Auguri di fine anno
Un miglior anno a tutti!!
Speriamo bene!!
Salute, affetti e tranquillità economica a tutti!!
Sarebbe già tantissimo..
« novembre 2007 | Principale | gennaio 2008 »
Un miglior anno a tutti!!
Speriamo bene!!
Salute, affetti e tranquillità economica a tutti!!
Sarebbe già tantissimo..
Fine d'anno triste per la morte del settimo operaio della Thyssen, deceduto ieri a Torino.
Speriamo che in questa italietta dove gli interventi vengono fatti, se si fanno, solo dopo che avvengono le tragedie, si faccia piena luce sui fatti.
Inoltre, dopo le lacrime di coccodrillo di governo, politici, sindacati e chi più ne ha ne metta ci auguriamo che la lotta contro le morti bianche sia fatta seriamente.
E' una lotta senza quartiere che deve interessare molti ambiti che fino ad adesso sono non toccati.
Eccone alcuni:
- defiscalizzazione degli oneri per la sicurezza. Spesso gli imprenditori fanno fatica a stare in regola con tutti gli adempimenti. Il governo gli dia una mano;
- lotta senza quartiere al lavoro nero, all'evasione totale, anche di piccolo calibro, bastano quelli che fanno un doppio lavoro in nero per mettere in crisi molte aziende del settore che spendono tanti soldi per cercare di stare in regola.
- educazione per la sicurezza che parta dall'asilo e segua la vita dei cittadini. Perchè tra morti bianche, incidenti stradali ed incidenti domestici, le cifre dei morti sono superiori a quelle di qualsiasi guerra. Spesso una disattenzione o una leggerezza sono fatali e possono causare anche grossi disastri. E tutto ciò è intollerabile...
- aumentare la formazione per gli addetti dei settori più a rischio incidente;
- ispettori del lavoro qualificati, presenti nei cantieri non per arrotondare lo stipendio facendo anche qualche multa per mettersi la coscienza in pace, ma ispettori che vigilino veramente sulla sicurezza, ma senza essere troppo fiscali e dando una mano a chi vuole veramente mettersi in regola e punendo duramente i soliti "furbetti".
Questi sono lacuni punti ma ci sarebbe tanto altro da dire e da fare, soprattutto...
Tre grandi attori per un film che si presenta pomposamente. Si parla di guerra, Afganistan, di responsabilità personale di quello che bisogna fare per la propria nazione, ecc... ecc..
Tante, troppe chiacchiere.
Il senatore rappresentato da Cruise è un pallone gonfiato che vuole convincere la giornalista Meryl Streep sulla bontà delle sue nuove strategie sulla guerra in Afganistan. Nel contempo un bolso Redford, nella parte di un prof che vuole convincere un'allievo e due suoi ex-allievi che combattono in Afganistan.
Da una buona idea di partenza, il film si perde subito in diluvi di chiacchiere. Annullati i grandi attori. Beh, per Cruise, poco da dire, grande attore non lo è mai stato, al di là di una immeritata fama, e non lo è neanche in questo film, inespressivo e superfluo come al solito. Peccato per Meryl Streep, una delle migliori attrici al mondo, che qui si è fatta contagiare nella mediocrità generale.
Per quanto riguarda Robert Redford, un doppio fallimento. Incapace di portare a termine in modo degno un film che è tutto uno sbadiglio, non fà meglio nella veste di attore, e non bastano dei ritocchini al volto qui e là per ridargli la carica dei vecchi tempi. Anzi, la "tirata di rughe" gli rende una preoccupante inespressività alla Tom Cruise, il chè è tutto dire...
Consiglio: un film da evitare accuratamente, chissà forse sono meglio anche i "cinepanettoni".....
Bah..
Da poco il corpo di Benazir Bhutto è stato seppellito nella sua città natale, Garhi Khuda Bakhsh, a fianco del padre,Zulfikar Ali Bhutto, anche lui ex primo ministro e morto in circostanze tragiche.
Mi ricorda un pò il destino simile di Indira Gandhi, pur nella diversità delle storie personali e familiari.
Però in tutte e due i casi è come se un destino preciso avesse portato queste due donne in cima alla politica del proprio paese, sulle orme dei proprio padre, prima, passando poi per scandali ed accuse e finendo la propria vita per mano assassina.
La Bhutto sapeva abbastanza bene da quale parte venivano le minaccie ed era pervenuto il precedente attentato in ottobre che già aveva tentato di toglierla di mezzo.
In questo articolo scritto dalla stessa Bhutto dopo il primo attentato ci sono tutti i suoi sospetti e le sue paure.
http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/esteri/pakistan-1/assassini-bhutto/assassini-bhutto.html
Ciononostante aveva deciso di affrontare a viso aperto questi rischi e sapeva benissimo, l'aveva anche detto esplicitamente in dichiarazioni pubbliche, che stava rischiando la vita. Ma disse anche che "i terroristi possono uccidere le persone ma le loro idee sopravviveranno comunque".
