentesse della scuola avevano vinto da poco il concorso "La legalità nel quotidiano" con uno spot intitolato: guarda la legalità negli occhi.
Alle 7 e 45 di questa mattina, 19 maggio 2012, è esplosa una bomba collocata in un cassonetto della differenziata all’esterno dell’Istituto Professionale di Brindisi Intitolato a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone, che si trova a pochi passi dal tribunale.
Sette ragazzi risultano feriti, di cui uno gravemente, una ragazza è morta. Questo è il bilancio dell’attentato. Un attentato chiaramente volto ad uccidere ed a mandare un segnale preciso.
I perché ipotizzabili sono tanti e tutti fondati.
1) Intanto la data è evocatrice.:
il 18 maggio 1939 è la data di mascita di Giovanni Falcone che morì con la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta il 23 maggio del 1992.
La “Carovana Antimafia” promossa da Arci. Libera ed i sindacati proprio in questi giorni passava per la zona di Brindisi. Oggi era prevista, proprio in questi minuti (ore 10,10) presso il bene confiscato di via Leonardo Leo a Tuturano, a due passi da Brindisi, una conferenza stampa con il sindaco del Comune di Brindisi ed altri amministratori locali e sindacalisti.
2) Mafia e potere politico sono oggi, come ieri, strettamente legati. Molto spesso, ed fu così amche nel caso degli omicidi di Falcone e Borsellino, la mafia agisce come la “mano armata” dei poteri forti. Ed allora ecco che per terrorizzare l’opinione pubblica, cosa di meglio che un attentato mafioso in Puglia come contraltare meridionale delle azioni criminose delle brigate rosse al nord. Non è strano che contemporaneamente al crollo verticale dei partiti e del sistema politico-economico italiano, tornino alla ribalta le vecchie “paure”? Mafia e Terrorismo uniti nello “stabilizzare” l’Italia in maniera da giustificare l’esistenza magari di un “governo forte”, dotato di “poteri eccezionali”. Una musica già ascoltata altre volte… Le bombe oltre purtroppo ad uccidere persone innocenti sono bombe “mediatiche” utilizzate con degli scopi ben precisi.
Meditate, italiani, meditate…
PS 1: non è passato molto tempo e già le vittime sono diventate due. Questa bomba grida vendetta!
PS 2: Le notizie si susseguono, per fortuna, se così possiamo dire, la vittima è una sola, l'altra ragazza è gravissima e speriamo ce la faccia! un forte abbraccio a tutte le ragazze colpite ed ai loro familiari!
17 semplici cittadini italiani, "semplici" ma appassionati e studiosi della "Democrazia Diretta" i hanno presentato oggi alla Corte di Cassazione un Disegno di Legge Costituzionale denominato "Iniziativa Quorum Zero e più Democrazia" con la quale si vuole:
1) togliere i quorum ai quesiti referendari,
2) rendere più difficile "tradire" il mandato popolare referendario, come è avvenuto in passato e come stà avvenendo oggi,
3) revoca degli eletti
4)diminuzione delle indennità dei parlamentari,
4)implementazione delle leggi popolari e dell'istituti referendari <ampliando i referendum confermativi, propositivi e abrogativi>
5)modificare in senso più democratico le regole per indire i referendum (firme, elettroniche, certificatori, diritto di informazione, referendum costituzione, ecc).
6) Enti locali e Democrazia Diretta
Questi i principali punti sinteticamente elencati.
tutte le info su: http://www.quorumzeropiudemocrazia.it/
oppure inviare una email a : iniziativa@quorumzeropiudemocrazia.it
Chi vuole può partecipare alla raccolta firme, piuttosto che starsi sempre a lamentare senza fare nulla, ecco un'ottima ragione per darsi da fare, scendere in strada, raccogliere le firme e parlare coi cittadini !!
Nel filmato qui sopra, alcuni dei presentatori della proposta e una piccola spiegazione di Paolo Michelotto sull'iniziativa.
Ecco i diciassette firmatari:
Paolo Michelotto
Dario Rinco
Annamaria Macripo'
Fabio Zancan
Emanuele Sarto
Enrico Pistelli
Danilo Mezgec
Gianni Ceri
Matteo Rigotti
Sergio Casagrande
Giuseppe Strano
Sergio Mazzanti
Alessandro Lunetta
Domenico Monardo
Laura Castelli
Enrico Mengotti
Kara De Riz
Davanti al Palazzo Di Giustizia dopo il deposito dell'iniziativa
Voglio parlare di una notizia che ha tenuto banco per giorni su tutti i giornali ed i media: quella della tentata rapina a Torpignattara (Roma) terminata tragicamente con la morte del proprietario del negozio e della figlioletta. Le vittime sono cinesi, il crimine ha destato profondo sconcerto in tutta la comunità cinese romana, anche perché molti cinesi hanno attività commerciali a Roma e sono spaventati da questa escalation di rapine. Nel susseguirsi delle notizie mi sono venuto tanti dubbi, che vorrei provare ad esporre:
Questa è la notizia “lanciata dalle agenzie”:
ADN CRONOS/IGN: TITOLO: E' caccia agli assassini Roma, padre e figlia uccisi da unico colpo. Cina: ''Italia tuteli i nostri concittadini''
ultimo aggiornamento: 05 gennaio, ore 22:22 Roma - (Adnkronos/Ign) - Il duplice omicidio a Torpignattara. La madre ha inseguito i rapinatori, ipotesi killer italiani della zona. Alemanno: ''Pazienza finita''. Il vicesindaco Belviso visita in ospedale la donna rimasta ferita: ''E' sotto choc, non sa che sono morti''. Associna denuncia: ''Chiamate a negozianti, 'se non paghi fai la fine di Zeng'''. Cancellieri: ''Lo Stato c'è e lo dimostrerà''
Roma, 5 gen. (Adnkronos/Ign) - Sarebbero due italiani della zona i killer di Zhou Zeng, l'uomo cinese di 31 anni e della figlia di nove mesi, uccisi ieri sera verso le 22 in via Alò Giovannoli, a Roma, nel corso di una rapina. E' una delle ipotesi al vaglio degli investigatori che indagano sul caso. Sicuramente i due rapinatori conoscevano il bar del 31enne. Hanno atteso la chiusura del locale e poi hanno seguito la famiglia mentre rientrava a casa. Proprio mentre la donna stava aprendo il portone di casa, sono entrati in azione. I volti coperti dai caschi, armati di un coltello e di una pistola, hanno minacciato le vittime. Uno dei due ha tagliato la tracolla della borsa della donna, provocandole delle ferite e si è impossessato della borsa. A quel punto il marito ha reagito tentando di bloccare i rapinatori, ne è nata una colluttazione e dalla pistola è partito il colpo che ha ucciso la piccola di nove mesi e il padre. Il colpo è stato sparato ad altezza uomo, ma non è chiaro se sia partito accidentalmente. Zhou Zeng è caduto a terra con la piccola in braccio. L'autopsia eseguita all'istituto di Medicina Legale della Sapienza ha accertato che è stato un unico colpo ad uccidere padre e figlia. Il proiettile ha colpito alla testa la piccola e poi al cuore il padre. Le urla disperate della donna hanno richiamato l'attenzione di alcuni residenti, che dal balcone hanno visto fuggire i due rapinatori su uno scooter. Molti hanno raccontato di aver visto la donna prima ingaggiare una colluttazione, poi inseguire i due killer in un'azione disperata per alcuni metri.
Uccisi a Roma:1 colpo per padre e figlia Il proiettile ha trapassato cranio piccola e colpito cuore padre 05 gennaio, 20:11
(ANSA) - ROMA, 5 GEN - E' stato un solo proiettile a uccidere sia il cittadino cinese che sua figlia, assassinati ieri sera durante una rapina a Roma. E' quanto si apprende dall'esito dell'autopsia. Il proiettile, di piccolo calibro, ha trapassato il cranio della piccola e si è poi conficcato nel cuore del padre, che la teneva in braccio, uccidendo entrambi.
Roma, rapina nel sangue Uccisi padre e la figlia di sei mesi E'accaduto nella tarda serata di ieri nel quartiere popolare di Tor Pignattara, la famiglia rientrava a casa dopo una giornata di lavoro nella loro agenzia di Money Transfer. Secondo le prime testimonianze, i rapinatori erano due e parlavano con forte cadenza romana. Nella capitale è caccia all'uomo
“Ti ammazzo come un cane”: lo hanno detto e lo hanno fatto. Roma, via Aldo Giovannoli, quartiere popolare di Tor Pignattara, ieri sera alle 22: una famiglia di origine asiatiche, padre, madre e figlia (rispettivamente di 31 e 26 anni, la piccola di sei mesi), rientrava a casa dopo una giornata di lavoro nel loro bar che funge anche da agenzia di Money Transfer. I rapinatori volevano gli incassi di giornata, circa 5mila euro. Due, i volti resi irriconoscibili dai caschi, la voce contraddistinta da forte cadenza romana. Erano disposti a tutto. Sono arrivati a bordo di uno scooter, hanno bloccato la famiglia sul portone d’ingresso della loro abitazione. La madre da sola, la figlioletta in braccio al padre. “Dammi la borsa” ha urlato uno dei due all’indirizzo della donna. Il marito ha cercato di opporre resistenza, i malviventi hanno fatto fuoco. Un solo colpo: ha trapassato il cranio della bambina, ha colpito anche suo padre. Sono morti entrambi. L’uomo subito, addosso ad una saracinesca, la camicia strappata. La piccola, invece, è deceduta in ospedale. La mamma è ricoverata all’ospedale San Giovanni, ferita sembrerebbe da un taglierino. E’ sotto choc, ancora non sa che i suoi cari sono morti, continua a chiedere di loro.
Sull’episodio indagano i carabinieri, ai quali la 26enne ha detto che i rapinatori avevano un forte accento romano, lo stesso con cui le avrebbero ripetuto più volte: “Ti ammazzo come un cane”. L’azione criminale è avvenuta in via Aldo Giovannoli, all’angolo con via Tempesta, nella zona di Torpignattara. Due i malviventi in azione, con il volto coperto da caschi; prima si sarebbero dileguati a piedi, poi avrebbero fatto perdere le loro tracce grazie a uno scooter parcheggiato poco distante dal luogo del doppio omicidio. Le attività commerciali della famiglia cinese – il bar e l’agenzia di trasferimento denaro – sono ubicati a poche centinaia di metri dal luogo della rapina sfociata in barbarie.
Bene questa è la notizia. Notate bene, in questi articoli come in molti altri di RAPINATORI CON FORTE ACCENTO ROMANESCO. Alla fine, invece, sembra che i protagonisti della tragica rapina siano stati dei marocchini.
