Il dubbio di Giacometto: “A Ingegnè, ma la “escorte è ‘na machina o ‘na mignotta?”

Non faccio un passo fuori dal portone di casa che vengo letteralmente inseguito da Giacometto che mi soffia il suo atroce dubbio nelle mie orecchie: “A Ingegnè, ma la “escorte è ‘na machina o ‘na mignotta?” Me lo guardo e mi viene istintivamente da ridere, mentre lui tutto accalorato, con le orecchie rosse, insiste:

“Ma comè che er Berluscone sene và co ‘ste  regazzine escorte quanno  Garfagna aveva fatto la legge contro le prostitute? MA nunnc’è ‘na sorta de controsenso ner fatto che ‘sto gran fijo de ‘na bonadonna  se spassa colle donnine allegre mentre la legge le proibisce”

 

Ed io:

“Massì, la legge le proibisce, ma se uno le fa venire a casa non è a stessa cosa, ti pare? E poi Giacomè, sai come si dice no? A casa propria ognuno fa come meglio crede…”

E lascio Giacometto che sbuffa, come ispirato,  un’ultimo pensiero: “Ahhh, ho capito pecchè la sora Veronica l’ammollato!! Emmica è cossì stuppida la sciura! Solo nun capisco com’è che ji taliani  se faccino cojonà ancora da stò ‘mpunito!”

 

Lascio Giacometto alle sue elucubrazioni mentali. E sì. Ma la cosa più buffa è come è stato difeso dal suo avvocato Ghedini ed oggi da Libero, difese che sembrano degli autentici autogol. Ghedini, nella sua foga difensiva, l’ha chiamato “utilizzatore finale”, che riferito alle donne non è un proprio un bel termine. Invece “Libero” parla di un’italia più emancipata, e perché?, perché dalle statistiche la prostituzione è in aumento!!! Se pensiamo che per molto meno nei paesi anglossassoni ci rimettono poltrone e cariche, e Clinton per un rapporto orale non confessato ha avuto degli enormi problemi, ecco che una troppa confidenza con minorenni e prostitute  indurrebbe il più importante rappresentante del nostro paese ad atteggiamenti più rigorosi. Se avesse un po’ di dignità saremmo qui a parlare di dimissioni, ma il soggetto ne è completamente sprovvisto, quindi temo che tutto scoppierà come in una bolla di sapone. Salvo poi a riproporsi in maniera maggiore tutto assieme  quando il premier non potrà più contare sul lodo alfano.

Il governo Berlusconi finisce a puttane?

Puttane

Sì, il termine è un pò crudo, ma rende molto bene.

Domanda: chi è il più grosso nemico di Silvio Berlusconi?

 

Se pensate D’Alema, Franceschini o  finanche Di Pietro siete fuori strada. Il più grande nemico di S.B. è lui stesso, Silvio Berlusconi, il quale, nonostante potrebbe possa governare tranquillamente con una maggioranza blindata nei numeri, continua ad essere insidiato da piccanti rivelazioni su comportamenti che potrebbero non avere alcuna rilevanza penale, ai giudici l’ardua sentenza, ma che hanno una grande rilevanza etica e certamente squalificano l’uomo, oltre che il politico, visto che appartiene ad uno schieramento che mentre sbandiera ad ogni piè sospinto “valori” come “famiglia” e “moralità” troppo spesso vede i suoi maggiori rappresentanti invischiati in fatti legati a prostituzione, droga, festini ed orge di vario tipo.

 

Siamo tornati ai tempi di Craxi, quelli dei “nani e delle ballerine”, ma mentre Bettino fu investito dalla valanga tangentopoli, di cui era il principale, ma non l’unico, protagonista, qui i risvolti sono assai più pruriginosi.

Quello che il processo Mills non è riuscito a fare, cioè scalzare il cavaliere dalla sua poltrona, riusciranno a fare i vari “scandaletti” di “Papi” e “Noemi”, delle foto in sardegna ed ultima l’inchiesta della magistratura la quale, partendo da fatti riguardanti delle tangenti, è arrivata alle dichiarazioni  della bella attricetta barese ?

 

E comunque sembrano degli autentici autogol le dichiarazioni dell’avvocato di Berlusconi , Niccolò Ghedini, che chiama, al fine di sminuirne le responsabilità penali,  il suo illustre cliente nonché capo partito, un mero “utilizzatore finale” di donne, manco fossero attrezzi, automobili o beni di consumo qualsiasi…   Da questa frase di Ghedini si nota come venga considerato il pianeta femminile in questi “ambientini governativi”…

 

Nota finale: avevo scritto queste righe col programma “word” il quale tra le sue caratteristiche ha quella di “cambiare” le parole che per così dire, non gli “sconfiferano” con la grammatica. Ebbene mi sono ritrovato più volte cambiate le seguenti parole:

“scandaletti” diventano “scaldaletti”  !!!

“Berlusconi” diventa “Burlusconi” forse il programma si riferisce al termine “Burlesque” eheheh.

 

Purtroppo però quelle che stiamo vedendo non sono solo delle tragiche burlette visto che la crisi è fortissima e non “psicologica” come pretenderebbe il cavaliere, che molte scelte del governo sono folli (basti pensare al nucleare) e che, per ben sperare nelle sorti di questa povera italia, tocca fare il tifo per Veronica, per Patrizia D’Addario e per tutte le altre donne-oggetto del noto “Utilizzatore finale” Silvio Berlusconi……

Wafer al cioccolato - Spettacolo teatrale da non perdere!

Wafer-Locandina-maggio-20090002
L’opera si svolge in un possibile futuro dove, in una terra devastata, gli esseri umani superstiti cercano in un modo o in un altro di sopravvivere.
E’ territorio senza storia e senza ricordi in cui tutto è andato perduto…o quasi. In questo mondo ” il vecchio”, uno dei pochi in grado di ricordare, diventa merce preziosa.
Saranno proprio i barlumi di reminiscenze che ricondurranno gli uomini sul sentiero dalla civiltà.


Il lavoro proposto è un inno alla memoria attraverso rievocazioni di immagini…di suoni…di odori…di ricordi…come il ricordo della colla all’odore di mandorle che si usava a scuola da bambini.
E’ un invito a non smarrirci, a cercare di tenere vivi i nostri cuori ricordandoci di non dimenticare, di mantenere la nostra MEMORIA!
Antonella De Angelis

Attenzione:
gli orari degli spettacoli sono:
5 e 6 giugno : ore 21.00
7 e 8 giugno: : riposo
9-13 giugno : ore 21.00
14 giugno : ore 18.00
Scritto da Lucia Lasciarrea, con:
Fabrizio Rendina
Lino Pravato
Alessandro Lunetta
Sandra Cembalo
Antonio Rocco
Barbara Nocco
Giorgia Sciuscio
Regia di Antonella De Angelis

Questo male di vivere...

FuneraliEbraici-2

Stamattina sono andato ad una cerimonia di quelle che a cui preferiresti non andare mai. Un funerale, di un mio amico, ex collega ed anche vicino di casa, in Umbria.

 

Amico, mah, difficile dire se poi eravamo veramente amici, ci diciamo amici di tante persone ma con chi lo siamo veramente? Comunque, tragico questo appuntamento  con G.  come tragica è stata la sua fine. Suicidio. Così pare. Una vita passata a remare controcorrente, a sfidare il mondo e gli altri, nella incapacità di trovare il giusto equilibrio, quell’equilibrio così difficile da trovare…

 

Le parole sfumano di fronte a certi fatti, di fronte ad una persona in gamba che si arrende,  non  riuscendo a trovare la formula magica per continuare a vivere. Sia pure con un figlio di sette anni e mezzo, che  ricevuta la  notizia dalla madre ha detto laconicamente: me lo aspettavo.

 

Capita, talvolta, quando non ci si riesce a sintonizzare col mondo esterno, con gli altri e d anche con sé stessi, credo che ci capiti a tutti prima o poi!

Solo che qualcuno ha il dono della fede, e non parlo necessariamente di quella religiosa, ma la fede nella vita, nel mondo, del fluire universale che si sovrasta a tutti. Lui non aveva questo dono e non si è ritrovato niente e nessuno a cui aggrapparsi. Troppo orgoglioso e testone per accettare consigli, troppo debole per resistere alle ingiustizie della vita, troppo onesto per cercare scorciatoie disoneste.

 

Aveva rotto con molte persone, per quel suo carattere incostante, acuito dall’esaurimento, che lo faceva passare in poco tempo da  picchi di entusiasmo a picchi  di negatività nei confronti delle altre persone. Con me i rapporti erano rimasti buoni solo per il mio difetto di tendere a mantere le distanze di fronte a situazioni problematiche. E queste distanza hanno  permesso almeno di mantenere dei buoni rapporti  col passare degli anni ma mi hanno anche lasciato il dubbio che forse avrei potuto fare qualcosa di più per salvarlo dal suo destino infausto.

 

La cerimonia è stata molto semplice, il cerimoniale quello del funerale ebraico, essendo G. di famiglia israelita, anche se lui non praticava. I momenti più significativi, quando l’officiante ha cantato dei salmi  e delle preghiere camminando intorno alla bara con dietro il capofamiglia che lo seguiva passo passo. Hanno fatto parecchi giri, lentamente, intorno alla salma che era stata sistemata in un piccolo tempietto. Quindi  breve processione fino al luogo di sepoltura, ove la bara è stata calata con una serie di preghiere e con i parenti più stretti che prendevano ognuno una manciata di terra che gettavano sulla bara.

 

Forse tornando in cielo G. avrebbe gradito ascoltare per l’ultima vota una canzone di Claudio Baglioni, che lui amava tanto e che spesso cantava, armato di chitarra e di tanta passione.

 

Ciao G., ti auguro di ritrovare  nei campi celesti quella pace che in terra non sei riuscito a trovare!!

 

 

 

Luigi De Magistris ringrazia il popolo della rete

Video di De Magistris

23 Maggio 1992 : una data da non dimenticare!!

Di quella data ricordo, oltre ad un'emozione grandissima che mi prende ancora oggi, a distanza di tanti anni, la notizia sconvolgente che ebbi quel giorno, le immagini da guerra delle macchine di Falcone e della scorta gettate a centinaia di metri di distanza, e poi le immagini dei funerali con i fischi ai politici ed alle maggiori istituzioni dello Stato, le parole commoventi di Rosaria Schifani,


la vedova di Vito Schifani, uno dei componenti della scorta. Ricordo il sorriso mite, intelligente ed arguto, come quello di un Siciliano Vero, di Giovanni Falcone, che sapeva benissimo i rischi che correva e ciononostante portò fino in fondo la sua battaglia contro la mafia. Ricordo il fatterello dei primi anni di carriera, quando si trovò di fronte come mafioso arrestato un suo vecchio compagno di scuola ma fu inflessibile di fronte ai tentativi di blandirlo da parte di questo. Giovanni Falcone mi manchi.


Come rapportarsi con un passato "difficile"

L'amico Vincenzo Andraus mi manda queste righe, come sempre piene di grande umanità ed io ne voglio rendere partecipe chi segue il mio blog:

QUEL LUNGO E LENTO VIAGGIO DI RITORNO

 

Eva è una bambina dai grandi occhi sparati addosso al mondo, è una fotografia che non s’impolvera, un tempo che non finisce mai di stupire.

Eva è la risposta alle domande insolute, ai quesiti addormentati e messi da parte per non affrontare gli incroci, gli ostacoli che l’esistenza propone nelle scelte che arrivano, che avvertono delle precedenze, degli arresti, delle responsabilità da rispettare.

Eva è lì che ascolta il racconto di una storia vera, che serva a dedicare un pensiero di speranza a chi è all’inizio della strada, e per cominciare bene, bisogna non sentirsi mai soli.

C’è sempre un momento in cui anche il più ottuso degli uomini è costretto a lasciare sguarnito il proprio quadrato delle rigidità ostinate, scegliendo di essere interprete di una nuova attenzione, di abitare finalmente la responsabilità del proprio vissuto.

E’ possibile farlo nel silenzio costretto di una cella, nell’ascolto di una preghiera, nella fatica di una relazione importante, condividendo il cambiamento che aiuta a spostare i piedi e il cuore dall’angolo in cui spesso restiamo disabitati.

Come raccontare a una ragazzina e a qualche bullo inebetito dal proprio ruolo, che forse per cambiare la storia dovremmo condividere una responsabilità, quella di ammettere che gli artefici dei nostri guai, delle nostre sfortune, non sono gli altri, ma che “ l’unico vero problema sono io“.

Il passato non si cancella, non scompare, ma è possibile distanziarlo, e renderlo materia di riflessione, di interrogativi, persino quando la domanda incupisce, inquieta.

Ecco, proprio in questo frangente è necessario sottolineare l’importanza di non perdere contatto con noi stessi, e sapere sempre dove sono le persone che amiamo e che stimiamo, quelle che possono aiutarci a non fare scelte sbagliate, offrendo le proprie capacità per scardinare il piedistallo su cui poggiano il mito della forza, della prevaricazione, della violenza.

Quel giorno, una bambina mi è corsa vicino, mi ha toccato la mano, e facendomi scivolare dentro qualcosa, è fuggita via.

“Vince, io non so se gli uomini ti hanno perdonato, ma Gesù lo ha fatto ne sono sicura, e voglio dirti che anch’io ti ho perdonato”.

Per tanto tempo ho inseguito quelle righe minute, scritte con ordine e con garbo, per tanti anni mi hanno accompagnato nel lungo e lento viaggio di ritorno, quante volte mi sono chiesto se Eva in quell’attimo fuggente era stata sola con la sua penna, e se avrà ripensato alla facilità con cui si può perdere ogni cosa, la propria famiglia, la propria libertà, anche la propria dignità.

