Il coraggio di Pistorius fà paura a molti?
Oscar Pistorius, un uomo coraggioso che ha un sogno: gareggiare alle olimpiadi con i normo-dotati anche se lui le gambe non ce l'ha più da quando aveva 11 anni.
Nato a Pretoria, Sud Africa, con una grave malformazione, privo di ambedue i talloni, gli furono amputate ambedue le gambe all'età di 11 anni. Nonostante questo grave handicap il ragazzo è un personaggio straordinario, capace di giocare a rugby, a pallanuoto, quindi scopre l'atletica. A 17 anni alle paraolimpiadi di Atene vince una medaglia di bronzo nei 200 e l'oro nei 100 metri. Adesso vorrebbe le olimpiadi per normodotati, ma la IAAF al 90% boccerà la sua richiesta. Come tutte le persone straordinariamente in gamba, dà fastidio a molti. I suoi colleghi disabili non vogliono che partecipi alle loro gare, è troppo più forte, ma la cosa incredibile è che la sua richiesta di partecipare alle olimpiadi dei normodotati ha scatenato mille polemiche e mille voci, soprattutto voci contrarie.
Invece Pistorius rappresenta la sfida del coraggio umano contro le avversità, ha seppellito il pietismo nei suoi confronti, ha eliminato carrozzelle, posti riservati per disabili, si è ripreso la vita con una grinta ed una forza invidiabili.
Pistorius è il simbolo del possibile riscatto per tutti quelli ceh vengono detti "disabili", la possibilità concreta di uscire da un odioso pietismo per affrontare la vita al 100%. Chi non lo vuole far gareggiare forse ha paura di far uscire i "disabili" dal loro ghetto. Non fosse mai che qualcuno di loro possa farcela da solo, possa far vedere di essere migliore di uno "normale"...
(ho messo questi termini tra parentesi perchè è certo che nel raffronto tra "disabili" e "normali" molto spesso quelli meno abili sono in realtà proprio i "normali" Pistorius è un grande esempio di ciò. Dicono che trarrebbe grandi vantaggi dalle protesi. A me paiono tutte scuse, create ad arte da un movimento sportivo che lo spirito decoubertiniano ha ormai ben poco.
EVVIVA PISTORIUS, FACCI SOGNARE!!!










la polemica su pistorius è a dir poco incredibile: definirlo avvantaggiato rispetto ai normodotati e pertanto non può gareggiare alle olimpiadi. Questo fa cadere ogni discorso di valorizzazione delle capacità dei soggetti che per loro sfortuna hanno subito delle menomazioni nella vita e che in qualche modo, soprattutto grazie alla loro volontà, (non certo grazie alla medicina o alla biotecnologia, o al sostegno delle persone che li circodano)riescono ad esordire in ambito sportivo e a far meglio degli atleti "normodotati" che a distanza di tempo risultano dopati, perchè senza l'ausilio di qualche sostanza non avrebbero raggiunto nessun primato.
Forse è ora di rivedere i regolamenti sportivi affinchè lo sport assuma aspetti educativi e non esclusivamente competitivi, dove la competizione è finalizzata al singolo e non alla crescita sociale e allo sviluppo di sentimenti di solidarietà, di collaborazione, allo sviluppo di nuove capacità nei soggetti siano essi normodotati o diversamente dotati.
Cosa significa essere normodotati? Qualche dibattito dovremmo aprirlo in merito
Scritto da: angela | 28/01/08 a 09:37