Mi domando: 1 – possibile scambiare la parlata di due marocchini balordi con quella “romanesca”, possibile che in un quartiere popolare come Topignattara qualcuno possa fare uno sbaglio simile? L’unica motivazione potrebbe essere che certo la moglie della vittima, cinese anche lei, poteva essere tratta in inganno. Ma altri testimoni, non hanno visto o sentito nulla? Purtroppo a questa domanda potrebbero rispondere solo gli inquirenti, ed è destinata a non aver risposta. Però il forte dubbio rimane, come spesso accade in questi casi, alcune incongruenze risultano inspiegabili.
2- sulle modalità dell’uccisione. Premesso che il fatto è gravissimo e criminale, però sembra anche accertato che il colpo sparato è stato solo uno durante una colluttazione, cioè è probabile che sia partito non “a freddo” ma durante una fase molto concitata. Perché dico questo? Perché è partita una campagna mediatica contro quelli che sono stati dipinti “feroci assassini di bambini inermi” e che, probabilmente, non volevano neanche sparare, visto che si parla di un solo colpo sparato che ha colpito, fortuitamente, padre e figlia. C’è proprio tutta questa necessità di creare i “mostri” da sbattere in prima pagina? Questi sono dei delinquenti che hanno fatto una rapina, come purtroppo ne capitano credo a decina ogni giorno in tutta italia, è partito un colpo, non si sa se accidentalmente o volutamente, e sono morte due persone, difficile pensare che abbia voluto con un colpo solo uccidere padre e figlia contemporaneamente. Tutto questo che dico non sminuisce certamente la gravità dei fatti ma li rimette nei giusti ambiti di fatti criminali che purtroppo avvengono quotidianamente in Italia.
3- le modalità del ritrovamento di uno dei presunti assassini. Impiccato. Ci sarà l’autopsia i cui esiti è probabile non si sapranno mai. Resta il dubbio fortissimo che sia in realtà stato ammazzato o dalla mafia cinese o dalla criminalità romana infastidita di tutta l’agitazione di polizia e carabinieri in molti quartieri di roma che impedisce lo svolgersi del “normale crimine quotidiano” ( spaccio, taglieggiamento, prostituzione, ecc). Come sono riusciti a trovarlo? E cosa hanno fatto le forze dell'ordine? Il dubbio maligno che " è meglio toglierlo di mezzo" è fortissimo. Un capro espiatorio che deve sempre esserci in fatti come questi?
4- I commenti deliranti su facebook che invocano la PENA DI MORTE. Su questi fatti si creano delle pericolose impalcature ideologiche che ripropongono la LEGGE DEL TAGLIONE. E certo non aiuta a tal proposito lo stato di profonda debolezza della Giustizia Italiana, incapace di dare risposte certe alle vittime e di tutelare adeguatamente i cittadini, anche quando sotto sottoposti a misure cautelari (vedi caso Cucchi, Aldovrandi e tanti altri). Alla notizia della morte del marocchino impiccato si è levato quasi un “giubilo” da parte di molti sulla rete. Io mi vergogno di queste manifestazioni di barbarie, non sono affatto giustificate dall'enorme atto di crimine di una bambina uccisa. Non si combatte la barbarie con la barbarie.
5- Infine un ultimo giudizio, non tanto sulla vicenda in sé, che è una delle purtroppo tantissime vicende di cronaca nera che in genere vengono “relegate” nelle pagine di “cronaca locale” dei giornali, è che si è voluto creare, come al solito, il MOSTRO da sbattere in prima pagina. Sbattere un MOSTRO (o due in questo caso) per ignorare poi che ogni giorno ci sono altri migliaia di MOSTRI che compiono fatti e fattacci di cui non sapremo mai nulla e con responsabilità spesso che, se si volessero davvero cercare, risalirebbero molto in alto..
Quella della Costa Costa Concordia piegata sul fianco è l’immagine dell’italia semi-affondata da comandanti cialtroni che nel corso di questi anni hanno lavorato per i loro biechi interessi personali. Il penultimo, quello che continuava a dire che non c’era crisi e che i “ristoranti erano pieni di gente”. Giusto il parallelo sottolineato da Crozza tra questi due personaggi che hanno aiutato lo “sputtanamento” e l’affondamento della barca “Italia Discordia”. “Italia Discordia”, perché ancora oggi, invece di cambiare radicalmente rotta e puntare verso un modello politico ed economico completamente diverso, si perde tempo in “guerre tra poveri”, “tassisti” contro “negozianti” piuttosto che “avvocati” contro” “trasportatori”, “sud contro nord” o così via. Quando la verità e ben altra. E’ quella di un popolo che è stato risucchiato dalla crisi in condizioni economiche sempre peggiori, che riguardano i giovani, precaria vita e senza speranza di una futura pensione, ed i meno giovani che perdono il lavoro a cinquant’anni e si ritrovano troppo vecchi per trovare un lavoro e troppo giovani per la pensione. La colpa della situazione non è di una categoria sociale precisa, a parte sicuramente di quelli che hanno goduto i privilegi di CASTA, ma di un intero paese che ha dilapidato un patrimonio di ricchezza, di cultura, di professionalità, di competenze negli ultimi 40 anni. Parlando con un antiquario napoletano, che lamentava, come tutti, la crisi, questo mi ha detto che rimpiangeva i tempi di Craxi, quando “i soldi giravano”… Ebbene, se l’Italia è in ginocchio dal punto economico e non solo, è anche merito del gran circo Craxiano dei nani e delle ballerine. Il circo che viveva con le mazzette del 20 o 30% su qualsiasi “affare”, il pizzo legalizzato con cui la CASTA POLITICA, e non solo, ha vissuto momenti veramente d’oro. A quell’epoca l’economia era DROGATA dalla corruzione e dalla (pazza) spesa pubblica. Si sono sperperate risorse e fatti debiti che ora le nuove generazioni si ritrovano “sul groppone”. E’ nata in quel periodo una classe (im)prenditoriale che viveva non sulle proprie capacità produttive ma semplicemente sulle “conoscenze”, sulle “raccomandazioni”, sulle “mazzette”, se non addirittura sugli accordi con le mafie. Non che l’epoca d’oro democristiana fosse stata immune da tutto ciò, però avveniva con maggiore discrezione, con una capacità di non esporsi mai troppo e non fare i “gargarozzoni” (termine romanesco molto efficace). Ed allora, che prospettiva abbiamo oggi? Basterà spremere ancora come limoni gli italiani per uscirne? La risposta è facile-facile: NO. Questa è una crisi del sistema economico occidentale, provocata dalle banche, dal picco del petrolio e dalla conseguenza lotta sempre più incessante per accaparrarsi le risorse energetiche del pianeta. Tra qualche mese si approfitterà del “problema del nucleare iraniano” per scatenare un nuova guerra contro l’Iran. In questo modo paesi come l’USA riusciranno in qualche modo a spostare gli occhi dell’opinione pubblica su qualcosa di diverso dalla crisi economica e sociale che investe anche loro. L’alternativa? Due le risposte. A livello individuale, iniziare il “cambiamento” da casa propria, dal proprio menage personale. Stili di vita virtuosi, abolire gli sprechi energia, acqua, diminuire drasticamente la produzione di rifiuti, applicare i concetti di “riutilizzo”, di km zero (visto il costo della benzina mi pare sia una conclusione inevitabile). Non accettare i “compromessi”, le “raccomandazioni”, ”le facili scorciatoie illegali” che spesso in Italia rappresentano il costume quotidiano per sbarcare il lunario. Insomma, anche nel proprio piccolo, combattere ogni forma di illegalità. A livello politico, interessarsi di persona alla “cosa pubblica”, non limitarsi a delegare con un voto ogni quattro anni ad un politico che parla bene e promette mari e monti e poi si fa, per tutta la legislatura, i fatti suoi. Cerchiamo di riunirci a livello locale in “gruppi di pressione” che cerchino di costringere gli amministratori pubblici ad affrontare i nodi irrisolti della gestione della cosa pubblica. E’ possibile, a solo titolo di esempio, che ancora ci sia tanta incapacità nella gestione dei rifiuti, nel gestire una seria raccolta differenziata veramente funzionante che abbatta almeno del 70% la quantità di rifiuti indifferenziati, cercando di arrivare alla famosa formula dei “rifiuti zero”? Perché accettare supinamente nuovi discariche e nuovi inceneritori, invece di modificare il proprio stile di vita in modo che ne risulti meno inquinamento e meno danni per la salute per tutti? Interessarsi di persona significa fare “le pulci” ai servizi pubblici che non funzionano, in quanto NON E’ CON LE PRIVATIZZAZIONI che si risolvono i problemi, ma con un funzionamento molto più trasparente dell’amministrazione pubblica e dei servizi pubblici stessi. LIBERTA’ E PARTECIPAZIONE diceva il buon Giorgio Gaber. E’ arrivato il momentio di partecipare attivamente alla vita del paese e non viverla soltanto da “consumatore teledipendente”. In molte città italiane nascono movimenti ANTI-CASTA uniti dalla voglia di cambiamento. Si parla di DEMOCRAZIA DIRETTA, di SOVRANITA’ POLITICA E MONETARIA dei cittadini, di RISPETTO PER L’AMBIENTE E PER IL BENE COMUNE, di LEGALITA’, di diritti ad una vita dignitosa per TUTTI, di libertà di potersi curare come si vuole, eccetera. Per chi vuole approfondire alcuni concetti ecco dei link molto interessanti (ce ne sarebbero molti di più, però intanto ho messo quelli più significativi):
Quest'anno non voglio scrivere parole "inutili" ed anche un po' retoriche, su Paolo Borsellino, la vita e quello che ha rappresentato per la lotta contro la mafia ed il malaffare.
Voglio solo dire che occorre stare vicini ai giudici, agli investigatori, ai politici, agli imprenditori ed ai semplici cittadini, che non si piegano al ricatto mafioso. E' il miglior modo, l'unico, per ricordare Paolo Borsellino e la sua scorta, come anche Giovanni Falcone, Francesca Morvillo ed i loro "angeli custodi".
Ricordare tutto questo magari con anche un'agenda rossa, simbolo di uno stato, il nostro, troppo spesso colluso con la mafia ai suoi più alti livelli.
Rita Borsellino, sorella di Paolo, ha ricordato pochi giorni fa, che ”Qualche giorno prima che lo ammazzassero, Paolo ci disse: ‘Quando mi uccideranno ricordatevi che non sarà stata solo la mafia”’
Diciamolo, i partiti italiani hanno dato prova di tutta la loro lontananza dagli umori degli italiani.