Quando penso a Eva, al suo insegnamento forte, mi viene in mente cosa ha detto un’altra grande donna, ferita nel profondo da un dolore indicibile: “ La Giustizia ha sempre da riparare, affinché non scompaia la disponibilità umana del perdono, ma perché ciò possa avvenire occorre riconoscere con consapevolezza i propri errori.

Gesù parlò al ladrone, è vero, ma con quello che ebbe il coraggio della dignità ritrovata, per chiederGli di poter abitare nel Suo regno”.

Il Santuario del Riciclo

Prendete un santuario di monaci buddisti in Thailandia
SantuarioInBottiglia5 apparentemente un normalissimo tempio come ce ne sono centinaia nel mondo....








... avvicinandosi un pò di più si nota invece qualcosa di particolare...












Sì, c'è qualcosa di particolare nel materiale costruttivo adoperato per la sua realizzazione,  ma visto da lontano non si capisce bene...

SantuarioInBottiglia1

Ebben, sì, lo si vede chiaramente nelle altre foto, questo santuario è stato costruito interamente con materiale di riciclo. In gran parte bottiglie, molte di quali relative a birre più o meno famose, di vari colori e formati, che ne compongono l'elemento più visibile.



Ma dato che per principio non si butta nulla, ecco che con i tappi si sono creati degli artistici mosaici.






SantuarioInBottiglia3











Molto suggestivo l'utilizzo delle bottiglie sfruttando sia il colore che la forma originarii.
SantuarioInBottiglia4













Queste foto hanno fatto il giro del mondo e dimostrano che riciclare si può e non solo, con un pò di fantasia si riesce a fare l'impensabile...

SantuarioInBottiglia2

Uhmmm, io la birra non la bevo, chissà se collezionando vasetti di youghurt riesco a farmi una bella veranda......

eheheh scherzo, ma quale migliore sponsor per la raccolta differenziata di un monastero buddista vero, reale, che funziona e le cui strutture sono lì, monumento ai posteri dell'ottimismo di un mondo che non butti via più nulla e riutilizzi tutto quanto,  nell'obiettivo, sempre più vicino, dei "RIFIUTI ZERO" di cui spesso ci ha parlato il Prof. Paul Connet??



Meditiamo e ragionaniamoci su mentre magari nel nostro comune qualcuno ci vuole convincere che la soluzione del problema dei rifiuti è quella di mettere un bel, si fà per dire, inceneritore inquinante (anche se gli cambiano nome,
gassificatore, termovalorizzatore o thor rimane sempre un impianto che inquina l'aria, emette nanopolveri e causa tumore alla gente)

L'olio di ricino scioglie la mente

LOCANDINA L'OLIO DI RICINO
   


Teatro Betti
Inizio:     sabato 4 aprile 2009 alle ore 21.00
Fine:            giovedì 9 aprile 2009 alle ore 21.00
Luogo:          Teatro Betti
Indirizzo:   Viale  delle Mura Aurelie 19
Telefono prenotazioni:     3389422029
E-mail:     lucialas48@hotmail.com

L'Ispettore Sciacquone è alle prese con un mistero. Una donna uccisa
sull'uscio di casa. Chi sarà il colpevole? Al pubblico l'ardua sentenza.
Questo spettacolo è scritto e diretto da Lucia Lasciarrea, con la
collaborazione di Daniela De Carmine (aiuto regia) e Natascia Trivini
(coreografie)
Un'ora e mezza di risate, musica, suspence, per uno spettacolo che esce
dai soliti canoni.
con, in ordine di apparizione:
Francesco Canto -> Sergente Cocozza
Alessandro Lunetta -> Ispettore Capo Sciacquone
Antonio Rocco -> Ispettore Vacchiano
Barbara Nocco -> Signorina Candida Acquasanta
Marcello Scirè -> Sig. Scacciaturchi
Maurizio Sinibaldi -> Don Blanquito
Tutti I giorni escluso il LUNEDI' DA SABATO 4 APRILE A GIOVEDI' 9
APRILE. Ore 21,00 (Domenica ore 17,30)
Buon divertimento e ciao a tutti

L'Inganno: l'inchiesta di "Report" sul nucleare

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-17f2ebfb-98a5-428f-8df2-d1634b60decc.html?p=0

L'ultima intervista di Gioacchino Genchi prima della perquisizione dei suoi uffici.

Cercano di intimidire, bloccare, perseguitare Gioacchino Genchi. La dimostrazione lampante che la mafia è un cancro ben inserito nello Stato e nelle Istituzioni. Il popolo della rete, composto da decine di migliaia di bloggers, ha da tempo dato il suo pieno appoggio a questo uomo coraggioso. In attesa degli sviluppi in seguito alla perquisizione del suo ufficio, ecco l'intervista che Gioacchino Genchi ha dato pochi giorni fà..

Indovina chi viene a pranzo?

Panoramica
Metti degli amici ex boyscout che si ritrovano dopo 35 anni. Metti che abbiano voglia di fare una piccola cosa socialmente utile. Metti l'amico Padre Franco che mette a disposizione un'ampia sala nei sotterranei della chiesa. 

Metti un'ottantina di meno fortunati, che faticano a sbarcare il lunario, qualcuno senza fissa dimora, tutti con difficoltà ad avere due pasti quotidiani al giorno per ogni giorno della settimana. Piatti

Ecco il risultato: un gioioso pranzo che ci ha visto assieme, circa un centinaio di persone in totale, a passare una domenica assieme, in allegria. .Abbraccio      

Certo, per le persone che hanno necessità di questo tipo, un pasto è una goccia nel mare dei bisogni, eppure può essere un segnale di speranza.

E per i più fortunati, la possibilità di vivere una giornata veramente diversa e rigenerarsi un pò...

n.d.r.:  le foto sono di ElviraEstroverso 

Il gassificatore di Malagrotta - Nuovo filmato

Ecco un nuovo filmato sul gassificatore di Malagrotta, un inceneritore che provoca seri danni ambientali ed è causa di un aumento dei casi di tumore per gli abitanti della zona circostante.

“ LA VIOLENZA NON CORRE ALL’ANGOLO DELLA PIETA’ ”

Ricevo questo articolo dall'amico Andraus e lo pubblico volentieri

Violenza

Ricordo un paese del nord, un campo sportivo, tanti ragazzini rincorrere un pallone, scalciare e gridare.

A scuola, in classe, per la strada, le solite voci, sempre quelle, come i volti e le mani additare, “ecco arriva il terrone, eccolo è  arrivato”.

Un giorno dopo l’altro, dalle elementari, alle medie, a rimbombare nella testa quella parola “terrone”.

Uno sgambetto, un goal annullato, un dribbling di troppo, e quel ragazzino per terra, sempre sotto, schiacciato dal peso e dalle manate dei compagni, finchè un giorno accadde qualcosa di imprevisto: “ il terrone “ fece una scoperta inaspettata, un incontro che mutò la sua esistenza, tracciò la sua storia e purtroppo quella di tante altre persone.

Mentre la squadra compatta avanzava verso l’obiettivo da atterrare, il terrone afferrò una pietra ai bordi del campetto, senza pensarci due volte, la calò con forza sulla testa del primo ragazzino che gli stava venendo addosso.

Il plotone d’assalto si arrestò, le urla cessarono, da quel giorno non ci furono più sberleffi, minacce, offese, né in campo, né in paese, il ragazzino era diventato il pericolo da rispettare, quel gesto aveva trasformato l’ambiente e le persone, a 13 anni era diventato un “protagonista”.

Così fù con tutte le tragedie che seguirono.

Rammento bene quella rappresentazione adolescenziale, non ci fu apprendistato per il terrone, la discesa al dirupo fu istantanea.

A tanti anni di distanza il mondo si è capovolto, è andato in testa e coda, si è rinnovato, eppure persistono ancora le identiche dinamiche e pratiche conflittuali, violenze e indifferenze, come se la storia fosse una comparsa anonima che replica se stessa, senza un passato e un presente che collaborano e convivono per disegnare una forma accettabile di futuro.

La violenza non fa passi indietro, non si piega alla ritirata, non corre all’angolo della pietà. L’attualità sconvolge i cuori e la ragione, giovanissimi che violentano una compagna di banco, bulli che rapinano e stendono a terra i coetanei impauriti, piccoli devianti che bruciano e lacerano nel tentativo di asservire al loro vuoto esistenziale il più debole e indifeso.

La società imbarbarita e abbruttita non ha più capacità educative autorevoli per mettersi a mezzo a una fraintesa adrenalina derivante dal sangue, dal dolore, dalla morte.

Ogni giorno il livello di scontro culturale è in aumento, non ci sono più regole, solamente territori da conquistare, a caccia di prede ignare da impallinare “per vedere l’effetto che fa”.

A tu per tu con la violenza, da quella dei resoconti di ieri e di oggi, che diventano una regia ben orchestrata per quella violenza che sarà senz’altro domani, è una violenza che spesso non incoglie inaspettatamente, è una violenza sottopelle, c’è, è lì, inebetita dalle immagini, dalle sequenze, dai suoni che la accompagnano: i video, i film, internet, la tv, sparano e ripropongono la botta alla nuca come una malvagità attraente, il colpo finale come una metafora soddisfacente, la carne a brandelli come una sintesi del vivere quotidiano più normale.

La violenza è sempre prodroma di sciagure e devastazioni, soprattutto tra i più giovani, quelli che non sanno o vogliono contare fino a dieci, quelli del  tutto e subito, quelli che usano il sasso invece della pazienza  e della capacità di chiedere aiuto agli altri, perché ci hanno insegnato a non fidarci di nessuno, a pensare illusoriamente a salvarci da soli.

Se ripenso a quel ragazzino, a quella pietra, alla scoperta della violenza, mi viene in mente come a volte il passo sia breve per passare da un comportamento bullistico a quello deviante, entrare a fare parte della sequela degli abbandoni, delle visioni unidimensionali, dei deliri di onnipotenza.

Le contraddizioni della giustizia in Italia

Non voglio parlare oggi della lentezza della giustizia né delle protezioni del potere poltico ed istituzionale verso la Casta, né degli insabbiamenti delle inchieste scomode.

 

Voglio parlare di certezza della pena e dei  diritti civili degli imputati. Tema scottante, oggi come ieri. L’Italia è un paese strano. Dove uno spacciatore preso per la quinta volta con le mani nel sacco esce dal carcere dopo un mese, o una settimana e magari dopo anni risulta ancora incensurato e contemporaneamente avvengono casi come quello dei due rumeni della stupro della Cafferella o quelli dello stupro di Guidonia.

 

Quelli della Caffarella, dopo essere stati sbattuti come mostri in prima pagina per giorni e giorni, dopo che hanno subito “pressioni di vario tipo” (eufemismo) nei posti dove erano trattenuti, dopo che gli inquirenti si erano detti sicuri di aver trovato i colpevoli, ecco che, la prova principe che li avrebbe inchiodati al 100%, quella del DNA, li ha invece “clamorosamente” scagionati. Che dire.

 

E’ un film già visto. Quando avvengono dei crimini particolarmente odiosi o comunque reputati tali dalla popolazione, o quando le forze dell’ordine sono colpite nel vivo in qualche maniera o quando bisogna combattere una particolare “emergenza” criminale.

 

 Certo questi ultimi due esempi di stupro erano degli episodi bestiali, gravissimi, sembra che i violentatori avessero usato un comportamento particolarmente “bestiale” nei confronti delle vittime. Però, però, io mi chiedo. E’ giusto che, sulla spinta emozionale di una richiesta di soluzione rapida dei casi, sia da parte della gente comune che dei politici, alla ricerca di consenso, si decida di “andare per le spicce”, usando metodi che gli inquirenti sono soliti usare in questi casi e che dovrebbero essere SEMPRE proibiti, ovvero pressioni psicologiche e fisiche, in altre parole: torture. Questo è quanto si evince dall’interpellanza di Rita Bernardini, parlamentare radicale, che parla di  alcuni dei sospettati tenuti dei giorni interi completamente spogliati in piedi davanti ad un muro e costretti a subire ripetutamente delle docce gelate. (e questo sarebbe avvenuto nella civilissima italia, non in un paese sperduto in africa o sudamerica.

 

Si ottengono delle confessioni, a che prezzo e con che  risultati? Che molto probabilmente gli indagati della Caffarella dovranno essere scarcerati con tante scuse. Non vogliamo entrare nel merito della vicenda in questione, che siano colpevoli o innocenti è ancora tutto da dimostrare, quello che è grave è  il fatto di far sospendere  il godimento di diritti civili a persone accusate di crimini  sia pure orrendi. E’ un sistema sbagliato, chiunque, per sbaglio, potrebbe entrare nel meccanismo infernale come “sicuro colpevole” per uscirne magari completamente assolto dopo pochi giorni o anni. Vedi caso Tortora o altri.

AbuGhraibTortura 

 -> la foto riguarda le torture di AbuGhraib

 

Non credo che le disfunzioni della giustizia, che  spesso libera delinquenti incalliti con troppa facilità, debba autorizzare l’utilizzo di sistemi  da Cile di Pinochet o da regime Castrista Cubano. Neanche contro i il più abietto dei criminali. Nessuno tocchi Caino. Ed il reato di tortura deve essere contemplato  nella legislazione Italiana. Sembra incredibile, ma l’ordinamento italiano ancora non prevede questo reato!

