LIBERTA' DI ESPRESSIONE
Ritengo di dover pubblicare anche queste righe che riportano alcune di idee di Kareem sulla libertà di espressione. Le ho prese col copia incolla dal seguente sito, che ringrazio.
http://www.dalmondo.info/2007/03/dal-blog-di-kareem-amer.html
Dal blog di Kareem Amer
È stato tradotto in inglese dal Free Kareem Coalition.
Lunedì 11 settembre 2006
Non c’è altra divinità se non l’essere umano
È sensato parlare di “restrizioni” alla libertà? Questa domanda mi assale ogni volta che mi imbatto in presunti sostenitori del liberalismo in Medio Oriente e li sento contraddirsi per evitare di scontrarsi con il pensiero corrente, e raccogliere consensi senza prendere in alcun modo in considerazione il significato assoluto del principio cui si appellano. Principio che, ovviamente, contraddice i principi della società ed i valori che ha ereditato.
La libertà, per come l’ho imparata, l’ho capita, e per come la intendo, è la liberazione dell’essere umano da tutti gli orpelli che lo opprimono.
La schiavitù, che ne costituisce l’antitesi, rappresenta la sottomissione dell’essere umano a restrizioni poste con lo scopo di controllare lui e la sua vita. Dove vi sono restrizioni non vi è libertà, e dove vi è libertà, non vi sono restrizioni.
Tutto questo è evidente e non ha bisogno di prove pratiche, ed è illogico obiettare che devono essere presi in considerazione i valori della società o i credo religiosi. O prendiamo come nostro fine la libertà assoluta, oppure è meglio essere onesti con noi stessi ed ammettere di odiare e rifiutare la libertà, e di preferirle l’imposizione di regole e restrizioni.Il rifiuto di limitazioni alla libertà non significa che l’essere umano deve poter fare tutto ciò che è in suo potere fare. Se io sono forte, ciò non significa che devo essere libero di soggiogare chi è più debole.
Perché uno dei principi fondamentali, quando si parla di libertà, è non violare la libertà altrui; in questo modo la libertà acquista un significato, e non è semplicemente una giustificazione per le azioni di coloro che, con la forza, sottomettono altri.
La libertà, associata alla responsabilità, è un diritto per tutti gli esseri umani, senza alcuna distinzione, e per avere un quadro realistico di questo diritto, ogni singolo individuo deve rispettare la libertà altrui, e non limitarla.
È compito della legge organizzare questi aspetti, e fare in modo che ogni individuo non violi la libertà altrui nel nome della “libertà”.Il che ci porta ad un punto importante: la funzione fondamentale della legge è di organizzare le relazioni tra gli individui all’interno della società, e di proteggere la loro libertà dallo sfruttamento o dalla restrizione. I legislatori hanno quindi il diritto di imporre ad altri – alla libertà di altri esseri umani – limitazioni ulteriori, che non hanno nulla a che vedere con la necessità di evitare la violazione della libertà altrui?
Ad esempio: la legge può stabilire che è criminale un atto che non ha effetti al di fuori della vita privata di un uomo? Ed è ammissibile imporre per legge ai cittadini degli obblighi che, di fatto, limitano la loro libertà personale?
Credo che questi aspetti non rientrino negli scopi per i quali la legge è stata creata e, di conseguenza, questa può essere considerata una deviazione dal suo scopo originario, ossia la protezione della libertà degli individui. E così, da strumento di protezione della libertà individuale ne diventa una restrizione, senza alcun beneficio se non la sottomissione dell’individuo al bene di una nuova organizzazione sociale, che onora la legge più di quanto onori l’uomo (la divinità).L’essere umano viene prima della costituzione dell’organizzazione sociale, e la necessità di costituirsi in una società ha comportato la nascita della legge. E come si sa, una delle più importanti funzioni dell’organizzazione sociale è proteggere, con la legge, l’integrità dei diritti dei singoli individui.
Pertanto, è l’individuo –che precede la legge – che deve essere onorato e rispettato, e non la legge (che viene dopo), e che dovrebbe proteggere i diritti degli individui, non limitarli.Indipendentemente dal fatto che questa legge si basi sulle tradizioni, sulla religione, o su di un approccio positivista, non può in alcun caso dominare l’essere umano, e porsi come un fardello suo suoi desideri e sui suoi sogni.
Le leggi non sono altro che prescrizioni rigide e sorde, mentre l’essere umano è un insieme di emozioni vive che non possono essere sottomesse a questa sorda entità, e noi non abbiamo alcun diritto di soggiogarlo con queste prescrizioni.In sostanza, dobbiamo risalire alle origini e definire esattamente la funzione della legge nella nostra vita. E, prima ancora, dobbiamo convincere l’essere umano della sua “santità” come individuo, dobbiamo convincerlo che nulla può superarlo in importanza né può stargli davanti.
Ne consegue che la legge deve essere a servizio, a protezione e per l’organizzazione della sua vita.