Iniziamo da PD ed IVD, oggi convintissimi antinuclearisti e fautori dell’acqua pubblica, ma fino a ieri schierati su posizioni ben differenti (vogliamo parlare di Lanzillotta del governo Prodi e del suo decreto sulle municipalizzate?)
Vogliamo parlare della votazione di IDV e PD al parlamento europeo in una mozione pro-nucleare, datata 25 novembre 2009. Essa dice : Il Parlamento europeo sottolinea che una transizione internazionale verso un’economia a basse emissioni di carbonio porterà a considerare l’energia nucleare come un elemento importante del mix energetico nel medio termine; precisa tuttavia che la questione della sicurezza del ciclo del combustibile nucleare va affrontata in modo adeguato a livello internazionale al fine di garantire il massimo livello possibile di sicurezza.”
Chi l’ha votata dei parlamentari Italiani?
Ecco l’elenco completo di chi ha votato sì, no, astenuti e assenti:
FAVOREVOLI (57)
PPE (32)
Salvatore TATARELLA, Gabriele ALBERTINI, Alfredo PALLONE, Alfredo ANTONIOZZI, Lara COMI, Antonio CANCIAN, Paolo BARTOLOZZI, Sergio BERLATO, Erminia MAZZONI, Cristiana MUSCARDINI, Barbara MATERA, Giovanni LA VIA, Antonello ANTINORO, Licia RONZULLI, Aldo PATRICIELLO, Salvatore IACOLINO, Iva ZANICCHI, Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS, Roberta ANGELILLI, Amalia SARTORI, Crescenzio RIVELLINI, Herbert DORFMANN, Clemente MASTELLA, Andrea COZZOLINO, Carlo CASINI, Mario MAURO, Potito SALATTO, Marco SCURRIA, Carlo FIDANZA, Magdi Cristiano ALLAM, Raffaele BALDASSARRE, Tiziano MOTTI
S&D (19)
Francesco DE ANGELIS, Guido MILANA, David Maria SASSOLI, Leonardo DOMENICI, Sergio Gaetano COFFERATI, Luigi BERLINGUER, Debora SERRACCHIANI, Salvatore CARONNA, Pier Antonio PANZERI, Gianni PITTELLA, Rita BORSELLINO, Francesca BALZANI, Rosario CROCETTA, Gianluca SUSTA, Patrizia TOIA, Roberto GUALTIERI, Vittorio PRODI, Paolo DE CASTRO, Mario PIRILLO
ALDE (6)
Luigi de MAGISTRIS, Gianni VATTIMO, Vincenzo IOVINE, Giommaria UGGIAS, Niccolò RINALDI, Pino ARLACCHI (ha votato sì anche per l’emendamento 36)
CONTRARI (8)
EDF (7)
Claudio MORGANTI, Giancarlo SCOTTA’, Matteo SALVINI, Mario BORGHEZIO, Lorenzo FONTANA, Oreste ROSSI, Mara BIZZOTTO
PPE (1)
Luigi Ciriaco DE MITA
ASTENUTI (4)
EDF (2):
Francesco SPERONI, Fiorello PROVERA
PPE (2):
Vito BONSIGNORE, Elisabetta GARDINI
ASSENTI (3)
PPE (1):
Giovanni COLLINO
S&D (1):
Silvia COSTA
ALDE (1):
Sonia ALFANO.
Leggetevi nomi e cognomi e traetene le conseguenze…
Poffarbacco gli unici che hanno votato contro, tra gli italiani, alcuni leghisti, ed il vecchio DC De Mita….!!!
E passiamo ad oggi. Non sono passati neanche due anni e praticamente le posizioni si sono ribaltate. Meditate gente, meditate!!!
Addirittura l’IDV organizza un referendum contro il nucleare….
Sono stati “folgorati” sulla via di…Montecitorio…
Al PD fanno i “pesci in barile”. Si infilano nei vari comitati e sperano di ricavare dei vantaggi politici. Scurdandose ‘o passato…
Anche se poi ci sono sempre delle crepe, a livello locale in molte zone gli amministratori si sono spesi pesantemente per l’acqua privata in passato e non possono fare dietro-front!
A Roma, la Provincia Sponsorizza col comune di Roma un convegno di Enrico Cisnetto, contrario al referendum sulla privatizzazione dell’acqua.
E tra il popolo del PDL e di FLI ci sono molti che voteranno contro il nucleare e per l’acqua pubblica, non solo tra i cittadini, ma anche tra politici di spicco. Su facebook Fabio Rampelli ha detto “coram populi” che lui è contrario al nucleare e per l’acqua pubblica mentre non prenderà la scheda del conflitto di interessi. Flavia Perina (FLI) dice invece: votare, votare,votare..
I centristi hanno posizioni “in ordine sparso”. Casini difende gli interessi… familiari, del suocero, e difende acqua privata ed anche nucleare, su cui ha dato prova, in tutte le sue partecipazioni in tv, di ignoranza totale dell’argomento. Rutelli e Fini, boh, non si sa, sembra che abbiano invitato comunque ad andare a votare.
Incontrato casualmente l’altro giorno, il Ministro Romani si è simpaticamente prestato ad uno scambio di idee con noi contestatori antinucleari che tornavamo dal flash mob di Piazza di Spagna. Il ministro ha detto che la sua posizione non è ideologica e che, laicamente, si è espresso col governo per non andare avanti col progetto nucleare. Pressato dalle nostre domande non ha mai detto comunque la frasetta “nucleare mai” che noi volevamo sentire…Insomma la “pausa di riflessione” sarebbe stata temporanea, come Corte di Cassazione e Corte Costituzionale avevano già “tanato”, confermando il quesito referendario sul nucleare. Infine ha risposto ad una mia domanda sul quorum, dicendo che potrebbe essere disponibile ad un abbassamento del quorum in cambio di un aumento delle firme (dubito però che proporrebbe lui in primis una proposta del genere...eheh)
Morale della favola: Italiani, votate secondo coscienza, fregatevene dei partiti turlupinatori e date una risposta forte ai quattro quesiti. Fate vedere che ci siete, ed il mare lo potrete godere con maggiore soddisfazione, la settimana prossima.
A Napoli De Magistris supera il 65% dei voti, con oltre 150.000 voti ricevuti in più rispetto alla somma dei voti delle liste che lo sostenevano al primo turno.
Un trionfo per l’ex magistrato, una sconfitta netta per il PDL ma anche per il PD, ormai squalificato dalla malapolitica dei Bassolino e Iervolino, incapaci a gestire la questione “rifiuti”, questione che rimane aperta e che sarà il primo, difficilissimo, banco di prova per il nuovo sindaco e la sua giunta. Ci auguriamo che dia una netta sterzata all’immobilismo dei partiti della casta che hanno governato finora e che punti tutte le sue carte su una VERA DIFFERENZIATA, vincendo gli interessi economici che spingono ora come prima, verso nuove discariche e nuovi inceneritori, nonostante il fallimento della gestione “Inceneritore di Acerra”, che si è rivelato fallimentare dal punto di vista tecnico ed incapace di risolvere il problema di smaltimento. Ricordiamo a tal proposito che di tre linee di incenerimento due sono andate quasi subito in tilt a causa della scarsa qualità del CDR utilizzato, in pratica TAL QUALE che oltretutto bruciato provoca anche enormi rischi per la salute dei cittadini delle aree limitrofe. La soluzione è una sola: RIFIUTI ZERO. Napoli ce la può fare, se si rimbocca le maniche e da un calcio nel sedere a tutti i corrotti. Speriamo che De Magistris lo faccia, altrimenti sarà dura anche per lui.
A Milano oltre il 55% degli elettori vota Pisapia, uomo di sinistra ma non di apparato, percepito come novità rispetto alla Moratti, che non ha convinto i cittadini del suo operato come sindaco di Milano ed autrice di una moltitudine di “autogol” che ne hanno mostrato la scarsa attitudine alla autorevolezza politica istituzionale. Le sue volgari accuse a Pisapia le sono ritorte contro in maniera inesorabile, convincendo gli incerti a votare Pisapia e molti elettori del PDL o della Lega a rimanersene a casa al ballottaggio.
Il resto lo ha fatto la scesa in campo di un Berlusconi ormai poco lucido, con delle parole d’ordine populiste che non attaccano più su un elettorale stanco dalle solite promesse elettorali mai mantenute. B. assomiglia più che mai all’ultimo Breznev, quello ormai imbalsamato che veniva mostrato in pubblico per rassicurare il popolo russo. La differenza è, a svantaggio di B., che quest’ultimo ancora parla rimediando delle favolose figuracce, l’ultima quella con Obama a parlare di “toghe rosse” che ha dell’incredibile.
Ormai siamo al capolinea. Il governo è mantenuto in piedi da un manipolo di parlamentari prezzolati, il PDL è in “via di sfasciamento”, la nave fa acqua da tutte le parti ed i topi scappano.
Inoltre ormai ogni giorno di più aumentano quelli che farebbero carte false per far cadere B. Fini e Casini non cedono alle lusinghe del grande venditore, la Lega aspetta sorniona lo sfascio definitivo per puntare magari sul cavallo “Tremonti”
Che resta da dire? Che l’era Berlusconi è al tramonto, che i suoi presunti successori rischiano di fare anche peggio dell’originale, che il popolo italiano si deve rimboccare le maniche, riprendere la voglia di occuparsi di politica e svestirsi dal ruolo di “suddito” per rivestire il ruolo di “cittadino attivo”.
Altrimenti nel fosco orizzonte italiano appariranno altri personaggi inquietanti… i Montezemolo , i Marcegaglia, i Tremonti, o francamente chissachi, ma niente di buono in prospettiva. Neanche certi capopopolo come Di Pietro o certi uomini di apparato come Bersani, D’Alema o, orrore!, il nuovo che avanza come Vendola, Renzi…..
Italiani Sveglia!
Mala tempora currunt.
E se non ci diamo una mossa al peggio non ci sarà mai fine!
P.s.1: Siamo molto preoccupati. Prima delle elezioni Mastella Clemente aveva detto che si sarebbe suicidato nel caso di elezione di De Magistris a sindaco di Napoli…. Non vorremmo che, malauguratamente ci ripensasse….
P.s. 2: mi sono sbagliato, non è 2-0 ma 4-0 in quanto anche a Trieste e Cagliari il PDL ha perso
Sono passate molte ore dalla notizia della morte di Vittorio Arrigoni, stò tentando di scrivere qualcosa di sensato su questa terribile notizia, ma le dita inciampano inesorabilmente sulla tastiera del pc e le parole si rifiutano ad uscir fuori.