Intervista a Gioacchino Genchi: da vedere con attenzione

Gioacchino Genchi: un uomo coraggioso che sfida il potere in Italia. L'uomo che ha collaborato con Giovanni Falcone, con Paolo Borsellino, con Luigi De Magistris. Che oggi viene attaccato dai potenti delle istituzioni che si sono sentiti minacciati dal suo lavoro oscuro e utile per le procure di mezza Italia, come consulente. Ho avuto modo di conoscerlo casualmente circa un mesetto fà e mi ricordo una persona gioviale, in gamba, ma la cosa incredibile è che uno che ha il coraggio di dire e fare quello che fà con una semplicità, una chiarezza disarmanti. Il potere lo farebbe a pezzi, se potesse, lo stanno attaccando da tutte le parti eppure è inattaccabile, perchè è un uomo onesto che fà il suo lavoro. In un mondo di guano qual'è il mondo politico-istituzionale oggi, con intrecci politico-affaristici che se venissero integralmente alla luce salverebbero pochissime persone. Forza Gioacchino, siamo tutti con te, e siamo fieri che sei italiano e poi che sei mio concittadino di nascita. Meno male la Sicilia nion partorisce solo mostri (Riina, Provenzano Santapaola ed i loro politici di riferimento) ma anche Falcone, Borsellino, Genchi e tanti altri, oggi magari dimenticati. Ma noi siamo con te e finchè ci sarà visibilità non potranno farti nulla!!

Nucleare in Italia. Alcune considerazioni

Le ultime notizie dell'accordo Italia-Francia riguardoo al nucleare ci inducono in alcune considerazione:
- 1 i costi dell'operazione non li conosce nessuno, tantomeno mr. B. e il sig. Bruni-Sarcosì. SAppiamo che i costi futuri della dismissione degli impianti  e della conservazione delle scorie sono costi mai considerati, costi che lasciamo alle prossime generazioni come regaluccio futuro... per molti anni visto che queste scorie mantengono la loro radiaottività  per migliaia di anni.
Sulle questione scorie in Italia..

- 2 Con le enormi cifre che si prevede  di spendere per queste centrali si potrebbe lanciare uno straordinario progetto per rilanciare le energie rinnovabili, di cui tutti parlano ma che, se non si aiuta anche economicamente, lo sviluppo della tecnologia, rimangono sempre sulla carta perchè "troppo costose". Basterebbe investire un decimo di quanto previsto sul nucleare per fare cose strabilianti. Tanto per dire, ho letto di un brevetto di un'aziende specializzata nella stampa di cartamoneta in grado di produrre pannelli solari finissimi che possono essere montati in modo semplicissimo.
nanosolar
sito nanosolar

Pensate che attualmente di sono migliaia di brevetti riguardo al solare, l'eolico, l'utilizzo delle maree, la geotermia, la trasformazione in metano di deiezioni varie, ecc.. ecc.. Se un governo serio volesse veramente pensare al furturo energetico del suo paese, a mio avviso dovrebbe fare:
- forti investimenti sul risparmio energetico ( e si ritroverebbe a recuperare almeno un 30% di energia)
- puntare su alcune tecnologie e brevetti per lo sfruttamento delle rinnovabili. Con cifre inferiori ad un decimo di quenato spenderebbero con le centrali nucleari si potrebbero avere in un futuro prossimo una miriade di piccolli impianti, da energia rinnovabile, impiantati localmente sul territorio. Questo significherebbe l' ELIMINAZIONE DEI MEGAIMPIANTI, causa di forte   INQUINAMENTO. Inoltre con le rinnovabili non dovremmo  più chiedere il petrolio dai paesi arabi, il gas dalla Russia, l'uranio da qualche altro paese. Saremmo liberi di utilizzare energia senza dipendere da nessuno. Infatti questo è l'altro aspetto assurdo della scelta nucleare di questo governo, legarsi mani e piedi con la Francia, come in passato ci siamo legati mani e piedi con la Russia per il gas. PAssiamo da un errore ad un'altro.... Che vergogna. E questo mentre Obama ha rilanciato uno sviluppo basato sulla "green economy"...

Travaglio, Clementina Forleo in diretta

Streaming live video by Ustream

Ma 'sto feisbuc, ingegnè, lei che c'inciucia, chedd'è veramente?

What's facebook E' quello che mi ha chiesto Giacometto.
Ieri pomeriggio mi ha aspettato fuori dal portone e come mi ha visto, mi ha soffiato questa domanda in un orecchio. Si vedeva che era incuriosito, suo nipote gli aveva spiegato qualcosa e adesso mi chiedeva spiegazioni.
Inizio a rispondergli  con fare misterioso... Feisbuc è un "socialnetwork", gli sussurro a mia volta, e prima che possa dire altro, lui mi mugghia, un pò spazientito, "ah ingegnè, parli come magni, sà, nun facci er difficile, nun se n'approfitti checc'io la seconda media", poi si calma, e con fare cospiratorio, a bassa voce, per non farsi sentire: "me facci capì mejio 'sta storia, me interessa, ciò Agata che me stà sempre incollata ar piccì e m'ha parlato de 'sto feisboc, m'ha spiegato quarcosa ma nun ciò capito 'na mazza,jo detto,sì,s',cara ma adesso m'antorcino tutto drentro, perchè ho capito solo che quella 'sta a rimorchià gente sur piccì e io trampò rimango becco..."
Ahh, ecco da dove viene tutto l'interesse di Giacometto sull'argomento. Lo dovrei conoscere bene, ormai il mio pollo... E' la persona più concreta che esista al mondo e se è interessato a qualcosa, ci deve essere sempre un qualcosa di pratico dietro. Insomma, gli rispondo, cerco di tranquillizzarlo, gli consiglio ad iscriversi anche lui, così si rende conto di come funziona e si tranquillizza un pò, almeno così spero.

Ma in realtà, tornando a casa, me lo chiedo anch'io, ma cos'è veramente questo feisboc?

E' un mare magnum di conoscenza, un ottimo mezzo per comunicare con gli altri e fare nuove conoscenze, propagandare eventi e conoscerne di nuovi, insomma una rete di conoscenze svariate e molteplici. L'unica cosa di cui stare attento è che in questo mare magnum non mancano persone che si spacciano per altre persone (una specie di furto di personalità), gruppi fantasma con finalità non chiare, inneggiamenti a mafiosi o delinquenti, pubblicità nascosta tra gruppi, messaggini ed eventi che spesso nascondono solo la volontà di propagandare un'attività commerciale.

Morale? Feisboc è uno strumento da utilizzare con parsimonia, con attenzione, vagliando, scegliendo, cassando, bannando, leggendo, informandosi. Uno strumento estremamente utile se lo si utilizza con cautela ed intelligenza, pernicioso se ci si perde nelle mille cose inutili di cui pure è costituito (giochini, quizzini, gruppi inutili, ecc..ecc..). Basta che ognuno segua le sue preferenze e cassi tutto iil resto ed il gioco è fatto. Sembra anche che sia lo strumento moderno dei ladri di appartamento che possono "puntare" le loro vittime sapendo quando escono, dove vanno, e quanto tempo stanno fuori di casa... La privacy si annulla con feiboc, quindi feisbucchiamo pure maaa, "in campana", amici!

Il CSM sbugiardato dal tribunale del riesame di Salerno...

Le argomentazioni del tribunale del riesame di Salerno smentiscono completamente le conclusioni del CSM che hanno provocato gravi provvedimenti punitivi al Dott. Apicella ed alla Dott.ssa Di Nuzzo.
Lascio chi è più addentro alle cose di giustizia di spiegare bene come sono andate le cose, e per chi vuole approfondire, ci sono anche i link con le due sentenze.

Dico solo che, se l'hanno fatta così sporca, vuol dire che hanno difeso qualcuno mooolto importante. Vi lascio indovinare i nomi di queste persone così importanti, tanto , con un piccolo sforzo, non è poi così difficile indovinare, basta rileggersi la storia di queste indagini....

L'insabbiamento continua........ e chi si oppone viene "eliminato".....

Toghe Lucane

Ciao Eluana!

Eluana ci ha lasciato. La saluto con affetto ed il mio pensiero và al Papà Beppino, al suo coraggio civile, alla sua grande umanità. La dignità con cui Beppino ha affrontato questa via crucis è esemplare. Lo abbraccio con affetto. Speriamo che il governo ed il parlamento rispettino la civilissima e laica libertà di lasciare ad ognuno il diritto di morire con dignità di fronte al rischio di esagerati accanimenti terapeutici, come è accaduto con Eluana. Grazie Beppino, che hai preferito ad affrontare la tua battaglia allo scoperto senza nascondersi, affrontando mille nemici e mille contrarietà.

Sacconi. il governo ed il caso Englaro: il massimo della demagogia!

Sacconi La deriva demagogica  e fondamentalista di un governo che dovrebbe essere guidato da un "popolo della libertà" e liberali e socialisti, ahimè alla " Sacconi ", stà raggiungendo dei livelli incredibili.

Questo Sacconi, ministro da riporto, come è chiaro in un governo Berlusconiano, non sà più che pesci prendere sul caso Englaro, visto che anche la procura di Udine non può che avvallare le decisioni già prese precedentemente da più gradi di giudizio, compresa la cassazione. Ebbene, Sacconi manda addirittura ì NAS contro la clinica in cui adesso è ricoverata la povera Eluana, nel vano tentativo di fermare il corso degli eventi (che dura da più di una decina di anni senza che ai politici gliene sia mai  fregato nulla, come dice giustamente papà Beppino).

Una gazzarra indegna di un paese civile, con Berlusconi che si riscopre ipercattolico osservante dopo essere stato un divorziato nonchè avendo la moglie in passato praticato l'aborto a fine terapeutico... Questo per dire da che pulpito si predica...

LA Chiesa ordina e lo stato italiano ubbidisce. Questa è la realtà. L'accettino i tanti "liberali" che hanno votato il PDL pensando di votare uno schieramento liberale e che si ritrovano invece l'inizio di un regime dittatoriale vero e proprio, dove le sentenze della magistratura vengono disattese e piegate alle logiche del governo. Neanche il fascismo arrivò a tanto...

In quanto al riportato ministro  Sacconi, come dimenticare il suo enorme "conflitto di interessi", lui ministro del Welfare e della Salute e la moglie direttore della Federfarma. Praticamente per deliberare sui prezzi dei farmaci  fanno le riunioni in famiglia. Che vergogna!

Ci sarebbe tanto altro da dire, visto il susseguirsi di dichiarazioni farneticanti e deliranti da parte del governo e di tanti politici, anche della presunta opposizione! Una voce fuori dal coro,  apprezzabilissima, è quella del Presidente della Camera che, con toni lievi, dà la massima solidarietà a Beppino Englaro e dice di non avere nessuna certezza in questa vicenda. Non saprei se questa posizione è mero frutto di calcolo o sia veramente frutto di una opinione vera, comunque è una delle pochissime posizioni serie dei politici di maggioranza. A Capezzone gli deve essere invece preso un coccolone perchè non parla più. Probabilmente anche per un disinvolto come lui gli ultimi accadimenti sono troppo!

Invito tutti ad aprire gli occhi perchè le ultime vicende esprimono chiaramente la nascita di un regime autoritario in Italia che potrebbe portare ad una vera dittatura. I sintomi ci sono tutti!!
Meditate gente, meditate!!

Un font per risparmiare inchiostro

Ecofont Vuoi risparmiare inchiostro? fai come faccio io,
usa il font pranq eco sans. Stampando un documento in cui si è usato questo font si risparmia un bel pò di inchiostro.
Scaricarlo non costa nulla, ecco il link:
Sito Ecofont

Una volta scaricato il font incollalo dentro la cartella dei font di windows ed infine sceglilo  come font di default in tutti i programmi di editing o office che si utilizzano (excel, word, openoffice, gestore di posta elettronica, persino autocad...) Risparmiare l'inchiostro della stampante fà bene alle nostre tasche ed all'ambiente! Ricorda inoltre di non sprecare carta, ricicla i fogli di carta stampati da una parte come carta di appunti ed infine getta la carta negli appositi contenitori della differenziata.

Ciao Giuseppe!! Sei stato ucciso due volte: prima dai perbenisti e poi...

GiuseppeGatì

Giuseppe Gatì. E' Il ragazzo che contestò Sgarbi durante una manifestazione pubblica dandogli del pregiudicato (Sgarbi infatti è stato condannato con condanna passata in giudicato). Un ragazzo coraggioso, che con la sua impresa volle dare uno scossone alla insonnolita società siciliana, dove spesso la mafia si connette con personaggi equivoci ma popolari, dove la politica parla di tutto, si fà "creativa", vedi il caso del comune dove Sgarbi è sindaco, ma troppo poco o nulla fà  per combattere veramente la mafia. Questa azione fu condannata dai soliti perbenisti grazie ai quali malapolitica e mafia possono ancora farla da padrone in Sicilia e non solo. I palazzi che contano sono ancora pieni di fiancheggiatori della mafia.
E' stato ucciso fulminato da una scarica elettrica nell'azienda del padre. Disgrazia, dicono le prime notizie. Strano, che questo ragazzo che proprio pochissimi giorni fà si era messo contro i poteri forti, abbia avuto un incidente così insolito. A pensar male spesso si ha ragione. Ed io penso male, malissimo. E mi chiedo: era suo compito usuale quello di aprire quel rubinetto?  Non potrebbe essere un omicidio premeditato? Che ci vuole a far passare la corrente lì dove non dovrebbe passare? Un gioco da ragazzi, volendo.
Mi auguro che un giudice indaghi sulle reali cause della morte del giovane.
Intanto salutiamo Giuseppe, che rimane uno dei tanti sconosciuti "eroi" del nostro tempo, che non ha avuto la possibilità di portare avanti i suoi progetti. Ciao Giuseppe, ci mancherà tantissimo uno come te, col tuo coraggio, con la tua voglia di cambiare!