Di lei rimane il ricordo di una bella donna, coraggiosa, forse non all'altezza dell'immane compito che si era prefissata, però una nobile figura in una parte del mondo dove molto spesso la politica è solo sinonimo di intrighi, intrallazzi, uccisioni e trabocchetti di vario tipo, in un paese che riesce ad essere un occulto finanziatore dei talebani ed allo stesso tempo il più importante alleato USA nella regione (incredibile ma vero!).
Questo un articolo di un giornale pakistano che ben esprime la situazione gravissima del paese:
E' stata la nostra "compagnia di bandiera" per molti decenni. Nata nel primo dopoguerra, 1946, negli anni '60 e '70 in particolare l'azienda era ai massimi livelli di prestigio internazionale e si espandeva sulle rotte di tutto il mondo. Alitalia era l'immagine dell'Italia migliore, quella del boom economico e del "made in italy", che viaggiava nel mondo.Con Alitalia si raggiungevano molte località lontanissime, esotiche e che sembravano irraggiungibili e la compagnia si distingueva per sicurezza, qualità del servizio, gentilezza del proprio personale.
Poi si è perso qualcosa, in parte con la deregulation delle compagnie americane che portò ad un brusco rodimensionamento degli margini, infine il terrorismo ed il caro petrolio diedero altri duri colpi all'Alitalia come ad altre compagnie. Senza gli aiuti di stato Alitalia da molti anni avrebbe fatto la fine di Swissair, altra prestigiosa compagnia di bandiera fallita nel 2001.
LA concorrenza interna di compagnie, come AirOne, che offrono tariffe per i voli interni che anni fà potevano considerarsi fantascenza, ha dato ad Alitalia il co0lpo di grazia. Alitalia non ha saputo adeguarsi alle nuove condizioni di mercato, pagando anche, come azienda a capitale pubblico ,il pesante costo di assunzioni per raccomandazioni politiche ed essendo diventata una pesante azienda parastatale, comandata dai sindacati e dai politici di turno, che l'hanno spolpata a dovere.
Oggi il bivio: AirOne o Air France.
Personalmente, trovo pretestuose tutte le piroette dei politici e sindacalisti per mantere Alitalia in mani Italiane. Non sono certo le cordate tra banche e gruppi di speculatori che posso portare in salvo Alitalia. Neanche AirOne può. Per due semplici motivi: - primo perchè i capitali a disposizione da spendere per il rilancio non sarebbero sufficienti e poi perchè c'è sempre bisogno la concorrenza per le linee interne onde evitare che ancora una volta siano gli utenti a pagarne le conseguenze.
Se AirOne acquistasse Alitalia si otterrebbe il risultato di vedere le tariffe dei voli interni schizzare verso l'alto per ovvia mancanza di concorrenza. Dovrebbe muoversi il garante della concorrenza, ma sappiamo benissimo che questo garante raramente si muove.....
Con Air France, certo c'è lo smacco di vedere passare Alitalia in mani francesi e però anche la garanzia di un'azienda seria, che sà il fatto suo e che potrebbe veramente rilanciare Alitalia. Inoltre un ingresso straniero, esente da pressioni politiche e sindacali, potrebbe rimetterwe un pò in ordine un'azienda che
dal punto di vista della gestione del personale è un gran casino.
Uccisa in Pakistan pochi minuti fà la principale candidata alle prossime elezioni, quella Benazir Bhutto
tornata in patria da poco nonostante le minaccie ricevute.
Già avevano provato ad ucciderla precedentemente, il 18 ottobre scorso, in un altro attentato molto simile a questo che ha ucciso oltre la Bhutto una quindicina di altri suoi sostenitori.
Muore una donna coraggiosa che aveva cercato fino all'ultimo di servire il proprio paese noncurante delle mille minaccie che giungevano non solo dai talebani ma anche da alcune parti governative. Lei stessa aveva accusato il generale Musharraf di non aver fatto tutto il possibile per difenderla da eventuali attentati. E purtroppo oggi è giunta puntuale la triste conferma che Benazir Bhutto aveva ragione.
Per il Pakistan e per tutta l'area si aprono scenare sempre più inquietanti, sparisce così il terzo incomodo tra la dittatura di Musharraf e le violenze dell'estremismo isalmico, quella soluzione modarata che forse poteva riportare una maggiore tranquillità in un paese ormai scosso da veri e propri segnali di guerra civile.
Questo è il filmato della scena appena dopo l'attentato con i primi commenti della CNN:
Non posso non parlare del "Caso Contrada", il "controverso" ex dirigente sisde, ex-poliziotto ed ex-questore, condannato in via definitiva il 25 gennaio 2006 per "collusione verso la mafia" (sintetizzando e semplificando le accuse).