Troppo facile testimoniare l’affetto verso una persona che ha dedicato la sua vita e la sua morte alla causa palestinese, col sorriso, con la sua voglia di umanità che si scontrava con l’estremismo della guerra.
Troppo difficile tentare una lucida analisi su quanto accaduto
Vik, come lo chiamavano gli amici, era amatissimo a Gaza, lo amavano i palestinesi perchè era diventato uno di loro. Niente di straordinario nella sua vita, solo l’ordinarietà quotidiana di un impegno costante per i bambini palestinesi, per il loro diritto ad una vita normale, fatta di diritti fondamentali: pace, salute, scuola, amore.
Ma non c’è pace oggi in Palestina, non c’è salute sotto i bombardamenti, non c’è scuola tra le pareti scrostate di edifici sventrati dalle bombe, non c’è amore in un paese che conosce ormai solo guerra, violenza e disperazione.
Notizia tremenda quella di oggi. Nonostante che l’’informazione ufficiale” parli di gruppi salafiti, strano che invece la mente vada “in automatico” verso Israele.
Comunque, per rispetto di una verità ancora nascosta, meglio evitare giudizi affrettati, c’è tempo per dare il giusto spazio ai pensieri.
Troppo presto per giudicare, troppo presto per etichettare questo barbaro assassinio. Troppo presto per dare un nome e cognome agli esecutori e un indirizzo al mandante.
Per ora c’è solo un ragazzo sorridente che scherza con dei ragazzini palestinesi. Anzi c’era, anche se la sua immagine rimane scolpita nella memoria, come i suoi reportage durante l’operazione isrealiana “piombo fuso”.
Reportage che colpirono Israele più delle mille bombe al fosforo israeliane lanciate su Gaza.
“Restiamo umani “ era il suo motto. Dobbiamo restare umani anche quando la barbarie avanza....
Mentre in Italia si continua ad affrontare importanti temi come "scortopoli" (per non chiamarlo in modo più... esplicito), ed attendiamo con ansia il fondamentale appuntamento di San Remo (Dio ce ne scampi e liberi, in tv, per chi ha il fegato ancora di vederla, non io, basta minzolinio e San Toro) in alcuni paesi del mediterraneo il popolo esasperato, con una prova di grandissima dignità, caccia i suoi dittatori.
Parlando con dei miei amici l’altro giorno, su Ben Ali e Mubarak, considerati adesso dei dittatori ma in passato adulati da tutto il consesso internazionale come degli Importanti Statisti, ricordavo loro che c’erano delle affinità, mutatis mutandis, ad esempio con Ceaucescu, che prima di essere ricordato per una serie di orrori, era lodato da tutti come grande “statista”, il migliore oltre la cortina di ferro, autonomo da Mosca ed in buoni rapporti con l’occidente. Si diceva anche che era amato dal suo popolo e che in Romania si viveva meglio che altrove. Poi sappiamo tutti quello che è successo e come si sono ribaltati i giudizi.
Anche Tito ebbe momenti di forte popolarità in Italia, all’epoca non si parlava certo di Foibe, e pare che nella storia questi mutamenti di giudizio siano molto frequenti. Anzi, mi correggo, non siamo ancora nella Storia ma solo nella cronaca. La Storia di questi anni sarà scritta dai nostri nipoti, che non avranno vissuto quegli anni e potranno giudicare solo in base a documenti storici e non in base a simpatie o antipatie.
Chissà, si potrebbero avere rivalutazioni impensabili, tipo Stalin o Hitler, o Mussolini. Magari Roosvelt potrebbe essere considerato un criminale di guerra per le Nagasaky ed Hiroshima. Perché sicuramente in prima battuta la storia la fanno sempre i vincitori, in seconda magari poi si scopre, come si dice a Roma, che “il migliore c’aveva la rogna” anche perché in genere i popoli sono stati sempre usati come carne da macello per le lotte politiche nazionali ed internazionali. Il “bene supremo della nazione” molto spesso non coincideva col benessere dei cittadini, anzi, spesso andava in senso opposto.
Rileggendo Guerra e Pace, ad esempio, si nota come si ribaltavano i giudizi su Napoleone, sulle guerre dell’epoca e sul comportamento delle maggiori potenze dell’epoca. Napoleone era il grande LIBERATORE ma anche il grande TIRANNO, e le nazioni conservatrici come la Russia e la Prussia erano contro la rivoluzione francese ma per il popolo, così si diceva.
E adesso? Oggi ci sono una serie di popoli del sud del bacino mediterraneo (In primis Tunisia, Algeria, Egitto ma probabilmente altri paesi arabi saranno presi da questa “reazione a catena”) che reclamano maggiore democrazia. In questi paesi manca del tutto la democrazia, e, a differenza dei paesi occidentali, dove la democrazia, sia pure oligarchica, esiste, lì la democrazia è solo una facciata e permette ad un “rais” di tenere il potere per quarant’anni con periodiche elezioni-farsa.
Tanto di cappello ai giovani Tunisini che hanno iniziato una rivoluzione dandosi fuoco, un po’ alla “Jan Palac” nel 1968 contro i carrarmati dell’Armata Rossa a Praga un po’ tipo “bonzi” nel Vietnam. Tanto di cappello verso il popolo egiziano, che non ha avuto paura di sfidare un regime potentissimo scendendo in piazza e rimanendoci per giorni e giorni. Ancora oggi la piazza principale del Cairo è presidiata da moltissime migliaia di cittadini che sfidano la polizia segreta di Mubarak e bande di fedeli al regime che li hanno attaccati con colpi di fucile e molotov.
La scena del giovane egiziano che sfida il corazzato della polizia ricorda Piazza Tien an men. Non ho mai scordato Piazza Tien an men e neanche Jan Palach, avevo appena 11 anni eppure rimasi molto colpito, e vedere questo filmato mette un pò di emozione.
Di Bettino Craxi ci ricordiamo ancora tutto, dalle monetine all'Hotel Rafael ad Hammamet. Era diventato il simbolo della politica corrotta, non che fosse l'unico politico corrotto, tutt'altro, ma fu quello che istituzionalizzò la corruzione con percentuali precise e stabilite per ogni tipo di "affare".
Nonostante il suo celebre discorso alla camera in cui disse che nessuno si poteva dire immune da questo "problema", facendo una chiara chiamata di correo a tutto il parlamento, fu uno dei pochi a pagare davvero per le malefatte. Ai socialisti, in realtà, si contestava l'utilizzo spudorato e conclamato di una certa corruzione che in altri ambiti politici era praticata in modo più... discreto , democrazia cristiana docet.
Si può dimenticare che molti di quelli che lanciarono le monetine al Rafael sarebbero diventati pochi anni dopo sodali col delfino di Craxi, quel tal Berlusconi che ancora oggi tiene in mano l'ìtalia sfruttando il suo impero finanziario?
All'opposto di Craxi, e del suo entourage, che sfrutto' la corruzione per fare politica e per arricchirsi (o per fare la bella vita) , il nostro cav. ha usato e usa i suoi soldi ed il suo potere economico e mediatico per fare politica, per intimidire i suoi avversari e per comprare delle alleanze. A parte il caso Mills, dove un'avvocato inglese è stato condannato in via definitiva per essere stato corrotto da Berlusconi, questa è una corruzione quotidiana, gli amici di Berlusconi dicono che è "molto generoso", beh è uno strano modo per rigirare la frittata.
Ma perchè diciamo questo? Perchè il governo Berlusconi ha salvato la pelle promettendo soldi e pagamento di mutui ad alcuni parlamentari e minacciando per altri conseguenze per le proprie aziende, come sostenuto da Luca Barbareschi nei confronti della mancata sfiducia da parte della parlamentare Catia Polidori, quella del CEPU.
Calearo, Razzi, Polidori, Siliquini, Cesario, la colpa è loro o sono solo gli "strumenti del male"?
Non crediamo sia giusto criminalizzarli, in italia tutti tengono famiglia, il problema è un altro, è che l'italia intera è sotto scacco di un folle miliardario che ormai dovrebbe essere richiuso in un posto che non sia palazzo Chigi. Le patrie galere lo aspettano, ed anche alcuni centri di igiene mentale..
Si sfilò Casini, poi si è sfilato Fini, Bossi resiste solo perchè vuole il suo federalismo ad ogni costo, fatto salvo che poi il governo anche su questo ha fatto molte chiacchiere e pochi fatti. Si rimanda a decreti attuativi mai attuati..
Non resta che sperare che tutti gli italiani capiscano finalemente il bluff berlusconiano: quello che non doveva mettere le le mani nelle tasche degli italiani e lo ha fatto, quello che doveva liberalizzare ed invece è riuscito a privatizzare i servizi essenziali per una nazione (scuola, sanità, acqua, ecc ecc..), quello che "ha salvato l'Alitalia" dall'Air France (la quale tra pochi mesi se la papperà in un sol boccone senza dover scendere a compromessi), quello che ha salvato Napoli dai rifiuti (ed i napoletani sanno cosa vuol dire!), quello che ha dato una speranza a L'Aquila (per info chiamare a caso qualche terremotato), quello delle grandi opere (tutte rigorosamente sulla carta), quello del nucleare di Scajola, quelle che insomma, ha promesso l'improponibile e non lo ha mai mantenuto. Quello che ha "confuso" le calamità coi "grandi eventi", amnesia necessaria per poter fare appalti senza controlli con procedure rivervate.
Per dirla con Di Pietro, ma "che c'azzecca" tutto questo con una sana "politica" (da polis, città)?
E soprattutto, come possono gli italiani farsi ancora abbindolare da questo "magnifico venditore di fumo"?
A Napoli si dice: "cca nisciun'è fesse", bene, italiani, svegliamoci una buona volta e cacciamo a pedate nel sedere questa cricca di affaristi degna della peggiore "repubblica delle banane". Cacciamolo perchè non è certo l'unico responsabile del fallimento italia, accanto a lui hanno responsabilità esimie personalità del centro destra, centrosinistra e centro, soltanto che LUI è quello ha oltre il potere politico, che oggi c'è e domani potrebbe non esserci, ha anche il POTERE ECONOMICO ed il POTERE MEDIATICO. Ormai ha in mano il controllo economico e mediatico di mezza italia.
E svegliamoci anche mandando a quel paese tutta LA CASTA POLITICA-GIORNALISTICA-ECONOMICA, vero CANCRO di un paese in difficoltà come il nostro.
Paese di grandi tradizioni che stà diventando un paese in declino, che stà per essere sorpassato da decine di paesi in via di sviluppo molto più sani del nostro.