P.s.: Il suo blog è stato infestato da spamming per impedire che potessero essi messi altri commenti. Uno schifo nello schifo!

Il blog di Giuseppe Gatì è il seguente:

La mia terra la difendo

Mercoledì prossimo 28 Gennaio tutti a P.za Farnese a Roma contro la CASTA!

Bene! Ecco un ottima occasione per far sentire la voce dei cittadini onesti a fianco di chi combatte le cause della legalità in Italia, affinchè il nostro paese non diventi in tutto  e per tutto una "repubblica delle banane", e,ahimè, siamo sulla buona strada...

La manifestazione è organizzata dall'associazione familiari vittime della mafia, presieduta da Sonia Alfano e vede la partecipazione tantissimi movimenti che lottano da anni per la legalità, non ultimi varie associazioni di amici di Beppe Grillo di tutta Italia.

L'orario è dalle 9,00 alle 14,00.

In questa occasione ci sarà modo di dare solidarietà ai magistrati di Salerno, ingiustamente perseguitati da questo regime, a De Magistris, al giornalista Carlo Vulpio, censurato da Paolo Mieli sul Corriere della sera, a Gioacchino Genchi, già consulente di De MAgistris per le indagini "Why not?"  e Poseidone, e a tutti coloro che sono stati in questi anni vessati da un potere che cerca di difendere con le unghie la CASTA.
Anche il popolo di Facebook si è mobilitato, più di 5.000 persone hanno dato la loro adesione.

Noi ovviamente ci saremo, eravamo davanti al CSM in quattro gatti al freddo per difendere De Magistris, figuriamoci se  possiamo mancare mercoledì...

Il Pm di Salerno Gabriella Nuzzi, trasferita dal Csm, lascia l'Anm. Ecco la sua lettera di dimissioni.

Alla Associazione Nazionale Magistrati - Roma

"Signor Presidente,
Le comunico, con questa mia, l’irrevocabile decisione di lasciare l’Associazione Nazionale Magistrati.
Il plauso da Lei pubblicamente reso all’ingiustizia subita, per mano politica, da noi Magistrati della Procura della Repubblica di Salerno è per me insopportabilmente oltraggioso.
Oltraggioso per la mia dignità di Persona e di essere Magistrato.
Sono stata, nel generale vile silenzio, pubblicamente ingiuriata; incolpata di ignoranza, negligenza, spregiudicatezza, assenza del senso delle istituzioni; infine, allontanata dalla mia sede e privata delle funzioni inquirenti, così, in un battito di ciglia, sulla base del nulla giuridico e di un processo sommario.

Per bocca sua e dei suoi amici e colleghi, la posizione dell’Associazione era già nota, sin dall’inizio.

Quale la colpa? Avere, contrariamente alla profusa apparenza, doverosamente adottato ed eseguito atti giudiziari legittimi e necessari, tali ritenuti nelle sedi giurisdizionali competenti.
Avere risposto ad istanze di verità e di giustizia. Avere accertato una sconcertante realtà che, però, doveva rimanere occultata.

Né lei, né alcuno dei componenti dell’associazione che oggi degnamente rappresenta ha sentito l’esigenza di capire e spiegare ciò che è davvero accaduto, la gravità e drammaticità di una vicenda che chiama a riflessioni profonde l’intera Magistratura, sul suo passato, su ciò che è, sul suo futuro; e non certo nell’interesse personale del singolo o del suo sponsor associativo, ma in forza di una superiore ragione ideale, che è – o dovrebbe essere – costantemente e perennemente viva nella coscienza di ogni Magistrato: la ricerca della verità.

Più facile far finta di credere alla menzogna: il conflitto, la guerra tra Procure, la isolata follia di “schegge impazzite”.
Il disordine desta scandalo: immediatamente va sedato e severamente punito.
Il popolo saprà che è giusto così.
E il sacrificio di pochi varrà la Ragion di Stato.

L’Associazione non intende entrare nel merito. Chiuso.

Nel dolore di questi giorni, Signor Presidente, il mio pensiero corre alle solenni parole che da Lei (secondo quanto riportato dalla stampa) sarebbero state pubblicamente pronunciate pochi attimi dopo l’esemplare “condanna”:  “Il sistema dimostra di avere gli anticorpi”.

Dunque, il sistema, ancora una volta, ha dimostrato di saper funzionare.

Mi chiedo, allora, inquieta, a quale “sistema” Lei faccia riferimento.
Quale il “sistema” di cui si sente così orgogliosamente rappresentante e garante.

Un “sistema” che non è in grado di assicurare l’osservanza minima delle regole del vivere civile, l’applicazione e l’esecuzione delle pene?
Un “sistema” in cui vana è resa anche l’affermazione giurisdizionale dei fondamentali diritti dell’essere umano; ove le istanze dei più deboli sono oppresse e calpestato il dolore di chi ancora piange le vittime di sangue?
Un “sistema” in cui l’impegno e il sacrificio silente dei singoli è schiacciato dal peso di una macchina infernale, dagli ingranaggi vetusti ed ormai irrimediabilmente inceppati?
Un “sistema” asservito agli interessi del potere, nel quale è più conveniente rinchiudere la verità in polverosi cassetti e continuare a costellare la carriera di brillanti successi?

Mi dica, Signor Presidente, quali sarebbero gli anticorpi che esso è in grado di generare? Punizioni esemplari a chi è ligio e coraggioso e impunità a chi palesemente delinque?

E quali i virus?

E mi spieghi, ancora, quale sarebbe “il modello di magistrato adeguato al ruolo costituzionale e alla rilevanza degli interessi coinvolti dall’esercizio della giurisdizione” che l’Associazione intenderebbe promuovere?

Ora, il “sistema” che io vedo non è affatto in grado di saper funzionare.
Al contrario, esso è malato, moribondo, affetto da un cancro incurabile, che lo condurrà inesorabilmente alla morte.
E io non voglio farne parte, perché sono viva e voglio costruire qualcosa di buono per i nostri figli.
Ho giurato fedeltà al solo Ordine Giudiziario e allo Stato della Repubblica Italiana.

La repentina violenza con la quale, in risposta ad un gradimento politico, si è sommariamente decisa la privazione delle funzioni inquirenti e l’allontanamento da inchieste in pieno svolgimento nei confronti di Magistrati che hanno solo adempiuto ai propri doveri, rende, francamente, assai sconcertanti i vostri stanchi e vuoti proclami, ormai recitati solo a voi stessi, come in uno specchio spaccato.

Mentre siete distratti dalla visione di qualche accattivante miraggio, faccio un fischio e vi dico che qui sono in gioco i principi dell’autonomia e dell’indipendenza della Giurisdizione. Non gli orticelli privati.

Non vale mai la pena calpestare e lasciar calpestare la dignità degli esseri umani.

Per quanto mi riguarda, so che saprò adempiere con la stessa forza, onestà e professionalità anche funzioni diverse da quelle che mi sono state ingiustamente strappate, nel rispetto assoluto, come sempre, dei principi costituzionali, primo tra tutti quello per cui la Legge deve essere eguale per deboli e potenti.
So di avere accanto le coscienze forti e pure di chi ancora oggi, nonostante tutto, crede e combatte quotidianamente per l’affermazione della legalità.
Ed è per essa che continuerò sempre ad amare ed onorare profondamente questo lavoro.

Signor Presidente, continui a rappresentare se stesso e questa Associazione.
Io preferisco rappresentarmi da sola".  

Dott.ssa Gabriella NUZZI
Magistrato

Non si può che sottoscrivere appieno le parole della Dott.ssa Nuzzi che esprime appieno lo sconcerto non solo dei magistrati onesti ma anche dei cittadini che hanno assistito a questi colpi di mano continuati  (dal caso De MAgistris in poi) tendenti unicamente a salvare i più alti papaveri della CASTA dalle inchieste giudiziarie.

CSM VERGOGNOSO!!!

NO-CSM   La sezione disciplinare del Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio il procuratore capo di Salerno Luigi Apicella sotto precisa richiesta del ministro Angelino Alfano. E' una sanzione gravisssima, inusitata. E' prevista per il Dott. Apicella la corresponsione solo di un assegno alimentare (!!)
Risultato della cosidetta "guerra delle preture". Ma l'aspetto è ancora più surreale se si considera che i giornali ci dicono anche che"L’inchiesta "Why not" non si fermerà,  Restano infatti al loro posto i due pm titolari dell’inchiesta, Salvatore Curcio e Domenico De Lorenzo".
 Paradossale considerando il fatto che, per insabbiare l'inchiesta stessa, si è dovuto mandar via Luigi De Magistris, licenziare due consulenti tecnici, mandar via alcuni membri della G.d.f. che indagavano con De Magistris e adesso, dopo che De Magistris si era rivolto alla procura di Salerno per riprendersi l'inchiesta, come gli spettava, denunciando abusi e turbative da parte del suo capufficio ed alcuni componenti del tribunale di Catanzaro, competente per territorio, attaccare persino il Dott. Apicella, che aveva sequestrato le carte del procedimento "Why not" per capire se De Magistris aveva ragione o meno.
E, beffa delle beffe, il tribunale del riesame, unico tribunale che avesse la giurisdizione per giudicare,  aveva dato pienamente ragione al Dott. Apicella.
Questo è un VERO E PROPRIO COLPO DI STATO!!!
Morfeo dorme, i partiti appoggiano discretamente il colpo di mano del csm e gli italiani continuano a pensare al calcio. LA notizia del giorno è kakà.
Ma in quel cognome c'è la situazione italiana del giorno d'oggi.

MI VERGOGNO DI ESSERE ITALIANO!!

La storia di Rachel Corrie, 23 anni, uccisa in palestina dalle ruspe israeliane

Rachel

Ne è passato del tempo da quel  16 marzo 2003, eppure in Palestina le tragedie continuano frutto della stupidità immensa dell'uomo, della sua presunzione e della sua stoltezza....

Dopo aver appena visto la presentazione che allego qui sotto, non ho più parole...

Scarica RACHEL_CORRIE

intervista a Rachel

Notizie ... sconcertanti

Pur non usufruendo più da tempo di giornali cartacei e televisioni (aboliti anni fà per scelta personale) tra radio e web mi tengo aggiornato.Molte delle notizie che vengono date sembrano scritte da un comico, altre sono paradossali, altre dei veri e propri ossimori.
Vado rigorosamente in ordine sparso:
la più drammatica: il mondo è contento, Israele dedica tre ore al giorno ad una tregua umanitaria, dedicando le altre ventitre ore della giornata a bombardare ogni suo possibile obiettivo, compresi ospedali e scuole.
Notizie da  Napoli: Iervolino ha registrato, di nascosto, il suo colloquio con Nicolais, il quale, "stranamente" sembra se la sia presa a male... eheheh  Intanto Il sindaco di Napoli ha vietato l'ingresso al comune per i giornalisti. Graande Rosetta!"! Continua così che Berlusca ti fà un monumento!!
Infatti tra Rosetta ed Antonio, ed il loro attaccamento, così commovente, alle poltrone, nonostante sia capitato di tutto e di più, ci sarebbe veramente da scrivere un romanzo. La casa editrice sicuramente sarebbe berlusconiana, visto che i due, con i loro comportamenti, stanno portando acqua più che mai al mulino del cavaliere. Ed il PD non riesce a cacciarli via e deve fare buon viso a cattivo gioco!
Intanto Mastella gongola, infatti dopo l'inchiesta di Napoli ammette che lui fà il cinese. No, nessun riferimento a Cofferati, aspetta solo alla riva del fiume che passino i cadaveri dei suoi nemici.

Notizie sportive: continua la Parigi Dakar, la quale però da quest'anno si corre in ..... SUDAMERICA!? Ma come, è come far correre la Milano Sanremo tra Catania e Canicattì, o avere il Festival di Sanremo a Crotone. Almeno cambiassero il nome. E invece no. Gli sponsor vogliono così, gli organizzatori mantengono il nome e nei notiziari si continua a parlare di Parigi-Dakar....in mezzo alle Ande...

Giustizia: Mancino, vicepresidente CSM, molto chiacchierato in varie inchieste,  vuole cambiare le regole e portare ad aumentare a due terzi i membri eletti dai partiti ed un terzo quelli cosiddetti "togati". Con la scusa delle "correnti" dei magistrati si farà In modo che i partiti abbiano il pieno controllo del CSM in modo da mandar via i giudici scomodi (cosa che già lo fanno adesso)! Alla faccia della indipendenza tra i poteri, ed alla faccia della costituzione!!

Tralasciando Alitalia, dove siamo alle comiche finali, con Air France che rispunta dalla finestra e la lega che strepita (e noi contribuenti che paghiamo le vaccate fatte dagli ultimi  governi) consideriamo infine un luminoso esempio di politico italico, già noto per un disgraziato epiteto: Scajola. Questo valente ed esperto politico ha dichiarato che per quanto riguarda l'approvvigionamento del gas, vedi crisi Ucraina-Russia,  non c'è problema e che comunque tra breve grazie al nucleare supereremo l'impasse circa la nostra dipendenza energetica.

Meno male che conoscendo le capacità della classe politica che lui rappresenta non basteranno vent'anni per fare le centrali nucleari, e poi qualcuno gli dovrà spiegare che il nucleare non è il futuro energetico ma è ormai il passato, abbiamo perso il treno per il nucleare molti anni fà a adesso dobbiamo guardare oltre. Ma chi glielo dice a Scajola tutto ciò??

Basta notizie, preferisco rimane all'oscuro delle ultime news per un pò, altrimenti mi viene la depressione...

MAFIA, un marchio di qualita' ?