Non può essere uno strumento di dominio al quale prostrarsi e rendere onori.
È sensato parlare di “restrizioni” alla libertà? Questa domanda mi assale ogni volta che mi imbatto in presunti sostenitori del liberalismo in Medio Oriente e li sento contraddirsi per evitare di scontrarsi con il pensiero corrente, e raccogliere consensi senza prendere in alcun modo in considerazione il significato assoluto del principio cui si appellano. Principio che, ovviamente, contraddice i principi della società ed i valori che ha ereditato.









Visto che tu mi ringrazi per aver tradotto il post di Kareem, io ringrazio te per aver mantenuto il link al mio sito. Non è scontato, credimi, ma è sicuramente corretto. ciao!
Scritto da: Giovanni B. | 22/05/07 a 17:13
Sai, probabilmente al di là di punti di vista apparentemente discordanti mi sembra che in fin dei conti diciamo la stessa cosa.
Quello che conta poi è "la filosofia spicciola", il buonsenso quotidiano, senza i quali qualsiasi impalcatura ideologica cade come un castello di carte.
Si, non si deve negare Dio perchè i suoi (presunti) rappresentanti sono indegni di lui, come non bisogna dare a l'uomo la facoltà di "sentirsi onnipotente" solo perchè Dio è in noi, come nel mondo ed in ogni cosa. E poi, il fatto di dire che la scintilla (potenziale) di Dio è in ogni uomo non significa nè negare la divinità e neanche credere che l'uomo sia onnipotente. Perchè Dio stà anche nel soffio del vento e nella goccia d'acqua. Che non brigano per conquistare il mondo come fà l'uomo però sono milioni di volte più potenti dell'uomo stesso.
l'uomo nasce dal fango e morendo diventa polvere
eheh
altro che Dio
Scritto da: alex | 17/04/07 a 19:53
Posso capire il tuo punto di vista, e rispetto assolutamente il tuo punto di vista; e liberta di espressione, assolutamente. Certo è che le guerre di religione in realtà è vero sono state fatte in nome di Dio o divinità, ma se ci pensiamo bene, è stato l'uomo a prendere l'iniziativa nel dire "facciamo la guerra in nome d Dio", come vedi il principale errore nasce dal desiderio interno dell'uomo, è sempre l'uomo la causa, di alcune malefatte. Dio non c'entra. Pertanto se l'uomo non si allontanava dai valori che Dio in principio aveva emanato non si sarebbe trovato a fare guerre o altro. Dio ci ha insegnato l'amore e mai a fare la guerra. Se uno non impara a fare la guerra nemmeno la fa. Perchè una cosa che non conosco non posso farla. Però il probmela principale è l'uomo che si è allontanato da Dio e non Dio dall'uomo. Anche se l'uomo dice di fare la guerra a nome di Dio, noi non dobbiamo perdere la fiducia in Dio, o ricercare altre strade, come credere che l'uomo sia una divinità, solo perchè Dio è stato rappresentato male sulla terra. Tutto qui. Dio è stato rappresentato male sulla terra, nel corso dei secoli. Ma lui non ha la colpa. Lui ha parlato, a noi adesso dobbiamo discernere per coprendere come oggi lui ci parla, e quando ci parla dobbiamo prestarlgi attenzione.
Scritto da: Nik | 16/04/07 a 07:51
No, questo lo pensa Kareem, giovane blogger egiziano che è in carcere da diversi mesi accusato di essere contro la "religione musulmana" e il presidente Mubarak.
Ma certo, è anche quello che penso io. Un pensiero "laico" forse.
L'uomo ha sertamente dentro di sè la scintilla della divinità. Spesso è finita in un angolino e non la ritrova più, ma che senso hanno gli sproloqui su Dio e sulle divinità, quando poi gli uomini non sono neanche in grado di rispettare il Dio che è dentro di noi?
In nome di "presunte divinità" si fanno guerre, si imprigionano e arrestano persone. In nome della religione in Italia, ad esempio, la religione cattolica, anzi l'autorità ecclesiastica, si arroga il diritto di dire chi è "buono" e chi è "cattivo". Quanto male si fà ogni giorno in nome di di un sbagliato modo di interpretare la religione!
Quando invece Cristo, Buddha, Maometto e tutti gli altri Grandi della storia dfell'umanità hanno sempre detto:
Il regno dei cieli è degli UOMINI DI BUONA VOLONTA'. Non contano le tessere, non conta l'appartenenza, sono altri i valori importanti.
Ottimo argomento, buono per il prossimo post!
Grazie comunque per il tuo valido contributo.
alex
Scritto da: alex | 14/04/07 a 23:21
Questo lo pensi tu. Chi pensa cosi tutto deve ruotare intorno all'uomo. Ecco perchè oggi, c'è orgoglio, prima vengo io e poi tu...ecc.... perchè c'è chi dice che oltre all'uomo non c'è altra divinità. Questo non può essere vero...
Scritto da: Nik | 14/04/07 a 21:48