Infine, in questo momento sono in corso le manifestazioni a Roma contro il governo. Migliaia di persone che manifestano pacificamente e decine di infiltrati che causano disordini. Siamo da sempre contrari ad ogni forma di violenza, crediamo però che l'esasperazione di gran parte del del popolo italiano abbia raggiunto un apice del tutto giustificato. Speriamo stasera di non contare nè vittime nè troppi feriti, ma già le cronache parlano di almeno decine di feriti tra manifestanti e polizia, tutti vittime dell'insipienza dei nostri governanti.
Ma tra chi stava in mezzo ai manifestanti il solito dubbio: ma chi erano quei giovani mascherati che "spaccavano tutto"? Kossiga è morto, chi ce lo spiegherà?
Ecco una risposta:
"manifestante" con manette e manganello di ordinanza della polizia
stesso "manifestante" all'assalto della camionetta della finanza, con una spranga di legno invece che il manganello
Si è avuto modo, grazie all'utilissimo servizio di Radio Radicale, di ascoltare gran parte della seduta del Senato di oggi, 13-12-2010. Ebbene ascoltando gli interventi, del Presidente del Consiglio prima, e dei Senatori, poi, si è avuta l'ennesima conferma che la politica oggi è un qualcosa di lontano anni-luce dai cittadini.
Ogni onorevole ha avuto modo di rappresentare la vergogna e soprattutto il ridicolo che è oggi la politica italiana.
Intanto Berlusconi, che, come dicono a "Mi", ha una "faccia di tolla" ben superiore a quella già notevole che dovrebbe avere un venditore di aspirapolveri, palazzinaro e tycoon delle tv,"prestato alla politica" qual'è.
Solo lui, poteva sublimamente inanellare l' incredibile serie di successi del suo governo, così incredibile che nessuno l'ha vista, da Napoli all'Aquila....
Certo, nel tuo "taglio lineare" Tremorti certamente ha ottenuto qualche risultato sul taglio delle spese, anche se poi le provincie non sono state tagliate perchè la lega s'opponeva ecc ecc..
L'ossimoro delle auto della polizia ferme senza benzina e dei successi contro la mafia è molto interessante, ci piacerebbe saperne di più. Perchè nel campo della lotta alla criminalità organizzata gli intrecci sono tali per cui è sembre bene dubitare di tutto e di tutti.
Per il resto i soliti proclami napoleonici, "grandi opere" che per fortuna da 15 anni Berlusca non riesce a fare, anche se ne parla sempre, a cominciare dal famigerato "ponte sullo stretto" alle "centrali nucleari" (ringraziamo per questo fallimento anche San Scajola Martire Della Casa).
E dopo la solita tiritera berlusconiana, che non convince più neanche la manicure del cavaliere (la quale manicure avrà sicuramente ha qualche importante carica politica inel pdl), ci si aspettava una rutilante serie di interventi dei senatori.
Capisco che da parte leghista si sia rimasti ad un freddo appoggio al cav. solo in funzione federalista, capisco gli sbrodolamenti sputacchianti (gasp!) pidiellini pro domo propria, ma per il resto notiamo interventi furi dal mondo.
I finiani, bontà loro, per quanti sforzi facciano, rimangono sempre per l'opinione pubblica normale, non tanto i "traditori", come vengono additati dagli iracondi gasparriani, quanto piuttosto quelli che dopo 15 anni si sono improvvisamente accorti che "il re è nudo". Azz che scoperta... E quindi si arrampicano sugli specchi per giustificare un cambio di barricata altrimenti difficile da spiegare (basta prendere le registrazioni di interventi degli stessi personaggi solo prima dell'estate).
Poi si sente l'intervento della Bonino, ed è difficile trattenersi dallo sganasciarsi dalle risate. La vicepresidente del Senato, già candidata alle scorse regionali per il più grande schieramento dopo il pdl, che parla, come un pappagallino saggiamente addestrato da papà Marco, di "regime partitocratico". Ma lei, ed i suoi sodali, da dove vengono? Da marte? E già, da un lato si fanno le giuste lotte contro lo scandalo delle firme false formigoniane e dall'altra si partecipa al listone PD alle regionali del Lazio, con tutto il "fior fiore" di quella intellighenzia partitocratica che si vorrebbe combattere. Forse un cincinino di contraddizione qualcuno lo vedrà, o no?
Infine i senatori pd, i quali hanno l'arduo compito di attaccare berlusca avendo coscienza del proprio innato fallimento. Infatti,a d esempio, come pensare di poter toccare l'argomento "rifiuti di napoli", avendo gli scheletri nell'armadio, a nome Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino. Come poter criticare un governo fallimentare quando non si è stati capaci di esprimere una reale alternativa politica e programmatica.
E quindi dopo il discorso spuntato del Sen. La Torre (la torre, la torre, quello delle ntercettazioni? sì, proprio lui...) ecco il Sen. Zanda, se non sbaglio, che, per dare più vigore alla sua reprimenda anti-berlusconiana parla di wikileaks e dei dispacci dei due ambasciatori americani, di cui uno dell'epoca Bush.
Francamente doversi appoggiare a questo per puntellare delle argomentazioni mi è sembrato veramente infantile, ed infatti il cav., che è un abile manipolatore e comunicatore. ha subito colto la palla al balzo, mettendo in evidenza che gli "antiamericani di sempre" (quelli di sinistra) lo attaccavano usando argomenti di un Bushano di ferro.
Infatti le critiche di disallineamento di Berlusconi rispetto agli Stati Uniti sono un grande autogol, è ovvio che un'italia che abbia una politica estera autonoma e non schiava dell'america non può essere in alcun caso un motivo di critica. Anche l'avvicinamento tra Italia e Russia, di per sè, non ha nulla di negativo. poi il problema è rappresentato dai conflitti di interesse berluscon-putiniani, ma sul conflitto di interessi è bene che il Pd non si esprima, visto che lo ha accettato e barattato da decenni checchè se ne dica.
Morale della favola, domani sapremo se il governo mangerà il panettone. Anche se è evidente questa agonia, anche in caso di un voto a lui favorevole, continuerebbe fino alla fine della legislatura. Facile prevedere comunque le elezioni a marzo, dopo che i nostri "onorevoli" avranno staccato il ticket della pensione assicurata.
Per il resto, vi sono sembrato forse berlusconiano? Ebbene sì, potrei passare per tale ma vi assicuro che è troppo, troppo forte la sensazione che questa sia tutta una "pastetta", un teatrino, utile per far credere una realta' virtuale che non esiste, quella che senatori e deputati volgliano fare veramente gli interessi dei cittadini.
L'ex IDV che ha fatto il "salto della quaglia", si è sputtanato con le sue stesse mani, parlando di mutui da pagare... Ma questa è un'altra tragicomica storia.....
Per noi cittadini solo una certezza: dover riprendere in mano il proprio futuro interessandosi alla politica e partecipando alle liste civiche, quelle veramente indipendenti da tutte le CASTE, che stanno fiorendo in tutta italia,. Mi auguro che si riescano ad aggregare tutte sotto un unico simbolo, non solo per le prossime elezioni ma per costruire un italia alternativa a questo schifo.
Qualunquismo? Assolutamente no, sano realismo.
E chi vuole aggregarsi trovera' aria nuova, andate, ad esempio, su www.retedeicittadini.it oppure http://ecohub.forumfree.it/
C'è qualcosa di nuovo oggi nel sole, anzi d'antico
io vivo altrove, e sento che sono intorno nate le viole.
Son nate nella selva del convento dei cappuccini, tra le morte foglie che al ceppo delle quercie agita il vento. (L’aquilone, G. Pascoli)
Tra le foglie morte della palude politica italiana forse è nato qualcosa,
La politica in Italia è quel teatrino con “destra” e “sinistra” che fingono di litigare e poi producono le stesse leggi ed affrontano i problemi nella stessa maniera, uniti solo dalla necessità di soddisfare le esigenze dei “poteri forti”, togliendo sempre di più la sovranità ai cittadini, mentre i media rincoglioniscono gli italiani con efferate notizie di cronaca nera sottoponendo l’italiano medio a tutti i particolari più rivoltanti, alternando di gossip politico e la finta cronaca ( e vediamo che a Terzigno, la popolazione che rivendica i suoi sacrosanti diritti diviene, per colpa di politici e giornalisti, violenta e camorrista anche quando non lo è affatto).
In questa fase assai oscura della vicenda italiana ecco che si staglia all’orizzonte una speranza nuova.
Un gruppo di intellettuali, cittadini e uomini della cosiddetta “società civile” firmano un documento intitolato “Abbiamo un sogno”, in cui si ipotizza un nuovo movimento politico che rompa questo “regime” che monopolizza la vita politica italiana e che parli della “politica del buon senso”. Una politica che affronta e risolve i problemi non con le ideologie ma col “fare”.
Evitando di scegliere la soluzione “meno peggio” come quella prospettata ad esempio sui rifiuti (inceneritori + discariche) preferendo quella che “è meglio” ovvero i “rifiuti zero”, evitando di inquinare e creando nuova ricchezza nel paese da quelli che “una volta si chiamavano rifiuti”.
Un altro gruppo di intellettuali e liberi cittadini si incontra un week end a Bologna intorno ad un nuovo progetto politico chiamato “Costituente Ecologista”, che rivendica un nuovo modo di operare nella politica mettendo al primo posto la “qualità” della vita e della politica. Lo slogan è: 100% Legalità, ambiente, rinnovabili, diritti e doveri, ecologia della politica.
Ebbene, credo che sia giunto il momento di “unire le forze” e di aggregare in un unico grande movimento tutta questa massa di persone stufe della politica attuale e che vogliono ripartire da esperienze diverse. NON IMPORTA CHI , non importano le etichette. C’è dentro tutto il grande mondo delle associazioni no profit, volontariato, gruppi di cittadini impegnati nelle varie battaglie contro impianti nocivi, gruppi che fanno politica “dal basso”. Naturalmente ci saranno anche quelli che hanno partecipato al progetto politico nel Lazio della RETE DEI CITTADINI. E' stato sempre nostro l'impegno di aggregare il più possibile tutte le forze anti-CASTA e tutti i movimenti, comitati, associazioni e liberi cittadini uniti dalla stessa idea di fondo.
L’impegno comune? Una democrazia diretta e partecipata, un modo nuovo di vedere l’economia. La grande crisi del modello di sviluppo dello stato moderno, alla ricerca di una perenne crescita impossibile per questioni ambientali, economiche ed ecologiche, per la carenza di risorse energetiche a buon mercato (picco del petrolio) e per dinamiche legate alla globalizzazione che spingono intere fasce sociali verso la povertà. Serve un movimento che non abbia capi, leader, padri-padroni o guru, composto di gente libera capace di confrontarsi in libertà. Un movimento che contrasti in maniera efficace LA CASTA. Che non sia nè di destra nè di sinistra perchè non è di ideologie ottocentesche quello di cui abbiamo bisogno ma di una visione nuova del mondo.