L'idea sembra sia uscita dal cappello creativo di Oliviero Toscani, sempre provocatorio nelle sue uscite pubbliche. Però questa volta sono molti a sostenere che  l'uscita di Toscani e della giunta di Salemi, guidata da Sgarbi, abbia superato i limiti dell'accettabilità per un popolo, come quello siciliano, che vive ancora oggi sotto il giogo della mafia, a tutti i livelli, da quello economico a quello politico, e che si sente sbeffeggiato dalle azioni "creative" di qualcuno che non ha vissuto certamente il dramma della delinquenza mafiosa e che forse è allineato con quelli che pensano davvero che il Mangano del Cavaliere sia un eroe o Contrada un servitore dello Stato.
Dura la presa di posizione dei parenti delle vittiome della mafia, per bocca di Sonia Alfano,
Familiari Vittime della mafia --> sito web

Familiari delle Vittime della mafia

invito chi può ad unirsi alle proteste scrivendo un fax al comune di Salemi 0924/981663.
Io ho scritto questo:

TRASMISSIONE TELEFAX


Al Sindaco di Salemi ed alla intera giunta

 

Oggetto: Il marchio M.A.F.I.A. e le successive dichiarazioni farneticanti su mafia ed antimafia

 

Vorrei rappresentare tutto il mio disgusto per le dichiarazioni offensive pronunciate contro i parenti delle vittime della mafia e segnatamente contro Sonia Alfano, la figlia del giornalista Beppe Alfano, truicidato dalla mafia, del quale omicidio l’8 gennaio cadrà l’anniversario.

 

L’idea, sia pur provocatoria, di utilizzare un marchio che nel mondo è simbolo di criminalità, di violenza e di malaffare, dagli Usa alla Russia, è un insulto a tutte le vittime della mafia, a tutte le persone perbene che in Sicilia e nel mondo combattono questo cancro. Invito quindi il sindaco e la giunta a fare un passo indietro, per una forma di rispetto dovuto verso chi è costretto a pagare il pizzo e si sente preso in giro per l’ennesima volta.

 

Invito quindi il sindaco e la giunta  a preoccuparsi dei problemi concreti della città invece che spendere soldi in iniziative inutili ed anche offensive per la Sicilia. Inoltre non è giusto e corretto prendersela con chi dalla mafia è stato colpito negli affetti più cari, in un modo che è un insulto all’intelligenza ed al buon senso, prima ancora di ogni valutazione politica o altro.

 

Augurandomi  che in un rigurgito di onestà intellettuale possiate fare ammenda e  chiedere scusa a chi avete offeso in malo modo, Vi auguro, visto il novero di intelligenze artistiche e creative che indubbiamente fanno parte della giunta,  che possiate prendere  nel futuro iniziative più consone alla Sicilia ed ai Siciliani, evitando di sbeffeggiare le persone oneste con equilibrismi intellettuali che menti meno creative delle vostre non possono apprezzare.

 

Chi vi invia questo fax è un Siciliano trasferito da tantissimi anni, da ragazzino,  a Roma e dintorni e che non può accettare di vedere  lo scempio che viene fatto  ancora oggi della legalità in Sicilia. Distinti saluti

 

Alessandro Lunetta

Israele fomenta il terrorismo palestinese...

Gaza I raid Israeliani seminano morte e distruzione tra i villaggi di Gaza. Gli israeliani continuano nel loro errore storico di combattere la violenza con la violenza, usando l'arma nazista della rappresaglia. Uso termini forti, me ne rendo conto, forse sproporzionati, ma è altrettanto sproporzionato l'intervento militare israeliano a Gaza contro i civili palestinesi.
Certamente è consentita e giustificata l'autodifesa, però solo nei modi e nella misura propoporzionati all'offesa ricevuta.
Hamas ha provocato, ben conoscendo la politica militare israeliana e sapendo proprio che gli aerei con la stella di davide ed i carriarmati avrebbero raso al suolo un'intera zona, cosa che hanno puntualmente fatto. ebbene, questo uso sproporzionato della forza e della violenza, cosa pensate abbia avuto come risultato, oltre i più di cento morti, in gran parte  donne e bambini?
Ha aumentato la disperazione, la frustrazione, l'odio, della popolazione palestinese, avvicinandola ancora di più ad Hamas invece che permettere alle voci più moderate di prendere piede. Da decenni una politica scriteriata di Israele crea di fatto la connovenza tra popolazione palestinese e terroristi .
Dal notiziario Ansa di oggi, Notiziario Ansa copio e incollo pari pari:

MO: GAZA; MISNA, C'E' CORSA A ARRUOLARSI NELLE FILE DI HAMAS
ROMA - "Centinaia di giovani si stanno arruolando in queste ore nelle file di Hamas. E' la reazione di parte della popolazione già provata da mesi di assedio, in un luogo in cui manca tutto; questi sono gli effetti dei bombardamenti israeliani". Lo riferisce alla Misna padre Manuel Musallam, sacerdote della parrocchia della Santa Famiglia, l'unica chiesa cattolica di Gaza. "Se l'obiettivo era quello di distruggere Hamas posso dire che non c'é una sola voce contro Hamas in tutta Gaza e che anzi i bombardamenti, e le vittime e i feriti che hanno causato, stanno spingendo in queste ore centinaia di giovani ad aggregarsi al movimento e prendere le armi. E' gente che - spiega padre Musallam - ha perso qualcuno, che vede i propri figli piangere, che ha deciso di resistere. Se ci sarà un attacco di terra, qui sarà un vero massacro".

Questa è la realtà di oggi. come è stata di ieri e l'altroieri. La questione palestinese non si risolverà mai con le bombe, con i missili e con le stragi, a meno che non si voglia ammazzarli tutti. E' curioso come i più grandi Statisti di Israele, da Rabin a Sharon,  si siano resi conto, nell'ultimo periodo della loro vita, che solo con la pace si poteva cercare di risolvere il problema della sopravvivenza di Israele e la convivenza con gli stati vicini e le popolazioni non  ebree.  Dopo una vita passata ad appoggiare i bombardamenti e le prove di forza si accorsero che era tutto inutile e che occorreva qualcosa di molto più alto e coraggioso piuttosto che bombardare popolazioni inermi.

Mi auguro che gli uomini di buona volonta dei Israele e della Palestina riescano ad emergere dalle lobby delle armi che voglio la guerra ad oltranza e riescano a fare il bene dei loro popoli.

Due Popoli liberi i due Stati Sovrani.
Questa è la soluzione.

Affinchè le stragi di questi giorni possano un giorno diventare soltanto un brutto incubo per tante persone che oggi invece soffrono.

*** Da peacereporter** notizie sulle vittime dei raid israeliani:

i gazawi possono piangere stanotte...

Di Pietro figlio e le dimissioni...

ROMA (Reuters) - Il figlio di Antonio Di Pietro ha deciso di lasciare l'Italia dei Valori in seguito alle polemiche che lo hanno travolto negli ultimi giorni. ha annunciato lo stesso Cristiano Di Pietro, consigliere provinciale a Campobasso, in una lettera scritta oggi e pubblicata sul blog del padre.

"Lascio l'Italia dei Valori e conseguentemente ogni incarico di partito ed anche il mio ruolo di Capogruppo al Consiglio provinciale di Campobasso, ove mi iscriverò al Gruppo misto", dice il figlio del leader dell'Idv, precisando ci non voler "creare imbarazzo alcuno al partito".

Cristiano Di Pietro spiega di non aver mai "infranto la legge (ed infatti nessuna autorità giudiziaria mi ha mai mosso alcun rilievo). Eppure mi ritrovo tutti i giorni sbattuto in prima pagina come se fossi un 'appestato'. La mia unica colpa è quella di essere 'figlio di mio padre': per colpire lui stanno colpendo me, mia moglie ed i miei tre figli".

Le polemiche sono state innescate nei giorni scorsi da alcune intercettazioni legate a un'inchiesta su alcuni appalti a Napoli finite sui giornali. Nelle telefonate il figlio di Di Pietro segnalava alcuni professionisti di Bologna a Mario Mautone, provveditore alle Opere pubbliche della Campania.

Sul suo blog Di Pietro, commentando la lettera del figlio, parla di "un gesto corretto e per certi versi forse eccessivo visto che non è nemmeno indagato, ma lo rispetto e ne prendo atto

Questa la notizia.

Opinione:

Cristiano Di Pietro sembra proprio che non abbia fatto nessuna attività illecita, piuttosto ha capito subito, e si è integrato immediatamente nella prassi,  qual'è l'attività principale di un politico: fare raccomandazioni.

E dopodichè, usare nella maniera giusta la facoltà di dare le dimissioni.

S'è dimesso dal partito e non dalla sua brava poltroncina di consigliere provinciale, quella che gli procura un lauto stipendio oltre che un po' di   potere. Così papà è contento perchè non ha coinvolto il partito in uno scandalo sgradevole e nello stesso tempo tutte le prebende da politico restano assicurate.  Avevo letto tempo fà un vecchio collaboratore di Antonio Di Pietro che dipingeva il figlio Cristiano come un ingenuo. A me non pare, anzi mi sembra che abbia imparato subito cosa vuol dire fare il politico e come farlo...

Monnezza a Fontenuova

Oddio, è ancora Natale....

L'ho scritto su facebook e lo copio e incollo pure qui, sul mio blog.

Mi sembra ieri che era Natale, invece è passato un'altro anno. Si invecchia, anzi no, diciamo che si diventa più saggi (mah) e più rincoglioniti (certissimo!) , purtroppo...
Va bene, è Natale, e grazie al dio cronos che pian piano ci sotterra a tutti è finita per me l'epoca dei grandi pranzi o cene di famiglia, mi ricordo momenti di allegria ma anche terribili litigate per risentimenti che tornavano a galla in questi momenti di riunione. Momenti episodici, per fortuna. La grande famiglia siciliana era molto accogliente, diversificata, fatta di personaggi che parevano usciti dalle pagine di Pirandello. e poi gli odori, i profumi della cucina, i dolci..... oddio i dolci....

E' Natale e meno male che non ho la televisione, la pubblicità natalizia è stucchevole e di babbi e babbe natatale, renne, alberi e tutto il resto della paccottiglia tipica della retorica natalizia ne ho piene le tasche.

E' Natale, verrà il bambinello a portarci un mondo migliore?

Intanto per me Natale è da anni un giorno più triste degli altri, mi mancano le persone andate via, mi manca la perdita di quella incoscienza bambinesca che mi faceva pensare che Natale sarebbe durato per l'eternità. A Palermo nonno mi raccontava storie di caccia e di guerra. Un'altra epoca, un'altra era.
E' Natale, e penso a chi in questo giorno è più solo del solito, chi è malato, chi è non è libero, chi non sà come arrivare alla fine del mese, chi combatte una battaglia più grande di sè stesso, chi non può aiutare un figlio o un padre, chi muore di fame o di sete (ancora oggi, nel 2008!) o di AIDS perchè qualcono ha deciso che non tutti possano avere la loro chance di vita su questa terra...

E' Natale anche se non c'è l'amore.

E' Natale anche rovistando nei cassonetti.

Meno male che ci sono bambini, il Natale è solo la LORO festa che noi non dobbiamo profanare.

E' Natale, siamo tutti più buoni, questa è la favola di Natale più favola e più falsa di tutte le favole...

E' Natale, per fortuna che il prossimo ci sarà solo tra 364 giorni.......
Buon Natale a tutti, si dice così?

Quando si va' a fare la spesa...

Clementine Ieri vado a fare la spesa in un grande supermercato molto in voga. Reparto ortofrutta: clementine " affogliate" (sì, avete letto bene, affogliate) 0,99 euro. Benebene, mi avvicino, contento di poter trovare qualcosa a prezzi accettabili. Indosso i regolamentari guanti e prendo il primo frutto che mi capita a tiro.  Andato a male. E così gli altri. Dieci cassette di clementine in offerta andate già a male o che marciranno comunque nel giro di 24 ore. Sbuffando un pò cambio scaffale. Arance, 1 euro e dieci. Appena appena decenti, diciamo edibili in quanto ancora "vive" e non già in fase di marcimento. Ne prendo un pò, sono belle grosse, anvche troppo, hanno fatto un buon prezzo perchè sono di pezzatura inusuale. Vabbeh. Uhmm, mi servono un pò di mele, eccole, quelle tipo golden, il prezzo 1,20 , leggermente toccatelle, cioè ancora buone ma con dei punti di "ammaccatura". Tra qualche giorno non saranno buone ma per il momento vanno bene.. Dopo di chè, la frutta veremente decente parte da 1 euro e 60 al chilo. La cosa più sconvolgente è che, accanto a mele ed aranci a 2 euro al chilo ho trovato una scansia con i litchis malgasci , pensare che viaggio hanno fatto!, che costavano solo 1 euro e sessanta al chilo, ed erano in ottimo stato di conservazione. Questa è la follia del commercio ortofrutta e non solo in Italia. Costa meno far fare molte migliaia di  chilometri alla frutta piuttosto che raccoglierla dietro l'angolo di casa...Non ho parole, questo mondo cammina spesso alla rovescia..

 

10 giorni con i telefoni isolati (per ora!) : grazie Telecom Italia !!

Desidero ringraziare formalmente la TELECOM ITALIA per avermi (fino ad ora) tenuto con i telefoni isolati da 10 giorni. Linea voce + internet. Dalla cornetta del telefono niente tu-tu, nessun rumore... Tutto tace e col 187 dopo molti minuti di attesa, in cui una voce registrata ti consiglia di andare sul www.187.it (sì, ma con quale linea??)  un simpatico addetto con voce dispiaciuta dice che, putroppo, accidenti accidentina, i "tecnici" sono stati avvertiti da molti giorni e si stà provvedendo...