Adesso Contrada è molto malato e c'è chi vorrebbe vederlo libero e magari graziato per motivi di salute.
Il personaggio: Bruno Contrada si è sempre dichiarato innocente per le accuse che provengono soprattutto dagli entourages di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Loro ed altri giudici non si fidavano di questo poliziotto che invece ricevette elogi da altri suoi colleghi (da Vincenzo Parisi al prefetto Boccia, da Jovine a Coronas).
Certo il clima nel mondo investigativo a Palermo ed in Sicilia negli anni 80 e primi anni 90 non era semplice. Molti poliziotti, questori e giudici furono uccisi dalla mafia in quel periodo, ricordiamo Giuseppe Montana, Ninni Cassarà, ma prima ancora Pietro Scaglione, Boris Giuliano, Cesare Terranova, Gaetano Costa, Alberto Dalla Chiesta, Alberto Ciaccio Montalto, Rocco Chinnici, per non parlare dopo delle stragi di Capaci e di via D'Amelio dove persero la vita Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
(questi solo gli omicidi più noti)
Ebbene, in questo clima, si fece sempre più strada l'ipotesi che qualcuno, una talpa, all'interno delle istituzioni, potesse aver avuto un ruolo importante di fiancheggiatore della mafia.
Terreno scivoloso questo, molto spesso i poliziotti si devono "sporcare le mani", avere qualche rapporto interno alla criminalità per fare certe indagini ed è facile anche calunniare da parte di pentiti disposti a fare qualsiasi ammissione negli interrogatori.
Comunque, non stà stà certo a me giudicare, si è passati attraverso tutte le fasi di giudizio, ci sono state due sentenze della cassazione, due processi d'appello ed alla fine ha prevalso la tesi della colpevolezza di Bruno Contrada.
Adesso i radicali, e non solo loro, spingono per una scarcerazione di Contrada per motivi di salute.
Beppe Grillo, dal suo Blog, tuona contro questa richiesta.
Il mio parere?
E' semplicemente che. per "gravissimi motivi di salute" chiunque possa lasciare il carcere, con adeguate garanzie per evitare che diventi "uccel di bosco". La decisione spetta ai giudici di sorveglianza, dopo accurati controlli.
La giustizia non deve mai assumere le caratteristiche di "vendetta"
Altra cosa invece sarebbe dare la grazia a chi è stato riconosciuto colpevole di tradire i suoi compiti istituzionali come ha fatto Contrada (secondo la giustizia italiana). Le vittime della mafia devono essere rispettate ed una grazia a Contrada sarebbe inammissibile.
Un divertentissimo video tratto da "Natale in casa Cupiello" del grande Eduardo....
Se il Bambinello dovesse rinascere, questa mezzanotte, in Campania, rinascerebbe tra le centinaia di roghi di immondizia che stanno facendo impazzire in queste ore i vigili del fuoco di tutta la Campania. Roghi che, lungi dal risolvere il problema rifiuti, producono DIOSSINA che si spande pericolosamente nell'aria.
Ricordate quando il vicerè Bassolino disse che l'Emergenza Rifiuti era terminata? Aveva ragione, l'"emergenza" è un fatto temporaneo, non duraturo, questo invece è un problema endemico per Napoli e la Campania. Con buona pace di una classe politica inetta quando non corrotta e collusa con la camorra.
Oggi tremila tonnellate di rifiuti giacciono per le strade di tutti centri cittadini della Campania., imepdendo addirittura in molti casi il traffico veicolare. E' un miracolo che non siano scoppiate ancora epidemie. Ma, ricordatevi, esiste un governo NAZIONALE ed i governi LOCALI che non hanno fatto NULLA DI CONCRETO PER RISOLVERE IL PROBLEMA. Le popolazioni campane, poi, si sono fatte abbindolare da capipopolo che approfittano del caos per fomentare disordini e bloccare ogni soluzione possibile. Risultato: la montagna di rifiuti cresce a vista d'occhio, la percentuale di raccolta differenziata, che potrebbe risolvere tutti i problemi in prospettiva, continua ad essere assente. nessuno vuole prendersi carico dei rifiuti ed i rifiuti restano per strada.
E pensare che c'è ancora gente in Italia, molti intellettuali alla moda e politici, che reclamano la ricomparsa del nucleare. Non riusciamo a risolvere i problemi legati alla "monnezza" ordinaria, vogliamo affrontare quelli delllo smaltimento di rifiuti radioattivi??
Ma questa è la nostra solita Italietta, dove non esiste un "teatrino" della politica e dell'informazione, ma solo un vero e proprio avanspettacolo di terza categoria.
Ma dove sono le maggiori autorità dello stato? Latitano come al solito, troppo prese a tagliare nastri o a parlare a destra e manca.....

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