SI PUO’ FARE. SE CI SI UNISCE TUTTI, METTENDO DA PARTE GLI INDIVIDUALISMI E LE DIVISIONI TRA GRUPPI E GRUPPETTI. DA SOLI VALIAMO ZERO VIRGOLA, INSIEME VALIAMO TANTISSIMO.
A Nemi c’è stato un primo tavolo di confronto per quanto riguarda il Lazio, a cui ne seguiranno altri. A brevissimo daremo un resoconto della serata. Se la pensate come noi, partecipate, scrivete, venite, date una mano ed anche due. Tutto è ancora da costruire e dobbiamo costruirlo insieme. Non solo con "le chiacchiere" ma anche e soprattutto mettendo insieme dei "progetti comuni" che siano progette "del fare". C'è bisogno della partecipazione attiva di tutti quelli che credono nel progetto.
La notizia che il ricorso, dopo essere stato ammesso al dibattimento dal TAR DEL LAZIO, è stato respinto . A breve si conosceranno le motivazioni. Ma perché David Rorro e Orazio Fergnani avevano presentato questo ricorso?
Il motivo stà nel completo oscuramento mediatico riguardo la presenza della terza candidata alla presidenza della Regione Lazio, Marzia Marzoli, e dalla lista che l’appoggiava, la RETE DEI CITTADINI. Il 99% dei giornali, telegiornali, radiogiornali, tutti i principali media nazionali e locali, a parte pochissime meritevoli eccezioni, hanno letteralmente ignorato la presenza di una lista ed di una candidata “scomoda”, l’UNICA LISTA che non facesse riferimento né al centrodestra né al centrosinistra, l’unica che non fungeva da utile “cespuglietto” di appoggio per i partiti di regime.
E dire che la stessa AGCOM, su preceente denuncia della RDC, aveva condannato Rai e Mediaste ad una multa per questa mancanza di par condicio, ciononostante i maggiori media italiani hanno ignorato, fino all’ultimo, l’esistenza della lista alternativa. Persino partito dei pensionati e liste di Beppe grillo hanno avuto almeno qualche secondo a disposizione dei principali telegiornali (dai dati d’ascolto dell’osservatorio di Pavia). LA RETE DEI CITTADINI e Marzia Marzoli hanno avuto la cifra record di 0 (diconsi ZERO) secondi a disposizione.
Sappiamo che i risultati delle elezioni hanno tenuto sotto l’un percento la lista, ma è chiaro che l’invisibilità mediatica è valsa come un’handicap insormontabile per una lista che non avveva mezzi economici o mediati in grado di permettere la giusta visibilità. Aggiungendo poi la scelta di non imbrattare i mura delle città con manifesti abusivi, ecco che il quadro è completo.
Ecco di seguito alcune interviste ad iscritti alla RETE DEI CITTADINI che manifestavano il 21 ottobre davanti il TAR del lazio.
In una intervista all’associated Press, pochi giorni fa,Ettore Torri, superprocuratore antidoping per conto del CONI, si dice convinto che tutti i ciclisti siano dopati e che anzi, se non fosse per il fatto che fa male alla salute, forse sarebbe meglio legalizzarlo.
«Non sono l’unico che lo dice, ultimamente tutti i ciclisti che ho interrogato hanno detto che ognuno si dopa…. Non è giusto quando si trova un atleta su cento, più lavoro in questo campo e più mi meraviglio della diffusione del doping. Non credo che il doping verrà estirpato», ha detto.
SecondoTorri, il doping è invincibile «per il semplice fatto che si evolve continuamente. Escono sempre nuove sostanze sulle quali non esistono controllii, non c’è giustizia quando su 100 ciclisti ce ne sono 99 che si dopano senza subire conseguenze».
Secondo il procuratore, la piaga della scorciatoia farmacologica «continuerà ad esistere fino a quando il doping sarà un’opzione economicamente fattibile», in quanto i preparatori, «Sono bravissimi nel loro lavoro e sono in grado di prescrivere il necessario per rimanere al di sotto della soglia del doping».
Sembra infine, secondo Torri, che la complessità delle regole internazionali antidoping non aiuti l’accertamento della verità.
Questo uno stralcio dell’originale intervista, in inglese:
"I'm not the only one saying it. Lately, all of the cyclists I've interrogated have said that everyone dopes... ... The longer I'm involved in this the more I marvel at how widespread doping is. And I don't think it will be eradicated. Because it just evolves continuously. There are new substances coming out that can't be tested for."
Torri, in qualità di procuratore antidoping per il CONI, ha seguito vari “casi”, come quello di Ivan Basso e Danilo Di Luca. L’ultimo “caso”, quello di Riccò, già squalificato per EPO-CERA al Tour, in seguito all’arresto per traffico di doping di Enrico Rossi, suo cognato. Tante le pillole trovate, tante le domande a cui Riccò dovrà rispondere. Ma che il doping sia ormai “un fatto di famiglia”, lo dimostra anche il caso di Elisa Basso, sorella del ciclista nonché moglie di Eddy Mazzoleni, altro ciclista coinvolto in casi di doping, squalificata dal CONI per quattro anni.
Le giustificazioni degli atleti alla scoperta di positività dei test antidoping sono in genere molto fantasiose, vanno dai filetti, alle creme di tutti i generi, ai “bibitoni” presi da fantomatici tifosi in strada e via di questo passo.
Torri, dall’esperienza antidoping al CONI, ha capito quello che TUTTI I CRONISTI e gli APPASSIONATI DI CICLISMO sanno da ANNI: nel ciclismo il doping è PANE QUOTIDIANO. Impossibile altrimenti tenere medie sui cinquanta all’ora nel tour o nel giro senza “aiutini”….
Ecco perché non riesco più ad appassionarmi per una corsa ciclistica o per un evento di atletica o di nuoto… c’è sempre qualche “aiutino di troppo”. Tutti sanno ma tutti stanno zitti, gli interessi in gioco sono molto alti. Inoltre, come ha confermato Torri nell’intervista, il “partito del doping” sfrutta una grande forza economica che produce una ricerca continua di nuovi tipi di doping. Mentre l’antidoping si affanna a rilevare i “vecchi” prodotti dopanti ne spuntano sempre di nuovi. Eppoi ci sono le sostanze “coprenti” e poi c’è l’astuzia dei preparatori e dei medici dei ciclisti che portano sempre i valori indicatori di doping al limite del consentito. Ogni tanto qualcuno si sbaglia. Ed il ciclista viene squalificato, ma nel 99% dei casi tutto fila via liscio.
Sentivo oggi un “navigato” cronista di sport come Olivero Beha dire chiaro e tondo ad una radio che nello sport ad alti livelli il doping è una presenza continua anche se patologica.
Del resto, amici appassionati di ciclismo che corrono in gare amatoriali mi dicono che persino in quelle gare, come in quelle dei ragazzini, gira una montagna di doping e mi raccontano di numerosissimi casi di carriere di ciclisti terminate perchè "il ragazzo non voleva continuare ad assumere sostanze".
Naturalmente, dopo pochi giorni, contro di Ettore Torri si è rivoltato tutto l’universo ciclistico italiano e mondiale. Motivo per il quale il procuratore antidoping ha dovuto precisare “che era solo uno sfogo”….
Nausea, ho una forte nausea da notizia, ne sento troppe di notizie disgustose, che mi fanno chieder per l'ennesima volta: ma in che cavolo di mondo viviamo!
Ce n'è per tutti i dis- gusti.
Da Bossi che insulta e vaneggia (lui, ministro della repubblica!) applaudito da un pubblico che continuerà a votarlo, perchè non c'è nulla di più facile che raccogliere consensi andando ad
accarezzare i più bassi istinti (i bersagli ieri erano gli immigrati, oggi sono i romani), alla telenovela "casa a montecarlo", utile per far dimenticare agli italiani i veri problemi che attanagliano quello che era il bel paese. Ora non c'è più neanche il formaggio che una volta si chiamava "bel paese"...
Eppoi la compravendita dei parlamentari, neanche fossero mozzarelle.
Mr. B. ha fatto acquisti, prelevando qualcuno dell'UDC, qualcun'altro dell'API, vabbeh partiti inutili, però questa compravendita è davvero imbarazzante, ai limiti del codice penale. Ma tutto va bene, ormai gli italiani si sono abituati a TUTTO.
Eppoi la notizia-beffa che viene dall'Iran:
Dopo tante proteste riguardanti la lapidazione, la donna che era stata condannata alla lapidazione morirà impiccata, come avviene in paesi più...democratici.
Aspettiamo solo che l'Iran raggiunga la civiltà degli USA e adoperi la civilissima iniezione letale oppure una "abbastanza civile" sedia elettrica... E' dura fare umorismo su questi argomenti, ma viene proprio spontaneo.
Ancora nel mondo 97 paesi hanno nel loro ordinamento di pace la pena di morte. E di questi in cinquanta paesi la pena di morte ancora applicata, sporadicamente o con continuità.
In USA 35 dei 50 stati a stelle e striscie prevedono ancora la pena di morte.
Esecuzioni nel 2006: Repubblica Popolare della Cina (1.010), Indonesia (?), Iran (177), Iraq (65), Giappone (4), Pakistan (82), Singapore (?), Usa (52)
Inoltre in LIbia, Sudan,Arabia Saudita, Yemen la pena di morte viene regolarmente applicata.
Eppure si parla solo di pochi casi, per motivi particolari, a seconda della nazione o del sesso del condannato o di altre motivazioni. Delle oltre mille persone giustiziate in Cina chi ne parla mai?
Non se ne parla mai perchè la Cina è ormai un prezioso "partner commerciale" oltre che il più grande finanziatore degli USA.
Invece la pena di morte andrebbe vietata in tutto il mondo, per qualsiasi crimine sia alla base della motivazione della condanna, sia che la persona sia innocente o colpevole.
Ma la moratoria sulla pena di morte, firmata da tantissimi paesi all'Onu il 18 dicembre 2007, su iniziativa italiana, che fine ha fatto?
Ricevo da Vincenzo Andraous questo suo scritto che pubblico volentieri:
Tra un morto ammazzato e un carcere costretto a vivere
del suo, ecco che un paio di detenuti hanno pensato bene di levare le tende,
darsela a gambe.
Un’evasione da non poter essere neppure raccontata,
perché privata in partenza di ogni letteratura, di qualsivoglia vanteria
criminale. Se ne sono andati dentro un vero e proprio tradimento culturale,
volgendo le spalle a quel patto di lealtà, stipulato innanzitutto con se
stessi, con le Istituzioni, con la gente all’intorno, ristretta elibera.
