Di quella data ricordo, oltre ad un'emozione grandissima che mi prende ancora oggi, a distanza di tanti anni, la notizia sconvolgente che ebbi quel giorno, le immagini da guerra delle macchine di Falcone e della scorta gettate a centinaia di metri di distanza, e poi le immagini dei funerali con i fischi ai politici ed alle maggiori istituzioni dello Stato, le parole commoventi di Rosaria Schifani,
la vedova di Vito Schifani, uno dei componenti della scorta. Ricordo il sorriso mite, intelligente ed arguto, come quello di un Siciliano Vero, di Giovanni Falcone, che sapeva benissimo i rischi che correva e ciononostante portò fino in fondo la sua battaglia contro la mafia. Ricordo il fatterello dei primi anni di carriera, quando si trovò di fronte come mafioso arrestato un suo vecchio compagno di scuola ma fu inflessibile di fronte ai tentativi di blandirlo da parte di questo. Giovanni Falcone mi manchi.


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