Questa è l'Italia, baby... Parlando con piu' persone tutti mi chiedono? ma non conosci nessuno alla telecom??

Questa è l'Italia, baby, senza raccomandazione neanche ti riparano le linee....

Ed  questa italia, baby, mi stà sempre piu' stretta..... 

per fortuna che esistono gli internet point, ma chi mi rimborsa i costi, le perdite di tempo ed i clienti persi nel frattempo??

Ma per fortuna il governo governa (bah) ed il governo ombra è sempre piu' "ombra"....

** finalmente oggi 22 dicembre le linee funzionano di nuovo. Vengo a scoprire che tutta la mia zona era stata isolata (mal comune mezzo gaudio? boh) **

Vabbeh, superata l'emergenza acqua dei giorni scorsi e quella telecom andiamo avanti...

A pensar male non si sbaglia (quasi) mai....

A pensar male….

 

Ma perché mi vengono certi cattivi pensieri?

O Romeo, Romeo…. Pensa Shakespearianamente Waltroni, mentre, dopo gli arresti a Napoli viene a galla  che l’indaffarato imprenditore aveva avuto molti proficui contatti con l’amministrazione comunale all’epoca in cui Sindaco era prorio lui. Per non parlare dell’appalto di nove anni per la manutenzione, in esclusiva, delle strade di Roma , vinto nonostante alcuni palesi irregolarità (per non parlare di evidenti “conflitti di interessi” . Infatti Romeo, a sentire i commenti dell’avvocato dell’azienda che perse la gara, non avendo tutti i requisiti necessari per partecipare da solo alla gara, si era unito ad una società di un personaggio che era stato fino a poco tempo prima in “Risorse per Roma”, società a capitale misti in cui il Comune ha partecipazione ed interessi di vario tipo. Come dire, partecipa alla gara un collega di quelli che devono assegnare l’appalto, strano, vero?

 

E se è scoppiato a Napoli un tale casino per appalti neanche assegnati, figuriamoci cosa dovrebbe accadere a Roma, o no?

Ma il buon Walter, all’ultima riunione  PD parla di “questione morale”. Ma a chi parla? Come si dice a Roma, de che??

 

E di fronte a topo gigio Waltroni, svetta la statura dello statista di Arcore, si fa per dire, che dichiara guerra alle manovre giudiziarie mediatiche. E che vor dì ?, direbbe Giacometto.

 

E infatti stamattina, appena mi vede,  Giacometto mi sibila dentro un’orecchio : “A ingegnè, stì magnapani a tradimento” <proprio queste parole, lo giuro!>  ce stanno a ffà cornuti e mazziati.  Ma se po’ dì come fa er nano che la magistratura nun po’ più toccà i politici,  che vor dì ?, che ce stanno ji intoccabili che posseno fare li porci affaracci loro senza essere corpiti da la maggistratura mentre er poppolo se la pijia sempre indove er sole nun battette mai?”

 

E sì Giacometto, questi sono i nostri politici, e nessuno pare accorgersene. Siamo messi in buone mani…  Inchieste in Abruzzo, a Napoli, non è che è il problema è che i politici a forza di andare al lardo ci lasciano lo zampino, noo? No  E no, il problema è della “magistratura politicizzata”, e dei giornali, magari, certo, quando fanno fanno il loro dovere di informare la colpa è loro, se invece inzeppano le pagine dei quotidiani di notizie insulse, calciatori-veline-grandi fratelli fanno buona informazione, n’est pas?

 

 Ma cerrto, poverini ‘sti politici costretti ad amministrare comuni, e regioni e a maneggiare “innocentemente” soldi non propri…

E’ tutta colpa di Di Pietro e di certi giustizialisti…… Seguro…

 

Mi viene il dubbio è che se abbiamo questa classe politica CIALTRONA sia dovuto anche al fatto che noi, purtroppo, siamo un popolo rozzo, cialtrone, furbesco, profondamente ignorante, incivile, inquinatore, razzista, incline alla corruzione ed alla corruttela, capace solo di salire sul carro del vincitore di turno, servile, e qui mi fermo, prima che Morfeo mi tolga la cittadinanza….

O segnur, che voglia di andarmene ho….

 

 

Una firma per Carlo Vulpio, giornalista del Corriere della Sera

Ecco una petizione a favore della libertà dei giornalisti. Quando un giornalista di primo livello come Carlo Vulpio, ha il coraggio di fare informazione corretta, ecco che subito i viene "stoppato" dal potere per mano del direttore (che infatti, stranamente, è uomo di "potere")

Il direttore è Paolo Mieli e il giornale è il "Corriere della Sera".

Noi che siamo sempre andati addosso al giornalismo servile e squallido, il giornalismo di regime che "nasconde" le notizie importanti o le "camuffa"  non possiamo che stare dalla parte di Carlo Vulpio, che, da bravo e corretto giornalista, non si è tirato indietro nel raccontare verità scomode.
Ecco il testo della petizione:

Noi giornalisti italiani esprimiamo tutta la nostra solidarietà al giornalista Carlo Vulpio, al quale il direttore del “Corriere della Sera” Paolo Mieli ha tolto l’inchiesta sul caso Catanzaro, che coinvolge magistrati, politici, imprenditori e membri del Csm. La decisione di Mieli appare incomprensibile, non solo perchè Vulpio, con il suo ultimo libro “Roba Nostra” ha dimostrato di conoscere a fondo le vicende delle quali si stava occupando, ma anche perchè i recenti sviluppi della sua inchiesta, fondata sugli atti giudiziari, svela inediti retroscena, ignorati da molti media nazionali.
Rinnovando tutta la nostra stima di colleghi e lettori a Carlo Vulpio, chiediamo a Mieli di desistere dalla decisione presa e al sindacato di vigilare affinchè il collega sia tutelato,e sia garantita la corretta informazione. Quanto sta accadendo spiega la perdita costante di qualità dell’informazione italiana, motiva la continua perdita di lettori della stampa italiana e rivela la grave minaccia al diritto all’informazione, tutelato dalla Carta Costituzionale.

Link alla petizione: Siamo tutti Carlo Vulpio 

ed ecco come Carlo Vulpio è stato "trasferito ad altro incarico".... manco fosse De Magistris in persona.... Il Potere usa gli stessi sistemi con tutti, siano essi magistrati, inquirenti, giornalisti o chicchessia...

lo racconta lui stesso nel suo blog (per me è un grande!!):

l Blog di Carlo Vulpio 

La frase di incipit del suo blog:

"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda" - H. Verbitsky

Marco Travaglio: Why not?

Questo video dura 3o minuti circa ma è estremamente chiaro.
Ascoltate cosa ci dice Travaglio e capirete cosa c'è dietro la presunta "guerra tra procure"...
meditate gente, meditate...



Caso "Why not?" la vergogna Italiana

La questione relativa all'inchiesta "Why not", già scippata in modo anomalo dal CSM a Luigi De Magistris, inchiesta scomoda perchè toccava molti personaggi "intoccabili" della politica e delle istituzioni, continua ad avere risvolti incredibili. Il CSM è intervenuto praticamente mettendo fuori gioco la procura di Catanzaro e quella di Salerno che indagava sulle irregolarità denunciate da Luigi De aAgistris. In pratica l'ennesimo tentativo di insabbiare verità scomode.

L'uscita del Presidente della Repubblica di qualche giorno fà era eloquente ed anche, inconsapevolmente "comica", quando si diceva che:            <preso da Quotidiano.net>

 ”Inoltre, in una lettera diretta al capo dello Stato, il procuratore generale di Catanzaro - prosegue Marra - ha sollevato vive preoccupazioni per l’intervenuto sequestro degli atti del procedimento cosiddetto ‘Why Not’ pendente dinanzi a quell’ufficio, che ne ha provocato la interruzione. Tenendo conto di tutto ciò, il Presidente Napolitano mi ha dato incarico di richiederLe la urgente trasmissione di ogni notizia e - ove possibile - di ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti, che - prescindendo da qualsiasi profilo di merito - presenta aspetti di eccezionalità, con rilevanti, gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi della funzione processuale cui consegue - come ha più volte ricordato la Corte costituzionale (tra le altre, con le sentenze e le ordinanze n. 10 del 1997, 393 del 1996, 46 del 1995) - la ‘compromissione del bene costituzionale dell’efficienza del processo, che è aspetto del principio di indefettibilità della giurisdizione’”.

Incredibile !! Napolitano ha così a cuore il processo "Why not" che teme "la comprimissione dell'efficienza del processo!!!".
Neanche ce ne eravamo accorti di questo suo interesse perchè il processo "Why not" andasse avanti, visto il siluramento dei mesi passati di De Magistris, causato non solo dal CSM da da la presa di posizione compatta delle forze politiche ed istituzionali.

Naturalmente i giornali e le televisioni non dicono nulla, si limitano a riportare le dichiarazioni farneticanti di alcuni politici....badando bene di evitare di raccontare i fatti
.
Ma a sky De Magistris risponde ad alcune domande in modo chiaro e netto: chi vuole capire capirà...



Borsellino, Contrada, Mancino, De Magistris -- II Parte

Invece adesso vi portiamo su un sito di magistrati, che io definirei "coraggiosi", in quanto non hanno paura di esprimere le proprie idee contro tutte le porcate giudiziarie che stanno accadendo, non ultima la persecuzione contro Luigi De MAgistris che vede la partecipazioni di molte delle più alte autorità dello Stato Italiano. Che vergogna!!
il sito si chiama:

http://toghe.blogspot.com/

Ecco i link degli articoli, veramente illuminanti...:

Testo integrale del decreto di perquisizione della Procura di Salerno a Catanzaro

 

Antonio Saladino e Nicola MAncino: articolo Corriere della Sera

"La procura di Salerno contro "i burattinai"  

Borsellino, Contrada, Mancino, De Magistris -- I Parte

Cosa lega questi nomi di personaggi così diversi?

Il filo rosso del ricordo, anzi del "non ricordo" dell'On. Nicola Mancino, Vicepresidente del CSM.
Ma lascio la parola a quanto scrive pubblicamente Salvatore Borsellino nel suo sito di Facebook, molto più bravo ed informato di me riguardo all'argomento in questione:

La memoria ritrovata
Apprendo con particolare piacere che l'On. Mancino sembra essere improvvisamente guarito dalla persistente amnesia da cui era affetto e che mi avevano costretto, da qualche tempo a questa parte, a citarlo chiamandolo "lo smemorato di Montefalcione".
Le sue crisi di amnesia, particolarmente preoccupanti in una persona che occupa un importante carica istituzionale quale quella di vice presidente del CSM, riguardavano in particolare l'incontro avuto con il Magistrato Paolo Borsellino, 19 giorni prima che questi venisse eliminato insieme con la sua scorta con una carica di tritolo piazzata in Via D'Amelio sotto la casa della madre.
L'incontro avvenne nell'ufficio di Mancino al Viminale dove lo stesso ministro lo aveva convocato d'urgenza mentre Paolo, presso la DIA, stava raccogliendo le confessioni del collaboratore di giustizia Gaspare Mutolo che gli stava rivelando delle collusioni tra istituzioni deviate e criminalità organizzata e gli stava probabilmente parlando in particolare del traditore dello Stato Bruno Contrada.
La circostanza è testimoniata dallo stesso Gaspare Mutolo, molto più attendibile dal punto di vista della memoria,e non solo, dello stesso Mancino, che ha raccontato che durante l'interrogatorio Paolo ricevette una telefonata dopo la quale gli disse testualmente "mi ha telefonato il ministro, manco due ore e poi torno". Testimonia Mutolo che quando Paolo fece ritorno era visibilmente agitato tanto da mettersi in bocca due sigarette contemporaneamente.
La circostanza è confermata dal sostituto procuratore Vittorio Aliquò che conduceva l'interrogatorio insieme a Paolo, che ricorda di avere accompagnato Paolo fin sulla porta del Ministro. E' accertato che Paolo abbia incontrato anche il capo della polizia Vincenzo Parisi e sembra anche che abbia visto uscire dalla porta dell'ufficio del ministro Bruno Contrada, cosa che deve averlo particolarmente sconvolto proprio per la strana coincidenza che questo avvenisse pochi momenti dopo avere raccolto le accuse di Gaspare Mutolo allo stesso Contrada.
Mancino fino ad oggi non ha negato la possibilità che l'incontro sia potuto avvenire ma ha detto di non potere ricordare se "tra gli altri giudici che venivano ad omaggiarlo per la sua recente nomina a ministro" ci fosse stato anche Paolo Borsellino.
Trascurando l'untuosità del linguaggio, degna di chi lo usa, si tratta di una affermazione sicuramente priva di fondamento dato che Paolo non era un qualsiasi magistrato ma il sicuro obiettivo della prossima mossa da parte della criminalità mafiosa dopo l'assassinio di Falcone. Questo a meno che i problemi mentali di Mancino non avessero già cominciato a manifestarsi a quell'epoca, cosa che potrebbe essere verosimile per il fatto che un mese dopo, quando Paolo fu effettivamente ucciso in una piazza, sotto la casa della madre, nella quale nessuno si era curato di istituire il divieto di parcheggio, lo stesso Mancino, insieme con il prefetto Jovine, affermò che quella strada non veniva considerato un obiettivo a rischio. Infatti Paolo ci si recava solo tre volte alla settimana, in particolare in quel periodo a causa di problemi di cuore della madre, e la criminalità organizzata aveva già provveduto ad intercettare le linee telefoniche, non protette, della casa della madre in maniera da essere costantemente al corrente degli spostamenti del giudice che preannunziava sempre telefonicamente alla madre le sue visite.
Esiste peraltro un testimonianza incontrovertibile sul fatto che l'incontro sia affettivamente avvenuto, e la testimonianza è dello stesso Paolo Borsellino, che in una sua agenda, quella grigia, che poiché non era com lui i servizi non hanno avuto modo di sottrarre dopo la strage come hanno fatto con l'Agenda Rossa, ha lasciato scritto : "1 Luglio, ore 19: Mancino". E poiché Paolo usava annotare questi appunti in questa agenda alla sera, al suo ritorno in casa o in albergo, quell'incontro deve essere sicuramente avvenuto. Su questa circostanza, sebbene gliela abbia contestato più volte anche sulla stampa, Mancino non ha mai osato replicare.
In quell'incontro deve essere sicuramente essere stata prospettata a Paolo la "trattativa" in corso tra istituzioni dello Stato e criminalità organizzata, e il rifiuto e lo sdegno di Paolo devono essere stati così violenti da rendere indipsensabile, per andare avanti e condurre in porto la stessa, la sua eliminazione e il fatto che questa avvenisse in tempi brevi, prima che Paolo, come aveva già fatto una volta quando si era tentato di smantellare il pool antimafia di Palermo, portasse questa cosa davanti all'opinione pubblica suscitandone la reazione.
Infatti appena 18 giorni dopo Paolo fu eliminato.
Che la trattativa a quella data fosse già iniziata, cosa che prima era negata dal Col. Mori che la condusse in prima persona, è stato confermato di recente dal figlio di Vito Ciancimino che, nelle rivelazioni che sta facendo ai magistrati di Palermo ha portato indietro l'inizio di questa trattativa, che gli interessati sostenevano essere iniziata dopo la strage di Via D'Amelio, alla seconda metà di Giugno.
Sul perché poi sia Ciancimino, sia in parte gli stessi figli di Provengano, che hanno parlato di Paolo e Giovanni Falcone come "vittime sacrificali dello Stato", abbiano cominciato a fare queste rivelazioni, c'e' da riflettere. Probabilmente lo fanno per lanciare dei segnali a coloro che ritengono stiano tardando troppo a portare a compimento le richieste di cui era oggetto questa trattativa, contenute nel famoso "papello", .
Se è vero che sono stati fatti parecchi passi in questo senso con la delegittimazione della Magistratura, con l'imbavagliamento dei magistrati non collusi, con la sparizione dei collaboratori di giustizia grazie alle leggi approvate a questo preciso scopo in Parlamento, è anche vero che non è stato ancora abolito del tutto il 41 bis e lo stesso ergastolo, non c'è stata ancora la revisione dei processi, anche se le manovre in tal senso sono ormai davanti agli occhi di tutti, e si continua di tanto in tanto a sequestrare beni dei mafiosi che comunque dopo qualche tempo, grazie alla inadeguatezza della legislazione in merito, possono spesso rientrare in possesso dei, per loro, legittimi proprietari o non possono essere utilizzati.
Tornando alla miracolosa guarigione di Mancino dalla sua amnesia, testimoniata dal fatto che adesso ricorda perfettamente particolari impensabili per una persona nelle sue condizioni, cioè chi ben sette anni fa, nel 2201, aveva in uso uno dei suoi cellulari e persino con chi (Saladino) ha parlato questa persona, della quale ricorda anche l'appartenza a Comunione e Liberazione, è vero che dal primo luglio 1992 sono passati ben 16 anni, ma se oggi Mancino sembra in grado di ricordare anche un altro episodio avvenuto nel 1985, quando durante una campagna elettorale, in un comizio, gli venne presentato Saladino, gli potrà anche essere ritornato alla memoria di avere incontrato Paolo il 1 Luglio di sette anni dopo. E magari ci potrebbe dire anche se Paolo in quell'incontro aveva in mano la sua Agenda Rossa e se gliene mostrò qualche pagina.
La causa, come spesso accade in questi casi di perdita di memoria, dello choc che ha causato l'improvvisa guarigione dall'amnesia di Mancino, forse è legata a quanto sta venendo fuori dall'inchiesta dei magistrati di Salerno sulla vicenda De Magistris.
Mancino ha dichiarato ieri "Non vorrei sulla mia persona neppure l'ombra di un sospetto: il giorno che dovesse accadere non avrei esitazione a lasciare" . Io credo che. sulla persona c'è ben più di un'ombra e il suo comportamento e le sue dichiarazioni come capo del CSM nella vicenda De Magistris non sono state assolutamente lineari, anzi al contrario. Ritengo quindi che Mancino non dovrebbe avere, come lui stesso ha dichiarato "difficoltà a togliere l'incomodo".
Forse grazie ai coraggiosi Magistrati di Salerno sta per essere fatta un po' di luce e un po di pulizia sulle trame delle consorterie di politici e magistrati che hanno pilotato le vicende di questi ultimi anni.
Irrituale è la richiesta del Capo dello Stato degli atti dell'inchiesta salernitana, che qualcuno cominci ad avere paura ?

EDUCARE ALLA VITA DENTRO IL CARCERE

Riporto uno scritto che mi ha mandato  Vincenzo Andraous sulla condizione carceraria oggi:

Rimbomba un silenzio che fa baccano, ma nessuno intende farsene carico,  neppure della pietà della morte, quella che dovrebbe indignare le coscienze, perché ingiustificata, spettacolarizzata, dimenticata.

Sulla condizione del carcere italiano, ognuno indica le cause, le deficienze, le cure e gli interventi da apportare, le urgenze non più procrastinabili per tentare di riconsegnare al carcere la propria utilità.

Eppure rimane sempre più incancrenito l’isolamento a cui è costretto, l’emarginazione a cui non si riesce a dare un senso, come se circondare il tempio del castigo con un incessante sequestro dei bisogni, primo tra tutti il non rispettare la dignità della persona, fosse il metodo meno costoso in termini di investimenti finanziari e di professionalità umane. 

Il carcere non è un universo chiuso in se stesso, infatti un esercito di volontari varca ogni giorno quei cancelli per dare conforto e assistenza, poco importa se ciò avviene mantenendo inalterato il meccanismo perverso che il sistema penitenziario riproduce quotidianamente.

Il carcere è opposto e contrario a quanto auspicato dalla nostra carta magna nell’art. 27, perché in una condizione di morte e di abbandono affettivo e culturale, non è possibile generare rieducazione né risocializzazione, tanto meno consolidare il valore della pazienza della speranza, annullando la pazienza della disperazione.

Un mero contenitore da fare rotolare sopra gli ammanchi intellettuali, in queste restrizioni solidaristiche, dovrebbe comunque assolvere alla richiesta di sicurezza della società, contrastare subculture, autismi istituzionali che partoriscono cittadinanze disperanti.

Non è lecito contemplare pietà, né carità, dentro una pena che passa avanti sulla morte di tanti ragazzi-cittadini detenuti, dall’inizio dell’anno quanti sono stati i decessi per suicidio e connessi, una moltiplicazione da non potere passare inosservata, eppure è quello che accade tra cecità e sordità dei numeri, soprattutto dei silenzi colpevoli.

Forse sul mondo capovolto del carcere, delle sue celle stracolme, a intorbidire oltremodo il disagio,  c’è una letteratura grossolana, che avvolge quella sorta di terra di nessuno e la popolazione detenuta, rendendo impossibile “uscire” dalle menzogne costruite a arte, “uscire “  dalla ideologia mascherata di giustizia, “uscire” da un giustizialismo di periferia, “uscire” dalla costrizione a sopravvivere violentemente e miserabilmente.

Forse il metodo da adottare e portare avanti per riuscire ad accettare le prove della vita, anche le più dure, sta nel tentare di delineare progetti futuri, che vedano il detenuto impegnato in prima persona. Infatti è al detenuto ( giustamente ) che si chiede di fare autocritica, di accettare l’accompagnamento in un tragitto di vita privo di libertà, a causa delle proprie azioni sbagliate.

C’è bisogno di educare alla vita, senza falsi moralismi, ma attraverso una relazione, un rapporto con la società, perché è solo nell’incontro con l’altro che esiste possibilità di uscire dal proprio sé.

Chissà non ci aiuti un po’ il pensare che occorre riparare al male fatto, continuando a sopravvivere, e magari tentando di  diventare migliori di quando siamo entrati, nonostante il carcere e  le sue inaccettabilità, intendendo questa sfida una conquista di coscienza, non certamente una disattenzione statuale.




Free blogger

IMG_0007 Prima ci ha provato il centrosinistra con la legge Levi, adesso ci prova il centro destra con Cassinelli. Il fine è lo stesso, impedire una libertà nel web per i bloggers e tutte le voci libere. Si vuole burocratizzare l'accesso alla rete in modo da impedire a migliaia di cittadini di esprimere liberamente le proprie opinioni.

I tentativi di imbavagliare la rete sono ormai plurimi, il fronte congiunto vede lavorare fianco a fianco la Siae, pronta a colpire chiunque violi una delle leggi più liberticide come quella italiana sui diritti di autore. Lo sapevate che se fotografate  un monumento o un'opera d'arte o di ingegno che abbia meno di una certa età (mi sembra circa 50 anni) e mettete in rete la foto dovreste pagare la Siae?

Poi ci stanno le battaglie moralistiche contro la pedopornografia, giustissima e sacrosanta quella contro la pedofilia, assai meno giusta quella contro la pornografia, essendo un diritto delle persone trattare il sesso come meglio credano, basta non violare le sensibilità e la libertà altrui. Evviva il sesso libero, ma in galera la schiavitu' sessuale e lo sfruttamento dei minori (reato gravissimo e troppo spesso sottovalutato). E qui, uniti nella lotta, preti che spiano internet alla ricerca di foto osè, e polizia postale e Gdf che fanno invece spesso un ottimo lavoro ma che, con gli scarsi mezzi a disposizione e con la massa enorme di siti truffaldini presenti su internet, dovrebbero lavorare 36 ore al giorno...

Poi ci stanno i grandi fratelli che, nati per spiare i terroristi, sono ormai abituati a spiare abitudini e dati più o meno sensibili dei cittadini. Ed in questo grande fratello ci sono sevizi di intelligence, polizie, spionaggi, agenzie di spionaggio commerciale, ecc... ecc...
La rete è (quasi) libera ma nasconde molte insidie. Se vogliono sapere qualcosa di me in trenta secondi trovano proprio tutto. Pace. Ci dobbiamo abituare anche a questo.

Il web è visto con sospetto dai giornalisti che si rendono conto che sia il loro vero avversario. Il passaparola tra i blog è fortissimo , più forte di qualsiasi notizia dei giornali. E quindi non è difficile leggere su un giornale o sentire su radio o tv la criminalizzazione del web, come se in rete girassero solo terroristi, pedofili, pervertiti e truffatori, mentre gli stessi soggetti nella vita "reale" quasi sembra non esistano.

Per terminare, evviva i blog, splendido esempio di libertà di espressione, ce ne sono di belli , di brutti, di volgari, di stupidi, di inutili, ma, vivaddio, ce ne sono tanti che fanno riflettere, che esprimono l'anima di chi scrive, i propri gusti, le proprie opinioni, la propria cultura. Evviva il web ed i blog, abbasso questi odiosi censori dei blog che sono i nostri cari politici.
Ricordate Mastella? Chiaro esempio di politico "nostrano". Aprì un blog. Pensai, cavolo, che coraggio, si vuole confrontare col popolo della rete. Macchè. Era una censura continua su qualsiasi commento non fosse in linea con le sue idee. Ogni dieci commenti negativi ne faceva passare uno,, magari il più strampalato, tanto per far vedere che era democratico. Alla fine, la protesta del popolo della rete è stata tale che furono clonati decine e decine di siti pseudomastelliani di satira pungente nei confronti del Ceppalonico. E qui chiudo e vi saluto...

Wafer al cioccolato

Locandina wafer 2 copy

LA COMPAGNIA TEATRO BETTI  presenta:

                                                               

WAFER AL CIOCCOLATO

di Lucia Lasciarrea

 

Interpreti:

IL VECCHIO    Fabrizio Rendina

UOMO    Melchiorre Carrara

POLIZIOTTO    Alessandro Lunetta

MOGLIE    Caterina Rinaldi

RAGAZZO    Francesco Canto

DONNA   Rossella Saitta

LA MEMORIA   Francesca Pompi

Rossella Saitta 

Francesco Canto

Con la partecipazione speciale di

Nicoletta e Valentina Scala

REGIA: Antonella De Angelis


TEATRO BETTI

dal 26 novembre al 7 dicembre 2008 ore 21

Domenica ore 17,30  lunedi riposo

INFO e  PRENOTAZIONI: 338.9422029


      L’opera si svolge in un possibile futuro dove, in una terra devastata, gli esseri umani superstiti cercano in un modo o in un altro di sopravvivere.

E’ territorio senza storia e senza ricordi in cui tutto è andato perduto…o quasi. In questo mondo ” il vecchio”, uno dei pochi in grado di ricordare, diventa merce preziosa.

Saranno proprio i barlumi di reminiscenze che ricondurranno gli uomini sul sentiero dalla civiltà.                  

 

      Il lavoro proposto è un inno alla memoria  attraverso rievocazioni di immagini…di suoni…di odori…di ricordi…come il ricordo della colla all’odore di mandorle che si usava a scuola da bambini.

    E’ un  invito a non smarrirci, a cercare di tenere vivi i nostri cuori ricordandoci di non dimenticare, di mantenere la nostra MEMORIA!

                                            Antonella De Angelis

La prima ha avuto luogo il 26 novembre è andata benone e vi invitiamo tutti alle prossime serate. Mi raccomando prenotate...