Un’evasione messa in atto da persone di scarsa
pericolosità sociale, a bassa soglia di attenzione, un’evasione accadutanon per mancanza di personale, ma perché a
metterla in scena sono stati “ quelli dalla faccia voltata indietro” per dirla
alla Adriano Sofri, uomini destinati a varcare nuovamente il cancello blindato
di un penitenziario, perché in quei passi affrettati verso una libertà
prostituta ci sono le certezze inconfessabili per un ritorno a breve termine
nelle patrie galere.
Lo hanno fatto non da un istituto additato a fortino
della disumanità, no, hanno scardinato la propria dignità da un luogo
fortemente deputato a svolgere il ruolo di recupero del condannato, la propria
utilità sociale sul versante della giusta pena da scontare e della conseguente
riparazione da mettere in pratica.
Tanti anni fa anch’io ho usufruito di questa opportunità,
dentro un progetto di destrutturazione e ricostruzione interiore, ho avuto la
possibilità di ritornare a essere una persona migliore. Conosco bene la
metodologia del lavoro esterno in e fuori dal carcere, e come rientrando nei
requisiti previsti, sia possibile (per pochi), accedere all’istituto dell’ art.
21, come questa eventuale concessione implichi il mettere in gioco la propria
autorevolezza e il proprio prestigio per la Direzione del carcere.
Per arrivarea
questo obiettivo, non è sufficiente la mera buona condotta, non è un beneficio
strettamente imparentato con una sorta di automatismo. Avevo trascorso oltre
venti anni di carcere, non mi erano mai stati concessi permessi premio, l’art.
21 è tutto incentrato sullo strumento principe per ogni trattamento
rieducativo: il lavoro e la dignità che ne deriva.
In quella “evasione” non c’entrano né pesano le
problematiche endemiche dell’Amministrazione Penitenziaria: il
sovraffollamento, la carenza di personale, l’assenza di investimenti finanziari
appropriati.
Il detenuto ammesso al lavoro esterno è una persona che
gode di fiducia, capace di affidabilità,protagonista di un percorso di risalita esistenziale, di un cambiamento
di mentalità.
Avrei potuto anch’io alzare i tacchi, “evadere”, ma
quando non si ha più residenzialità con il proprio passato criminale, con la
pericolosità sociale, il cammino in atto non è più strettamente legato al solo
contenimento, alla sola incapacitazione, bensì è sinonimo di collaborazione
lavorativa e di risvolti umani condivisi.
Potevo incamminarmi verso l’uscita, verso la rete
metallica, verso una libertà miserabile, ma non mi è mai sfiorata l’idea di
ritornare a una vita sottobanco, per anni ho usufruito del lavoro
interno-esterno alla prigione, soprattutto di una piccola ma grande
manutenzione dell’anima, e ogni giorno che scorre via, comprendo il valore
delle responsabilità acquisite che fanno la distanza da “quelli dalla faccia
voltata indietro”.
« Chi ha paura
muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. »
(Paolo Borsellino)
Mi piace ricordare Paolo Borsellino insieme a Giovanni Falcone in un momento di allegria. Erano due persone intrise di qul senso dell'umorismo del tutto siculo che non li abbandonò mai, neanche nei momenti più difficili.
Paolo Borsellino era preoccupato della “tensione” che
annusava nell’aria gli ultimi tempi, e che proveniva da certi atteggiamenti non
chiari nei suoi confronti da parte delle
istituzioni a Roma ed a Palermo.Non era
preoccupato per la sua vita, per se stesso, ma per i suoi familiari, non voleva
lasciare sola Agnese, sua moglie e i tre figli: Lucia, Manfredi e Fiammetta. Da
buon padre di famiglia siciliano aveva più cura della sua famiglia che di se
stesso.
Quel rito di andare a trovare la mamma in via D’Amelio, con
la scorta, era un rito a cuiper
qualsiasi cosa al mondo non avrebbe mai rinunciato. Lasciò quindi i suoi, dopo
aver pranzato assieme, e si diresse con la scorta per prendersi un caffè dalla
anziana madre, lui che, morto prematuramente il padre, aveva fatto come più
grande dei figli, da capofamiglia e aveva aiutato la madre, vedova, a portare
avanti una famiglia.
Quel primo pomeriggio, la macchina diPaolo Borsellino e della sua scorta arrivò a
via D’Amelio, e non appena passò accanto ad una vecchia 126 parcheggiata questa
esplose facendo saltare letteralmente in aria la macchina di Paolo Borsellino.
Morirono, orrendamente dilaniati, oltre il giudice, anche Emanuela Loi
Quella zona di strada, antistante la casa della madre di
Paolo Borsellino, a rigor di logica e di sicurezza, avrebbe dovuto essere
liberata da auto parcheggiate, eppure non lo fu. Uno dei tanti tasselli che
fecero subito pensare alle istituzioni come mandanti della strage, insieme alla
mafia.
A questo proposito Antonino Caponnetto disse, subito dopo
l’attentato: "Paolo aveva chiesto alla questura – già venti giorni
prima dell'attentato – di disporre la rimozione dei veicoli nella zona
antistante l'abitazione della madre. Ma la domanda era rimasta inevasa. Ancora
oggi aspetto di sapere chi fosse il funzionario responsabile della sicurezza di
Paolo, se si sia proceduto disciplinarmente nei suoi confronti e con quali
conseguenze
Erano passati solo 57 giorni dalla strage di Capaci che
aveva visto cadere Giovanni Falcone, la moglie, il giudice Francesca Morvillo e
la scorta (Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo).
Ancora avevamo negli occhi e nelle orecchie le parole disperate della vedova di
Vito Schifani, Rosaria, in chiesa durante i funerali, ed i fischi della gente
verso i politici di turno e le istituzioni presenti alla cerimonia.
Le parole di Paolo Borsellino, rilasciate a Lamberto Sposini
qualche giorno prima della strage, facevano intendere che il Giudice sapesse
benissimo queli erano i rischi della sua attività contro la mafia:
« Guardi, io ricordo ciò che mi disse Ninnì Cassarà
allorché ci stavamo recando assieme sul luogo dove era stato ucciso il dottor
Montana alla fine del luglio del 1985, credo.
Mi disse: "Convinciamoci che siamo dei cadaveri che
camminano". »
(Paolo Borsellino, intervista a Lamberto
Sposini dell'inizio di luglio)
Fu ucciso Montana, fu ucciso Cassarà, fu ucciso Paolo
Borsellino, come era morto precedentemente Rocco Chinnici, che era stato suo
“Capo” all’ufficio Istruzioni Affari Penali di Palermo alcuni anni prima,
quando Paolo aveva mosso i suoi primi passi in magistratura.
Le polemiche degli anni precedenti lanciate da Leonardo
Sciascia, la sua “improvvida frase” sui “professionisti dell’antimafia”
lanciata nei confronti di Giovanni Falcone e del pool antimafia il 10 gennaio
1987 sul Corriere della Sera
In cui sostenevache:
"nulla vale più, in Sicilia, per far carriera nella magistratura, del
prender parte a processi di stampo mafioso", fecero da cassa di
risonanza ad una “guerra” tutta interna alla magistratura ed alla politica che
impedì a Giovanni Falcone di sostituire Caponnetto alla Procura di Palermo, dal
momento che il CSM gli preferì Antonino Meli per meri motivi anagrafici.
Ma torniamo ai giorni d’oggi. 19 Luglio 2010. Sono passati
18 anni da quel pomeriggio del luglio 1992. Ricordo lo sconcerto che ebbi
nell’udire quella notizia, il pianto che sgorgò spontaneo nell’apprendere la
morte di una persona che non conoscevo personalmente ma che rappresentava la
SPERANZA per tutti i siciliani onesti.
Oggi il fratello, Salvatore Borsellino, continua a lanciare
il suo appello disperato affinché venga fatta luce su quella strage e di tutte
le “stranezze” che sono uscite fuori nel frattempo: Le “Amnesie” di Nicola
Mancino, il caso strano della presenza dei servizi segreti nel Castello di
Utiveggio, da cui qualcuno premette il telecomando che azionò l’autobomba, e
l’agenda rossa di Paolo Borsellino scomparsa insieme alla sua borsa, altro
mistero che non è stato mai del tutto chiarito..
Ultime dichiarazioni di Salvatore Borsellino, al corteo del
movimento delle “Agende Rosse”:
"Siamo prossimi a una svolta nelle indagini sulla
strage di via D'Amelio e ora, più che mai, dobbiamo stare attenti che le porte
blindate che ancora ci separano dalla verità non ci vengano chiuse in faccia
per l'ennesima volta".
"In un momento così delicato - ha aggiunto - non c'é
solo il rischio, ma la certezza che ci siano tentativi di depistaggio, alcuni
anche istituzionali. Mi riferisco alla protezione negata al pentito Gaspare
Spatuzza, che su via D'Amelio, con le sue dichiarazioni, ha aperto scenari
inquietanti. Non a caso si e' deciso di non ammetterlo al programma di
protezione''.
"E dannosa - ha continuato - per le indagini, che
tentano di fare chiarezza sui tanti misteri legati alla morte di mio fratello,
sarebbe anche la legge sulle intercettazioni, un provvedimento iniquo da
bocciare in toto''. Borsellino ha, infine, criticato ''il silenzio di quegli
esponenti delle istituzioni che solo a 18 anni dalla strage, hanno ricordato
particolari che, se fossero stati conosciuti prima, avrebbero potuto dare un
input diverso alle inchieste''.
Le manifestazioni che ogni anno vedono la presenza a Palermo
di centinaia se non migliaia di “agende rosse” testimoniano che ancora è
fortissima la voglia di conoscere la verità.
Salvatore Borsellino:
La procura di Caltanissetta stà indagando ancora. Sembra che
i magistrati stavolta vogliano davvero scoprire la verità o parte di essa.
Speriamo bene.
Paolo Borsellino disse:
“Quando sarò morto sarà stata la mafia ad ammazzarmi, ma non
sarà stata la mafia a volere la mia morte”
Anche Gioacchino Genchi si è occupato di questi misteri
Trenta anni di menzogne, di mezze verità, di depistaggi, di
intimidazioni, di rappresaglie, di ingiustizia palese.
Mettete
una cinquantina di persone a Punta Raisi in attesa dei parenti in arrivo
da Bologna con un volo Itavia
Mettete
che il volo non arriverà mai a destinazione, in quanto l’aereo “scomparirà”
dai radar tra Ponza e Ustica, alle ore 21:04 il pilota non risponde più al controllo aereo di
Roma
Nell’incidente
morirono 81 persone
Si
fecero all’inizio tutte le ipotesi possibili:
Cedimento
strutturale dell’aereo
Bomba
a bordo
Collisione
o quasi collisione con un altro aereo
Abbattimento
dell’aereo a causa di un missile.
