(NOTA BENE: la vignetta è "rubata" dal grande vignettista che ha il nome di Pietro Vanessi, mio amico di facebook)
Ma qual è il problema dell’Italia?
Voglio andare controcorrente e farmi qualche “nemico”
Mi chiedo, ma qual è il problema dell’Italia?
Risposta precedente al governo Monti: Berlusconi
Berlusconi è saltato e le cose continuano ad andare sempre peggio
La risposta di adesso è: Monti e le Banche.
Ma veramente pensate che il problema dell’Italia sia solamente quello di Monti e delle banche?
Magari fosse così semplice individuare le cause della pessima situazione italiana!
Mi pare che si continuino a confondere gli “effetti collaterali” con le “cause primarie”.
Partiamo dall’era Berlusconi. Berlusconi ha fatto scoppiare in tutta la sua grandezza il “bubbone” di una democrazia inesistente, basata su un potere derivante da una serie di conflitti di interesse. Di cui B. è un epigono, ma non l’unico. C’è un’intera classe politica, dopo tangentopoli, che è riuscita a fare peggio della peggiore classe politica craxiana del mangia-mangia generalizzato. C’è un interessante saggio di Piercamillo Davigo (sì proprio lui, Sostituto Procuratore di Milano all'epoca di Mani Pulite) e Grazia Mannozzi in cui si mostrano dati e statistiche che dicono, senza ombra di smentite, che la corruzione in italia, post-tangentopoli, e addirittura superiore a quella quando c’era tangentopoli. E’ questo uno dei CANCRI che si mangiano l’Italia.
Le Banche: le banche sono un problema , ma anche qui il problema è legato anche ai conflitti di interesse: I poteri forti ( i grandi capitalisti, costruttori, petrolieri ed altri grandi industriali) controllano le banche private. Le banche private controllano la Banca d’Italia,essendone azionisti, (che dovrebbe essere un ente pubblico ma non lo è o lo è solo parzialmente, visto che in pratica i suoi azionisti sono privati) che dovrebbe controllare le banche stesse. Insomma, un enorme pateracchio in cui c’è chi gioca con le carte truccate. Parlano di liberalizzare e di liberismo, ma in italia tutto questo , da sempre, ha favorito solo le grandi concentrazioni di capitale, con la mancanza di regole applicate antitrust e anti-conflitti di interesse. Praticamente scrivi liberalizzazioni-liberismo e leggi conflitti di interesse-monopoli.
Destra e sinistra giocano il teatrino, nel quale uno rappresenterebbe le classi più agiate e l’altro le classi meno agiate ed i lavoratori salariati. In realtà è solo un teatrino, in quanto le ricette, al dunque sono assai simili, e non è un caso che il governo Monti riesca tranquillamente a miscelare medicine tremontiane con purghe vischiane, senza che nessuno, sui vari fronti parlamentari, abbia qualcosa da obiettare. Il re è nudo, ed il governo Monti finisce l’operato già iniziato con i governi Prodi-D’Alema-Berlusconi.
Non parliamo dei sindacati, (finti) difensori dei lavoratori, che sarebbero interessati a tutelare solo i lavoratori della grande industrie, fregandosene bellamente di quelli che lavorano nel 90% delle imprese italiane, che sono imprese con meno di 10 dipendenti, in cui parallelamente rischiano il posto i dipendenti e rischia il fallimento il datore di lavoro. Dico “sarebbero” perchè in realtà oggi i sindacati mirano solo a tutelare i loro interessi di CASTA, fregandosene altamente di lavoratori e imprese.
La situazione del mondo del lavoro è radicalmente cambiata rispetto al passato. Aumentano vertiginosamente le “partite iva”, che spesso non sono altro che lavoratori “precarizzati” costretti ad aprire partita iva per continuare a svolgere la loro attività precaria. Seguiamo il nord europa per quanto riguarda la flessibilità del lavoro. Sì, ma ne nord europa 1.- perso il lavoro è facile trovarne un’altro (senza raccomandazioni) 2. ci sono dei meccanismi di tutela per i disoccupati che permettono di campare per un po’ di tempo prima di trovare un altro lavoro. 3. vengono valutate nella debita considerazione le capacità, la competenza e l’esperienza del lavoratore, premiando sia il giovane brillante che, con idee nuove si vuole inserire nel mondo del lavoro, sia la persona di età non più giovanissima che però ha una consolidata esperienza lavorativa. In Italia oggi giovani non vengono considerati e gli ultra quarantenni sono “bollati” senza appello come “vecchi”.
E poi la grande truffa delle pensioni: si prolungano le pensioni fino all’agonia del povero lavoratore e poi magari si continuano a dare “scivoli” a pioggia in certe situazioni di alcune aziende. L’INPS, per quanto riguarda il dare-avere strettamente pensionistico è in ATTIVO DA SEMPRE e lo sarà, così com’è strutturato il regime delle pensioni attuale, fino al 2050. Il problema è che la gestione INPS viene caricata da altre “uscite” che esulano dal campo previdenziale e che pesano sui numeri complessivi.
Potrei andare oltre, ma per il momento mi fermo qui..









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