Intervista a Monica Cardarelli (I parte)
In questo post vi è la prima parte dell'intervista realizzata via Email a Monica Cardarelli, autrice di "Parentesi di luna", libro fresco di stampa:
1) Il libro che più hai amato?
Mmm...uno solo? Sì, eh. Allora....'Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto' di Paulo Coelho.
2) I cinque libri che porteresti sulla luna?
Solo cinque? Penso che la mia permanenza sulla luna, una volta arrivata lì, sai col viaggio, il fuso orario....magari mi tratterrei un bel pò e quindi...se potessi....porterei:
* Il libro dell'inquietudine di Fernando Pessoa
* Sostiene Pereira di Antonio Tabucchi
* La passeggiata di Robert Walser
* Lettere a un giovane poeta di Rainer Maria Rilke
* La vita tranquilla di Marguerite Duras
...sono già 5?....in caso...aggiungerei.....
* Il cuore delle cose di Natsume Soseki
* Sogno di un uomo ridicolo di Dostoevskij
e...va bene mi fermo qua.
3) Il libro che ti ricorda la tua fanciullezza?
I ragazzi della Via Paal di Ferenc Molnar
4) L’autore che preferisci?
Antonio Tabucchi
5) Il libro che oggi stà sul tuo comodino?
Sul mio comodino ho: 'Pensieri, parole scritte, lunghi silenzi', il mio primo libro e 'Parentesi di luna'....ma...in genere leggo sprofondata nel divano quindi, al momento, ho sul tavolo di sala:
* Un cuore così bianco di Javier Marias
* Un'estate da sola di Elizabeth von Arnim
Sto leggendo entrambi, alternandone la lettura. Sono ambedue interessanti, avvincenti nella scrittura e così diversi fra loro.
6) In “Parentesi di luna” quanto c’è della tua ricerca delle radici?
In "Parentesi di luna" non c'è una mia ricerca delle radici ma ci sono tante sensazioni e stati d'animo vissuti in questi anni che si ritrovano nei vari personaggi, da Sofia a Sergio, indistintamente.
7) Un libro deve nutrire più la mente, l’anima o il cuore?
Un libro deve 'toccare'. Deve comunicare in un modo profondo e poiché penso che la persona sia un tutt'uno completo e armonico di mente, anima e cuore, trovo che un libro come altre espressioni artistiche, debba 'toccare' la persona nella sua completezza, a tutti i livelli, sia la mente, che l'anima e il cuore.
Poi, ciascuno di noi, a seconda del proprio essere, avrà più o meno sviluppate determinate corde quindi 'sentirà' per primo o attraverso la mente o attraverso l'anima o il cuore.
Ma un libro, secondo me, deve arrivare a tutti questi livelli.
8) E di queste tre parti, quale ti ha
stimolato di più a scrivere “Parentesi di luna”
L'immagine che mi ha ispirato a scrivere "Parentesi di luna" è stata: un sorriso in un campo di grano.
L'immagine di una ragazzina che correva in mezzo ad un campo di grano, in una valle. Questo il punto di partenza che poi si è concretizzato nel personaggio e nella storia di Sofia nella sua vallata.
Sicuramente quando inizio a scrivere, ed è stato così anche per "Parentesi di luna", seguo maggiormente il cuore e l'anima.
Poi però, con la mente razionalizzo il progetto, l'idea che voglio proporre. Così infatti ho pensato la struttura che volevo dare al libro.
A quel punto però, una volta che la mente organizza ciò che viene istintivamente dal cuore e dall'anima, a quel punto lascio che sia la storia a fluire e metto un po’ da parte la mente. Mi faccio spettatore e insieme regista di quello che sto creando in modo tale da non influire troppo razionalmente sulle storie dei personaggi e sui loro sentimenti ma allo stesso tempo in modo da poter intervenire e ricondurre tutto nel progetto.
9) Mi pare che in “Parentesi di luna” ci
sia un continuo rapporto tra natura ed emozioni, come se il paesaggio naturale rispecchiasse in
qualche modo l’emozioni che si vivono in quel momento. Parlacene.
Penso che la natura, quando la si sa ascoltare e vivere, sia la culla della nostra esistenza. Un po’ come stare nella pancia della mamma, al riparo, in un luogo protetto, ovattato. La natura è il nostro mondo in cui noi quotidianamente ci svegliamo, respiriamo e ci riaddormentiamo seguendo il corso del sole.
Trovo che l'essere umano quando è in armonia con se stesso, lo è anche nella natura e con la natura perchè riesce a prendere quel ritmo del tutto naturale, come il ritmo del respiro di cui nemmeno ci rendiamo conto tanto è naturale per noi.
Il sorgere del sole e della luna, il loro modo di scandire il trascorrere del tempo; fiori che si aprono all'alba e si richiudono al tramonto; il percorso delle onde del mare o delle acque dei ruscelli...questo ritmo estremamente naturale nel quale anche l'uomo è meravigliosamente inserito ma di cui, purtroppo non sempre, ne è consapevole.
Perciò quando l'uomo è consapevole di essere parte della natura, e non 'esterno' e 'estraneo' ad essa, anche le emozioni, gli stati d'animo e le sensazioni sono strettamente armonizzate con il ritmo naturale di tutto quello che ci circonda.
Proprio quando si è armoniosamente inseriti nel mondo, nella natura, allora si percepisce ancora di più su noi stessi l'influenza sulle nostre emozioni perchè ne facciamo parte.
In "Parentesi di luna" ho voluto mettere in risalto questo stretto rapporto fra emozioni e natura così come la sensazione di benessere che provano i due protagonisti, Sergio e Sofia, ricordando quando vivevano nella vallata di montagna o nel paese di mare; Sofia si rifugiava nel bosco, correva a perdifiato nella valle, passa del tempo a guardare il lago; Sergio si rifugia costantemente nel suo angolo di mare.
Sì, il trascorrere del tempo e delle stagioni, in "Parentesi di luna" narra l’alternarsi di emozioni strettamente legate ai cambiamenti naturali.











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