A causa delle polemiche sull’ipotesi del
cedimento strutturale l’Itavia dopo pochi anni andò fallita Sulla base del
rapporto dei periti Usa Ntsb, che escludevano altre cause se non il
missile, il presidente dell'Itavia, la società
proprietaria del Dc9, sino allora messa sotto accusa per l'incidente,
scrisse una lettera al ministro Formica denunciando la campagna
denigratoria promossa dall'Alitalia contro la sua compagnia, ribadendo che
ad abbattere il Dc9 fu un missile. Per
tutta risposta la Procura della repubblica di Roma denunciò Davanzali per
diffusione di notizie false e tendenziose. Il 22 gennaio 1981 il ministro
Formica firmerà il decreto di revoca della concessione dei servizi di
trasporto aereo di linea affidati alla società Itavia.A distanza di tempo si può dire con
certezza che NON FU CEDIMENTO STRUTTURALE !!
Al
momento del fatto vi erano forti movimenti di aerei militari nei cieli
italiani, due portaerei stazionavano nel mediterraneo, una Francese, la
Clemenceau, una americana.
Alcune
tracce radar di aerei non civili
partivano dal mare (aerei militari decollati da una portaerei).
Due
F-24 del quarto stormo dell’aereonautica militare, reduci da un volo di
addestramento, in avvicinamento a Grosseto, alle 20:24 dello stesso giorno, avevano lanciato un
segnale di allarme (cod. 73, che voleva dire un allarme non del velivolo
steso ma un allarme generale), segnale confermato su richiesta del
controllo aereo militare e ripetuto per TRE VOLTE. Uno degli allievi
apparve visibilmente terrorizzato al ritorno del volo.
I
due piloti, Mario Naldini ed Ivo Nutarelli, morirono nell’incidente aereo
delle frecce tricolori a Ramstein il 28 agosto 1988.
Un
aereo libico precipitato fu
ritrovato a Castelsilano (Crotone). Le autorità cercaro di accreditare l’itpotesi
che l’aereo fosse caduto il 28 luglio, ovvero venti giorni dopo l’incidente
di Ustica, ma i referti di un medico legale furono incompatibili con
questa ipotesi. Alcune testimonianze di persone sul posto collegarono
invece i rapporti tra questo incidente e quello dell’Itavia.
Nonostante
molte “strane coincidenze” le autorità militari negarono sempre una
connessione tra i due fatti e spinsero sempre sull’ipotesi della “bomba a
bordo” per l’aereo dell’Itavia ( ipotesi molto fantasiosa dal momento che
l’aereo partì con due ore di ritardo mentre il volo durava circa un’ora
(come avevano potuto regolare i timers della bomba?)
Nei
quindici anni successivi a Ustica avvengono 13 morti sospette, in
maggioranza ufficiali e sottufficiali dell’aereonautica in
qualche maniera testimoni dei fatti in modo diretto o indiretto. Due
marescialli impiccati, il sindaco di Grosseto, che ebbe informazioni
relative agli allarmi aerei di cui sopra, altri militari morti a seguito
di incidenti stradali e omicidi.
Depistaggi
vari, cancellazione tracce radar, scomparsa di documenti militari
afferenti il giorno della strage, intimidazione di testimoni, uccisioni,
questo accadde negli anni successivi alla strage.
I
periti del Cnr che rilevarono tracce di esplosivo che poteva ricondurre solo all’ipotesi del missile
furono minacciati
A 28
anni dalla strage, la Procura di Roma ha riaperto le indagini, in base
alle dichiarazioni del presidente Cossiga, secondo il quale un missile
lanciato da un aereo militare francese (evidentemente partito dalla
portaerei Clemenceau, di stanza nel mediterraneo) aveva colpito per sbagli
l’aereo dell’Itavia invece di colpire il mig libico.
La
scatola nera ed altri resti furono ritrovati da una società incaricata, la
Infremer, francese, che
consegnò i reperti in tempi più lunghi del previsto. Si ipotizzò che
avessero prima controllato la scatola nera. Non si trovò o non fu fatto
trovare, nessun resto di missile.
Si potrebbero scrivere altre migliaia di
pagine sull’argomento, infatti molti i libri sull'argomento, l'ultimo è quello di Rosario Priore, che partecipò all'inchiesta giudiziaria, ma certo questa è una delle pagine peggiori della STORIA
DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
L’aereonautica italiana, per “presunte”
ragioni di stato, insieme ai servizi segreti, opera il più lungo e violento
DEPISTAGGIO, di tutta la nostra storia repubblicana. Le vittime? Gli 81
passeggeri ed equipaggio del volo IH870, i loro parenti, gli italiani tutti ed
anche molti componenti stessi dell’Aereonautica Italiana che furono minacciati,
“incidentati” o uccisi da questa vera e propria “mafia di Stato”
Quando si avrà una VERITA’ DI STATO
SU USTICA?
Questi alcuni interessanti link sull'argomento, in più su you tube trovate molti video
Ogni giorno si continua a morire sui posti di lavoro e sui cantieri. L'ultimo caso è avvenuto nella Centrale Enel a Torrevaldaliga (Civitavecchia) la vituperata centrale a carbone, che oltre a fare molte vittime tra gli abitanti delle zone circostanti (con le polveri sottili rilasciate nell'aria si aumentano i casi accertati di tumori nella popolazione), ogni tanto sale al dis-onore della cronaca per morti bianche.
Mi rimase impresso un paio di anni fa la morte di un operaio per la caduta di un tubo di ponteggio da 50 metri di altezza ed oggi avviene un caso diverso nelle modalità ma uguale nelle conseguenze finali (sembra sia saltata una valvola ed un getto mortale abbia investito un manutentore di una ditta esterna).
Occorre che le aziende siano attente alle normative sulla sicurezza e facciano sempre auna adeguata formazione ed informazione dei dipendenti. A questo proposito segnaliamo un sito interessante, in internet da poco, che si occupa di sicurezza, spiegando le leggi e offrendo consulenze (ad esempio la compilazione dei DVR, Documento Valutazione Rischi) e corsi sulla sicurezza su Roma e Lazio.--> Lavoro e sicurezza
L'unica Lista Civica veramente svincolata dai partiti tradizionali che si presenta alle prossime regionali 2010 nel Lazio
Corsi per lavoratori (RSPP,primo soccorso,antincendio,montaggio ponteggi,base edili e altri), Redazione del Documento di Valutazione Rischio, consulenze sulla Valutazione Rumore in cantiere ed altro
D.V.R. = Documento Valutazione Rischi D.V.R. : TUTTE LE AZIENDE CHE HANNO DIPENDENTI DEVONO FARE UNA VALUTAZIONE DEI RISCHI NELLA LORO AZIENDA. PER INFO TEL ALLO 06 87450591
Corsi 626 Tutti i corsi fondamentali per la sicurezza aziendale
Supportiamo Clementina Forleo
Corsi Pimus I corsi per montatori di ponteggio. Informazioni sulla modalità di svolgimento
Per una casa al centro.... a ceppaloni, in italia o in europa, ... qui è tutto un magna-magna)
Dove si affrontano temi legati alla professione, edilizia, sicurezza cantieri, altro...
Il giovane blogger è ancora in carcere. In Egitto non vi è una completà libertà di espressione. Noi appoggiamo le battaglie di Kareem!!
Corso montatori ponteggi Questi corsi saranno obbligatori tra breve per chiunque monti, smonti o modifichi il ponteggio. Inoltre per i preposti. Per info visitare il sito www.giamil.com o telefonare allo 0690024748
Studio di Ingegneria Progettazione ponteggi e strutture provvisorie, realizzazione POS e PIMUS, sicurezza nei cantieri, stime, collaudi, perizie CTU e CTP. Si organizzano inoltre corsi per montatori di ponteggi e preposti al montaggio che saranno presto obbligatori per legge. Per info tel allo 3395636468.
Scaffalature, arredo negozi, soppalchi, armadi metallici, coperture, tensostrutture, tribune, ponteggi,... Per info tel allo 0690086729
Questo blog non gestisce dati di nessun tipo e non raccoglie ed inserisce vostri dati in nessuna banca dati. Comunque mandare una Email per avere qualsiasi informazione
I vostri commenti..
Devono essere rispettosi delle opinioni altrui e non andare contro la legge nè offendere nessuno. Ogni abuso verrà segnalato alle autorità competenti, come ogni tentativo di diffamazione di terze persone. Verranno respinti i commenti che non seguono questi criteri.
Ognuno è il solo responsabile di quello che scrive, civilmente e penalmente e scarica da ogni responsabilità il titolare del blog il quale comunque appena possibile eliminerà tutti i commenti giudicati contrari alle normative vigenti. Purtroppo sono stato costretto da ripetuti commenti diffamatori verso terze persone ad attivare la moderazione degli annunci. Avrei preferito non farlo, ma non posso correre il rischio di accorgermi dopo parecchio tempo di un commento a rischio diffamazione.
Per il resto si accettano di buon grado opinioni divergenti, anzi opinioni diverse aiutano a capire meglio la realtà che ci circonda. Aspettiamo quindi un vostro contributo anche critico... basta argomentare le critiche e siete ben accetti!! Non spammate prego (ovvero non speditemi una valanga di commenti uguali o quasi) altrimenti i vostri commenti saranno tolti (e non lamentatevi poi....) Bisogna sapere usufruire nella maniera giusta della libertà di espressione!!
questo sito non è...
Un periodico giornalistico o una agenzia di stampa. Neanche un luogo dove si commercia o si fanno operazioni economiche. Talvolta il Blog si interessa a titolo meramente didattico e divulgativo di arte, musica o altre forme artistiche di comunicazione, senza alcun lucrarci alcunchè. In questo caso, eventuali fotografie o altro materiale esemplificativo, video, musica o altro, se protetto dai diritti d'autore, o verrà solamente linkato ad altro sito o riprodotto a bassa risoluzione.(secondo quanto prevede la nuova legge sui diritti d'autore).
Foto e disegni o sono di produzione propria o sono tratti tra quelli liberamente disponibili in rete. In caso aveste reclami in proposito potete comunicarceli. Agiremo di conseguenza.
Chi volesse utilizzare testi, foto o qualsiasi altra cosa tratta dal blog, lo può liberamente fare, con l'unica accortezza di citare la fonte. Griazie della cortese attenzione che ci avete dedicato!
Ultimi commenti