Primo incontro del meetup Grilli di Fontenuova

Igrillidifontenuova
Domenica scorsa c'è stato il primo incontro tra gli iscritti del meetup "Grilli di Fontenuova", composto da amici di Beppe Grillo che abitano a Fontenuova e dintorni. Si è parlato di come poter fare qualcosa pe rmigliorare la qualità della vita nel territorio, il problema dei rifiuti, del traffico, della cementificazione selvaggia e di tante altre cose. Domenica prossima altro incontro. Intanto si è deciso di partire con alcune attività in modo da coinvolgere anche i cittadini su alcune problematiche importanti. Chi fosse interesssato può entrare nel sito del Meetup, dare un'occhiata e, perchè no,  iscriversi :
I grilli di Fontenuova

Wall-E: qualcosa di molto di più rispetto ad un semplice "cartoon"

Walle

Oggi pomeriggio sono stato al cinema. Sono uscito da una allucinante fila al raccordo, quando piove Roma si paralizza letteralmente, e mi sono buttato dentro un cinema, alla Warners. C’era da scegliere tra J. Bond, una commedia musicale ed WALL-E, l’ultima produzione della Walt Disney , o meglio della Pixar. Ho scelto il cartone animato, è da tempo oramai che nel cinema americano la qualità media dei cartoons è nettamente più elevata di quella del cinema con gli attori in carne ed ossa. E non mi sono pentito della scelta.

Wall-E in alcuni momenti è estremamente poetico, la forza del film esula dal piano strettamente tecnico, anche se ormai gran parte delle scene non sembrano neanche di un cartone animato, tanto è il realismo dell’animazione. L’inizio è un capolavoro. Un paesaggio desolante di una civiltà abbandonata dove si muove e vive un robottino, Wall-E addetto alla compattazione di balle di immondizia, con l’amico scarafaggetto che lo segue nei suoi movimenti. Decine di minuti senza neanche una parola, un caso raro nei lungometraggi dei cartoons dove i personaggi spesso brillano per verbosità, spesso ridondante.

Wall-E raccoglie oggetti del passato dai rifiuti, conserva una montagna di paccoglia di oggetti che però creano dei ricordi e della curiosità. Persino un pezzo di una commedia musicale degli anni 60 che Wall-E riguarda ogni volta con passione nostalgia, non sapendo neanche il perché. Il gusto del sapore del ricordo del passato  che contagia anche un robot!

Quindi l’incontro con una robottina scesa da un’astronave, Eve da cui si dipana una storia d’amore assolutamente anticonvenzionale ed uno stralcio di fantascienza in versione cartoon assai godibile. Splendida la scena di “danza amorosa” fuori dalla nave spaziale dove Wall-E si muove con l’ausilio di un estintore e si rincorre con Eve.

Molte le scene in cui ci sono delle citazioni per cinefili (da 2001 odissea nello spazio ad ET).

Partendo da una società morta, sommersa dai rifiuti, si arriva ad una corrosiva la satira di una fantascientifica  società ”perfetta” del futuro, con uomini e donne ciccioni in quanto ridotti sopra delle poltrone-automobili senza fare nulla per tutto il giorno, in una società di tipo “Orwelliano” fintamente ideale.

Il punto più debole del film forse è la scontata “happy end” finale, da cui è difficile allontanarsi per qualsiasi prodotto del cinema Hollywoodiano. Splendida la colonna sonora, con belle musiche originali di Peter Gabriel.

Un film che probabilmente appassionerà i grandi ancor più dei piccoli, anche se quest’ultimi ridono a crepapelle della imbranataggine del protagonista e della sua capacità di mettersi nei guai.

A mio avviso il fim merita un bel 7 per l’originale sceneggiatura, per il garbo e la poesia con la quale si dipana la storia, che regala anche dei momenti di vera commozione. I protagonisti meritano un oscar, il che è tutto dire, visto che non sono certo attori in carne d’ossa, anzi uno è un robottino a forma di scatola con pinze al posto delle dita, due telecamere per occhi, mentre Eve è semplicemente una specie di uovo-robot. Ebbene è fantastica la capacitò di renderli  così comunicativi.

Sequestrato il nuovo inceneritore (gassificatore) di Malagrotta !!!!!

Planmalagrotta3

Malagrotta, una località di Roma il cui ambiente è letteralmente devastato da insediamenti industriali, discariche ed altri fonti estremamente inquinanti. Adesso anche il cosiddetto "gassificatore", che non è altro che un inceneritore che brucia i rifiuti e produce anche gas (oltre una serie di fumi e di ceneri tossiche che successivamente vanno comunque smaltita come rifiuti tossici.

Come si vede dalla cartina, le abitazioni più vicine distano a meno di un km, già l'aria della zona è satura dai miasmi provenienti dalla discarica e dagli altri impianti industriali o di trattamento presenti in zona (bitumificio, raffinerie con depositi carburanti, smaltimento rifiuti ospedalieri, depuratore,..)

La bella notizia è uscita stamane è che il gassificatore, che doveva essere "inaugurato" giovedì prossimo, è stato sequestrato dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico su incarico del GIP di Roma.

Questo dopo una serie di condanne penali a carico  del responsabile della "E Giovi Srl" per aver smaltito
“senza alcuna autorizzazione di rifiuti pericolosi derivanti dal trattamento chimico-fisico del percolato e dei fanghi conferiti dall’Acea nell’ottobre

2004”

, in violazione dei decreti legislativi 22/97 e 36/2003. Inoltre Rando è accusato di aver violato, nel maggio 2005, le procedure di ammissione in discarica “di rifiuti speciali senza che vi fosse la documentazione e senza alcuna verifica degli stessi rifiuti, di cui lo stesso sarebbe anche stato produttore”
La pena è a un anno di reclusione, con 15mila euro di ammenda e il risarcimento dei danni morali e patrimoniali da liquidarsi in sede civile a favore di alcune delle parti lese costituitesi al processo.

E' bello vedere che talvolta le istituzioni si muovono con prontezza per difendere la salute dei cittadini, tra il disinteresse dei politici di tutti i settori  (destra/sinistra-maggioranze/opposizioni).

L'unica opposizione è venuta dai  consiglieri municipali eletti nelle liste degli "amici di Beppe Grillo" di Roma. In particolare, proprio ieri, il consigliere Marco giustini aveva presentato un esposto-denuncia sul gassificatore di Malagrotta al Tribunale di Roma.

La notizia su internet:

ANSA.IT

LA NUOVA ECOLOGIA

IL MESSAGGERO

L'UNITA'

Il sindaco Alemanno dice:
«A prescindere dall'azione da magistratura, ci vuole un grande cambiamento nella gestione dei rifiuti - ha aggiunto - e penso si debba uscire dalla logica dei monopoli privati e fare in modo che ci sia un sempre maggiore spazio per l'intervento pubblico, che garantisca non solo lo smaltimento dei rifiuti ma anche una gestione realmente moderna e adeguata».

Speriamo che non siano solo chiacchiere.
Cambiare la gestione dei rifiuti significa fare raccolta differenziata "porta a porta", agire nell'intero ciclo dei rifiuti, dall'abbattimento degli imballaggi, alla vendita prodotti "a spina", creando un ciclo virtuoso di riutilizzo e riciclo di ogni prodotto di scarto. Si tratta di attivare una maggiore cultura civica dei cittadini (che oggi sono francamente ancora menefreghisti e disattenti ai problemi ambientali) .
Si tratta di ridurre gli SPRECHI.

E' un lavoro lungo e difficile che però ci può far arrivare verso l'obbitettivo finale che è quello di "produzione di rifiuti zero". Si può fare, con l'aiuto della gente e delle nuove tecnologie. Si può riciclare l'impensabile, basta creare i cicli virtuosi. Basterebbe sfruttare la nota creatività del popolo italiano eliminando la "furbizia" da quattro soldi che porta a tenere pulito il proprio giardino sporcando tutto quello che è pubblico e fregandosene dell'ambiente. SI può fare...

Il mondo aspetta Obama

Dall'Islanda al Sud Africa, passando per il vicino Canada, tutti vogliono Obama. Il mondo intero è per il senatore dalla pelle scura che dopo aver vinto nelle primarie una potente famiglia della politica come la famiglia  Clinton sembra poter vincere facilmente la partita. Il "sembra" è d'obbligo , dopo l'incertissima elezione di Bush su Al Gore per un pugno di voti (pure contestati).

Obama piace ovunque, eccetto che al Cremlino, dove i Russi, abituati nei decenni a dialogare con i Reagan ed i Bush, hanno sempre avuto maggiori difficoltà di dialogo proprio con i democratici, nonostante vi sia un'apparente contraddizione (i repubblicani tengono una linea politica molto più nazionalista  dei democratici).

Altra apparente contraddizione, la popolarità di Obama persino nel centro destra italiano, dove non sono pochi che non nascondono la simpatia per il senatore democratico. A parte Gasparri, noto per le sue dichiarazione sempre un pò fuori sincrono rispetto la realtà del paese e del mondo, persino l'odiatissima (dalla sinistra e non solo)  Gelmini dice chiaro e tondo che preferisce Obama.

A poche ore dal risultato elettorale, mentre gli ultimi sondaggi indicano Obama ancora in vantaggio ma con un distacco rosicchiato da un avversario coriaceo come non mai, attendiamo i risultati con fiducia. Il primo presidente nero degli Stati Uniti ... sarebbe veramente una bella cosa.
Ed è pure giovane, altro che la gerontocrazia Italiana...

Zero - Inchiesta sull'11 settembre

Zero0001Ho appena finito di vedere il dvd di Zero, l'inchiesta di Giulietto Chiesa sull'11 settembre.
Conferma le perplessità che ho sempre avuto, sin da quando avevo assistito all'evento in diretta in televisione quel giorno. Stavo lavorando a casa, avevo ancora la tv, era accesa, ed a un certo punto i telegiornali impazzirono con le prime notizie, le prime immagini. Sembrava lo scoppio della terza guerra mondiale. Già all'inizio sembrava strano che, soprattutto nel caso del pentagono, dei piloti dilettanti potessero aver fatto evoluzioni aeree così difficili per dei profani. Poi l'inspiegabile crollo delle torri, assolutamente inconsueto per edifici del genere, riferito anche in funzione dell'entità limitata dei danni subiti e del'incendio non trascendentale che aveva seguito i due impatti degli aerei. Come è possibile che un incendio, fondi l'acciaio delle strutture portanti dell'edificio, quando dalle immagini si vedevano  persone ancora vive che si muovevano nei piani in cui era in corso l'incendio. Insomma, una serie di interrogativi solo in parte riportati nel film-inchiesta.
I giorni scorsi avevo invece dato un'occhiata alle diverse decine di filmati che girano su internet, soprattutto you tube, sull'11/9, che mettono in evidenza altri dubbi e perplessità. Dalle testimonianze di vigili del fuoco che sentirono distintamente degli scoppi a pianterreno molto prima del crollo delle torri, ad altre incongruenze inspiegabili o che comunque era state tenute nascoste nell'inchiesta ufficiale.
Insabbiamento per coprire le responsabilità per cause legate ad inefficienza o incapacità di singoli o del sistema difensivo degli USA, o tentativo di coprire responsabilità precise di connivenze ad alto livello o peggio ancora? I parenti delle vittime ancora aspettano, e con buona pace di Attivissimo ed altri che in rete cercano di smontare le tesi complottiste, la verità è ben lungi da venire a galla...

nonuke

La mia foto

giugno 2009

lun mar mer gio ven sab dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30          

Il lampo

Avvertenze

  • Creative Commons License
    Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
  • Per quanto riguarda la privacy...
    Questo blog non gestisce dati di nessun tipo e non raccoglie ed inserisce vostri dati in nessuna banca dati. Comunque mandare una Email per avere qualsiasi informazione
  • I vostri commenti..
    Devono essere rispettosi delle opinioni altrui e non andare contro la legge nè offendere nessuno. Ogni abuso verrà segnalato alle autorità competenti, come ogni tentativo di diffamazione di terze persone. Verranno respinti i commenti che non seguono questi criteri. Ognuno è il solo responsabile di quello che scrive, civilmente e penalmente e scarica da ogni responsabilità il titolare del blog il quale comunque appena possibile eliminerà tutti i commenti giudicati contrari alle normative vigenti. Per il resto si accettano di buon grado opinioni divergenti, anzi opinioni diverse aiutano a capire meglio la realtà che ci circonda. Aspettiamo quindi un vostro contributo anche critico... basta argomentare le critiche e siete ben accetti!! Non spammate prego (ovvero non speditemi una valanga di commenti uguali o quasi) altrimenti i vostri commenti saranno tolti (e non lamentatevi poi....) Bisogna sapere usufruire nella maniera giusta della libertà di espressione!!
  • questo sito non è...
    Un periodico giornalistico o una agenzia di stampa. Neanche un luogo dove si commercia o si fanno operazioni economiche. Talvolta il Blog si interessa a titolo meramente didattico e divulgativo di arte, musica o altre forme artistiche di comunicazione, senza alcun lucrarci alcunchè. In questo caso, eventuali fotografie o altro materiale esemplificativo, video, musica o altro, se protetto dai diritti d'autore, o verrà solamente linkato ad altro sito o riprodotto a bassa risoluzione.(secondo quanto prevede la nuova legge sui diritti d'autore). Foto e disegni o sono di produzione propria o sono tratti tra quelli liberamente disponibili in rete. In caso aveste reclami in proposito potete comunicarceli. Agiremo di conseguenza. Chi volesse utilizzare testi, foto o qualsiasi altra cosa tratta dal blog, lo può liberamente fare, con l'unica accortezza di citare la fonte. Griazie della cortese attenzione che ci avete dedicato!
Blog powered by TypePad
Iscritto da 08/2006